Femmina o Maschio: Quando si Vede all'Ecografia

«Sarà un maschio o una femmina?». È questa una delle domande più frequenti che i genitori rivolgono al medico durante l’ecografia in gravidanza. Come capirlo? A quante settimane si vede? Ecco alcune curiosità.

Metodi per Determinare il Sesso del Bambino

Oggi per scoprire il sesso del bambino prima che nasca è quasi sempre sufficiente una semplice ecografia. Nei casi in cui dovessero essere necessari esami più approfonditi (come un'amniocentesi o una villocentesi) è addirittura possibile scoprire se il piccolo sarà maschio o femmina analizzando direttamente il suo DNA. Tutti questi esami richiedono delle tempistiche specifiche, ci vuole quindi un po' di pazienza.

Ecografia

L’ecografia è il metodo più utilizzato (e affidabile tra il 95% e il 99%) per determinare il sesso del bambino, ma esiste sempre un piccolo margine d’errore. In genere l'ecografia in cui è possibile capire se si tratta di un maschio o di una femmina è quella che viene eseguita tra la diciottesima e la ventiduesima settimana di gestazione. Infatti anche se il sesso del bimbo è determinato già al momento del concepimento le differenze nello sviluppo dei genitali iniziano ad essere visibili agli ultrasuoni solo in seguito.

In queste prime fasi le possibilità di sbagliarsi sono ancora elevate. Quello che si osserva non sono infatti i genitali ben formati, di conseguenza l'osservazione non è sempre semplice e può portare a errori di valutazione. In fasi più avanzate è invece possibile distinguere la presenza del pene o delle grandi labbra, e quindi la predizione del sesso diventa affidabile all'80-90%. A lasciare ancora aperta la possibilità a qualche dubbio sono fattori come la posizione del bambino, che può rendere difficile la visualizzazione dei genitali.

Come capire dall'ecografia il sesso del bambino?

L'ecografia è un'indagine in movimento che va letta durante l'esecuzione. L’ecografia morfologica è il momento in cui prevalentemente appare chiaro il sesso, ma sappiate che è possibile che si veda anche qualche tempo prima oppure che non si veda perché il bambino è di spalle e non ha alcuna intenzione di farsi vedere. Tramite questa ecografia (effettuata tra la 19ª e la 21ª-22ª settimana di gestazione) viene studiata in profondità tutta l’anatomia, la morfologia del bambino dalla testa ai piedi. È un momento molto importante, il momento in cui si possono rilevare anomalie, se presenti, e verificare che, superato il primo trimestre, tutto stia procedendo come deve.

Quando parliamo di feti dobbiamo necessariamente pensare che non esistono estreme differenze tra maschi e femmine. Unico apparato che è differente è quello genito-urinario. Visualizzando il basso addome sarà possibile notare inoltre la presenza di due piccole masse, una per lato. Dalla 15ª settimana di gestazione, infatti, la produzione di testosterone molto elevata causa la differenziazione dei tessuti e la comparsa dei testicoli.

Esiste un altro aspetto da non sottovalutare nella differenziazione tra maschio e femmina: alle volte il clitoride nelle bambine è gonfio, molto protrudente e può essere scambiato per un pene (soprattutto se la visione non è così chiara a causa della posizione del bambino). Il fatto di poter vedere chiaramente i genitali esterni femminili non solo aiuta a individuare il sesso, ma anche a escludere quelle che sono delle patologie specifiche di tipo cromosomico legato al sesso (specie in presenza di una storia familiare) o di patologie ovariche come le cisti che purtroppo possono presentarsi, anche se in casi rari, in periodo fetale.

Test Genetici

Per avere una certezza assoluta bisogna affidarsi a metodi in grado di analizzare direttamente il DNA del bambino.

  • Amniocentesi: non viene prescritta per scoprire il sesso, ma può rivelarlo. È il prelievo di una piccola quantità di liquido amniotico attraverso un sottile ago inserito nella pancia. Questo viene utilizzato per analisi di laboratorio che permettono di scoprire con certezza se si aspetta un maschio o una femmina analizzando proprio il suo DNA.
  • Villocentesi: il prelievo può essere effettuato sia attraverso la pancia che attraverso la cervice e permette di ottenere un campione dei villi coriali, porzioni della placenta che contengono materiale genetico appartenente al bambino. Anche in questo caso è quindi possibile avere la certezza del sesso del piccolo analizzando il suo DNA.
  • Test prenatale non invasivo (NIPT): è possibile effettuare un test prenatale non invasivo (NIPT), che si esegue tramite un semplice prelievo di sangue materno tra le 10 e le 13 settimane di gravidanza. I rischi associati a queste analisi possono essere evitati ricorrendo a test genetici condotti sul sangue della mamma, come l'Harmony Test e il Genetic-test, basati sul fatto che già a partire dalla quarta settimana di gravidanza è possibile ritrovare un po' del DNA del bambino nel sangue della gestante. Il G-test e l'Harmony Test possono essere condotti a partire dalla decima settimana di gestazione, quando la quantità di DNA del feto in circolo è tale da permettere di ottenere risultati attendibili. Purtroppo non si tratta di analisi di routine, e il loro costo può essere molto elevato. Il risultato è però molto più affidabile, e referto alla mano non si avranno più dubbi.

Credenze Popolari

Esistono moltissime credenze popolari e vecchi metodi della nonna per indovinare il sesso del bambino. Non hanno basi scientifiche, ma molte future mamme (o chi sta loro vicino) si divertono a fare ipotesi basandosi su segni e sintomi.

  • Test del pendolino: Una delle credenze più diffuse! Il principio è semplice e divertente: la futura mamma mette una mano sulla pancia e, con l’altra, tiene un pendolo (o un anello) sopra l’addome. Se il pendolo oscilla in cerchio, è una femmina. Se invece va avanti e indietro, si dice che sia un maschio.
  • Calendario cinese della gravidanza: Un’altra opzione molto usata da alcune mamme è il calendario cinese della gravidanza. È facilissimo: incrocia la tua età al momento del concepimento con il mese in cui hai concepito.
  • Forma della pancia: Un'altra leggenda popolare vuole che si possa capire dalla forma della pancia: se è a punta o bassa il nascituro sarebbe un maschietto, mentre se è più alta o più distribuita nella parte centrale dell'addome sarebbe una femminuccia. In realtà la forma della pancia è determinata dal tono dei muscoli addominali della mamma, da quanto è ingrassata dopo il concepimento, dalla conformazione del suo organismo e dalla posizione del bambino.
  • Voglie alimentari: C’è chi, invece, prova a capirlo in base alle voglie: non è vero che le donne in attesa di un maschio avrebbero voglia di dolce mentre quelle che aspettano una femmina desidererebbero più cibi aspri.

Il Metodo Ramzi

Negli ultimi anni, molte future mamme e papà sono venute a conoscenza del “metodo Ramzi”. Nello specifico il metodo Ramzi propone di osservare determinate caratteristiche (rilevabili, come detto, tramite ecografia) per distinguere il sesso del nascituro già dopo sei settimane di gravidanza. Alla base del funzionamento del metodo Ramzi c’è la semplice relazione tra la posizione della placenta e il sesso del feto. Sono state invece condotte ricerche successive che hanno smentito la relazione tra la posizione della placenta e il sesso del feto.

Tabella Riepilogativa dei Metodi

Metodo Affidabilità Tempistica Note
Ecografia 95%-99% 18-22 settimane Margine di errore possibile
Amniocentesi Quasi certa Dopo la 16ª settimana Invasiva, prescritta per altri motivi
Villocentesi Quasi certa Intorno alla 13ª settimana Invasiva, prescritta per altri motivi
NIPT (Test DNA fetale) Alta 10-13 settimane Costoso, non di routine
Metodo Ramzi Bassa 6 settimane Smentito da ricerche successive
Credenze Popolari Nessuna base scientifica Variabile Divertenti, ma inaffidabili

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