Ferritina Alta e Bodybuilding: Cause, Sintomi e Rimedi

Se non avessi la ferritina non staresti leggendo questo articolo. La ferritina è una proteina fondamentale per il nostro organismo perché immagazzina il ferro, un minerale essenziale per la produzione di emoglobina e il trasporto dell’ossigeno nel sangue.

Cos'è la Ferritina?

La ferritina è una proteina intracellulare in grado di stoccare il ferro e rilasciarlo quando l’organismo ne ha necessità: essa funziona quindi come un magazzino rappresentante le riserve del minerale. Tale proteina la ritroviamo in quasi tutti gli organismi viventi inclusi i batteri, le alghe, le piante e gli animali.

Dal momento che alcune tipologie chimiche di ferro risultano tossiche per le cellule, la ferritina è in grado di mantenere il ferro in forma solubile e non tossica, regolandone l’omeostasi in casi di carenza o eccesso. Solitamente la ferritina la troviamo sotto forma di proteina citosolica (presente nel citoplasma della cellula): essa è inoltre presente in molteplici tessuti, sebbene una piccola quota della stessa venga secreta all’interno del torrente ematico dove funge da carrier/trasportatore di ferro.

Grazie a tale caratteristica essa viene utilizzata come marker indiretto per valutare la quantità di ferro (inteso come riserva) all’interno dell’organismo: è infatti comune vederla dosata nei referti degli esami ematici, proprio allo scopo di valutare quanto ferro “residuo” abbiamo nel nostro corpo. La ferritina è una proteina globulare di massa 474 kDa comprendente ventiquattro subunità: tali subunità hanno un diametro esterno di dodici nanometri e un diametro interno di otto nanometri.

Gli ioni di ferro vengono immagazzinati all’interno di un guscio proteico che prende il nome di apoferritina, la quale capta gli ioni di ferro in forma ferrosa Fe2+ e li ossida nella forma stoccabile, ovvero lo ione in forma ferrica Fe3+: la struttura “porosa” (a gabbia) della proteina è inoltre in grado di rinchiudere al suo interno fino a 4500 ioni ferro in stato di ossidazione Fe3+.

Ritroviamo due catene differenti denominate catena pesante (spesso indicata con lettera H) del peso molecolare di 21 kDa e catena leggera (spesso indicata con lettera L) del peso molecolare di 19 kDa. Il rapporto tra catene pesanti e leggere permette un lieve differenziamento della funzionalità proteica dal momento che le catene leggere sono deputate più ad una funzione di deposito mentre invece le catene pesanti sono caratterizzate da una funzione tampone dei radicali liberi citoplasmatici, andando quindi a giocare il ruolo di limitatori del danno intracellulare.

Proprio per tale motivo vi è la necessità di stabilizzare e stoccare il ferro all’interno di strutture in grado di renderlo innocuo per le nostre cellule: entra quindi in gioco la ferritina, la quale dapprima capta gli ioni ferro (ruolo dell’apoferritina), li converte da ferro ferroso (Fe2+) a ferro ferrico (Fe3+) mediante una reazione di ossidazione, per poi stoccarlo all’interno delle sue subunità proteiche.

Nell’organismo troviamo all’incirca 5g di ferro, di cui circa l’80% è presente nell’emoglobina, ossia quella proteina incaricata del trasporto dell’ossigeno dai polmoni alle cellule di tutti i tessuti corporei. Nonostante la maggior parte di esso sia contenuto nell’emoglobina, abbiamo anche una parte dello stesso che funge da magazzino di riserva per la formazione e sintesi di nuove cellule, quali ad esempio i globuli rossi (che contengono emoglobina).

Questa porzione di minerale di “scorta” risulta essere legata alla ferritina poiché, come visto nel corso di questa trattazione, il ferro in forma libera risulta tossico e necessita quindi della ferritina per essere innocuo. La ferritina infine si accumula all’interno di organi quali la milza, il fegato, il midollo osseo, sedi, guarda caso, della sintesi dei globuli rossi.

Nonostante il ferro sia presente in piccole quantità, esso assolve a numerose funzioni, prendendo parte alla formazione del gruppo eme, una proteina specifica contenuta negli eritrociti, la quale è in grado di legare l’ossigeno e di trasportarlo nel torrente ematico. Inoltre lo troviamo anche in un’altra proteina, la mioglobina, che è una sorta di “emoglobina muscolare” avente il compito di fissare l’ossigeno proprio all’interno della cellula muscolare e pertanto in tutti i muscoli del nostro corpo.

Metabolismo e Assorbimento del Ferro

Il ferro viene assunto tramite la dieta e gli alimenti che lo contengono, esso è contenuto prevalentemente in cibi quali carne, pesce, tuorlo d’uovo (l’albume ne è invece quasi privo), in alcune tipologie di verdure a foglia verde, nei legumi e nella frutta secca. Come possiamo notare il ferro è presente sia in alimenti di origine animale, sia in alimenti di origine vegetale, tuttavia nelle fonti animali la quota di minerale risulta essere maggiormente biodisponibile e quindi assorbibile dal nostro organismo rispetto invece alle fonti vegetali.

Un’elevata biodisponibilità significa che buona parte del nutriente ingerito verrà assorbito e sarà utilizzabile dal nostro corpo, viceversa una bassa biodisponibilità significa che nonostante vi sia presenza del nutriente, quest’ultimo viene assorbito solamente in piccola parte. Come visto poco fa il ferro risulta essere più biodisponibile nelle fonti animali rispetto a quelle vegetali, tuttavia bisogna fare attenzione a considerare anche le quantità totali di ferro ingerito: spesso accade che consumare una porzione di alimento vegetale apporti quantitativi di ferro molto più alti se paragonati ad una porzione di alimento animale.

In tal caso la minor biodisponibilità viene compensata da un maggior livello di assunzione. Inoltre bisogna anche considerare che alcuni cibi (quali il caffè e i cereali integrali) se assunti congiuntamente alle fonti di ferro, vanno a interferire con l’assorbimento, limitandone così la biodisponibilità.

Analogamente a questo concetto, la vitamina C e l’acido citrico aiutano invece ad aumentarne la biodisponibilità, pertanto quella frase fatta del “condire con il succo di limone fa bene perché aiuta l’assorbimento del ferro” non è infondata, anzi! Tali nutrienti contenuti nel succo di limone consentono la riduzione del ferro da forma ferrica (Fe3+) a forma ferrosa (Fe2+), più facilmente assimilabile dal nostro intestino. Il ferro viene assorbito a livello dell’intestino tenue e nello specifico nella parte prossimale: il duodeno.

Sulla superficie dei villi intestinali sono presenti le cellule specifiche deputate all’assorbimento dei nutrienti chiamate enterociti. Queste cellule sono in grado di captare dal lume intestinale oltre a proteine, carboidrati e grassi, anche i micronutrienti come vitamine e minerali. Il ferro di tipo animale, denominato ferro di tipo “eme”, viene assorbito in maniera diretta mentre invece quello di tipo vegetale passa dal lume alle cellule in forma bivalente: contatto con l’acidità dello stomaco il minerale subisce naturalmente una riduzione, così come avviene con il succo di limone, favorendone il passaggio da forma ferrica a ferrosa.

Inoltre, sulla superficie degli enterociti è presente una proteina specifica denominata “Dcytb”, un particolare citocromo duodenale che svolge anch’esso funzione riducente. Il ferro in forma 2+ entra quindi nella cellula enterocitica sfruttando un trasportatore denominato “trasportatore bivalente del ferro” o dmt1. Una volta entrato nella cellula intestinale il ferro passa poi nel sangue legandosi dapprima alla transferrina per poi essere immagazzinato nella ferritina.

Fabbisogno Giornaliero di Ferro

I fabbisogni variano in base a sesso del soggetto, età, stato di gravidanza e allattamento. Gli attuali LARN (livelli di assunzione raccomandati per la popolazione italiana) raccomandano un’assunzione di ferro di 11 mg al giorno per i lattanti fino all’anno di età, mentre invece in età adulta gli apporti si attestano a 10 mg al giorno per l’uomo e 18 mg al giorno per la donna. Durante la gravidanza, invece, si arriva addirittura ad un fabbisogno di 27 mg al giorno, per poi attestarsi agli 11 mg al giorno nel caso dell’allattamento.

Ti sarai sicuramente accorto che la donna necessita mediamente di più ferro rispetto all’uomo, questa peculiarità è da attribuirsi alle maggiori perdite di ferro che interessano la donna, ovvero durante il ciclo mestruale. Maggiori apporti di ferro con la dieta garantiscono quindi il mantenimento dell’omeostasi, compensando le perdite e ripianando le riserve.

Ferritina Alta: Cosa Significa?

Quando i suoi valori superano la norma, si parla di iperferritinemia, una condizione che può essere legata a processi infiammatori, accumulo di ferro o patologie sottostanti. Avere la ferritina alta non significa automaticamente avere troppo ferro nel sangue. La ferritina è una proteina che funge da magazzino del ferro nel corpo. Il ferro, infatti, non può circolare liberamente nel sangue in grandi quantità perché risulterebbe tossico.

Non sempre, però, una ferritina alta indica un accumulo di ferro: in alcuni casi, l’aumento è legato a una risposta del corpo a un’infezione, uno stato infiammatorio cronico o una malattia metabolica.

Cause della Ferritina Alta

Un valore elevato di ferritina può indicare diverse condizioni. In alcuni casi, è una risposta del corpo a uno stato infiammatorio o a un’infezione in corso. Altre volte, può essere segnale di un eccesso di ferro accumulato nei tessuti o di patologie sottostanti, come problemi epatici, sindrome metabolica o disturbi autoimmuni.

Livelli alti di ferritina possono indicare infezioni acute e croniche, malattie autoimmunitarie (es. Livelli alti possono portare a pensare di trovarsi di fronte ad un caso di anemia sideropenica (quindi causata da carenza di ferro).

La ferritina alta è spesso un indicatore di disturbi epatici. Condizioni come steatosi epatica (fegato grasso), epatite cronica o cirrosi possono far aumentare la ferritina nel sangue.

Negli ultimi anni, diversi studi hanno evidenziato un legame tra ferritina alta e rischio cardiovascolare. Questo è particolarmente rilevante per chi soffre di diabete, ipertensione o colesterolo alto.

Cause specifiche:

  • Infiammazioni acute e croniche
  • Alterazioni epatiche
  • Infezioni
  • Alcolismo
  • Neoplasie

Sintomi della Ferritina Alta

In molti casi, la ferritina alta non causa sintomi evidenti e viene scoperta solo attraverso un esame del sangue di routine. Non tutti i casi di ferritina elevata indicano una patologia grave.

Esperienze reali:

  • Alessia, 39 anni, ha sempre sofferto di stanchezza inspiegabile. Dopo alcune analisi, ha scoperto di avere ferritina alta e insulino-resistenza.
  • Matteo, 50 anni: ha scoperto di avere ferritina alta e valori epatici alterati. Dopo ulteriori test, gli è stata diagnosticata una steatosi epatica non alcolica.

Ferritina Alta e Bodybuilding

Per quanto riguarda l’attività sportiva è molto importante monitorare i livelli di ferro mediante frequenti analisi ematiche (emoglobina, ematocrito, volume cellulare medio, emoglobina cellulare media e i livelli di ferritina sierica). I cambiamenti fisiologici indotti dall’esercizio fisico (aumento del plasma sanguigno, come adattamento all’attività) in particolar modo, se lungo ed intenso, possono portare a un depauperamento delle scorte di ferro e di conseguenza a una diminuzione delle concentrazioni di emoglobina e ferritina.

Blocco dell’assorbimento del ferro dovuto all’incremento di epcidina: ormone peptidico epatico regolatore del metabolismo del ferro stesso. Recenti ricerche dimostrano un suo importante incremento durante l’esercizio fisico.

In alcuni atleti professionisti, un esercizio fisico molto intenso può aumentare la ferritina a causa di una micro-infiammazione muscolare.

Come Abbassare la Ferritina Alta

Prima di tutto, è fondamentale capire la causa dell’aumento della ferritina: non esiste un unico rimedio valido per tutti. Ciò che mangiamo influisce direttamente sui livelli di ferritina.

Dopo aver effettuato gli appositi esami di accertamento, in cui viene esclusa la presenza di danni epatici o stati infiammatori, si ricorre ad una cura apposita. Una delle opzioni percorribili a livello alimentare è quella di ridurre il consumo di tutti quegli alimenti che apportano grandi quantità di ferro nonchè di ridurne il suo assorbimento con dei prodotti o farmaci “chelanti”, in grado di ridurre l’assorbimento intestinale del ferro stesso oppure legandolo e eliminarlo tramite le urine.

Rimedi naturali e trattamenti:

  • Dieta equilibrata: Ridurre il consumo di carne rossa e alcol.
  • Gestione dello stress: Lo stress cronico può favorire l’aumento della ferritina a causa dell’infiammazione.
  • Farmaci chelanti del ferro: Prescritti quando il sovraccarico di ferro è pericoloso.

Un’altra cura spesso utilizzata per tale scopo è la flebotomia, il cosiddetto “salasso”, tale pratica consiste in un vero e proprio prelievo di sangue finalizzato all’eliminazione del minerale; basti pensare che la rimozione di 500 ml di sangue permette di eliminare circa 250 mg di ferro.

Importanza del Monitoraggio e del Consulto Medico

Arrivati a questo punto della trattazione dovremmo aver quindi capito che la ferritina ha a che fare con il sangue, pertanto, qualora vengano rilevati valori anomali dagli esami diagnostici della stessa, si consiglia dapprima di consultare il proprio medico curante, che a sua volta valuterà una visita specialista a scopo di approfondimento.

Se i livelli di ferritina sono elevati, è importante eseguire esami aggiuntivi per comprenderne la causa. Nel nostro laboratorio puoi effettuare un check-up completo per valutare i tuoi livelli di ferritina e ferro.

È importante a questo punto valutare l’emocromo e i reticolociti. importante valutare l’emocromo e i reticolociti in presenza di un emocromo normale.

Tabella dei Valori di Riferimento della Ferritina

Sesso Valori Normali (ng/mL)
Donna 13-150
Uomo 30-400

Attenzione: A seconda del tipo di tecnica utilizzata dal laboratorio, i valori della ferritinemia possono essere leggermente diversi.

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