La fibrosi cistica (FC), è una patologia multiorgano estremamente complessa che colpisce principalmente il sistema respiratorio e digerente. Si tratta di una patologia genetica ereditaria per la quale ad oggi non esiste una cura definitiva. La fibrosi cistica è un disordine genetico autosomico recessivo e può verificarsi in ugual modo nei maschi e nelle femmine.
Le manifestazioni cliniche della malattia sono caratterizzate dalla presenza di secrezioni esocrine mucose dense che portano a una malattia polmonare cronica ostruttiva con evoluzione verso l’insufficienza respiratoria. Nell’ambito di una certa variabilità individuale, si possono avere anche altre manifestazioni cliniche di rilievo, tra cui insufficienza pancreatica esocrina, epatopatia, diabete e, nella quasi totalità dei maschi affetti, azoospermia (totale mancanza di spermatozoi nell'eiaculato).
Diagnosi di Fibrosi Cistica
Il medico può rendersi conto di una possibile diagnosi di fibrosi cistica anche in base ai sintomi del paziente. La diagnosi basata sui sintomi è sempre meno frequente in quanto lo screening neonatale permette una diagnosi precoce. La diagnosi precoce è fondamentale per iniziare tempestivamente il trattamento e migliorare la qualità della vita del paziente affetto da fibrosi cistica.
Screening Neonatale e Dosaggio della Tripsina
Lo screening neonatale consiste in un piccolo prelievo di sangue, effettuato dal tallone del neonato tra le prime 48/72 ore di vita e si basa sul dosaggio della tripsina. Viene condotto su tutti i neonati e implica il prelievo di una piccola quantità di sangue dal tallone per testare la presenza di un pacchetto di mutazioni note, per diverse ereditarie, tra cui numerose mutazioni comuni nel gene CFTR, il cui malfunzionamento è responsabile della fibrosi cistica.
In particolare, il campione di sangue prelevato viene analizzato mediante dosaggio del tripsinogeno immunoreattivo (IRT) rilasciato dal pancreas. Un valore elevato di tale marcatore è un fattore prognostico negativo per la patologia. Se il test rileva livelli di tripsina elevati, non è detto che il bambino sia effettivamente affetto da FC, pertanto il Centro Regionale di Riferimento per gli Screening richiama la famiglia per il secondo dosaggio, tra il 15° e il 20° giorno di vita del bambino.
Questo test identifica un parametro biochimico specifico, la cui concentrazione superiore ai parametri standard richiede di ripetere il test dopo un mese. Se lo screening è negativo le famiglie non ricevono alcuna comunicazione in merito. Nel caso in cui il test individui livelli elevati di tripsina, la famiglia viene richiamata per effettuare un secondo dosaggio enzimatico, generalmente entro il ventesimo giorno di vita del piccolo.
Lo screening è mirato alla diagnosi precoce, consentendo così cure più tempestive ed efficaci e l'attuazione di interventi preventivi. La conferma diagnostica viene poi fornita dal test del sudore e dall'analisi di mutazioni.
Test del Sudore
Il test del sudore è il modo più efficace per diagnosticare la FC. E’ un semplice test indolore, che si esegue in ambulatorio e non è invasivo. Consiste nella misurazione della concentrazione di sale nel sudore. La diagnosi di fibrosi cistica (o mucoviscidosi) si basa principalmente sul test del sudore, che misura la concentrazione di cloro nel sudore.
Una concentrazione superiore a 60 milliequivalenti per litro è fortemente indicativa della malattia. Valori di cloro inferiori a 40 milliequivalenti (o 30 nei neonati) escludono generalmente la malattia, salvo rare eccezioni. I valori intermedi (borderline) non sono conclusivi, poiché possono riguardare sia soggetti sani sia malati, e richiedono un’analisi genetica per conferma. Il limite al di sopra del quale il test è ritenuto positivo confermando la diagnosi di FC equivale a 60 mEq/L, mentre risulta negativo con valori di cloro al di sotto di 40 mEq/L. Per i valori all’interno di questo range il test può essere ripetuto per dare una diagnosi accertata di FC.
L’analisi del sudore viene condotta per identificare se nel sudore del neonato vi sono livelli di sodio e cloruro più elevati della norma. Se la concentrazione è elevata la persona risulta affetta da patologia. Il test viene richiesto nei bambini con screening neonatale positivo per FC, nei bambini che abbiano presentato alla nascita ileo da meconio, per bambini con sintomi respiratori o gastrointestinali che inducano a sospettare una diagnosi di FC e nei casi di pancreatite cronica o grave disidratazione, soprattutto nei mesi estivi.
Analisi Genetica
Generalmente effettuato in caso di diagnosi dubbia, ricerca la mutazione sul gene della proteina CFTR ((Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator), responsabile della patologia. Analisi genetica: l'analisi del DNA da sangue o saliva conferma la presenza di mutazioni a carico del gene responsabile della fibrosi cistica (individuazione del gene CFTR).
L'analisi mutazionale consente di riconoscere almeno l'85% dei portatori sani nella popolazione generale. Quest’ultima, effettuata in centri specializzati, è un test altamente affidabile se condotto correttamente. Inoltre, conoscere le mutazioni permette di individuare eventuali portatori tra i familiari, tramite ulteriori analisi genetiche.
In caso di figlio affetto da Fibrosi Cistica, i genitori sono portatori sani, cioè nel loro patrimonio genetico (DNA) hanno una copia del gene CFTR integra e l'altra alterata (mutata). Il test si esegue abitualmente analizzando il DNA estratto da un campione di sangue. In alcuni laboratori è possibile fare il test anche usando campioni di saliva o cellule ottenute grattando la mucosa della bocca.
Un gene è una piccola parte del nostro DNA e ogni gene contiene le istruzioni per produrre una proteina in grado di svolgere una specifica funzione nella cellula. L'informazione è una sequenza delle 4 lettere dell'alfabeto genetico: A, T, G e C. Il test genetico - o analisi genetica - permette di scoprire se queste informazioni sono normali o alterate. La sequenza di un gene può essere analizzata con tecniche di biologia molecolare e, conoscendo la sua sequenza normale, è possibile identificare eventuali anomalie (mutazioni). A tutt'oggi, non tutte le mutazioni del gene CFTR identificabili con il sequenziamento (NGS) hanno un significato clinico conosciuto.
Diagnosi Prenatale
Esiste anche la possibilità di effettuare una diagnosi pre-natale, cioè durante la gravidanza. Consiste in una batteria di analisi genetiche per valutare la presenza di alcune malattie a trasmissione ereditaria, tra cui la fibrosi cistica.
Monitoraggio del Decorso della Fibrosi Cistica
Per il paziente affetto da fibrosi cistica viene raccomandato un attento monitoraggio mediante indagini mediche regolari che contribuiscono ad aiutarlo durante il decorso della patologia. Le analisi che consentono di monitorare il decorso della fibrosi cistica e prevenire l'insorgenza delle complicanze ad essa correlate, sono le seguenti:
- Imaging test: le indagini di medicina nucleare (raggi X, TAC, risonanza magnetica) consentono di rilevare danni ai polmoni o all'intestino.
- Test di funzionalità polmonare: permettono di misurare la capacità di diffusione (valutazione dell'efficacia di trasporto dei gas respiratori dall'aria inspirata al sangue e viceversa) e di determinare il volume polmonare mediante spirometri e pletismografi.
- Coltura dell'espettorato: analisi microbiologica che consente l'identificazione della popolazione batterica nel campione di espettorato. Il muco vischioso che ostruisce le vie respiratorie favorisce la proliferazione di batteri.
- Esame per la funzionalità di fegato e pancreas: tramite gli esami del sangue è possibile misurare lo stato di salute di tali organi.
Trattamento della Fibrosi Cistica
La fibrosi cistica è una malattia cronica progressiva per la quale non esiste ancora una cura definitiva, sebbene il trattamento della patologia consenta di alleviare efficacemente i sintomi e ridurre le complicanze. Gestire la fibrosi cistica è complesso; per questo è importante considerare il trattamento della malattia in un centro specializzato.
Oggi, accanto alle terapie di routine, per alcune mutazioni come ad esempio la F508del e ed altre meno frequenti, sono disponibili farmaci correttori e potenziatori che intervengono sul funzionamento della proteina CFTR, migliorando il decorso della malattia. La quantità da somministrare deve essere valutata tenendo conto della gravità della compromissione pancreatica e delle abitudini alimentari dei pazienti, che devono sottoporsi ad una dieta libera, equilibrata, ipercalorica.
- Fisioterapia: La fisioterapia può essere attuata quotidianamente per adiuvare l'espulsione del muco dalle vie aeree (mediante ripetute pressioni esterne esercitate dalle mani all'esterno del torace o tramite dispositivi meccanici quali apparecchi di respirazione). La fisioterapia coadiuvata da costante esercizio fisico risulta utile a stabilire una condizione di benessere generale.
- Farmaci: antibiotici ed antimicotici per trattare e prevenire le infezioni polmonari; farmaci mucolitici per aiutare il paziente ad espellere il muco, migliorando la funzione polmonare; broncodilatatori per aiutare a mantenere le vie respiratorie pervie, rilassando i muscoli intorno ai bronchi; enzimi pancreatici (somministrati per via orale) per aiutare l'apparato digerente ad assorbire le sostanze nutritive. L’antibioticoterapia (meglio se per via aerosolica) ha un ruolo importante nel controllo delle infezioni. Questa dovrebbe essere prescritta solo in base al risultato dell’esame microbiologico sulle secrezioni bronchiali ottenute dopo la tosse o mediante aspirato faringeo.
Terapia Genica
Attualmente, sono in corso ricerche per sviluppare una terapia che permetta l'inserimento di geni normali nel DNA di queste cellule epiteliali ammalate (terapia genica). La terapia genica è stata infatti studiata come una potenziale cura per la fibrosi cistica: viene veicolata idealmente una copia normale del gene CFTR nelle cellule colpite. Trasferire il gene CFTR normale nelle cellule dell'epitelio colpito determinerebbe la produzione di CFTR funzionale in tutte le cellule bersaglio, senza reazioni avverse o una risposta infiammatoria. Se questo sarà possibile, le cellule riusciranno a produrre canali normali del Cl- che permetteranno all'epitelio di secernere liquido normalmente.
Terapia delle Complicanze Tardive e Procedure Chirurgiche
- Rimozione dei polipi nasali: il medico può raccomandare un intervento chirurgico per rimuovere i polipi nasali che ostacolano la respirazione.
- Ossigenoterapia: nel caso diminuisca il livello di ossigeno nel sangue, il medico può consigliare di respirare ossigeno puro per prevenire un aumento eccessivo della pressione nei polmoni (ipertensione polmonare).
- Lavaggio con endoscopio delle vie aeree ostruite.
- Trapianto di polmone: può essere preso in considerazione nel caso in cui insorgano problemi respiratori gravi, pericolo di vita a causa dell'insorgenza di complicazioni polmonari, od una crescente resistenza agli antibiotici usati per trattare le infezioni polmonari. L'utilità dei trapianti polmonari nelle persone con fibrosi cistica rimane controversa perché gli studi indicano che la procedura è associata a molte complicazioni, e non sembra prolungare la vita o migliorare la qualità della vita.
- Sonda gastrica per l'alimentazione artificiale: Il medico può suggerire di utilizzare una sonda allo scopo di fornire alimentazione supplementare durante il sonno. La sonda può essere fatta passare attraverso il naso allo stomaco o impiantata chirurgicamente nell'addome.
- Trattamento delle occlusioni intestinali: se si sviluppa un'occlusione nel lume intestinale, potrebbe essere necessario ricorre ad un intervento chirurgico per rimuoverla. La intussuscezione può anche richiedere la resezione intestinale.
Stile di Vita
Ci sono molte azioni a cui si può ricorrere nel quotidiano per ridurre al minimo l'insorgenza delle complicanze correlate alla fibrosi cistica:
- Curare l'alimentazione: La fibrosi cistica può causare malnutrizione, in quanto gli enzimi necessari per la digestione potrebbero non raggiungere l'intestino tenue, impedendo così l'assorbimento dei nutrienti. La migliore nutrizione possibile è anche necessaria per mantenere una buona funzionalità polmonare. Oltre all'assunzione degli enzimi digestivi prescritti dal medico, è possibile considerare l'addizione alla propria dieta di integratori ad alto contenuto calorico nutrizionale, vitamine liposolubili, fibre (per prevenire il blocco intestinale) ed infine, integratori salini, soprattutto durante la stagione calda.
- Bere molti liquidi: Aumentare l'assunzione di liquidi può contribuire a fluidificare il muco nei polmoni.
- Lavare accuratamente le mani: Il lavaggio delle mani è il modo migliore per proteggersi contro l'infezione.
- Vaccinazioni: Oltre ai vaccini previsti per l'infanzia, è importante che al paziente con fibrosi cistica venga somministrato il vaccino annuale contro l'influenza. La fibrosi cistica non influisce sul sistema immunitario, ma i bambini con fibrosi cistica presentano una maggiore probabilità di sviluppare complicazioni quando si ammalano.
- Esercizio fisico: L'esercizio fisico regolare aiuta a sciogliere il muco nelle vie respiratorie, rafforza cuore e polmoni. Per molte persone con fibrosi cistica, praticare sport può migliorare fiducia e autostima.
- Eliminare il fumo: Non fumare in casa o in auto, e non permettere ad altre persone di fumare intorno al paziente. Il fumo passivo è dannoso per tutti, ma soprattutto per i pazienti affetti da fibrosi cistica.
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