Ferritina Bassa: Cause, Sintomi e Impatto sulle Unghie

Tra i vari tipi di anemie, quella da carenza di ferro è sicuramente la più diffusa. Il ferro è fondamentale per la nostra salute perché svolge un ruolo nella produzione di emoglobina, importante per trasportare l’ossigeno in tutto il corpo.

Cos'è l'Anemia da Carenza di Ferro?

L’anemia da carenza di ferro è il tipo più comune di anemia, viene anche chiamata anemia sideropenica (dal latino sìderos = ferro e penìa = povertà) o anemia marziale. L'anemia da carenza di ferro si verifica quando l’organismo non ha livelli di ferro sufficienti a produrre l’emoglobina. L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi che si lega all’ossigeno e lo trasporta attraverso il sangue per alimentare muscoli, tessuti e organi. Quando c’è una mancanza di ferro, provocata da uno scarso apporto con l’alimentazione, da problemi nell’assorbimento, da perdite ematiche, la produzione di emoglobina è insufficiente e questo determina una scarsa circolazione di ossigeno attraverso l’organismo, nonché l’alterazione di svariati processi metabolici.

Il ferro è un minerale fondamentale per alcune funzioni biologiche, tra le quali la formazione dell’emoglobina, la proteina deputata al trasporto dell’ossigeno nel sangue. Nel nostro corpo, di ferro ne abbiamo circa 4-5 grammi in condizioni normali, di cui ben 3 grammi presenti nell’emoglobina a completare una particolare struttura chiamata gruppo eme. La molecola di ferro in tale gruppo è fondamentale per la capacità di legare l’ossigeno, rendendone così possibile il trasporto a tutte le cellule del corpo.

Nella norma perdiamo una determinata quantità di ferro ogni giorno: circa 1,4 mg nelle donne, 0,8 mg negli uomini. Questa perdita viene reintegrata attraverso gli alimenti, ma nel caso si vada incontro a una momentanea carenza, essa viene compensata dalla mobilitazione del ferro in riserva, immagazzinato principalmente sotto forma di ferritina.

Cause della Ferritina Bassa

La ferritina bassa può essere attribuita a diverse cause, che variano da fattori alimentari a condizioni patologiche. Tra le più comuni troviamo:

  • Dieta povera di ferro: Un’alimentazione inadeguata, priva di alimenti ricchi di ferro come carne, legumi e verdure a foglia verde, può portare a una carenza.
  • Scarso assorbimento del ferro: Anche in presenza di un apporto adeguato, alcune condizioni come la celiachia o l’intolleranza al glutine possono compromettere l’assorbimento intestinale del ferro.
  • Gravidanza e allattamento: Durante queste fasi, le esigenze di ferro aumentano significativamente, rendendo le donne più vulnerabili a carenze.
  • Crescita: Nei bambini e negli adolescenti, la rapida crescita può richiedere un apporto di ferro maggiore rispetto alla norma.

Accanto a queste cause della ferritina bassa naturali e fisiologiche ce ne sono altre patologiche, tra cui:

  • Perdite ematiche: Il sanguinamento cronico è una delle cause più frequenti di ferritina bassa. Alcuni esempi sono cicli mestruali abbondanti (menorragia), sanguinamenti gastrointestinali dovuti a ulcere o polipi, emorragie post-chirurgiche.
  • Infezioni e infiammazioni croniche: Condizioni come artrite reumatoide o malattie infiammatorie intestinali possono ridurre la disponibilità di ferro.
  • Malattie renali: La compromissione della funzione renale può influire negativamente sulla regolazione del ferro nell’organismo.

Altre cause dell'anemia sideropenica includono:

  • Emorragie e sanguinamenti: La perdita di sangue, anche se non evidente o interna, può comportare una riduzione dei livelli di ferro. Ciò si verifica di frequente nelle donne in età fertile, durante le mestruazioni. Il sanguinamento può essere anche occulto, lento e cronico, ad esempio quando la perdita di sangue si determina all’interno del corpo, per un’ernia iatale, un polipo del colon-retto, un’ulcera peptica, un tumore o anche malattie infiammatorie intestinali che comportano erosione della mucosa intestinale con micro-sanguinamenti.
  • Interventi chirurgici.

Un’accurata diagnosi differenziale è fondamentale per individuare la causa specifica della carenza di ferritina e pianificare un trattamento adeguato.

Sintomi della Ferritina Bassa

La carenza di ferritina può manifestarsi attraverso una rosa di sintomi variabili in base alla gravità della condizione e al tempo di insorgenza. I principali sintomi della ferritina bassa includono:

  • Stanchezza e debolezza: Un ridotto apporto di ferro compromette la produzione di emoglobina, con conseguente ridotta ossigenazione dei tessuti.
  • Pallore cutaneo: La carenza di ferro può causare una riduzione della colorazione della pelle e delle mucose.
  • Capelli fragili e unghie deboli: Una mancanza di ferritina può influire negativamente sulla salute di capelli e unghie.
  • Vertigini e capogiri: La ridotta ossigenazione del cervello può portare a episodi di instabilità.
  • Respiro corto e tachicardia: La carenza di ferro forza il cuore a lavorare di più per compensare la diminuzione dell’ossigeno nei tessuti.
  • Difficoltà di concentrazione: Una ridotta riserva di ferro può influire sulle funzioni cognitive e sulla memoria.

Nei casi più severi, i sintomi possono evolvere in anemia sideropenica, una condizione che richiede un trattamento immediato.

I sintomi di un’anemia da carenza di ferro cambiano nel corso del tempo. Inizialmente possono essere lievi, perché l’organismo si approvvigiona dai depositi di ferro presenti sotto forma di ferritina. Quando il deficit di ferro continua, le manifestazioni tendono a intensificarsi. Oltre ai comuni segni e sintomi dell'anemia, in caso di grave carenza di ferro, si hanno alcuni sintomi particolari, come il picacismo, cioè un desiderio compulsivo di mangiare sostanze (es. ghiaccio, sporcizia, vernici).

L'anemia da carenza di ferro viene sospettata in presenza di tipici segni, quali pallore, estremo affaticamento e debolezza (astenia), mancanza di respiro, vertigini e scarso appetito. Altri sintomi del disturbo comprendono glossite, cheilosi, unghie concave (coilonichia) e disfagia dovuta alla presenza di membrana esofagea post-cricoidea (sindrome di Plummer-Vinson).

L'Impatto sulle Unghie

Tuttavia, anche le nostre unghie possono essere uno dei segni della carenza di ferro. Vediamo insieme il perché. L’anemia da carenza di ferro può causare la coilonichia, per cui la superficie delle unghie può apparire piatta o addirittura concava. Questa condizione di solito porta ad unghie fragili che possono rompersi facilmente. Generalmente colpisce solo le unghie delle mani, ma può verificarsi anche nelle unghie dei piedi.

Diagnosi della Ferritina Bassa

Fondamentali, per la diagnosi dell’anemia da carenza di ferro, sono gli esami del sangue, che verranno esaminati dal medico tenendo in considerazione alcuni parametri. In particolare, saranno valutati i livelli di emoglobina, la grandezza dei globuli rossi (mediante volume corpuscolare medio, MCV), i livelli di ferro, ferritina e transferrina e il valore delle piastrine.

In presenza di anemia sideropenica, il dosaggio del ferro e della ferritina sierici sono bassi, mentre è alta la capacità totale plasmatica di legare il ferro (transferrina). Questo comporta una riduzione di saturazione della transferrina al di sotto del 15%. Sia l'emoglobina che l'ematocrito sono diminuiti. Presenza di quelli che vengono chiamati anulociti, cioè globuli rossi ipocromici con emoglobina disposta alla periferia della cellula, che presenta perciò un'area centrale chiara che la fa assomigliare a un anello.

Una bassa concentrazione di ferro sierico e un’alta capacità di legare il ferro indicano una carenza di questo minerale, mentre i livelli di ferritina sierica possono confermare la condizione. La conta dei reticolociti è generalmente bassa, e lo striscio periferico rivela globuli rossi ipocromici, ovvero più pallidi rispetto alla norma, dato che è l’emoglobina a conferirgli il colore rosso, con elevata ampiezza di distribuzione.

Gli esami del sangue che includono la misurazione della ferritina sono fondamentali per valutare le riserve di ferro dell’organismo. Misurare i suoi livelli nel sangue è funzionale a diagnosticare condizioni legate al metabolismo del ferro, come anemia sideropenica, sovraccarico di ferro e malattie croniche.

Valori Normali di Ferritina

La ferritina è una proteina che immagazzina il ferro nelle cellule e lo rilascia in modo controllato, rappresentando un indicatore essenziale per valutare le riserve di ferro dell’organismo. I valori normali di ferritina possono variare in base a diversi fattori come l’età, il sesso e le condizioni fisiologiche. Generalmente, i range di riferimento sono:

  • Neonati: 25-200 ng/mL
  • Bambini (fino ai 15 anni): 7-140 ng/mL
  • Donne adulte: 12-150 ng/mL
  • Uomini adulti: 20-300 ng/mL

Durante la gravidanza, i livelli di ferritina tendono a diminuire a causa dell’aumento delle esigenze di ferro. Valori fuori dai limiti normali possono indicare diverse condizioni cliniche, richiedendo ulteriori approfondimenti diagnostici.

Trattamento della Ferritina Bassa

Per curare l’anemia da carenza di ferro, vanno in primis trattate le cause che ne stanno alla base. Per reintegrare le riserve di ferro, verrà inoltre prescritto un integratore a base di solfato ferroso o di altre sostanze, tendenzialmente da assumere per via orale. Le dosi abituali sono di circa 100-200 mg giornalieri e l’assunzione dell’integratore va proseguita fino a quando i parametri normali non saranno ristabiliti, di solito in 4-6 mesi circa.

Il trattamento della carenza di ferro e dell'anemia ha come obiettivo l'apporto di quantitativi sufficienti di ferro, per normalizzare e mantenere livelli di emoglobina, stimolando una corretta eritropoiesi e ricostituendo le riserve di ferro nell'organismo. Gli effetti collaterali di questi farmaci antianemici sono abbastanza frequenti e consistono in turbe digestive come bruciori di stomaco, crampi addominali e diarrea. Una volta corretta l'anemia, si deve continuare la terapia per altri 6 mesi, allo scopo di ripristinare le riserve del ferro.

Il trattamento dell’anemia sideropenica consiste nella terapia marziale, cioè la somministrazione di sali ferrosi per bocca, lontano dai pasti. La cura è mirata ad apportare sufficienti quantitativi di ferro per normalizzare i livelli di emoglobina, stimolare così una corretta formazione dei globuli rossi, e ricostituire le riserve di ferro nell’organismo. Gli effetti collaterali sono frequenti e consistono in disturbi gastrointestinali come crampi addominali, bruciori di stomaco e diarrea. In questi casi, è sufficiente ridurre il dosaggio temporaneamente per permettere al paziente di adattarsi al farmaco. La correzione dell’anemia può essere raggiunta in circa 2 mesi.

Cosa Fare in Caso di Ferritina Bassa

In caso di ferritina bassa, è essenziale adottare un approccio mirato per ripristinare i livelli di ferro e migliorare il benessere generale. Ecco alcune strategie utili:

  • Includere alimenti ricchi di ferro: Si consiglia di consumare alimenti ad alto contenuto di ferro eme (di origine animale) come carne rossa, fegato e pesce, e ferro non-eme (di origine vegetale) come legumi, spinaci e cereali fortificati.
  • Migliorare l’assorbimento del ferro: Abbinare alimenti ricchi di ferro con fonti di vitamina C (agrumi, fragole, peperoni) può aumentare l’assorbimento intestinale.
  • Limitare gli inibitori dell’assorbimento: Evitare l’assunzione di tè, caffè e latticini durante i pasti per ridurre l’interferenza con l’assorbimento del ferro.

Inoltre, in base alla gravità della carenza, il medico potrebbe prescrivere:

  • Integratori orali: Formulazioni di ferro elementare, spesso in combinazione con vitamina C per migliorarne l’assorbimento.
  • Ferro per via endovenosa: Nei casi più severi o quando gli integratori orali non sono tollerati o efficaci.

Accanto ai rimedi mirati a ridurre i sintomi, è importante procedere con il trattamento delle cause sottostanti, affrontando la causa primaria della carenza di ferritina. Ad esempio:

  • Correggere le perdite ematiche: Come trattare l’ulcera gastrica o le mestruazioni abbondanti.
  • Gestire patologie croniche: Come celiachia o malattie infiammatorie intestinali.
  • Controllo periodico dei livelli di ferritina: Per valutare l’efficacia del trattamento e prevenire recidive.
  • Valutazione globale dello stato di salute: Monitorare altri parametri ematici, come emoglobina, ematocrito e transferrina, per un quadro completo della situazione.

Scelte Alimentari

Quando si parla di anemia da carenza di ferro, risultano importanti anche le scelte alimentari. Gli alimenti di origine animale, infatti, contengono alti livelli di ferro emico, che viene assorbito dall’organismo velocemente e in quantità elevate. Parliamo di alimenti come fegato, frattaglie, carni bovine, di maiale, di cavallo, di agnello, di pollo, di faraona e di tacchino. Trattandosi di carne rossa, la sua assunzione deve essere controllata da uno specialista dietologo. I vegetali, invece, contengono il ferro non emico, che viene assorbito in quantità inferiori: circa il 10%. Si consigliano le verdure a foglia verde e la frutta secca. Altre fonti proteiche ricche di ferro da integrare nella dieta sono poi i legumi e il tofu.

Alcuni alimenti carichi di ferro sono legumi, noci, semi, verdure, funghi, olive, quinoa e cereali integrali. È importante anche assumere quantità raccomandate di vitamina C, poiché in grado di migliorare l’assorbimento di ferro.

Per garantire un’assunzione ottimale di ferro, dovresti consultarti con il tuo medico di fiducia.

Prevenzione

La prevenzione è molto importante per evitare l’anemia sideropenica. Tra le verdure più ricche di ferro non ci sono gli spinaci, come comunemente si pensa, ma il radicchio verde e la rucola. Invece per facilitare l’assorbimento del ferro sono utili, oltre la vitamina C, l’acido citrico del limone, zuccheri come il fruttosio, ed amminoacidi.

Quando Consultare un Ematologo

La ferritina bassa è uno dei segni più comuni di una carenza di ferro. Quando i livelli di ferritina sono persistentemente bassi, è consigliabile rivolgersi a uno specialista in ematologia per approfondire le cause e impostare una terapia adeguata.

Una visita ematologica è indicata nei seguenti casi:

  • Carenza di ferro resistente alla terapia: Se i livelli di ferritina non migliorano nonostante una corretta supplementazione di ferro.
  • Sospetta perdita ematica: Quando la carenza di ferro è associata a sanguinamenti evidenti o occulti, come mestruazioni abbondanti o sanguinamenti gastrointestinali.
  • Sintomi severi o progressivi: Stanchezza estrema, pallore marcato, tachicardia e respiro corto che non migliorano con trattamenti iniziali.
  • Patologie associate: La presenza di malattie croniche, autoimmuni o infiammatorie che possono influire sul metabolismo del ferro.

Durante la visita, l’ematologo raccoglierà una dettagliata anamnesi e valuterà i risultati degli esami del sangue già eseguiti. Potrebbero essere richiesti ulteriori test per indagare le cause della carenza di ferritina, tra cui:

  • Esami ematici aggiuntivi: Come la sideremia, la saturazione della transferrina e il recettore della transferrina solubile (sTfR), utili per differenziare tra carenza di ferro e infiammazione.
  • Esami strumentali: Ecografie addominali o endoscopie per individuare eventuali perdite ematiche occulte.
  • Test genetici: In caso di sospetto di patologie ereditarie, come la talassemia.

L’ematologo stabilirà un piano di follow-up per monitorare i progressi del paziente. Questo potrebbe includere controlli periodici dei livelli di ferritina e altri parametri ematici, insieme a una valutazione continua della risposta al trattamento.

Affrontare tempestivamente una carenza di ferritina è fondamentale per prevenire complicazioni come l’anemia sideropenica, che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita. La visita ematologica rappresenta un passo cruciale per garantire una diagnosi accurata e un trattamento mirato.

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