Fegato Grasso e Transaminasi Alte: Cause e Rimedi

La steatosi epatica, o fegato grasso, è una patologia molto diffusa nei paesi occidentali e, nel 30-40% dei casi, può essere associata allo sviluppo anche di patologie gravi. Ma, si può guarire da questa patologia? “La riposta è sì.

Per fegato grasso s’intende un eccessivo accumulo di lipidi (grassi) all’interno delle cellule epatiche. È normale che il fegato contenga del grasso, ma se questo ammonta a più del 10% del peso del fegato si parla di steatosi. In particolari situazioni, ad esempio di sovraccarico funzionale del fegato, generalmente dovuto a una dieta troppo ricca di grassi o all'abuso di alcolici, il fegato non riesce a smaltire i grassi.

La steatosi o “fegato grasso” è una condizione che colpisce le cellule del fegato, nelle quali c'è un accumulo anomalo di trigliceridi. Quando il peso dei grassi accumulati nel fegato supera del 5% il peso del fegato si parla di steatosi epatica. Il termine steatosi indica proprio l'eccesso di grassi in un tessuto.

Cause del Fegato Grasso

Il fegato grasso si verifica in presenza di un'alterazione delle cellule del fegato, che accumulano più grassi di quanti siano in grado di smaltire. In alcune situazioni spesso ricorrenti nella famiglia, cattiva dieta ed eccesso di grasso addominale, il grasso, oltre a depositarsi all’interno del tessuto adiposo, entra nelle cellule del fegato che si “rigonfiano” e vanno in sofferenza. Quando “si mette su pancia”, il grasso addominale scarica grassi e sostanze infiammatorie direttamente al fegato. Queste sostanze a loro volta causano steatosi che può progredire in infiammazione, fibrosi, cirrosi etc.

Le malattie epatiche rappresentano le cause più comuni dell’aumento dei livelli sanguigni di transaminasi:

  • infettiva (virus delle epatiti acute o croniche, ma anche mononucleosi);
  • autoimmune (più frequente con concomitanti patologie autoimmuni, es. tiroidite cronica, malattie del connettivo, ecc);
  • metabolica (in presenza di condizioni correlate alla sindrome metabolica e all’insulino-resistenza, come indice di massa corporea elevato, diabete, iperlipidemia, ipertensione, anche se la malattia può verificarsi anche in assenza di tali fattori);
  • alcolica (un consumo superiore a 40 g al giorno di alcool è associato a un alto rischio di epatopatia etilica e giustifica un’elevazione persistente delle transaminasi. Particolarmente insidioso può essere il ruolo dei farmaci, perché molti di essi possono causare un’ipertransaminasemia.

Sintomi e Diagnosi

Nella maggior parte dei casi non si hanno sintomi e quindi è difficile scoprire di avere la condizione. Per questo molti pazienti non scoprono la condizione fino a quando non si sottopongono, talvolta per altri motivi, a ecografia dell'addome.

Spesso, livelli elevati di transaminasi non provocano sintomi evidenti, soprattutto nelle fasi iniziali. È una malattia che nella maggior parte dei casi è asintomatica, per cui il riscontro spesso è casuale: si può scoprire dagli esami del sangue che presentano transaminasi o gamma-GT (le spie del danno epatico) elevate. Oppure con un’ecografia in cui il fegato “brilla”, proprio per l’eccesso di massa grassa.

Un’ecografia del fegato può dimostrare la steatosi in gran parte dei casi. Tecniche più raffinate come Fibroscan e Risonanza Magnetica possono diagnosticare anche i casi più lievi. Naturalmente la diagnosi fa il medico.

Esami utili per la diagnosi:

  • Esami del sangue, per la ricerca delle transaminasi, gli enzimi indicati con le sigle GOT (o ALT) e GPT (o AST). Non sempre le transaminasi alte indicano la presenza di fegato grasso.
  • Ecografia addominale. Spesso l'ecografia consente di diagnosticare la condizione soltanto quando è già avanzata.

Tra i valori degli esami del sangue possono aumentare le transaminasi (AST e ALT) e le gammaGT. Dai medici possono calcolare degli indici per riconoscerla dagli esami e dalla visita.

Transaminasi Alte: Cosa Sono?

Molte persone non sanno cosa siano le transaminasi. Valori anomali delle transaminasi, in particolare quando sono elevati, indicano che c’è un danno o una sofferenza epatica. L‘aumento dei valori di transaminasi nel sangue potrebbe evidenziare un’infiammazione o un danno alle cellule del fegato. Quando le cellule del fegato, o dei muscoli, cuore compreso, sono danneggiate, le transaminasi si riversano nel sangue in maniera eccessiva.

Le transaminasi sono enzimi presenti in molti organi, ma in particolar modo nel fegato. Aiutano nel processo di trasferimento di gruppi amminici durante il metabolismo delle proteine. Due tipi principali di transaminasi sono di grande interesse clinico: l’ALT (alanina aminotransferasi) e l’AST (aspartato aminotransferasi).

  • ALT (alanina aminotransferasi): è un enzima che si trova principalmente nel fegato. Quando il fegato è danneggiato, l’ALT viene rilasciata nel sangue.
  • AST (aspartato aminotransferasi): si trova non solo nel fegato, ma anche nel cuore e nei muscoli scheletrici.

Il dosaggio delle transaminasi viene utilizzato principalmente quando il medico sospetta un malfunzionamento o una lesione a carico del fegato, del miocardio o di altri muscoli. I valori di riferimento delle transaminasi possono cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto. Prima di sottoporsi al prelievo di sangue per l'esame delle transaminasi, è necessario osservare un digiuno di almeno 8-10 ore. Durante tale periodo, è possibile solo assumere una modica quantità di acqua. Inoltre, prima dell'esame occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti.

Se i risultati forniscono un valore superiore, l'esame dev'essere ripetuto dopo 7-15 giorni. Il riscontro isolato di una transaminasi alta è spia di un probabile danno al fegato o alle vie biliari; il termine probabile è d'obbligo, in quanto abbiamo visto che tali enzimi - pur concentrandosi soprattutto a livello epatico - sono ubiquitari. Potrebbe quindi trattarsi, ad esempio, di un danno muscolare, pancreatico o cardiaco; per ottenere maggiori indizi sulle cause che hanno prodotto il rialzo anomalo di una singola transaminasi, è quindi necessario valutare allo stesso tempo i livelli degli altri enzimi epatici. Utile risulta anche il dosaggio della bilirubina, del tempo di protrombina, delle proteine plasmatiche e la ricerca di markers delle epatiti virali, oltre ad esami diagnostici strumentali come l'ecografia o la risonanza magnetica addominale, la biopsia epatica e la colangiopancreatografia.

Rapporto AST/ALT (GOT/GPT): in condizioni normali le transaminasi sono presenti in circolo a livelli molto bassi (inferiori alle 40 U/l) e simili fra loro, anche se il rapporto AST/ALT è in genere > 1 (maggiore di uno). La AST (Aspartato aminotransferasi) è una transaminasi mitocondriale e citoplasmatica che, similmente all'ALT, è presente negli epatociti ma anche nei tessuti non epatici, dove si trova però in proporzioni maggiori rispetto all'ALT.

  • TRANSAMINASI MOLTO ALTE: livelli particolarmente elevati di transaminasi nel sangue (> 10 volte o più i valori basali) suggeriscono un danno epatico acuto e consistente.
  • TRANSAMINASI LIEVEMENTE AUMENTATE: un'elevazione cronica e contenuta delle transaminasi è tipica delle steatoepatite, della steatosi (fegato grasso), del danno da farmaci e delle epatiti virali in fase non acuta.

COLESTASI INTRA ED EXTRAEPATICA (severa compromissione del flusso della bile dal fegato verso il duodeno, ad esempio per la presenza di calcoli): in tale condizione, oltre a transaminasi alte, si nota un tipico aumento della bilirubina, della fosfatasi alcalina (rialzo consistente) e della gamma-glutamil-transpeptidasi (GGT).

Rimedi e Trattamenti

Non esiste un trattamento farmacologico specifico per il fegato grasso. Per questo motivo, di solito, è sufficiente agire sulle cause scatenanti e monitorare attentamente la steatosi mediante controlli medici regolari. Il trattamento delle transaminasi alte dipende dalla causa sottostante. Mantenere uno stile di vita sano è cruciale per prevenire danni al fegato e mantenere normali i livelli di transaminasi.

Si può guarire ma è importante intervenire in fase precoce. Ottime idee sono sospettarla se si è affetti da obesità, fare attenzione a piccoli aumenti di enzimi epatici ed essere decisi nell’intervenire.

Dieta per il Fegato Grasso

La dieta è la prima terapia. Ci si chiede cosa mangiare e cosa non mangiare per la steatosi epatica, ma la scelta dei cibi è solo un pezzo della soluzione, l’altro pezzo è il calo di peso, soprattutto se si è in eccesso di peso. Mentre si perde peso, è importante acquisire quelle abitudini che poi dovranno essere mantenute per la vita per impedire che la situazione si ripresenti in futuro.

Alimenti consigliati:

  • Verdura, in parte cruda, preferibilmente di stagione;
  • Frutta non zuccherina;
  • Frutta secca;
  • Legumi e cereali integrali;
  • Carni magre e latticini parzialmente scremati;
  • The, caffè e cioccolato possono essere protettivi in quantità moderata.

Alimenti da evitare:

  • Gli alcolici in tutte le forme fanno un’importante differenza per le loro conseguenze negative. Superalcolici, vino e birra sono da evitare, sarà difficile guarire continuando a consumarli;
  • Le bevande gasate e non gasate che contengono zuccheri aggiunti, inclusi i succhi di frutta;
  • I dolci e gli alimenti dolcificati con l’aggiunta di zucchero o di fruttosio;
  • Le carni grasse, gli insaccati, lardo e strutto e gli altri alimenti ricchi di grassi animali;
  • Burro, panna, mascarpone, formaggi grassi;
  • Le margarine e gli alimenti che contengono grassi idrogenati;
  • Patatine fritte, cibi molto elaborati con salse.

Attività Fisica

Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana per almeno 150 minuti (ottimali 300). Anche in assenza di dimostrazioni “forti” dell’ efficacia del calo ponderale nei confronti della steatosi epatica non alcolica, esso deve essere comunque perseguito per gli effetti benefici accertati sulle altre complicanze del sovrappeso (ad es., ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete mellito tipo 2). Riteniamo che l’ attività fisica sia una componente importante delle modificazioni dello stile di vita del paziente con steatosi epatica non alcolica (come è, più in generale, per la sindrome metabolica) non solo perché promuove il calo ponderale ma perché migliora la resistenza insulinica.

Perdita di Peso

Il calo di peso ha un effetto molto importante ed è realmente efficace persino in chi non è obeso. Perdere peso permette di perdere grasso viscerale (si “stringe la cinghia”) che a sua volta riduce il carico di grassi e sostanze infiammatorie al fegato. Quanto perdere? Almeno il 10% del peso, ad esempio 8 kg per una persona di 80 Kg. Ma non è un effetto immediato: ci vogliono alcuni mesi per ridurre il grasso che si è accumulato; quindi, bisogna impegnarsi nel perdere peso, ma poi anche mantenere il peso raggiunto ed evitare di riprenderlo.

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