Fibroma Ameloblastico: Caratteristiche Radiografiche e Diagnosi

Il fibroma odontogeno (OF) è una rara neoplasia benigna del tessuto connettivo fibroso maturo, con quantità variabili di epitelio odontogeno dall’aspetto inattivo, con o senza evidenza di calcificazione. Sono descritte due varianti cliniche: fibroma odontogeno intraosseo o centrale e fibroma odontogeno extra-osseo o periferico.

Caso Clinico: Fibroma Odontogeno Periferico

Un uomo di 63 anni presentava una storia di tumefazione in corrispondenza del corpo mandibolare sinistro da 2 anni. Non aveva mai avuto dolore o altri sintomi nella regione mandibolare sinistra e non ci sono stati traumi precedenti. La lesione era indolore ed era progressivamente aumentata di dimensioni. La radiografia panoramica e la TAC hanno confermato la presenza di un’area mista radiotrasparente- radiopaca nel corpo mandibolare sinistro, in corrispondenza del margine corticale superiore edentulo, posteriormente al canino inferiore sinistro. L’esame istologico insieme ai reperti clinici e radiologici ha permesso di stabilire la diagnosi di fibroma odontogeno periferico.

Eziologia e Diagnosi Differenziale

L’eziologia del fibroma odontogeno rimane poco chiara, sebbene sia stato proposto un ruolo dei difetti dello sviluppo nei geni normalmente quiescenti, che quindi innescano percorsi di mutazione oncogenica. La diagnosi differenziale clinica e radiografica si pone con le cisti di origine odontogena, il tumore odontogeno epiteliale calcificante (tumore di Pindborg), il tumore odontogeno adenomatoide, il fibroma ameloblastico e l’ameloblastoma.

Cisti Odontogene: Caratteristiche Generali

Con il termine di cisti (dal greco kystis, vescicola, sacco) si intende una cavità ossea patologica, contenente fluido, rivestita da epitelio, e circondata da una parete connettivale ben definita. Le cisti sono più frequenti nelle ossa mascellari che in ogni altro osso in quanto la maggior parte di esse ha origine dai numerosi residui di epitelio odontogeno che permangono dopo la formazione dei denti.

Le cisti sono lesioni radiotrasparenti e le loro caratteristiche cliniche principali sono la tumefazione, l’assenza di dolore (a meno che la cisti non si infetti secondariamente o non sia dovuta ad un dente non vitale) e denti mancanti, soprattutto terzi molari. Si manifestano in qualsiasi punto del mascellare superiore o della mandibola sebbene siano rare a livello del condilo e del processo coronoide. Nella mandibola si trovano più spesso al di sopra del canale mandibolare. Le cisti odontogene possono accrescersi nel seno mascellare. Alcune cisti non odontogene possono anche originare all’interno del seno.

Radiologicamente, le cisti intraossee hanno di solito, un contorno ben definito con orletto periferico, caratterizzato da una linea radiopaca piuttosto uniforme e sottile. Questa è dovuta all’opposizione del tessuto osseo all’espansione della lesione, che giustifica la lentezza evolutiva delle cisti. Le cisti sono in grado di causare lo spostamento o il riassorbimento di elementi dentari. L’area riassorbita spesso ha una forma curva netta. Le cisti possono provocare una espansione, di solito curva e liscia, della mandibola e cambiare il tavolato corticale vestibolare o linguale in un sottile strato corticale.

Tipologie di Cisti Odontogene

  • Cisti Gengivale dell’Infante: sembra originare dai residui epiteliali della mucosa alveolare del bambino. È presente alla nascita e non va comunque oltre i tre mesi di età. Si presenta come un nodulo bianco o giallo della mucosa orale nella cui cavità è presente la cheratina.
  • Cheratocisti Odontogena: è una cisti odontogena non infiammatoria che origina dalla lamina dentale. La parete epiteliale è caratteristica perché è cheratinizzata e molto sottile. La cheratocisti odontogena rappresenta circa il 10% di tutte le cisti dei mascellari. Si sviluppa a tutte le età, ma soprattutto durante il secondo e il terzo decennio di vita ed interessa maggiormente il sesso maschile. L’agoaspirato può rivelare un materiale spesso e giallo: la cheratina. Le cheratocisti si riscontrano soprattutto nel corpo posteriore della mandibola e nel ramo, con epicentro superiore al canale mandibolare. La terapia attuale è l’enucleazione conservativa.
  • Cisti Follicolare: si forma attorno alla corona di un dente, della serie normale o soprannumerario, non erotto. Essa inizia con l’accumulo del fluido negli strati dell’epitelio dello smalto ridotto o tra l’epitelio e la corona di un dente non erotto. Rappresenta il secondo tipo più comune di cisti dei mascellari. L’epicentro di queste cisti si trova sopra la corona del dente coinvolto, che di solito è un terzo molare inferiore o un canino superiore. La terapia delle cisti follicolari è la rimozione chirurgica, che potrebbe coinvolgere anche il dente.
  • Cisti da Eruzione: è la controparte di una cisti dentigera dei tessuti molli. Origina dall’epitelio ridotto dell’organo dello smalto, superiormente alla corona di un dente in via di eruzione. Si caratterizza per un accumulo di liquido attorno alla corona del dente in eruzione. Insorge esclusivamente in età pediatrica, nel primo decennio di vita. Clinicamente si manifesta con una tumefazione asintomatica, bluastra, situata sul margine alveolare in corrispondenza di un elemento dentario in via di eruzione.
  • Cisti Gengivale dell’Adulto: origina dai residui dell’epitelio odontogenico presenti nella gengiva dell’adulto, più di frequente nella regione dei premolari e dei canini inferiori a carico della papilla interdentale o nell’attacco gengivale. Insorge in pazienti adulti, in genere di età superiore ai 40 anni. Si presenta come lesione cistica gengivale, di dimensioni inferiori ad 1 cm.
  • Cisti Periodontale Laterale: è una rara formazione cistica situata lateralmente alla radice di un dente vitale che origina dai residui dell’epitelio odontogenico. Si localizza principalmente nel mascellare inferiore, regione dall’incisivo laterale al secondo premolare ed occasionalmente nella regione anteriore del mascellare superiore, tra l’incisivo laterale e il canino. Radiograficamente si presenta come un’area radiotrasparente ben definita posta lateralmente alla radice di un elemento dentario, di forma circolare od ovoidale con un orletto sclerotico periferico.
  • Cisti Odontogena Botrioide: variante multiloculare della cisti periodontale laterale. Colpisce adulti, in genere di età superiore a 50 anni, con uguale incidenza, sia nel sesso maschile che nel sesso femminile. La sua sede elettiva è la parte anteriore della mandibola. Radiograficamente presenta un aspetto pluriconcamerato. La terapia elettiva è costituita dall’asportazione chirurgica.
  • Cisti Odontogena Ghiandolare (Sialo-odontogenica): è una neoformazione rara che insorge nella mandibola e nel mascellare superiore, in prossimità dei denti, caratterizzata da un rivestimento epiteliale con cellule cuboidali o colonnari, con cripte o spazi simil-cistici nello spessore dell’epitelio. Colpisce in eguale misura maschi e femmine. L’età prevalentemente colpita è 40-60 anni. La sede elettiva della cisti odontogena ghiandolare è la parte anteriore della mandibola. Raramente interessa il mascellare superiore. All’esame radiografico possono essere unicistiche oppure multicistiche con margini netti.
  • Cisti Naso-palatina: si forma quando residui epiteliali embrionali del dotto nasopalatino vanno incontro a proliferazione e a degenerazione cistica. Le cisti del dotto nasopalatino costituiscono il 10% delle cisti dei mascellari. La distribuzione per età è ampia, con la maggior parte dei casi individuati tra il quarto e il sesto decennio di vita. L’incidenza è tre volte più alta nei maschi. La maggior parte di queste cisti è asintomatica o causa sintomi così lievi da poter essere tollerati per lunghi periodi.

Neoformazioni Benigne dei Mascellari

Le neoformazioni benigne dei mascellari sono masse non cancerose che si sviluppano nelle ossa mascellari, che sono le ossa che formano la mascella superiore e inferiore. Queste neoformazioni possono essere asintomatiche o causare sintomi a seconda della loro dimensione, posizione e tasso di crescita. Le neoformazioni benigne dei mascellari possono essere causate da vari fattori, tra cui traumi, infezioni, disturbi del metabolismo osseo e anomalie congenite.

Sintomi Comuni

  • Dolore o sensazione di pressione nella zona della mascella
  • Gonfiore o deformità facciale
  • Difficoltà a masticare o parlare
  • Perdite dentali o spostamento dei denti
  • Intorpidimento o debolezza di mandibola e mascella

Patologie Associate

  • Osteoma: una crescita ossea benigna che si forma sulla superficie dell’osso.
  • Fibroma ossificante: una neoformazione benigna composta da tessuto fibroso e osseo.
  • Cisti ossea: una cavità riempita di liquido che si forma nell’osso.
  • Encondroma: una neoformazione benigna che si sviluppa nel tessuto cartilagineo all’interno dell’osso.
  • Osteoblastoma: un tumore osseo benigno che si forma a partire dalle cellule che producono nuovo osso.
  • Cheratocistico odontogeno: il tumore cheratocistico odontogeno è una lesione cistica benigna ma aggressiva che origina dalle cellule odontogene della mandibola o della mascella.

Trattamento delle Neoformazioni Benigne

Il trattamento delle neoformazioni benigne dei mascellari dipende dalla patologia specifica, dalla dimensione e dalla posizione della neoformazione. Le opzioni di trattamento possono includere:

  • Osservazione e monitoraggio: In alcuni casi, il medico potrebbe decidere di monitorare attentamente la neoformazione senza intervento immediato.
  • Terapia farmacologica: In alcuni casi, i farmaci possono essere utilizzati per ridurre il dolore o l’infiammazione.
  • Intervento chirurgico: La rimozione chirurgica della neoformazione è spesso necessaria per prevenire ulteriori complicazioni e garantire una guarigione completa.

Fase di Recupero Post-Operatoria

Dopo l’asportazione chirurgica di una neoformazione benigna dei mascellari, è normale che il paziente possa avvertire alcuni sintomi e disagi post-operatori. Tra questi, sonnolenza, debolezza e confusione sono comuni, così come un senso di nausea e di freddo. Durante la fase post-operatoria, è normale inoltre riscontrare un lieve gonfiore ed edema nella zona interessata dall’intervento per le prime ore o giorni. Nel caso si verifichino complicazioni tardive, il chirurgo e/o il suo assistente saranno reperibili telefonicamente ai numeri forniti al momento della dimissione.

La guarigione completa potrebbe richiedere alcune settimane, e durante questo periodo, il paziente dovrebbe prestare particolare attenzione all’igiene orale per prevenire infezioni. Il chirurgo potrebbe prescrivere antibiotici come precauzione. Inoltre, è importante seguire le indicazioni del chirurgo per evitare eventuali complicazioni all’osso mascellare.

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