Epatomegalia: Cause, Diagnosi ed Esami del Sangue

La salute del fegato è fondamentale per il proprio benessere, e su di essa incide significativamente lo stile di vita. Il fegato, situato nell'addome nella parte in alto a destra, è una ghiandola formata da quattro lobi e collegata all’apparato digerente.

Cos'è l'Epatomegalia?

Quando si ha un fegato ingrossato si parla di epatomegalia, che significa che la ghiandola è superiore alle normali dimensioni previste. Tale condizione si può manifestare con un aumento delle sue dimensioni al di là dei normali limiti anatomici.

Epatomegalia vs. Fegato Grasso

Spesso il termine epatomegalia, o fegato ingrossato, è confuso con il termine fegato grasso o steatosi epatica.

Cause dell'Epatomegalia

L'epatomegalia può essere dovuta a motivi di natura non patologica, quindi non solo in presenza di malattie. Le cause dell’epatomegalia sono da ricercare negli stili di vita, in particolar modo nell’alimentazione.

Le cause dell'ingrossamento del fegato sono molteplici e possono essere legate a vari fattori, tra cui malattie, condizioni croniche o stile di vita. Tra le cause più comuni vi è la steatosi epatica, nota come fegato grasso, che si verifica quando il tessuto epatico accumula quantità eccessive di grasso.

Questa condizione può essere causata da fattori come l’eccessivo consumo di alcol, l’obesità, il diabete di tipo 2 e altri disturbi metabolici. Inoltre, la cirrosi epatica, una condizione cronica che porta alla cicatrizzazione del tessuto epatico e alla perdita delle sue funzioni, può causare l'epatomegalia.

Diverse malattie del fegato, come l'epatite virale, la cirrosi e la steatosi epatica non alcolica (fegato grasso), possono causare un ingrossamento del fegato.

Sintomi dell'Epatomegalia

Quando il fegato si ingrossa è difficile accorgersene perché, di solito, non dà alcun segno o sintomo. Il fegato non ha terminazioni nervose quindi in genere non dà alcun sintomo.

I sintomi del fegato ingrossato dipendono dalla causa sottostante e dalla gravità della condizione. In molti casi, l'ingrossamento del fegato non causa sintomi evidenti, ma può essere associato a vari segni di allarme.

La comparsa di ittero, caratterizzata da una colorazione giallastra della pelle e delle mucose, è un segno di possibile disfunzione epatica.

Il medico potrebbe anche sospettare un fegato ingrossato durante delle manovre palpatorie. Quando il medico effettua la manovra per scoprire se si trova di fronte a un paziente con il fegato ingrossato, potrebbe accentuarsi il dolore. Qualora dovesse riscontrare una sospetta epatomegalia chiederebbe ecografia ed esami del sangue per averne la conferma e scoprire le cause.

Quello che rappresenta solitamente un fastidio al lato destro dell’addome, che tante volte non dipende dal fegato, durante e subito dopo la palpazione medica si trasforma in dolore. In alcuni casi non è da escludere che al termine della palpazione compaia anche l’ittero, ovvero la colorazione giallognola della pelle e del bianco degli occhi.

Diagnosi dell'Epatomegalia

Per avere un quadro clinico completo della salute del fegato è importante sottoporsi a controlli periodici, che consistono in esami ematici, ecografia dell’addome e Fibroscan.

La diagnosi di un fegato ingrossato si basa su una combinazione di esami fisici, analisi del sangue e test di imaging.

  • Esami ematici: Misurano la quantità delle sostanze che vengono prodotte dal fegato per capire se vi sono danni di funzionalità, e permettono di individuare eventualmente le cause della malattia del fegato, se presente. Capire cioè se la malattia ha origine metabolica, virale, autoimmune. Un prelievo del campione di sangue può essere necessario anche per analisi epatiche di routine o per monitorare l’andamento di una terapia che interessa il fegato.
  • Esami strumentali: (ecografie, TAC…) che permettono di “guardare” l’organo per individuare eventuali danni o lesioni e capire l’origine di sintomi presentati dal paziente.
  • Ecografia addominale: Questo è uno degli esami di imaging più comuni per valutare la dimensione e lo stato del fegato.

Esami del Sangue per Valutare la Funzionalità Epatica

È possibile tenere sotto controllo il nostro fegato già nelle analisi del sangue, per misurare la quantità delle sostanze che devono essere prodotte dal fegato. I valori legati alla funzionalità epatica sono la transaminasi, la bilirubina, l’albumina, la Gamma Glutamil Trasferasi GGT e Gamma GT, la lattato deidrogenasi (LDH).

Le analisi del sangue (esami ematici) misurano la quantità delle sostanze che vengono prodotte dal fegato per capire se vi sono danni di funzionalità e permettono di individuare eventualmente le cause della malattia del fegato, se presente. Alanina aminotransferasi (ALT), aspartato aminotransferasi (AST), bilirubina, proteine plasmatiche e tempo di protrombina sono tra gli esami più comuni.

Per questo motivo, allo scopo di formulare una diagnosi precisa o escludere una malattia del fegato, il medico interpreta i parametri nel loro insieme e, qualora necessario, può indicare l'esecuzione di altre indagini d'approfondimento, come ecografie o biopsie dell'organo.

I range di riferimento degli esami del sangue del fegato possono variare leggermente in base al laboratorio che li esegue. Come accennato in precedenza, i valori degli esami del sangue del fegato possono essere influenzati da diversi fattori e solo un medico può valutare il loro significato. NOTA BENE: l'intervallo di riferimento indicato per ciascun parametro può cambiare in funzione della strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.

Principali Indicatori nei Test di Funzionalità Epatica

  • Transaminasi ALT o GPT: La transaminasi ALT o GPT è l’alanina transaminasi, un enzima presente negli epatociti che non deve trovarsi nel sangue. Alti valori di questo enzima nel sangue suggeriscono la presenza di malattia epatica come l’epatite, dove le cellule epatiche sono danneggiate. Valori normali sono inferiori a 35 U/l per le donne e inferiori a 40 U/l per gli uomini. Di norma il dosaggio della transaminasi ALT si effettua in coppia con quello delle transaminasi AST (GOT), perché quando vi è un danno a livello epatico in genere i valori dell’ALT risultano più elevati delle GOT.
  • Transaminasi AST o GOT: La transaminasi AST o GOT, è l'aspartato transaminasi, un altro enzima, che se presente nel sangue oltre una certa quantità suggerisce la presenza di malattia ai tessuti epatici ma anche nei tessuti cardiaci. Valori normali sono inferiori a 35 U/l per le donne e inferiori a 40 U/l per gli uomini. È necessario che il medico confronti questi valori con quelli di ALT per poter capire se davvero si tratta di danno epatico e non ad altri tessuti.
  • Gamma Glutamil Trasferasi GGT e Gamma GT: Il Gamma GT è un enzima necessario alla funzione di detox che deve svolgere il fegato. Alti valori di questo enzima indicano la possibilità di problemi di funzionalità epatica, solitamente in seguito all’abuso di alcol. I valori di riferimento da considerarsi normali variano da laboratorio a laboratorio, a seconda dello strumento utilizzato. Una Gamma GT alta suggerisce la possibilità di un danno al fegato o alle vie biliari dovuto all’alcolismo oppure all’uso di certi farmaci che alzano il valore.
  • Bilirubina diretta e indiretta: La bilirubina è un prodotto di scarto dalla sintesi della proteina chiamata emoglobina. Alti livelli nel sangue possono significare una cattiva capacità da parte del fegato di smaltire questa sostanza. L’eccesso di bilirubina è quello che conferisce alla pelle il colore giallastro che chiamiamo ittero. Per quanto riguarda i valori normali di bilirubina, la bilirubina diretta o coniugata, dovrebbe essere presente in quantità inferiori a 0,3 mg/dl. I valori di bilirubina totale (diretta o indiretta) dovrebbero essere nell’intervallo da 0,10 a 1,30 mg/dl.
  • Albumina: È una proteina presente nel plasma che viene prodotta dal fegato, necessaria per trasportare nel sangue gli ormoni gli acidi grassi. Se il fegato non funziona bene, come nel caso di cirrosi epatica, potrebbe produrre troppa poca albumina nel plasma. I valori di riferimento per l’albumina sono compresi fra 3,5 e 5,5 grammi per 100 millilitri (35-55 g/Litro).
  • Lattato deidrogenasi (LDH): È un enzima che si trova sia nel fegato che nel miocardio e nei muscoli, importante nella produzione di energia della cellula.
  • Fosfatasi alcalina (ALP): L’AlPh è un enzima presente in vari tessuti del corpo inclusi i dotti biliari. Se alta può indicate un blocco dei dotti biliari, ma il valore va considerato accanto agli altri esami di funzionalità epatica, come bilirubina e transaminasi (AST e ALT). In condizioni di salute le concentrazioni di fosfatasi alcalina di origine epatica e di origine ossea sono più o meno sovrapponibili, e sono, per uomini e donne, da 50 a 150 U/L in media (unità per litro di sangue).
  • Fattori della coagulazione: Uno dei compiti del fegato è anche quello di produrre le proteine che promuovono la coagulazione del sangue. Tra queste vi è la protrombina (PT), anche definita fattore II di coagulazione. L’esame del tempo di protrombina (o tempo di Quick) infatti serve a misurare il tempo necessario al sangue per formare un coagulo, che rappresenta - in condizioni normali di salute - la naturale reazione dell’organismo a un'emorragia, ad esempio a seguito di una lesione con perdita di sangue. valori troppo elevati, indice di una coagulazione lenta e di un maggior rischio di emorragia, si registrano anche in chi soffre di disturbi epatici tra cui tumori, cirrosi, epatiti e ostruzione biliare.

Altri Esami Strumentali

Tra gli esami strumentali utilizzati per indagare la salute del fegato, un ruolo di primo piano è ricoperto dall'ecografia addominale, che sfrutta la diversa capacità dei tessuti di riflettere gli ultrasuoni emessi da una sonda. In alternativa o quale conferma di quanto evidenziato con l'ecografia, può essere utilizzata la risonanza magnetica.

A volte, la certezza diagnostica è ottenuta con la biopsia, cioè mediante il prelievo di un piccolo frammento di tessuto epatico, mediante apposito ago inserito nell'addome, ovviamente sotto guida ecografica ed in anestesia locale. Altre volte ancora, si utilizza un esame chiamato colangiopancreatografia endoscopica retrograda, che consiste nella discesa di un sondino per via orale fino al raggiungimento delle vie biliari extraepatiche.

Trattamento dell'Epatomegalia

Il trattamento per l’epatomegalia dipende dalla causa sottostante alla sua insorgenza. Nel caso in cui l’ingrossamento del fegato sia causato da un eccessivo consumo di alcolici, dall’obesità o dal diabete mellito, è essenziale apportare modifiche al proprio stile di vita per ridurre i fattori di rischio. Nel caso di condizioni come l’epatite C, cirrosi o tumore al fegato, il trattamento può richiedere l’uso di farmaci specifici, come gli antivirali, procedure chirurgiche o addirittura il trapianto di fegato.

Il trattamento del fegato ingrossato dipende dalla causa sottostante. Modifiche alimentari, come una dieta equilibrata, povera di grassi saturi e zuccheri, possono aiutare a ridurre il carico sul fegato.

Prevenzione dell'Epatomegalia

La prevenzione del fegato ingrossato si basa su uno stile di vita sano e sulla gestione delle condizioni che possono danneggiare il fegato. Il fegato ingrossato può essere un segno di numerosi disturbi, ma con una diagnosi precoce e il trattamento adeguato, è possibile gestire e migliorare la salute epatica.

Quando il fegato si è ingrossato, non a causa di una specifica malattia o per più fattori, cambiare lo stile di vita è l’unico modo per riportarlo alla normalità. Adottare abitudini alimentari sane, smettere di bere alcolici e fare esercizio fisico regolare può ridurre significativamente il rischio di complicazioni.

Consigli Alimentari per un Fegato Sano

E’ consigliato, invece, seguire un’alimentazione “leggera”, che consenta cioè al fegato di non sovraccaricarsi, riuscendo a metabolizzare bene tutto ciò che si mangia. Evitare le preparazioni elaborate e molto cotte, con sughi ricchi di grassi, intingoli, ecc. Preferire cotture semplici, come cucinare al vapore, al forno, alla piastra o in pentola a pressione, condire con olio extra vergine d’oliva ed evitare di insaporire utilizzando molto sale, salse e grassi (burro e olio).

Per condire i primi piatti o i passati di verdure, è possibile utilizzare Grana Padano DOP grattugiato al posto del sale, che è decremato durante la lavorazione, cioè nel formaggio rimane circa la metà del grasso del latte intero con cui è fatto. Tutti i giorni, ad ogni pasto, una porzione di verdura cruda o cotta, frutta (2 o 3 frutti di stagione al giorno) e cereali integrali. Yogurt magro, latte scremato, ricotta, formaggi freschi con meno del 25% di grassi (leggere le etichette).

Cosa Evitare in Caso di Epatomegalia o Steatosi Epatica

Cosa non si deve mangiare nei casi di epatomegalia o di steatosi epatica? Ridurre il consumo non solo di alimenti processati, ma anche di alimenti come pizza e focacce, pasta, pane, patate, riso. Alcolici e superalcolici, inclusi vino e birra.

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