Fermenti Lattici e Glicemia: Una Guida per Diabetici

Per chi soffre di diabete, la scelta dei fermenti lattici giusti può essere complessa, ma è cruciale per supportare la salute intestinale e prevenire complicazioni come la cistite. È assolutamente corretto essere cauti nella scelta dei fermenti lattici, soprattutto se sei diabetica, poiché alcuni integratori possono contenere ingredienti come maltodestrine, fruttosio o edulcoranti artificiali, che possono influire sulla glicemia o irritare l’intestino.

L'Importanza del Microbiota Intestinale

Il microbiota intestinale svolge un ruolo significativo nel diabete di tipo 2, poiché alterazioni nella sua composizione possono portare a disbiosi intestinale, infiammazione e insulinoresistenza. Ricerche recenti hanno dimostrato che l’uso combinato di metformina e probiotici può migliorare i livelli di zucchero nel sangue e l’insulinoresistenza nei pazienti affetti da diabete di tipo 2.

Il Ruolo dei Probiotici

L'aggiunta di probiotici alla terapia con metformina può migliorare gli effetti antidiabetici del farmaco attraverso la modulazione del microbiota intestinale. I risultati mostrano che i pazienti trattati con metformina e probiotici hanno una glicemia a digiuno media significativamente più bassa rispetto a quelli trattati solo con metformina. Inoltre, il colesterolo totale è diminuito nei pazienti che hanno assunto probiotici. In sintesi, la ricerca ha dimostrato che l’aggiunta di probiotici al trattamento con metformina offre benefici significativi nella gestione del diabete di tipo 2.

Quali Fermenti Lattici Scegliere?

La scelta dei fermenti lattici per chi ha il diabete deve essere particolarmente attenta agli ingredienti. Le consiglierei di orientarsi su formulazioni senza zuccheri aggiunti, edulcoranti o coloranti, optando per fermenti lattici in forma pura (capsule o polveri senza additivi) o formulazioni specifiche per chi ha necessità di controllo glicemico. Cerca un prodotto etichettato come "senza zuccheri aggiunti", privo di coloranti artificiali e con una lista di ingredienti semplice.

Dovrebbe guardare specificatamente se sono privi zuccheri, maltodestrine, fruttosio o edulcoranti come sucralosio e aspartame e senza coloranti artificiali (come E171 - biossido di titanio, sospettato di effetti infiammatori intestinali), preferibilmente confezionati in capsule gastroresistenti per garantire che i probiotici arrivino vivi all’intestino. Sarebbe ottimo che con questi Ceppi fossero addizionati dei prebiotici naturali (come l’inulina o i FOS - frutto-oligosaccaridi) per migliorare l’efficacia dei fermenti.

Integratori in capsule, piuttosto che in bustine o polveri aromatizzate, sono spesso più puri.

Ceppi Probiotici Consigliati

Nel suo caso i ceppi più indicati sono:

  • Lactobacillus rhamnosus GR-1 e Lactobacillus reuteri RC-14: specifici per l’apparato urinario, aiutano a ridurre il rischio di cistiti ricorrenti.
  • Lactobacillus acidophilus e Bifidobacterium longum: per l’equilibrio intestinale e il supporto al microbiota.

Il Kefir: Un Alleato Naturale

Il kefir è un alimento fermentato ricco di probiotici e nutrienti che può offrire diversi benefici per la salute. Il kefir può aiutare a controllare i livelli di zucchero nel sangue grazie alla sua azione insulinomimetica. Ciò significa che i componenti del kefir possono agire come l'insulina, prevenendo picchi glicemici.Il consumo giornaliero di kefir bianco al naturale ha dimostrato avere un'azione positiva nel controllo glicemico (a questo proposito sono ormai molti gli studi pubblicati su riviste scientifiche).

Come Consumare il Kefir

La cosa a cui bisogna però prestare attenzione è il tipo di kefir che si acquista, infatti tendenzialmente quelli già aromatizzati alla frutta o al cioccolato hanno un quantitativo di zuccheri molto elevato.

  • Kefir bianco senza zuccheri: preferibile per evitare picchi glicemici.
  • Kefir fatto in casa: permette un maggiore controllo degli ingredienti e della quantità di probiotici. Questo per suggerire, se siete amanti del kefir, di farlo a casa con latte intero o scremato, utilizzando gli starter in vendita nelle farmacie e nei negozi specializzati ; la quantità di probiotici sarà di gran lunga maggiore rispetto al prodotto già fatto e la probabilità di attecchimento nell'intestino molto più alta.

Cistite e Disbiosi Intestinale

Cistiti ricorrenti spesso sono associati a disbiosi intestinale, cioè ad un'alterazione della flora batterica intestinale. Fenomeni di cistiti ricorrenti sottointendono sempre un fenomeno di disbiosi intestinale cronica spesso di lunga data. Si tratta di un'alterazione della flora batterica intestinale con aumento di alcuni batteri come l'e.Coli a discapito di altri più protettivi come i lattobacilli. Per questo potrebbe essere utile rivolgersi a un professionista per valutare lo stato del suo microbiota intestinale in quanto non è corretto assumere dei probiotici a caso perché rischierebbe di non risolvere affatto il problema.

Per la cistite, il Cranberry (mirtillo rosso americano) in sinergia con i probiotici può essere utile, ma assicurati che il prodotto scelto abbia un dosaggio adeguato di PACs (proantocianidine) per essere efficace.

La cura migliore in questo ultimo caso è mannosio, mirtillo rosso, quercitina,vitaminaC, vitamina D, estratto di tè verde, HMO . Bere 2 litri di acqua al giorno.

Alimentazione e Stile di Vita

L'assunzione di fermenti lattici da sola, se non supportata da una corretta alimentazione, non sarà sufficiente a risolvere la sua disbiosi. È importantissimo curare l'alimentazione,privilegiando alimenti a basso indice glicemico associati ad una giusta dose di verdure che contengono fibra.

Ricordo inoltre l'importante ruolo di una dieta per diabetici a basso indice glicemico, tanta fibra, proteine sopratutto di origine vegetale, pochi grassi saturi e per non dimenticare una buona e sana attività fisica. Ricordo invece per la cistite di avere una buona idratazione quotidiana quindi almeno 2l di acqua naturale al giorno.

Latticini e Diabete: Cosa Dice la Ricerca?

Il consumo di latticini, in particolare latte e yogurt, è associato a un minor rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Le carni rosse e lavorate sono collegate a un rischio più elevato di diabete di tipo 2 e, al loro posto, sarebbe preferibile consumare quantità moderate di pesce e uova che, invece, non sembrano influenzare il rischio di diabete. Le carni rosse, ovvero carne di manzo, agnello e maiale, e le carni lavorate come pancetta, salsicce e salumi sono fonte di acidi grassi saturi, colesterolo e ferro ematico. Tutti questi componenti sono noti per promuovere l'infiammazione cronica e lo stress ossidativo, in grado di ridurre la sensibilità delle cellule all'insulina.

Il consumo di 200 grammi di latte al giorno è stato associato con una riduzione del rischio del 10%. Il consumo di 100 grammi di yogurt al giorno è stato associato a una riduzione del rischio del 6%.

I prodotti lattiero-caseari sono ricchi di sostanze nutritive, vitamine e altri composti bioattivi che possono influenzare favorevolmente il metabolismo del glucosio.

leggi anche: