Fibrotecoma Ovarico: Caratteristiche Ecografiche e Approfondimenti

Il tumore dell’ovaio può avere origine nei tessuti che formano le ovaie, due organi delle dimensioni di una grossa mandorla, ossia di circa 3 centimetri di diametro, con variazioni legate all’età. Sono situati a destra e a sinistra all’utero, cui sono connessi dalle tube di Falloppio. Le funzioni dell’ovaio sono due: produrre ormoni sessuali femminili (estrogeni e progesterone) e ovociti (le cellule riproduttive femminili). Nelle donne fertili e non in stato di gravidanza, ogni mese le ovaie producono un ovocita che si muove verso l’utero per essere eventualmente fecondato.

Il cancro dell’ovaio è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule di quest’organo, il più delle volte quelle epiteliali, che ne rivestono le pareti. Anche le cellule germinali e quelle stromali, gli altri due tipi cellulari presenti nell’ovaio, possono essere all’origine di un tumore di questo tipo, anche se più raramente.

Tipologie di Tumori Ovarici

I tumori maligni dell’ovaio sono di 3 tipi: epiteliali, germinali e stromali:

  • Tumori epiteliali: Originano dalle cellule epiteliali che rivestono la superficie delle ovaie. Essi costituiscono più del 90 per cento delle neoplasie ovariche maligne.
  • Tumori germinali: Originano dalle cellule germinali (quelle che danno origine agli ovuli) e rappresentano il 5 per cento circa delle neoplasie ovariche maligne. Nel 40-60 per cento dei casi vengono diagnosticati in donne di età inferiore ai 20 anni.
  • Tumori stromali: Originano dallo stroma, il tessuto strutturale dell’ovaio, nel quale vengono prodotti gli ormoni femminili, e rappresentano circa l’1 per cento di tutti i tumori ovarici. Oltre la metà di questi tumori si presenta in donne di età superiore a 50 anni.

Tumori Ovarici Borderline (BOT)

I tumori ovarici borderline (BOT) sono masse anomale che si formano a causa dell’iperproliferazione delle cellule delle ovaie. Questi tumori possono interessare solo una o entrambe le ovaie e, come buona parte delle neoplasie, dare origine a metastasi. Le cellule maligne, infatti, possono espandersi anche negli organi vicini (ad esempio il peritoneo, la membrana sierosa che ricopre gli organi addominali e costituisce il rivestimento della parete addominale), dando origine a nuovi tumori chiamate metastasi.

A differenza dei carcinomi, i BOT non hanno una natura ben definita, ma sono piuttosto il frutto di un incrocio tra alcune caratteristiche tipiche dei tumori benigni e altre peculiarità dei tumori benigni. In particolare, le metastasi dei tumori ovarici borderline tendono a rimanete confinate all’interno dell’addome. La prognosi, inoltre, è tendenzialmente positiva, anche se è frequente la comparsa di recidive.

Fibrotecoma Ovarico: Un Approfondimento

Una neoformazione ovarica può essere liquida (cisti), solida, o mista. Nel caso di neoformazione solida con caratteristiche ecografiche simili a quelle di un mioma, potrebbe trattarsi di un fibroma o fibrotecoma ovarico (benigna).

I fibromi ovarici sono neoplasie benigne di derivazione dello stroma ovarico. Nel 90% dei casi sono unilaterali. L’aspetto macroscopico è simile a quello del leiomioma, del tecoma, del tumore di Brenner e del tumore di Krukenberg. La superficie è liscia, di colore bianco-giallastro. La dimensione media è di 6 cm. Fino al 20% può essere peduncolato. Sono ben circoscritti con una superficie esterna liscia e lobulata e una superficie di taglio omogenea, solida e soda di colore bianco-marrone.

Diagnosi

I fibromi sono generalmente asintomatici e vengono spesso rilevati alla palpazione durante un esame ginecologico di routine. Circa il 40% dei pazienti sviluppa dolore e distensione addominale, massa pelvica palpabile e poliuria. Circa il 5% dei casi è complicato da torsione con dolore addominale acuto. La normale secrezione steroidea è rara.

  • USG: All’esame ecografico, il fibroma appare come una massa solida, oblunga, nettamente circoscritta, omogenea, tipicamente ipoecogena, anche se è stato descritto un’aspetto iperecogeno con l’attenuazione del segnale acustico.
  • TAC: I fibromi si manifestano solitamente come masse diffuse, leggermente ipoattenuanti, con scarso e molto lento potenziamento del contrasto.
  • Esame istologico: Il sezionamento di un fibroma rivela in genere una superficie bianco gessosa che ha un aspetto a spirale, simile a quello di un fibroma uterino. Possono esserci alterazioni mixoidi o edematose con formazione di pseudocisti e calcificazione (10% dei casi).

Sottotipi di Fibromi Ovarici

In base all’aspetto microscopico, sono stati descritti tre sottotipi:

  • Fibroma convenzionale
  • Fibroma cellulare
  • Fibroma cellulare mitoticamente attivo

I fibromi ovarici convenzionali sono composti da cellule fusiformi uniformi e insipide (simili ai fibroblasti) disposte in corti fascicoli intersecanti o in uno schema storiforme. Le cellule hanno scarso citoplasma eosinofilo e nuclei ovali o allungati ondulati con atipia minima o nulla. I fibromi cellulari sono composti da aree densamente cellulari mescolate ad aree meno cellulari di fibroma convenzionale. Costituiscono circa il 10% dei fibromi ovarici. Le caratteristiche cliniche sono simili ai fibromi convenzionali; tuttavia, tendono ad essere più grandi (diametro medio 12 cm) con una superficie di taglio giallo-biancastra più morbida e carnosa rispetto ai fibromi convenzionali.

Sindrome di Meigs e Sindrome di Gorlin-Goltz

I fibromi ovarici bilaterali, qualora associati ad ascite e versamento pleurico, si osservano nella sindrome di Meigs. Sia l’ascite che l’idrotorace si risolvono dopo la rimozione del tumore ovarico. Fibromi ovarici bilaterali sono riscontrati nel 75% delle pazienti con S. di Gorlin-Goltz (s. del carcinoma basocellulare nevoide), una malattia autosomica dominante a penetranza pressoché completa caratterizzata da molteplici carcinomi basocellulari, cheratocisti odontogene della mascella con deformazione del viso, anomalie scheletriche (micrognatismo, cifoscoliosi), calcificazione ectopica e vari tumori (fibromi ovarici e cardiaci, meningiomi, medulloblastomi, ameloblastoma, neoplasie tiroidee e molti altri tumori rari).

Trattamento

Il trattamento di prima scelta è chirurgico, e si concentra sull’asportazione della massa tumorale e degli organi coinvolti dalla patologia. Se si dovesse confermare presenza di neoformazione solida in sede ovarica, sarebbe opportuno sottoporsi ad intervento (preferibilmente laparoscopico) per avere una diagnosi di certezza attraverso la asportazione della neoformazione.

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