Mantenere sotto controllo i valori del ferro nel sangue è importante anche per chi non soffre di anemie o carenze di ferro. Il ferro è un nutriente essenziale per l’organismo e interviene nella formazione dell’emoglobina, della mioglobina e in diversi processi biochimici e metabolici dell’organismo. Il ruolo principale del ferro è legato alla produzione di due proteine: l’emoglobina, che ha il compito di trasportare l’ossigeno dai polmoni al resto del corpo; la mioglobina, che favorisce il fissaggio dell’ossigeno all’interno dei tessuti dei muscoli. Inoltre, il ferro è utilizzato dal corpo anche per la produzione di alcuni ormoni e del tessuto connettivo.
Il ferro circola nel sangue sempre legato a proteine che ne impediscono il legame con altre molecole. Il ferro libero nel sangue, infatti, potrebbe reagire con altre sostanze provocando danni all’organismo. Non a caso, è una delle sostanze presenti in maggiore quantità nel sangue. Alla luce del ruolo strategico che ricopre questo minerale, appare chiaro come tenerlo sotto controllo con esami del sangue adeguati è molto importante. La carenza o l’eccesso di ferro, infatti, possono avere conseguenze gravi e sfociare in patologie serie, come l’anemia.
Quando Effettuare l'Esame del Ferro
Questi esami di laboratorio vengono solitamente eseguiti quando si sospetta un’anemia da carenza di ferro (anemia sideropenica) oppure quando è presente una condizione di astenia e malessere generale caratterizzata dai tipici sintomi della carenza di ferro, come pallore della pelle e delle mucose, mal di testa, cefalee, aumentata irritabilità, disturbi della respirazione e del sonno.
L’esame è consigliato nei seguenti casi:
- Stanchezza persistente
- Difficoltà di concentrazione
- Capogiri o svenimenti
- Colorito pallido
- Caduta di capelli
- Unghie fragili
- Infezioni ricorrenti
- Perdita di sangue frequente (mestruazioni abbondanti, sanguinamento gastrointestinale)
- Dieta vegetariana/vegana a lungo termine
Il medico potrebbe prescrivere questo esame anche come screening preoperatorio, o in caso di valori anomali di emoglobina ed ematocrito negli esami ematici di routine.
Come si Misura il Ferro nel Sangue?
Quando si effettuano gli esami del sangue mediante prelievo, i valori di riferimento a cui prestare attenzione per valutare la presenza di ferro sono essenzialmente tre:
- Ferritina: è la proteina responsabile dell’immagazzinamento del ferro e si trova nei muscoli, nel fegato e nel midollo osseo. La Ferritina è la proteina di deposito del ferro e indica i livelli di ferro nell'organismo. Ogni molecola di ferritina può contenere fino a 500 atomi di ferro.
- Transferrina: è la proteina a cui è affidato il compito di trasportare il ferro nell’organismo (si divide in transferrina insatura, quando non è legata al ferro, e satura, quando invece è legata al minerale). Glicoproteina sintetizzata all’interno del fegato, la transferrina rappresenta il principale mezzo di trasporto del ferro nel corpo umano. Queste proteine legano il ferro che viene assunto con l’alimentazione e assorbito nell’intestino. Dopodiché lo trasportano, a secondo delle necessità, ai vari organi e, in particolare, al midollo osseo, dove è incorporato circa il 70% del ferro assunto con il cibo.
- Sideremia: è la quantità di ferro legata alla transferrina. La quantità di ferro presente nel sangue non legato all'emoglobina è detta sideremia. La sideremia è il test che viene prescritto per misurare la concentrazione di ferro nel sangue. Questo elemento è essenziale per il nostro organismo e, in particolare, per la produzione di globuli rossi che funzionino correttamente.
Valori Normali del Ferro nel Sangue
I valori di riferimento indicati qui di seguito possono cambiare leggermente da un laboratorio all’altro a seconda della popolazione di riferimento o del metodo di analisi adottato. Per gli intervalli di riferimento si consiglia di considerare quelli indicati nel referto.
Valori della Ferritina
Per un uomo, è considerato normale un valore della ferritina compreso tra 24 e 330 microgrammi per litro. Leggermente più basso, invece, il dato di riferimento per le donne, che deve posizionarsi tra 11 e 300 microgrammi per litro.
Valori della Transferrina
Per un uomo, è considerato normale un valore della transferrina compreso tra 215 e 366 milligrammi per decilitro. Molto simile anche il parametro di riferimento per le donne, tra 250 e 380 milligrammi per decilitro.
Questo valore è solitamente misurato insieme alla sideremia ed è utile per capire la quantità potenziale massima della transferrina di legare il ferro. Quando il risultato è minore o uguale al limite inferiore dell’intervallo di riferimento vuol dire che la capacità di trasporto del ferro non è ottimale.
Valori della Sideremia
Per un uomo, è considerato normale un valore della sideremia compreso tra 65 e 178 microgrammi per decilitro. In un uomo sano sono considerati valori normali quelli compresi tra i 53 e i 167 microgrammi.
È un valore (espresso in percentuale) calcolato dividendo la sideremia per la TIBC. Negli adulti la situazione ottimale si ha quando la saturazione della transferrina è compresa tra il 20 e il 50%. Questo valore indica la porzione della transferrina non saturata con il ferro.
Carenza di Ferro
Si ha carenza di ferro quando non sono disponibili scorte a sufficienza per sopperire alle esigenze di funzionamento dell’organismo. La carenza può rimanere asintomatica e spesso non viene diagnosticata, se invece viene rilevata può essere curata ricorrendo agli integratori di ferro. L’anemia sideropenica si sviluppa quando la carenza di ferro si protrae nel tempo e impedisce all’organismo di fabbricare una quantità sufficiente di globuli rossi sani.
I sintomi più comuni della carenza di ferro:
- Affaticamento e debolezza costanti, anche a riposo;
- Pallore cutaneo e delle mucose (labbra, gengive, congiuntive);
- Mal di testa ricorrenti e difficoltà di concentrazione;
- Capogiri, sensazione di svenimento;
- Unghie fragili o con forma a cucchiaio (coilonichia);
- Caduta dei capelli o capelli sfibrati;
- Battito cardiaco accelerato o irregolare;
- Desiderio insolito di sostanze non nutritive (pica), come ghiaccio, terra, amido.
La maggior parte dei pazienti affetti da anemia sideropenica da lieve a moderata è in grado di guarire entro 2 o 3 mesi; anche quando l’anemia è di fatto risolta, la quantità di ferro immagazzinata nell’organismo può continuare a essere scarsa, per questo motivo dopo la correzione del disturbo i medici di norma consigliano altri sei mesi di terapia con integratori di ferro per uso orale, per raggiungere la quantità ottimale di ferro immagazzinato nell’organismo.
Fattori che Influenzano l'Assorbimento del Ferro
Diversi fattori possono influenzare l'assorbimento del ferro, sia positivamente che negativamente:
- Vitamina C: L’acido ascorbico o vitamina C è presente in natura nella frutta e nella verdura, soprattutto negli agrumi, ma può anche essere sintetizzato per essere usato negli integratori.
- Alcool: L’alcool può migliorare l’assorbimento del ferro, ma ovviamente non è consigliabile bere solo per correggere le eventuali carenze. È risaputo che il consumo moderato di alcol presenta diversi vantaggi per la salute, ma l’abuso o il consumo smodato, soprattutto se associato ad alti livelli di ferro nell’organismo, fa aumentare il rischio di lesioni epatiche, di tumore al fegato e la produzione di cellule del sangue.
- Betacarotene: È un precursore della vitamina A e si tratta di pigmenti di colore variabile tra il giallo e il rosso, contenuti negli alimenti come le albicocche, le barbabietole e le bietole, le carote, le coste, il mais, l’uva nera, le arance, le pesche, le prugne, i peperoni rossi, gli spinaci, le patate dolci, i pomodori, le cime di rapa e le zucche.
- Carne: La carne, rossa in particolare, migliora l’assorbimento del ferro ricavato da alimenti diversi dalla carne.
- Zucchero: Tra i partecipanti c’erano più di 600 pazienti anziani e chi ha assunto gli integratori di ferro e la frutta è riuscito ad averne maggiori scorte, circa tre volte maggiori del normale. Non è tuttavia consigliabile consumare zuccheri semplici per migliorare l’assorbimento del ferro, perché l’eccesso di zuccheri potrebbe provocare altri problemi di salute, come l’obesità e il diabete.
- Calcio: Il calcio (come il ferro) è un minerale essenziale, cioè l’organismo deve assumerlo con la dieta.
- Ossalati: Gli ossalati diminuiscono l’assorbimento del ferro non proveniente dalla carne.
- Polifenoli: I polifenoli sono i principali inibitori dell’assorbimento del ferro, tra i polifenoli o composti fenolici ricordiamo l’acido clorogenico che si trova nel cacao, nel caffè e in alcune erbe.
- Fitati: Il fitato è un composto chimico presente nelle proteine della soia e nelle fibre. Anche minime quantità di fitato (che da solo equivale al 5% circa delle farine di cereali integrali) presentano un forte effetto inibitorio sulla biodisponibilità del ferro.
Interpretazione dei Risultati
Solo un medico può interpretare correttamente questi risultati nel contesto clinico del paziente. Pur essendo un esame molto utile, il solo dosaggio del ferro sierico può essere influenzato da fattori transitori, come l’alimentazione recente o uno stato infettivo acuto. Per questo motivo, si raccomanda di eseguire anche i test associati, come ferritina e transferrina, che danno informazioni più stabili e affidabili.
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