Fibrinogeno: Farmaci, Nomi Commerciali e Utilizzo

Il fibrinogeno, noto anche come fattore I della coagulazione, è una proteina plasmatica prodotta dal fegato, fondamentale per la cascata coagulativa. Quando si verifica un sanguinamento, l'organismo attiva questa cascata per formare coaguli e fermare l'emorragia.

Importanza del Fibrinogeno nella Coagulazione

Quando c’è un deficit di uno o più fattori della coagulazione, e fra questi il fibrinogeno, la cascata non si attiva correttamente, non si formano i coaguli e si rischia di avere un sanguinamento eccessivo.

Il dosaggio del fibrinogeno viene eseguito in maniera routinaria in ambito di ricovero ospedaliero, insieme al calcolo del valore del tempo di protrombina (PT). L’esame inoltre viene effettuato quando la persona ha valori alterati di PT e/o PTT (tempo di tromboplastina parziale) o quando c’è una famigliarità per malattie della coagulazione.

Il prelievo ematico per il dosaggio del fibrinogeno non richiede una preparazione particolare. È però utile, al fine dell’interpretazione del risultato, che il medico sia a conoscenza dell’eventuale assunzione di farmaci che possono alterare la coagulazione.

Farmaci Trombolitici e Fibrinogeno

I farmaci trombolitici, o fibrinolitici, sono medicinali impiegati per sciogliere trombi già formati nel sistema circolatorio. Più nel dettaglio, i farmaci fibrinolitici favoriscono la conversione del plasminogeno in plasmina.

  • Streptochinasi (o streptokinasi): la streptochinasi è una proteina che si ottiene da colture di streptococchi β-emolitici del gruppo C. Questa proteina è in grado di legarsi al plasminogeno, formando un complesso con esso e convertendolo in plasmina. Inoltre, il sopra citato complesso, non solo permette la degradazione della fibrina contenuta nel trombo, ma è anche in grado di catalizzare la distruzione del fibrinogeno e dei fattori V e VII della coagulazione. Per tale ragione, la streptochinasi viene considerata come un farmaco trombolitico non fibrino-specifico. In aggiunta a ciò, trattandosi di una proteina estranea all'organismo, la sua somministrazione può scatenare reazioni allergiche.
  • Urochinasi (o urokinasi): l'urochinasi è una proteina di origine umana che esplica la sua azione con un meccanismo d'azione leggermente differente rispetto a quello degli altri farmaci trombolitici. Infatti, questa proteina è in grado di degradare sia la fibrina che il fibrinogeno, esercitando così un'azione fibrinolitica diretta. Questa molecola presenta il vantaggio di essere di origine umana, pertanto, l'organismo non la riconosce come agente estraneo. A questa categoria appartiene l'alteplasi.

Farmaci a Base di Fibrinogeno: Nomi Commerciali e Utilizzo

Diversi farmaci a base di fibrinogeno sono disponibili per il trattamento di deficit congeniti o acquisiti. Ecco alcuni dei principali:

Raplixa - Fibrinogeno umano / Trombina umana

Cos'è e per cosa si usa?
Raplixa è un medicinale usato negli adulti durante un intervento chirurgico per favorire l'arresto di un’emorragia, qualora le tecniche chirurgiche standard per il controllo dell’emorragia, come la sutura, risultino insufficienti. Raplixa contiene i principi attivi fibrinogeno umano e trombina umana. Deve essere usato con una spugna di gelatina approvata.

Come si usa?
Raplixa deve essere impiegato esclusivamente da chirurghi esperti e può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica. Raplixa è disponibile in polvere (0,5, 1 e 2 g). La quantità di Raplixa da applicare e la frequenza di applicazione dipendono dalle esigenze del paziente e da variabili quali il tipo di intervento chirurgico, le dimensioni della ferita e la gravità del sanguinamento. Un sottile strato di polvere può essere applicato direttamente sulla sede sanguinante dal flaconcino oppure mediante un nebulizzatore, ricoprendo poi la superficie trattata con una spugna di gelatina. In alternativa la polvere può essere applicata sulla spugna di gelatina inumidita, immediatamente prima dell'applicazione sulla sede sanguinante. Per ulteriori informazioni, vedere il riassunto delle caratteristiche del prodotto.

Come agisce?
I principi attivi di Raplixa, fibrinogeno umano e trombina umana, sono proteine naturali del sangue ottenute da donatori di sangue. Una volta applicata su una superficie umida, la trombina viene attivata e scompone il fibrinogeno in unità più piccole dette fibrine. Successivamente le fibrine si aggregano tra loro formando un coagulo che fissa fermamente la spugna di gelatina alla superficie interessata, bloccando l'emorragia e sigillando il tessuto. La spugna è lasciata in sede, dove si discioglie fino a scomparire del tutto.

Quali benefici ha mostrato nel corso degli studi?
Raplixa ha dimostrato di essere efficace nel favorire l'arresto dell'emorragia durante un intervento chirurgico nell'ambito di uno studio principale che ha coinvolto 721 pazienti sottoposti a intervento a carico di colonna vertebrale, fegato, vasi sanguigni o tessuti molli, e nei quali si era verificato un sanguinamento che non poteva essere controllato con tecniche chirurgiche standard. Lo studio ha messo ha confronto Raplixa usato in combinazione con la spugna di gelatina con il solo impiego della spugna di gelatina. Nei vari tipi di intervento chirurgico, l'emorragia in corso nei pazienti del gruppo trattato con Raplixa è stata arrestata entro 1-2 minuti rispetto ai 2-4 minuti necessari per bloccare il sanguinamento nel gruppo di controllo. In media, l'uso di Raplixa ha ridotto la durata del sanguinamento di circa 2 minuti.

Qual è il rischio associato?
Gli effetti indesiderati più comuni di Raplixa (che possono riguardare fino a 1 persona su 10) sono insonnia e prurito. Altri effetti indesiderati osservati più raramente con questo tipo di medicinale sono le reazioni allergiche. Si è verificata embolia d'aria o di gas (presenza nel sangue di bolle d'aria o di gas che possono compromettere la circolazione sanguigna) potenzialmente fatale con l'utilizzo di altri nebulizzatori per la somministrazione di fibrina. Il rischio di embolia è estremamente basso ma non si può escludere totalmente con Raplixa. Per l'elenco completo degli effetti indesiderati rilevati con Raplixa, vedere il foglietto illustrativo

Raplixa non deve essere applicato per via intravascolare (all'interno dei vasi sanguigni). Non deve essere applicato con nebulizzazione durante un'endoscopia (una procedura che prevede l'uso di un tubo ottico munito di microcamere per la visualizzazione dell'organismo all'interno) o una laparoscopia (l'esecuzione di un intervento chirurgico attraverso piccoli fori, senza apertura della parete addominale). Non deve essere utilizzato come collante per la fissazione di lembi di tessuto o come collante per unire parti di intestino tra loro distanti (anastomosi gastrointestinali). Infine, non deve essere usato per il trattamento del sanguinamento grave dalle arterie. Per l'elenco completo delle limitazioni, vedere il foglietto illustrativo.

Perché è stato approvato?
Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia ha deciso che i benefici di Raplixa sono superiori ai rischi e ha raccomandato che ne venisse approvato l’uso nell’UE. Il comitato è del parere che Raplixa sia efficace nel ridurre il tempo necessario per arrestare un sanguinamento da lieve a moderato quando le tecniche chirurgiche standard, tra cui la sutura, risultino insufficienti. Raplixa è una polvere disponibile in flaconcini che possono essere conservati a temperatura ambiente. Una volta aperto un flaconcino, il medicinale deve essere utilizzato entro due ore, il che permette l'applicazione su più sedi sanguinanti. La sicurezza è stata considerata accettabile, purché siano adottate le misure concordate

Quali sono le misure prese per garantire l'uso sicuro ed efficace?
È stato elaborato un piano di gestione dei rischi per garantire che Raplixa sia usato nel modo più sicuro possibile. In base a tale piano, al riassunto delle caratteristiche del prodotto e al foglio illustrativo di Raplixa sono state aggiunte le informazioni relative alla sicurezza, ivi comprese le opportune precauzioni che gli operatori sanitari e i pazienti devono prendere. Inoltre, la società che commercializza Raplixa garantirà che tutti i chirurghi che utilizzano il medicinale ricevano il materiale informativo relativo ai rischi di embolia d'aria o di gas e le istruzioni per un uso corretto del nebulizzatore. Ulteriori informazioni sono disponibili nel riassunto del piano di gestione dei rischi

Fibryga®

Dal 18 novembre è in commercio in Italia il farmaco Fibryga®, una nuova specialità medicinale a base di fibrinogeno umano. Il farmaco è stato approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) nel mese di settembre.

Perché si usa?
L'emivita biologica del fibrinogeno è di 3-4 giorni. Quindi, in assenza di consumo, non è solitamente richiesto un trattamento ripetuto con fibrinogeno umano. Gli episodi di sanguinamento devono essere trattati in base alle formule sopra riportate rispettivamente per gli adulti/adolescenti e per i bambini, in modo da raggiungere un livello plasmatico raccomandato di fibrinogeno di 1 g/L. Inizialmente sono generalmente somministrati 1-2 g, con infusioni successive secondo necessità.

Vi è il rischio di trombosi quando i pazienti, siano essi affetti da carenza congenita o acquisita, sono trattati con fibrinogeno umano, specialmente ad alte dosi o con dosi ripetute. Nei pazienti con anamnesi di coronaropatia o infarto miocardico, nei pazienti con epatopatia, nei pazienti peri- o postoperatori, nei neonati o nei pazienti a rischio di eventi tromboembolici o di coagulazione intravascolare disseminata, il beneficio potenziale del trattamento con fibrinogeno plasmatico umano deve essere comparato al rischio di complicanze tromboemboliche.

L'ipofibrinogenemia acquisita è associata a basse concentrazioni plasmatiche di tutti i fattori della coagulazione (non solo il fibrinogeno) e degli inibitori per cui deve essere preso in considerazione il trattamento con prodotti ematici contenenti fattori della coagulazione.

Se si verificano reazioni di tipo allergico o anafilattico, l'iniezione/infusione deve essere immediatamente interrotta. Questo medicinale contiene fino a 132 mg di sodio per flacone, equivalente al 6,6% dell'assunzione massima giornaliera raccomandata dall'OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto.

Le misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall'uso di medicinali preparati a partire da sangue o plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per marcatori specifici di infezione e l'inclusione nella produzione di passaggi efficaci per l'inattivazione/rimozione dei virus.

Nonostante ciò, quando vengono somministrati medicinali preparati a partire da sangue o plasma umano, la possibilità di trasmettere agenti infettivi non può essere totalmente esclusa. Le misure intraprese sono considerate efficaci per i virus capsulati come HIV, HBV e HCV e per il virus non capsulato HAV.

Le misure intraprese possono essere di valore limitato nei confronti di virus non capsulati come il parvovirus B19. L'infezione da parvovirus B19 può essere grave per le donne in gravidanza (infezione fetale) e per i soggetti affetti da immunodeficienza o aumento dell'eritropoiesi (ad es.

La sicurezza dell'uso di FIBRYGA durante la gravidanza umana non è stata stabilita in studi clinici controllati. L'esperienza clinica con prodotti a base di fibrinogeno nel trattamento delle complicanze ostetriche suggerisce che non siano da prevedere effetti nocivi sul decorso della gravidanza o sulla salute del feto o del neonato. Non sono stati condotti studi con FIBRYGA sulla riproduzione animale (vedere paragrafo 5.3). Poiché il principio attivo è di origine umana, esso viene catabolizzato allo stesso modo della proteina endogena del paziente. Non è noto se FIBRYGA sia escreto nel latte materno.

Reazioni avverse
Frequenza Reazione avversa
Non nota Piressia lieve e reazione cutanea

Ventisei pazienti, di età compresa tra 1 e <18 anni, sono stati inclusi nell'analisi di sicurezza relativa alla carenza congenita di fibrinogeno. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

La soluzione ricostituita si è dimostrata stabile chimicamente e fisicamente durante l'uso per 24 ore a temperatura ambiente (massimo 25°C). Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente dopo la ricostituzione. Se non usato immediatamente, l'utilizzatore è responsabile dei tempi e delle condizioni di conservazione durante l'uso. La soluzione ricostituita non deve essere congelata o conservata in frigorifero. Non conservare a temperatura superiore a 25°C. Non congelare.

Riastap

Riastap 20 mg/ml polvere per soluzione iniett. o inf. 1 flaconcino 1 g+1 filtro per sir. e disp.

Perché si usa?
Il livello normale di fibrinogeno nel plasma va da 1,5 a 4,5 g/L. Il livello target (1 g/L) in caso di episodi emorragici minori (ad es. epistassi, sanguinamento intramuscolare o menorragia) deve essere mantenuto per almeno tre giorni. In caso di episodi emorragici di maggior importanza (ad es.

Per quanto riguarda l'impiego pediatrico di Riastap sono disponibili pochi dati da studi clinici. Riastap deve essere ricostituito seguendo le istruzioni riportate al paragrafo 6.6. Riastap deve essere iniettato o infuso lentamente, cioè a una velocità di somministrazione che sia accettabile per il paziente.

Sussiste il rischio di trombosi nei pazienti affetti da carenza congenita e trattati con concentrati di fibrinogeno umano, soprattutto se somministrati ripetutamente o in dosaggi elevati. In pazienti con storia clinica di coronaropatie o di infarto miocardico, in pazienti con epatopatie, in pazienti in periodo peri- o post-operatorio, in neonati nonché in pazienti a rischio di eventi tromboembolici o di coagulazione intravascolare disseminata, deve essere sempre valutato il potenziale beneficio derivante dal trattamento con concentrato di fibrinogeno da plasma umano a fronte di un eventuale rischio di complicanze tromboemboliche.

Se si verificano reazioni di tipo allergico o di tipo anafilattico, si dovrà immediatamente interrompere l'iniezione/infusione. In seguito all'applicazione di terapie sostitutive con fattori della coagulazione in pazienti con altri tipi di carenze congenite, sono state osservate reazioni anticorpali.

Riastap contiene fino a 164 mg (7,1 mmol) di sodio per flaconcino, pari a 11,5 mg (0,5 mmol) di sodio per 1 kg di peso corporeo, se al paziente viene prescritta una dose iniziale di 70 mg/kg di peso corporeo.

Le misure standard per prevenire infezioni conseguenti all'uso di prodotti medicinali preparati da sangue o plasma umano comprendono la selezione dei donatori, il controllo delle singole donazioni e dei pool di plasma per specifici marcatori di infezione, e l'adozione di procedure di produzione efficaci nell'inattivazione / rimozione dei virus.

L'infezione da parvovirus B19 può avere gravi conseguenze nelle donne in gravidanza (infezione fetale) e negli individui con immunodeficienza o aumentata eritropoiesi (ad es.

Dal momento che il principio attivo è di origine umana esso viene catabolizzato dal paziente, come le altre proteine endogene. Non è noto se Riastap venga escreto nel latte umano. Un rischio per il lattante non può essere escluso.

La tabella sintetizza le reazioni avverse provenienti da studi clinici e dall'utilizzo del farmaco dopo l'immissione in commercio (post-marketing). La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

A temperatura ambiente (max. 25°C) la stabilità chimico-fisica dopo ricostituzione è risultata pari a 8 ore. Il prodotto ricostituito deve essere somministrato immediatamente. Se non fosse possibile la sua immediata somministrazione, è possibile conservarlo a temperatura ambiente (max. 25°C) per non più di 8 ore. Conservare in frigorifero (tra 2 °C e 8 °C). Non congelare.

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