Ferro Alto: Cause ed Esami del Sangue

Spesso si parla di problematiche correlate a valori di ferro bassi, ma anche il ferro alto nel sangue può provocare alcuni disturbi. Quando i livelli di ferro nel sangue superano i valori di riferimento (60-170 μg/dL negli uomini e 50-130 μg/dL nelle donne), si parla di ferro alto o iperferremia.

Si parla di ferro alto o di sovraccarico di ferro quando i valori del ferro sono superiori a quelli normali. In genere il sovraccarico di ferro è una condizione che si verifica quando i meccanismi di regolazione del metabolismo di questo minerale essenziale non funzionano bene.

Come si manifesta il ferro alto nel sangue?

L'eccesso di ferro nell'organismo può rimanere asintomatico nelle fasi iniziali, manifestandosi clinicamente solo quando il sovraccarico raggiunge livelli significativi e inizia a danneggiare i tessuti. I sintomi emergono gradualmente, spesso in modo subdolo, e possono essere facilmente confusi con quelli di altre condizioni più comuni.

I sintomi del ferro alto nel sangue sono apatia, astenia, dolori addominali, epatomegalia (aumento del volume del fegato) e alterazione degli enzimi epatici.

Nelle fasi più avanzate, quando il sovraccarico è più grave, si possono manifestare cirrosi epatica, diabete mellito (l’emocromatosi è anche detta diabete bronzino per il color bronzo che assumono le urine e la pelle), perdita della libido e, nelle donne, amenorrea (assenza del ciclo mestruale).

Il sintomo più caratteristico dell'emocromatosi è la colorazione della cute, che acquista tonalità simili al bronzo (un tempo la malattia era nota come diabete bronzino) e al grigio ardesia, con alterazioni cromatiche localizzate prevalentemente nelle parti scoperte.

L'organo che soffre maggiormente l'accumulo di ferro è il fegato, tanto che in presenza di emocromatosi il rischio di sviluppare malattie epatiche, quale cirrosi, fibrosi e carcinomi, è sensibilmente superiore rispetto alla popolazione normale. L'accumulo di ferro nel pancreas può causare diabete, mentre il deposito nel cuore può portare a cardiomiopatia e insufficienza cardiaca.

Cause del Ferro Alto

L'aumento dei livelli di ferro può derivare da diverse condizioni.

Emocromatosi Ereditaria

L'emocromatosi ereditaria, una malattia genetica caratterizzata da un eccessivo assorbimento intestinale di ferro, rappresenta la causa più comune di ferro alto nel sangue.

Esistono quattro forme di emocromatosi ereditaria (detta anche emocromatosi primitiva o emocromatosi idiopatica), note con i nomi di emocromatosi di tipo 1, di tipo 2, di tipo 3 e di tipo 4.

L'emocromatosi è una malattia determinata da difetti nei meccanismi di regolazione del metabolismo del ferro che conducono al progressivo accumulo di ferro nell'organismo.

La forma ereditaria, di gran lunga più frequente, colpisce all'incirca un individuo su trecento, con una certa prevalenza nel sesso maschile; l'età media di insorgenza si aggira intorno ai 50 anni. Come anticipato, mentre l'individuo normale assorbe normalmente 1-2 grammi di ferro al giorno, nei pazienti con emocromatosi tale quantità aumenta sino a raddoppiare o addirittura triplicare; di riflesso, aumentano anche i depositi di ferro nell'organismo, che dai canonici 1-3 grammi, passano a 20-30 o più grammi.

Sovraccarico di Ferro Secondario

L’emosiderosi (detta anche emocromatosi secondaria o sovraccarico secondario) può essere determinata da ripetute trasfusioni di sangue. Le trasfusioni di sangue contengono anche ferro, elemento utilizzato dall’organismo per la produzione dell’emoglobina presente nei globuli rossi.

Il sovraccarico di ferro secondario può svilupparsi anche indipendentemente dalle trasfusioni di sangue. È il caso delle anemie con ridotta produzione di globuli rossi.

Altre Cause

Anche alcune malattie epatiche, come l'epatite e la steatosi, possono alterare il metabolismo del ferro aumentandone i livelli circolanti.

Diagnosi del Ferro Alto

La sideremia, ovvero la misurazione del ferro nel sangue, rappresenta solo uno degli esami necessari per valutare correttamente il metabolismo del ferro. Altri parametri fondamentali includono la ferritina (che misura le riserve di ferro), la transferrina (proteina che trasporta il ferro nel sangue) e la saturazione della transferrina (percentuale di transferrina legata al ferro).

Proprio tramite un semplice esame del sangue è infatti possibile diagnosticare la malattia; si ricercheranno, in particolare, quegli elementi "spia" che riflettono l'entità dei depositi di ferro nell'organismo, come la ferritina e la saturazione della transferrina (sideremia).

La conferma diagnostica potrà essere data anche da una piccola biopsia epatica, che permette di valutare nel contempo la salute dell'organo, o da altri test, compresi quelli genetici, oggi in grado di rilevare le piccole mutazioni implicate nell'insorgenza della patologia (con valenza di screening).

Esami del sangue utili

  • Sideremia (misurazione del ferro nel sangue)
  • Ferritina sierica (indica la quantità totale di ferro immagazzinato nell’organismo)
  • Transferrina (proteina che trasporta il ferro nel sangue)
  • Saturazione della transferrina (misura la percentuale di trasportatore di ferro (transferrina) nel sangue che è saturo di ferro)

Quando Preoccuparsi?

Il momento di preoccuparsi varia in base all'entità dell'alterazione e alla sua persistenza nel tempo. Un lieve aumento transitorio della sideremia raramente costituisce motivo di allarme, mentre valori persistentemente elevati, soprattutto se accompagnati da aumento della ferritina e della saturazione della transferrina, meritano attenzione medica.

I soggetti con storia familiare di emocromatosi dovrebbero sottoporsi a screening regolari. Particolare preoccupazione destano sintomi come stanchezza cronica, dolori articolari, disturbi cardiaci o alterazione degli esami epatici associati a elevati livelli di ferro, poiché potrebbero indicare un danno d'organo già in corso.

Se le analisi di laboratorio indicano valori di ferro alti nel sangue, il medico procederà con l’individuare le cause del sovraccarico di ferro.

Trattamento del Ferro Alto

Per ridurre efficacemente livelli di ferro alto nel sangue è fondamentale identificare la causa precisa dell’eccessivo accumulo. Il trattamento dell’emocromatosi ha per obiettivo la riduzione dei livelli di ferro nell’organismo per prevenire danni irreversibili agli organi.

Flebotomia

In caso di emocromatosi ereditaria, il trattamento principale è rappresentato dalla flebotomia terapeutica, una procedura periodica che consiste nel prelievo controllato di sangue per abbassare i livelli di ferro corporeo. La pratica di periodici salassi (flebotomia) rimane il cardine della terapia. Consiste nel prelievo regolare di una quantità di sangue dal paziente. In questo modo si riducono i livelli di ferro accumulato nell’organismo.

Ogni 500 ml di sangue rimosso vengono infatti eliminati 250 mg di ferro elementare, stimolando, nel contempo, il midollo osseo a richiamare dai depositi analoghe quantità del minerale (necessarie per l'eritropoiesi, cioè per la sintesi di nuovi globuli rossi).

La frequenza dei salassi, più elevata in principio (1-2 prelievi settimanali), subisce poi una rarefazione (3-4 all'anno), che consente comunque di prevenire il riaccumulo di ferro.

Terapia Chelante

Per i malati di emocromatosi vi è anche la possibilità di intraprendere la terapia chelante, tramite l'assunzione di farmaci (il più famoso è la desferriossamina) capaci di complessare il ferro e facilitarne l'eliminazione urinaria; la loro efficacia nel promuovere la mobilizzazione di ferro dai depositi è minore rispetto ai salassi, ma sono una delle poche alternative utili in presenza di anemia (che rappresenta un evidente controindicazione alla flebotomia).

La chelazione del ferro è un trattamento di tipo farmacologico che viene utilizzato nei casi in cui la flebotomia non è possibile; ad esempio, in pazienti che soffrono di anemia o hanno problemi cardiaci severi, oppure in quelli con accumulo di ferro dovuto a frequenti trasfusioni di sangue.

Altri Approcci

Alcuni integratori o prodotti naturali potrebbero supportare la riduzione dell’assorbimento intestinale del ferro. L’assunzione di tè verde o tè nero, che contengono polifenoli, può contribuire a limitare l’assorbimento di ferro a livello intestinale.

Monitorare regolarmente i livelli di ferro è fondamentale per evitare complicazioni future e valutare l’efficacia delle terapie adottate.

Dieta

Ciò che mangiamo influisce direttamente sui livelli di ferritina.

Rischio che aumenta ancora di più nei bevitori abituali, in chi segue una dieta particolarmente ricca in ferro (lo stesso vino rosso lo contiene in quantità importanti), dopo la menopausa (per la cessazione delle perdite mestruali) o in presenza di un'epatite virale.

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