Durante le mestruazioni le donne perdono molto sangue e, di conseguenza, si abbassa anche la quantità di ferro presente nell'organismo. Il ciclo mestruale può impattare sull’umore e sulla salute delle persone; soprattutto nella fase delle mestruazioni, che si caratterizza per perdite di sangue, si possono sperimentare indebolimento e fatica, oltre a difficoltà di concentrazione. Questo è ancora più vero nei casi in cui le mestruazioni sono particolarmente abbondanti, perché la perdita di sangue è maggiore.
In questo articolo vedremo nel dettaglio in quali casi l’assunzione di ferro durante il ciclo mestruale è necessaria e in quali invece non è fondamentale.
Il Ferro e il Ciclo Mestruale: Un Legame Stretto
Il ferro è un minerale molto importante per l'organismo, indispensabile per il trasporto dell'ossigeno ai tessuti e per la formazione e la funzione di alcuni enzimi. A causa di questo "ciclo", ogni mese donne e ragazze hanno perdite di sangue dai genitali, meglio note come mestruazioni. Durante le mestruazioni, le donne perdono in media tra i 30 e gli 80 millilitri di sangue per ciclo, equivalenti a circa 15-40 mg di ferro.
Nonostante queste perdite di sangue, il corpo dispone di meccanismi di compensazione per far fronte a questa carenza. Tuttavia, questa quantità può variare notevolmente in presenza di condizioni come la menorragia, l’uso di dispositivi intrauterini o patologie vere e proprie come le malattie intestinali croniche. Nel caso di flusso mestruale abbondante può esserci il rischio di una carenza importante, che può sfociare in anemia sideropenica.
Il ferro è un nutriente essenziale per il benessere del nostro organismo perché favorisce la formazione dell’emoglobina (e di conseguenza il trasporto dell’ossigeno nel sangue), supporta la normale funzione del sistema immunitario e la normale funzione cognitiva. Livelli di ferro bassi possono determinare la comparsa di alcuni sintomi tipici di un deficit di ferro tra cui stanchezza generalizzata, astenia, mal di testa, colorito pallido della pelle e delle mucose.
Ciclo Mestruale: Durata e Regolarità
Il ciclo mestruale, che inizia il primo giorno di flusso e finisce il primo giorno del flusso successivo, ha una durata che varia molto, anche in base all’età, e che è destinata a cambiare anche nel corso della vita della stessa persona. La durata del ciclo mestruale è molto variabile da persona a persona e, generalmente, è compresa tra 24 e 35 giorni. Si definisce regolare quanto l’intervallo fra una mestruazione e l’altra è costante (può variare da 24 fino a 35 giorni circa). La durata e il volume delle perdite di sangue sono a loro volta soggettive: le mestruazioni vere e proprie possono durare dai 3 agli 8 giorni circa.
Non sempre il ciclo mestruale è regolare. Si può manifestare un ritardo nelle mestruazioni o un flusso ematico più o meno abbondante della normalità. Anche nei giorni precedenti alla mestruazione possono essere presenti dei disturbi. I sintomi più comuni sono: mal di testa, cefalea, mal di pancia, mal di schiena, dolore al seno e alle gambe. Circa un quarto delle donne avverte sintomi premestruali di entità moderata o importante.
Ciclo Abbondante e Anemia Sideropenica
Il ciclo abbondante è tra le cause più frequenti, e spesso sottovalutate, di anemia da carenza di ferro (anemia sideropenica), stanchezza e spossatezza, cali di energia e difficoltà di concentrazione. In molti casi, il ciclo abbondante inizia fin dalla prima mestruazione (menarca) in età adolescenziale e può durare per tutta l’età fertile della donna, influenzando negativamente salute e qualità di vita; in altri casi, il ciclo può diventare abbondante dopo i 30 anni.
La durata delle mestruazioni e la quantità delle perdite di sangue possono influenzare i livelli di ferro: se sono particolarmente lunghe e/o abbondanti e si accompagnano sintomi indesiderati, è bene rivolgersi a professionisti. La carenza di ferro è una condizione più frequente nelle donne che soffrono di ipermenorrea, menorragia, metrorragia e menometrarragia. Quando il deficit di ferro è lieve o si instaura lentamente, si può verificare anche una situazione di carenza di ferro asintomatica. In questi casi saranno gli esami del sangue a evidenziare una eventuale carenza.
Cause della Ferritina Bassa e Ciclo Abbondante
Diverse sono le cause di cicli abbondanti e l’effetto che hanno sui livelli di ferro e globuli rossi nel sangue. Nella donna giovane, alterazioni ormonali che causano squilibri tra produzione di estrogeni e progesterone e, in casi più rari, la causa può essere anche una patologia piastrinica che provoca una alterazione della funzione di coagulazione delle piastrine. Cicli abbondanti possono contribuire a ridurre i livelli nel sangue di ferritina (la riserva di ferro), transferrina (la quantità di ferro trasportato dentro le cellule), sideremia (il ferro presente nel sangue) ed emoglobina, che trasporta l’ossigeno in tutti i tessuti incluso il cervello.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità in tutto il mondo almeno 600/700 milioni di persone soffrono di ferro basso. In Europa il 20% delle donne in età fertile avrebbe la necessità di integrare le riserve di ferro.
Diagnosi e Valutazione
In questi casi è importante parlarne con il proprio ginecologo per valutare sia l’effetto sui livelli di ferro nel sangue, sia la presenza di eventuali patologie che provocano il ciclo abbondante. Oltre all’esame del sangue per rilevare i livelli di sideremia, ferritina, transferrina, emocromo, è importante anche la visita ginecologica con pap test per la valutazione della presenza di polipi cervicali, o lesioni più gravi del collo dell’utero (neoplasie intraepiteliali o addirittura micro-invasive) causate da Papillomavirus (HPV). Insieme alla visita ginecologica può essere associata l’ecografia pelvica addominale o transvaginale per diagnosticare e studiare eventuali fibromi sottomucosi (sotto l’endometrio).
Fondamentale è riconoscere e diagnosticare le cause rivolgendosi agli specialisti che con un approccio multidisciplinare possono valutare e curare sia i fattori predisponenti, sia seguire la donna in ogni fase del trattamento. La diagnosi precoce, infatti, permette di iniziare tempestivamente la terapia più adeguata e risolvere così il problema.
Esami del Sangue Importanti
- Sideremia: è come viene chiamato il ferro nelle analisi del sangue e rappresenta il ferro di passaggio nel sangue.
- Transferrina o TIBC: è la proteina di trasporto del ferro.
Secondo le linee guida, per una corretta diagnosi di anemia sideropenica è bene valutare diversi esami del sangue per determinare i livelli di ferro nel sangue.
Ferritina: Riserve di Ferro nell'Organismo
La ferritina è la proteina che il nostro organismo utilizza per fare scorta di ferro. Essa è costituita da 24 unità che, tutte insieme, formano un guscio al cui interno vengono immagazzinati circa 4000 ioni di ferro. La ferritina si accumula prevalentemente nel midollo osseo, nel fegato e nella milza. Una piccola concentrazione di ferritina si trova anche nel sangue. La cosa interessante è che questa minima quantità di ferritina nel sangue è proporzionale alla quantità presente nei tessuti.
Data la sua importanza, il nostro organismo fa scorta di ferro per sopperire a periodi di carenza o a perdite importanti. Non potendo conservare il ferro tal quale, però, viene utilizzata una proteina: la ferritina, appunto.
Ferritinemia: Valori Normali
Spesso ritroviamo questa voce quando effettuiamo gli esami del sangue, nelle quali vi è riportato il dosaggio plasmatico. La concentrazione di ferritina nel sangue è detta ferritinemia e si misura in nanogrammi per millilitro (ng/ml) o microgrammi per litro (μg/L). L’intervallo considerato di normalità è molto ampio. Esso varia a seconda di diversi fattori come ad esempio il sesso, l’età o la situazione fisiologica. Nel primo caso, ciò è dovuto alle perdite ematiche conseguenti al ciclo mestruale; nella seconda ipotesi, invece, il valore ridotto è riconducibile al sequestro di ferro effettuato per nutrire il feto.
I valori considerati normali di ferritina variano anche in base al laboratorio presso il quale si effettuano gli esami. Valori di ferritina troppo bassi indicano una carenza di ferro presente nell’organismo e sono frequentemente associati ad anemie da carenza come l’anemia sideropenica.
Un valore troppo elevato di ferritina può essere il segnale di un sovraccarico di ferro nell’organismo, un’eccessiva produzione di ferritina o un danno agli organi in cui questa proteina viene immagazzinata. I sintomi della ferritina alta sono davvero molto variabili a seconda della causa scatenante. Oltre ad agire sulla patologia scatenante, si può rendere necessario ricorre a salassi o a farmaci chelanti per ridurre i livelli di ferritina. I salassi sono prelievi di sangue ripetuti; i farmaci chelanti sono delle sostanze che legano il ferro, permettendo all’organismo di eliminarlo attraverso le urine.
Interventi e Trattamenti
Quando si manifesta una carenza di ferro, e la dieta non è sufficiente a mantenere i normali livelli di questo prezioso nutriente, il medico può consigliare un supplemento alimentare a base di ferro. Una volta riscontrata la causa e iniziato il trattamento specifico, spesso alla donna vengono prescritti integratori di vitamine del gruppo B (acido folico e B12), vitamina C e lattoferrina, una proteina che ne facilita l’assorbimento.
L'integrazione di ferro durante il ciclo mestruale può rappresentare un valido supporto nei casi in cui un ciclo abbondante provochi una carenza significativa, ma non dovrebbe mai essere una scelta automatica. Una dieta equilibrata e consapevole è spesso il primo passo per prevenire deficit, soprattutto se si adottano abitudini che favoriscono l’assorbimento del ferro. L’integrazione di ferro non è sempre necessaria e andrebbe valutata caso per caso.
Se si riscontrano i sintomi di una carenza di ferro durante le mestruazioni, o in qualsiasi momento del ciclo mestruale, è bene rivolgersi a uno o una specialista in ginecologia, che valuti quali esami del caso prescrivere, con lo scopo non solo di verificare i valori del ferro, ma anche di individuare la causa di un ciclo troppo abbondante. In caso di carenza, potrebbero essere consigliati degli integratori a base di ferro per reintegrare questo minerale.
In ogni caso è fondamentale, per il proprio benessere, attenersi alle modalità indicate e seguire allo stesso tempo una dieta equilibrata e salutare, oltre ad avere abitudini sane: fare attività fisica, non fumare, evitare l’abuso di alcolici e dormire a sufficienza.
Alimentazione e Assorbimento del Ferro
Valutare l’apporto di ferro tramite le classiche tabelle nutrizionali non è semplice, infatti queste riportano il contenuto in ferro in mg per 100gr di alimento. Non tutto il ferro assunto con l’alimentazione è da subito completamente biodisponibile. Il ferro eme ad esempio, è una forma di ferro legata alle emoproteine (emoglobina o mioglobina). Si tratta di una forma facilmente assorbibile che si trova in particolare negli alimenti di origine animale, in particolare la carne di pollame, manzo, maiale, cavallo, selvaggina, pesce ecc.., dove costituisce circa il 40-50% del totale.
Proprio l’alimentazione, ovviamente, gioca un ruolo molto importante nei soggetti che presentano carenza di ferro. È di fondamentale importanza, ad esempio, preferire il consumo di cibi ricchi di ferro eme di origine animale (che presentano un’alta biodisponibilità). Una dieta varia ed equilibrata, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, è in grado di fare fronte alla quantità di ferro persa attraverso le mestruazioni. Una alimentazione scorretta e soprattutto povera di alimenti che contengono ferro, invece, favorisce gli stati carenziali.
Il grado di ossidazione del ferro influisce sulla sua capacità di essere assorbito dall’organismo. In particolare, affinché il ferro libero venga assorbito efficacemente dalle cellule intestinali (enterociti), deve trovarsi nella forma ferrosa, cioè bivalente (Fe2+). Alcuni alimenti contengono sostanze che migliorano l’assorbimento del ferro non eme, mentre altri lo ostacolano. Per esempio, la vitamina C (acido ascorbico) e l’acido citrico favoriscono l’assimilazione del ferro aiutando a mantenerlo nella forma Fe2+.
Preferire verdure al vapore o crude, perché la cottura in acqua e le alte temperature degradano il ferro, ma anche l’acido folico (contenuto per es.).
Integratori di Ferro
Gli integratori per aumentare il ferro sono prodotti usati per prevenire la carenza di ferro. Contengono principalmente ferro in diverse forme chimiche, ma spesso includono anche sostanze - come la vitamina C - che ne favoriscono l’assorbimento o riducono gli effetti collaterali. Altre sostanze presenti negli integratori di ferro sono come accennato, la vitamina C che aumenta l’assorbimento del ferro non eme e per questo molto spesso si trova in combinazione al ferro, oppure la vitamina B12 che sebbene non aumenti in prima persona l’assorbimento del ferro, ha degli effetti positivi sull’eritropoiesi, quindi sull’aumento nella produzione di globuli rossi. Negli integratori si può trovare anche la lattoferrina, proteina presente nel latte, facilita il trasporto del ferro e riduce infiammazioni intestinali.
Talvolta, nella formulazione degli integratori, si tende a usare dosi massicce per raggiungere alti livelli di micronutrienti. Nel caso del ferro, ad esempio, dosi elevate possono portare ad irritazione intestinale, a costipazione o altri disturbi.
SiderAL® Folico 30 è l’integratore alimentare della gamma SiderAL® pensato per le donne di tutte le età. Il Ferro Sucrosomiale® contenuto in SiderAL® Folico 30 è utile per garantire il corretto apporto di ferro in tutti i casi in cui è presente una carenza o un aumentato fabbisogno di tale nutriente.
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