La Ferritina è una proteina di grosse dimensioni, con un peso molecolare di circa 450.000, costituita da 24 subunità.
La sua funzione principale è quella di legare gli atomi di ferro e proteggere le cellule dagli effetti tossici del metallo.
Infatti, essa costituisce la più grossa riserva di ferro dell’organismo; basti pensare che una singola molecola di Ferritina è in grado di legare quasi 5.000 atomi di ferro.
Perché fare il test della ferritina?
Essendo il fine della Ferritina quello di costituire un deposito di ferro, il suo dosaggio ha come principale significato quello di valutare la riserva di ferro dell'organismo.
Cosa sappiamo con questo esame?
Con questo test è possibile conoscere la quantità dei depositi di ferro all’interno dell’organismo.
Come si esegue l'esame della ferritina?
La misura della ferritina si effettua con una semplice analisi chimica su un campione di sangue prelevato da una vena del braccio, in genere prelevato nella piega del gomito.
- È probabile che venga richiesto di rimanere a digiuno nelle 12 ore che precedono il test.
- La determinazione della ferritina, invece, è una analisi che non deve necessariamente essere eseguita a digiuno, anche se questo è consigliabile.
Interpretazione dei risultati
Il suo andamento infatti è correlato ai livelli della sideremia con valori bassi che indicano una condizione di deficit di ferro e che sono quindi compatibili con una anemia sideropenica.
Per altro la riduzione dei livelli ematici di Ferritina si presenterà prima che si palesi l’anemia sideropenica proprio in virtù del fatto che essa è indice della riserva di ferro dell’organismo.
Si ricorda che il ferro è elemento indispensabile per la sintesi dell’emoglobina e pertanto ogni sua carenza determinerà una ridotta produzione di emoglobina e/o di globuli rossi.
Quadri di eccesso di ferro come l’emocromatosi e l’emosiderosi sono viceversa associati ad incremento della Ferritina.
Il dosaggio della ferritina nel sangue è comunemente utilizzato per identificare gli stati di sovraccarico o di carenza di ferro.
Valori normali di ferritina
I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.
I valori di ferritina sono variabili anche a seconda del sesso e dell’età. I valori normali di ferritina oscillano tra 15-300 nanogrammi/ml.
Fattori che influenzano i livelli di ferritina:
- Età: normalmente, i livelli medi di ferritina sono lievemente più elevati alla nascita (400 ng/mL) e verso i due mesi di vita si arriva a circa 600 ng/mL.
- Sesso: i valori di ferritina sono più alti nell'uomo, mentre risultano più bassi nella donna prima della menopausa.
- Diminuzione: i livelli della ferritina tendono a scendere in gravidanza, soprattutto a partire dal terzo mese. Una diminuzione dei valori di riscontra anche nelle persone che praticano un'attività fisica intensa e regolare.
Ferritina bassa (Ipoferritinemia)
Quando il valore della ferritina è preoccupante?
Se il risultato è inferiore ai valori normali, nell’organismo esiste una perdita di ferro e non vi sono riserve, quindi, se ne deve approfondire il motivo per ripristinare i valori normali.
La diminuzione dei valori della ferritina nel sangue (ipoferritinemia) indica che le riserve di ferro sono scarse.
Un basso livello di ferritina nel sangue è ritenuto l'indicatore più precoce di un impoverimento dei depositi del minerale.
Più precisamente, una ferritina bassa (22 ng/ml), associata a valori alterati di emoglobina ed ematocrito, e in presenza di globuli rossi di piccole dimensioni e meno pigmentati della norma (microcitici e ipocromici), indica un'anemia sideropenica (cioè causata da carenza di ferro).
Le possibili cause di ipoferritinemia sono molteplici.
Il riscontro di una diminuzione dei livelli di ferritina plasmatica è una condizione piuttosto comune in gravidanza, così come è comune nell’infanzia.
Altra causa comune di ipoferritinemia è un incremento delle perdite o del fabbisogno (ipermenorrea, sanguinamenti del tratto gastro-intestinale e gravidanza).
Quando la diminuzione della ferritina è lieve ed è legata a squilibri nutrizionali il più delle volte è sufficiente seguire una dieta ricca di ferro.
Nel caso in cui i livelli di ferritina continuino a rimanere bassi può essere opportuno assumere degli integratori alimentari.
Ferritina alta (Iperferritinemia)
Cosa succede se si ha la ferritina alta?
Dal momento che la ferritina indica la quantità di ferro che si deposita all’interno dell’organismo, una sua concentrazione eccessivamente elevata potrebbe rappresentare un pericolo in quanto c’è il rischio che si accumuli in organi come fegato o cuore e all’interno delle articolazioni determinando condizioni cliniche severe.
Se il risultato è superiore ai valori normali è il segnale di una malattia ereditaria come l’emocromatosi (il ferro viene assorbito in modo eccessivo) o può essere dovuto a talassemia, leucemia o ad altre malattie tumorali.
Oltre che al metabolismo del ferro, elevati livelli di Ferritina possono essere connessi con condizioni flogistiche croniche in particolare dell’apparato digerente, ovvero patologie epatiche, renali e neoplastiche.
Infatti si possono avere notevoli incrementi in condizioni di leucemia, linfomi e carcinomi del colon, mammella, polmone e pancreas; essendo un fattore assolutamente aspecifico non può da solo far pensare ad una condizione neoplastica.
Normalmente si osserva un fisiologico incremento della Ferritina nel soggetto anziano.
Un alto livello di ferritina può essere dovuto a un eventuale sovraccarico di ferro.
Nel caso quest'ipotesi venga esclusa, andranno valutate tutte le cause che possono determinarne un incremento aspecifico: stati infiammatori acuti e cronici, alterazioni epatiche, infezioni, alcolismo e neoplasie.
Attenzione! A seconda del tipo di tecnica utilizzata dal laboratorio, i valori della ferritinemia possono essere leggermente diversi.
Il ruolo del ferro nell'organismo
Il ferro è un elemento estremamente importante per il nostro organismo, è presente in tracce in molti tra i cibi che mangiamo ed è necessario alla produzione dei globuli rossi.
Quando la concentrazione di ferro tende a diminuire, i depositi di ferritina vengono utilizzati per sopperire alle necessità dell’organismo.
Il ferro è un metallo presente nell’organismo umano, ed è un elemento essenziale poiché di fa carico del trasporto dell’ossigeno nel sangue, della moltiplicazione delle cellule e perché costruisce la struttura di tessuti ed organi.
D’altra parte però quando il ferro è in eccesso è tossico per l’organismo.
Per questo motivo, ognuno di noi possiede un sistema per catturare il ferro dal mondo esterno (per esempio con una dieta ricca di alimenti che lo contengono) e utilizzarlo, tenendolo depositato nell’organismo in forma non eccessiva e, quindi, non tossica.
Ferritina, Transferrina e Sideremia: un quadro completo
L’esame del ferro (sideremia) è utile per osservare la quantità di ferro presente nel sangue, cioè per verificare che il suo assorbimento si svolga correttamente.
Questa analisi, però, se presa singolarmente, non è sufficiente a dare una indicazione precisa.
A volte, infatti, può capitare che, nonostante l’analisi del ferro dia un risultato nella norma, in realtà nell’organismo siano presenti piccole perdite di ferro che possono portare ad una anemia se si protraggono (per esempio, questa situazione può capitare ad una donna in gravidanza).
E’ molto importante, quindi, eseguire anche l’analisi delle altre due proteine presenti nel sangue, la ferritina e la transferrina, in modo che il medico possa valutare in modo più preciso l’equilibrio del ferro nel sangue.
Il dosaggio della transferrina misura la quantità di ferro presente nel sangue sotto forma di transferrina (una proteina la cui funzione è il trasporto del ferro).
La transferrina è la proteina che trasporta il ferro all’interno dell’organismo dall’intestino, dove viene assorbito, al midollo, dove vengono prodotti i globuli rossi, o agli organi di deposito (il fegato).
Come si eseguono gli esami?
Si tratta per tutte le analisi di un prelievo di sangue.
Il dosaggio del ferro e la transferrina devono essere eseguite a digiuno da almeno dodici ore, così il sangue è più fluido e l’analisi non è influenzata dalla dieta.
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