L’anemia in gravidanza è una delle condizioni più comuni che può influire sul benessere della futura mamma e del suo bambino. L’anemia è una condizione caratterizzata da una ridotta capacità del sangue di trasportare ossigeno ai tessuti, dovuta principalmente a bassi livelli di emoglobina. In gravidanza, la causa più comune di anemia è l’anemia fisiologica, legata all’aumento del volume plasmatico, che diluisce naturalmente i globuli rossi.
Tuttavia, in gravidanza, la semplice misurazione dell’emoglobina per diagnosticare l’anemia non basta: molte donne presentano a inizio gravidanza livelli normali di emoglobina, ma con ferritina bassa, indicativa di riserve di ferro già compromesse. Secondo le nuove ricerche, identificare la ferritina bassa in gravidanza è essenziale fin dal primo trimestre. La ferritina è una proteina che indica la quantità di ferro immagazzinata nel corpo. Studi recenti hanno dimostrato che l’affidarsi solo a un’emoglobina bassa come indicatore di carenza di ferro può essere fuorviante.
L'importanza dello Screening della Ferritina in Gravidanza
Sulla base delle nuove evidenze, lo screening completo dovrebbe includere non solo un emocromo completo ma anche la misurazione della ferritina sierica. Uno studio ha analizzato oltre 17.000 persone in gravidanza e ha dimostrato che l’emoglobina bassa (<11 g/dL) o un volume corpuscolare medio (MCV) basso (<80 fL) avevano solo una sensibilità del 30% nel rilevare la carenza di ferro.
Cos'è la Ferritina Sierica?
La ferritina sierica è una proteina essenziale presente nel nostro corpo, coinvolta nel trasporto e nell'immagazzinamento del ferro. La ferritina è una proteina essenziale per la salute umana ed è coinvolta nei processi di accumulo di ferro all'interno delle cellule.
Valori Ottimali della Ferritina
Per un uomo, è considerato normale un valore della ferritina compreso tra 24 e 330 microgrammi per litro.
Ferritina Bassa in Gravidanza: Sintomi
Una ferritina bassa può manifestarsi con sintomi come stanchezza, affaticamento, debolezza e mancanza di concentrazione. Uno dei segnali più comuni di una ferritina bassa in gravidanza è infatti la sensazione di affaticamento persistente. Molte donne incinte sperimentano un calo fisiologico di energia, ma quando la stanchezza diventa eccessiva e non migliora con il riposo, è importante monitorare i livelli di ferro nel sangue. Anche il respiro corto, le palpitazioni e una sensazione di debolezza muscolare possono essere campanelli d’allarme da non sottovalutare. Tuttavia, molte donne in gravidanza possono non avvertire sintomi evidenti fino a quando l’anemia non diventa più grave.
Nelle sue prime fasi, l’anemia può spesso risultare asintomatica o presentare sintomi così scarsamente evidenti da andare a confondersi con quelli che generalmente accompagnano una normale gravidanza. Nelle prime fasi dell'anemia, possono insorgere sintomi aspecifici o scarsamente evidenti, tanto da essere confusi con quelli che accompagnano una normale gravidanza. Per confermare l'anemia è quindi necessario sottoporsi alle analisi del sangue di routine, durante gli accertamenti prenatali.
Quando Preoccuparsi?
Ma quando bisogna preoccuparsi davvero? È fondamentale distinguere una lieve riduzione dei livelli di ferritina, che può essere comune durante la gravidanza, da una carenza significativa che potrebbe compromettere il benessere della madre e del bambino. In genere, i valori di ferritina considerati normali in gravidanza si aggirano tra i 30 e i 300 ng/ml, ma possono scendere sotto i 20 ng/ml senza necessariamente destare preoccupazione.
Se la ferritina bassa non viene trattata in tempo, la futura mamma potrebbe trovarsi ad affrontare complicazioni come una maggiore probabilità di parto prematuro, basso peso del neonato alla nascita e una ridotta capacità di recupero post-parto. Bambini nati da madri ferro carenti dimostrano un ritardo nell’apprendimento e nella memoria, che può persistere nella vita adulta.
Cause della Ferritina Bassa in Gravidanza
La gravidanza è un periodo particolare e delicato della vita di una donna e comporta anche una serie di cambiamenti ormonali e fisici. Uno di questi cambiamenti può essere rappresentato proprio dai cambiamenti nei livelli di ferritina nel sangue. Tale condizione è spesso causata dall'aumento del volume di sangue nel loro corpo e, poiché il ferro è diluito in una maggiore quantità di sangue, i livelli di ferritina possono apparire più bassi rispetto a quelli prima della gravidanza. Tuttavia, questa diminuzione è spesso considerata una risposta fisiologica alla gravidanza e non è generalmente motivo di preoccupazione. Un basso livello di ferritina in gravidanza potrebbe rappresentare una preoccupazione legata alla salute quando la concentrazione di questo principio è già molto bassa prima della gestazione o se una donna in gravidanza sviluppa anemia, che necessita poi un trattamento specifico.
Una delle principali ragioni di preoccupazione riguardo a una ferritina bassa è l'anemia sideropenica, che si verifica quando il corpo non dispone delle quantità adeguate di ferro necessarie per produrre abbastanza emoglobina, essenziale per il trasporto dell'ossigeno nel corpo. La mancanza di emoglobina può portare a sintomi come stanchezza e debolezza, pallore della pelle, vertigini e difficoltà di concentrazione. Un'altra ragione di preoccupazione può essere una condizione di ferritina bassa associata a disturbi gastrointestinali, come l'ulcera peptica, che possono portare a perdite di sangue, che a loro volta possono causare una riduzione dei livelli di ferritina nel sangue. In questa sede, è bene ricordare che le persone che seguono diete vegetariane o vegane potrebbero essere più a rischio di carenze di ferro e, di conseguenza, di bassi livelli di ferritina.
Valori di ferritina al di sotto della norma sono spesso concomitanti al ferro basso nel corpo e, infatti, bassi livelli di ferritina si possono essere dovuti a:
- Anemia sideropenica o emolitica cronica
- Carenze nutrizionali e ridotto assorbimento
- Emorragie (flusso mestruale abbondante, emorroidi sanguinanti, sangue dal naso, ecc.)
- Gravidanza
- Artrite reumatoide
Rimedi e Trattamenti per la Ferritina Bassa in Gravidanza
La prevenzione della carenza di ferro in gravidanza è fondamentale per sostenere il benessere della futura mamma e del bambino. Monitorare regolarmente i livelli di ferritina fin dalla prima visita prenatale consente di individuare precocemente eventuali carenze. Se c’è carenza integrare con ferro a basso dosaggio (27-30 mg) per tutta la durata della gravidanza, preferibilmente attraverso vitamine prenatali contenenti ferro. Se la carenza persiste aumentare il dosaggio dell’integrazione su stretta indicazione medica.
Quando i livelli di ferritina sono bassi, è essenziale agire per ripristinare le riserve di ferro. Le strategie principali includono una dieta ricca di ferro e, se necessario, l’ausilio di integratori alimentari. In primo luogo, è importante per tutte le donne in stato interessante seguire un’alimentazione bilanciata che assicuri il corretto apporto di ferro all’organismo, sotto controllo medico. Una buona alimentazione è il modo migliore per prevenire l'anemia in caso di gravidanza o quando si sta cercando di rimanere incinta.
Alimentazione Ricca di Ferro
Per tenere sotto controllo i livelli di ferritina e prevenire carenze gravi, il primo passo è seguire un’alimentazione ricca di ferro. Il ferro presente negli alimenti si divide in due tipi: ferro eme e ferro non-eme. Il ferro eme si trova negli alimenti di origine animale ed è più facilmente assorbibile dal corpo rispetto al ferro non-eme, che si trova invece negli alimenti di origine vegetale.
Gli alimenti di origine animale contengono ferro più facilmente assimilabile dall'organismo rispetto ai vegetali.
Fonti di Ferro Eme
Carne e pesce: la carne rossa, il pollo, il tacchino e il pesce (specie il pesce azzurro come alici e sardine) sono tra le migliori fonti di ferro eme. Il fegato, in particolare, è estremamente ricco di ferro.
La carne rossa, non è così ricca di ferro come si vuol far credere rispetto alle carni bianche ed al pesce.
Tuorlo d’uovo: il tuorlo di gallina e di anatra sono un’ottima fonte di ferro.
Fonti di Ferro Non-Eme
- Legumi: lenticchie, fagioli, ceci e piselli sono ottime fonti di ferro non-eme;
- Verdure a foglia verde: spinaci, cavolo riccio e altre verdure a foglia verde sono buone fonti di ferro;
- Frutta secca e semi: mandorle, anacardi, semi di zucca e semi di sesamo sono ricchi di ferro e rappresentano un ottimo snack per chi necessita di aumentare le proprie riserve di ferritina;
- Cereali integrali e quinoa: alcuni cereali integrali e la quinoa contengono ferro e possono essere inseriti nella propria dieta quotidiana al posto della pasta;
- Funghi: in particolare i funghi secchi contengono una buona dose di ferro.
Per aumentare l'efficacia del ferro assunto con la dieta, inoltre, è utile seguire alcune strategie per migliorarne l'assorbimento. L'assorbimento di ferro aumenta se associato ad alimenti ricchi di vitamina C (esempio: agrumi, kiwi...).
Una di queste è l’abitudine di abbinare alimenti ricchi di ferro a fonti di vitamina C, come agrumi, fragole, peperoni e pomodori. A tale scopo, si consiglia ad esempio di condire la porzione di spinaci con olio e limone.
Può essere inoltre raccomandabile, in tal senso, l’uso delle erbe aromatiche che, oltre ad insaporire carne e pesce e ad essere particolarmente ricche di ferro, ci permettono di renderlo maggiormente biodisponibile.
Al contempo, può essere utile evitare alimenti e bevande che possono ridurre l'assorbimento del ferro, come quelli ricchi in calcio (latticini) o tannini (caffè, tè, vino rosso, cioccolata). A tale scopo, si consiglia ad esempio di condire la porzione di spinaci con olio e limone. Per questo motivo è sconsigliato consumarli in associazione con alimenti ricchi di ferro nelle persone con carenza di ferritina.
Una precauzione da adottare è quella di non pasteggiare con il tè o bere il caffè a ridosso dei pasti ricchi di ferro.
Integratori di Ferro
Quando l’alimentazione da sola non è sufficiente a mantenere livelli adeguati di ferritina, il medico potrebbe consigliare l’integrazione con ferro sotto forma di compresse, sciroppi o iniezioni nei casi più gravi. In alcuni casi, l'alimentazione da sola potrebbe non essere sufficiente per aumentare i livelli di ferritina, soprattutto se la carenza è significativa. In questi casi, può essere utile l'assunzione di integratori di ferro, sotto consiglio del proprio medico.
Gli integratori di ferro devono essere assunti con attenzione, poiché possono provocare effetti collaterali come nausea, stitichezza o disturbi gastrointestinali.
Gli integratori di ferro sono disponibili in diverse forme, come compresse, capsule o granuli.È importante seguire scrupolosamente le indicazioni del dosaggio riportato sulle confezioni, poiché un sovradosaggio può causare effetti collaterali come nausea, vomito, stitichezza o diarrea.
La terapia per via orale è la prima linea di trattamento: viene raccomandata una profilassi con basse dosi di ferro, associate a folati.
Ecco alcuni integratori di ferro:
- Ferrolat è un integratore di ferro e vitamina C che contiene, inoltre, lattoferrina e acido folico.
- Floradix Linfa D'Erbe Integratore alimentare di Ferro e Vitamine C, B2, B1, B6 e B12 che aiuta a ridurre la sensazione di stanchezza.
- Biosid Integratore di Ferro e di Acido Folico, efficace nella riduzione della stanchezza, perfetto in caso di carenza di ferro, mestruazioni, anemia, difficoltà di concentrazione e gravidanza.
- Ferrofast Forte Integratore alimentare di ferro a rapido assorbimento, utile anche per lunghi periodi, in cui è previsto un aumentato fabbisogno, ma anche per rimediare a perdite ematiche durante il ciclo mestruale.
- Pediafer Plus gocce Pediafer plus è un integratore alimentare di ferro, efficace in caso di carenza o aumentato fabbisogno, contribuendo alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina, al trasporto di ossigeno nel corpo e risulta utile per ridurre stanchezza e debolezza.
- Sideral forte Integratore alimentare a base di ferro liposomialee vitamina C, efficace nell’ovviare alle carenze alimentari o agli aumentati fabbisogni di ferro, come in caso di sideropenia, anemia da carenza di ferro, ridotto assorbimento di ferro, anemie.
Altri Rimedi e Precauzioni
Oltre all’integrazione e a una dieta equilibrata, esistono piccoli accorgimenti quotidiani che possono aiutare a contrastare la stanchezza e migliorare il benessere generale durante la gravidanza.
Anche per trattare la carenza di vitamina B12, il medico può consigliare di assumere un integratore.
Mangiare cibi ad alto contenuto di ferro (come verdure a foglia verde, carne rossa, cereali fortificati, uova e arachidi) può aiutare a garantire il fabbisogno di cui il corpo necessita per funzionare correttamente. Il medico può prescrivere anche vitamine per assicurare che la paziente abbia un apporto sufficiente di acido folico, vitamina B12 ed altri nutrienti.
In definitiva, avere la ferritina bassa in gravidanza non è necessariamente un motivo di allarme immediato, ma è una condizione che va monitorata con attenzione.
Valori bassi di ferritina, associata emoglobina bassa e valori alterati dell'ematocrito, in concomitanza alla presenza di globuli rossi di piccole dimensioni e meno pigmentati, indica un'anemia sideropenica (cioè causata da mancanza di ferro). I sintomi dell'anemia sono la sensazione di stanchezza, un eccessivo affaticamento per piccoli sforzi, il pallore della cute, mani e piedi freddi, unghie e capelli deboli, mal di testa acuti.
Durante la prima visita prenatale, mediante un esame del sangue, il medico può verificare se la futura mamma soffre di anemia. Anche quando l'anemia non viene riscontrata all'inizio della gravidanza, il medico può raccomandare successivi esami del sangue per verificare la presenza di anemia nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. L’esecuzione del prelievo è indicata all’inizio della gravidanza (idealmente entro le prime tredici settimane) e dovrà poi essere ripetuta a 28 settimane, in modo da disporre di un tempo adeguato per il trattamento, qualora necessario. Con l’emocromo si individuano i casi con livelli di emoglobina bassa, ossia inferiori allo standard di riferimento per l’epoca di gravidanza.
La trasfusione è indicata per qualsiasi anemia associata a gravi sintomi costituzionali o cardiopolmonari (ad esempio, dispnea, tachicardia, tachipnea). Dopo un determinato periodo di tempo, la paziente è invitata a sottoporsi ad un altro esame del sangue per valutare se i livelli di emoglobina e l'ematocrito sono migliorati.Lo stesso controllo è indicato 4-6 settimane dopo il parto.
In corso di una visita preconcezionale oppure ad inizio gravidanza è consigliabile eseguire lo screening delle anemie, evidenziarele donne portatrici di emoglobinopatie (anemia falciforme e talassemie) e, in caso di positività allo stato di portatore, estendere l’analisi anche al partner.
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