Secondo i dati Istat, le malattie reumatiche e osteoarticolari, tra cui l’artrite reumatoide, colpiscono il 17,3% della popolazione. Ovviamente, le principali malattie reumatiche aumentano in rapporto all’età, con una prevalenza nelle donne rispetto agli uomini. Purtroppo, come sappiamo, sono malattie fortemente invalidanti e risulta determinante la diagnosi precoce, utile nel controllo della sintomatologia e delle complicanze.
Per questo è importante imparare a leggere gli esami clinici, come il Reuma Test, per capire se il fattore reumatoide è alto oppure no. Le malattie reumatiche croniche, come l’artrite reumatoide, sono patologie a carattere autoimmune che determinano infiammazione cronica di tutto il sistema muscolo-scheletrico. La tumefazione alle articolazioni ed il dolore sono purtroppo delle costanti che accomunano chi ne soffre.
Le articolazioni colpite con maggiore frequenza sono quelle delle dita, delle mani, dei piedi, delle ginocchia, dell’anca e della colonna vertebrale. Purtroppo, l’artrite reumatoide può trasformarsi in una malattia sistemica colpendo anche organi interni e assumendo, in tal modo, caratteristiche di altre patologie autoimmuni, come il lupus. Spesso, questa condizione si associa a fibromialgia.
La valutazione degli indici di flogosi è tra le prime indagini prescritte dal medico. Ma cosa sono i fattori reumatoidi? Si tratta di un gruppo di anticorpi prodotti dalle plasmacellule e diretti verso determinanti antigenici delle porzioni Fc dell'immunoglobulina G (IgG). Il fattore reumatoide viene sintetizzato dalle plasmacellule del tessuto sinoviale e dei linfonodi. Il fattore reumatoide forma con il suo antigene un complesso immune che circola nel sangue stimolando il rilascio dei mediatori dell'infiammazione da parte dei tessuti, innescando importanti reazioni flogistiche anche a livello articolare.
Cos'è l'artrite reumatoide?
L'artrite reumatoide è una malattia articolare infiammatoria di origine autoimmune. I soggetti maggiormente colpiti hanno un'età di 35-50 anni e sono di sesso femminile (l'incidenza nelle donne è circa tre volte superiore rispetto a quella degli uomini). I sintomi sono provocati dalla persistente infiammazione della membrana sinoviale che riveste le capsule articolari; le articolazioni più frequentemente colpite sono quelle di mani, dita, ginocchio, anca e colonna vertebrale. Il decorso dell'artrite reumatoide è cronico: periodi di relativo benessere possono alternarsi a fasi di riacutizzazione della sintomatologia.
L'artrite reumatoide (AR) rappresenta un modello di malattia cronica immuno-mediata. Nel siero dei pazienti affetti da AR sono presenti degli autoanticorpi capaci di reagire con le IgG, definiti fattori reumatoidi (RF). Dal punto di vista diagnostico, la positività per il fattore reumatoide (RF) assume una particolare importanza, poiché consente di distinguere AR siero+ da AR siero-. Inoltre, uno studio dell'American College of Rheumatology mostra che l'80,4% dei pazienti con artrite reumatoide è positivo al fattore reumatoide circolante.
Fattore Reumatoide (FR)
Il fattore reumatoide (FR) è un anticorpo presente nel sangue di molte persone affette da artrite reumatoide, ma può essere presente anche in altre malattie autoimmuni, infezioni croniche e, in alcuni casi, in persone sane, soprattutto anziane. Il FR è un anticorpo diretto contro la porzione Fc delle immunoglobuline G (IgG). Un risultato positivo al FR indica la presenza di questo anticorpo nel sangue, ma non conferma necessariamente la diagnosi di artrite reumatoide. La sua presenza deve essere valutata insieme ad altri esami e alla valutazione clinica del paziente.
Nel siero dei pazienti affetti da AR sono presenti degli autoanticorpi capaci di reagire con le IgG, definiti fattori reumatoidi (RF). Nel 1987, RF è stato inserito tra i criteri classificativi dell'American College of Rheumatology per la diagnosi di artrite reumatoide.
Il fattore reumatoide (RF) non è un "marcatore" specifico dell'artrite reumatoide: può essere positivo in soggetti sani, specie se anziani o in presenza di altre malattie (epatopatie, vasculiti, connettiviti, diabete), ma la sua presenza associata a dati clinici compatibili con l'artrite reumatoide rappresenta una conferma diagnostica importante.
Ecco perché il test può essere prescritto dal medico in presenza di dolori articolari o altre manifestazioni sintomatologiche riconducibili all’artrite reumatoide. Insieme ad altri esami quali radiografie, risonanze ed ecografia, il dosaggio del fattore reumatoide può essere utilizzato per la diagnosi di artrite reumatoide, ma anche per escludere malattie che si manifestino con sintomi simili. I pazienti affetti da artrite reumatoide presentano un test positivo per il fattore reumatoide in circa l’80% dei casi.
Valori Normali del Fattore Reumatoide
Generalmente, i valori normali del FR sono inferiori a 20 UI/mL (unità internazionali per millilitro). Tuttavia, i valori di riferimento possono variare leggermente a seconda del laboratorio. È importante consultare il referto del laboratorio per conoscere i valori di riferimento specifici.
Interpretazione dei Risultati
FR positivo: Un risultato positivo al FR può indicare la presenza di artrite reumatoide, ma anche di altre malattie autoimmuni come la sindrome di Sjögren, il lupus eritematoso sistemico o la crioglobulinemia mista. Inoltre, può essere presente in infezioni croniche come l'epatite C o l'endocardite batterica. In alcuni casi, il FR può essere positivo in persone sane, soprattutto anziane.
FR negativo: Un risultato negativo al FR non esclude la possibilità di artrite reumatoide, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia. Esiste una forma di artrite reumatoide definita "sieronegativa" in cui il FR è negativo.
Determinazione del fattore reumatoide
La dimostrazione della presenza di una quota anomala di RF sierico di classe IgM può essere determinata attraverso le seguenti indagini diagnostiche:
- Reuma test (o RA test): IgM anti-IgG umane aggregate a particelle di lattice.
- Reazione di Waaler Rose: IgM anti-IgG di coniglio adese a eritrociti di pecora.
Questi due test sierologici consentono di individuare con diverse metodiche i fattori reumatoidi eventualmente presenti in circolo. Il fattore reumatoide è diretto sia contro il Fc delle IgG omologhe (utilizzate nel Reuma test) sia contro il Fc delle IgG eterologhe (utilizzate nel test di Waaler-Rose), secondo i seguenti principi:
- Nel test di Waaler Rose, emazie di pecora su cui sono adese IgG di coniglio, vengono messe a contatto col siero del paziente: se questo contiene IgM con caratteristiche di RF avviene una reazione di emoagglutinazione.
- Nel Reuma test, si usano invece particelle di lattice su cui vengono adese Ig umane o tratti di esse. Nel siero del paziente, la presenza del fattore reumatoide è verificata se ha luogo l'agglutinazione tra particelle di lattice con adese le IgG e l'autoanticorpo RF presente nel siero analizzato.
Come si eseguono il Reuma test e la reazione di Waaler Rose?
Per l'esecuzione del Reuma test e della reazione di Waaler Rose è necessario ricorrere ad un semplice prelievo di sangue e per questo è consigliabile il digiuno dalla sera precedente. In caso si stiano assumendo particolari medicinali come il cortisone o farmaci immunosoppressivi, è necessario avvisare il medico, in quanto potrebbero alterare l'esito delle analisi.
Reuma test
Il Reuma test (o RA test) si avvale di una reazione di agglutinazione che utilizza una sospensione di particelle di lattice sensibilizzate con IgG umane. Se il siero del paziente contiene RF IgM, questo si legherà alle IgG provocando l'agglutinazione delle particelle di lattice. Il Reuma test consente sia la determinazione qualitativa (senza diluizione del campione) che quantitativa su vetrino dei fattori reumatoidi:
- Metodo qualitativo: la presenza di agglutinazione indica un contenuto di fattore reumatoide nel campione.
- Metodo quantitativo: il titolo è dato dall'ultima agglutinazione evidente usando diluizioni seriali (con soluzione fisiologica) del campione di siero.
Il Reuma test è standardizzabile ed automatizzabile (a differenza della reazione di Waaler Rose, ormai quasi in disuso). Inoltre, è molto sensibile e diventa positivo più precocemente, ma è meno specifico:
- Sensibilità diagnostica: 75-80%, fortemente influenzata da parametri come durata e fase clinica della malattia.
- Specificità bassa: positivo anche in altre condizioni patologiche e in circa il 15% dei soggetti sani oltre i 60 anni.
- Possibili interferenze con emoglobina, bilirubina e lipidi.
I valori del reuma-test sono espressi secondo l'unità di misura internazionale (U.I.) per ml. Se avviene l'agglutinazione, il risultato è indicato come positivo. In questo caso, è possibile procedere con una titolazione quantitativa come approfondimento e conferma. In generale, il Reuma test consente di evidenziare valori aumentati per il fattore reumatoide nella maggior parte dei soggetti affetti da artrite reumatoide (i valori variano a seconda del cut-off e del protocollo utilizzato dai vari laboratori).
In alcuni casi si può positivizzare negli anziani, in soggetti con epatopatie, vasculiti, connettiviti e diabete. La sua presenza da sola non è indice di malattia. Insomma, un fattore reumatoide alto non è per forza indice di una patologia reumatica. In caso di positività del ra test è possibile proseguire con una titolazione relativa alla quantità come test di conferma. I valori del Rauma Test vengono espressi in U.I.
Reazione di Waaler Rose
La reazione di Waaler Rose consente di evidenziare nel siero umano la presenza del fattore reumatoide, che si forma nel corso dell'artrite reumatoide. In questo test di emoagglutinazione, le microsfere di lattice sono sostituite da emazie di pecora, fatte reagire con un siero di coniglio immunizzato contro tali emazie. In particolare, nella reazione di Waaler Rose si mettono a contatto le emazie di pecora stabilizzate e sensibilizzate con un anti-siero contenente anticorpi anti-emazie di pecora preparate nel coniglio (IgG di coniglio anti-eritrociti di pecora).
Questo sistema è messo a contatto con il siero del paziente che possiede anticorpi (il fattore reumatoide IgM) rivolti verso le IgG analoghe a quelle del coniglio. Il prodotto della reazione risulterà quindi agglutinato (proporzionalmente alla quantità di RF presente). La massima diluizione del siero alla quale è ancora presente l'agglutinazione fornisce il titolo. Questo test è meno sensibile, ma decisamente più specifico del Reuma test: l'agglutinazione delle emazie è considerata significativa solo per diluizioni sieriche >1:32.
Al microscopio il medico esamina la presenza o l'assenza di agglutinazione visibile subito dopo l'addizione del reattivo al siero del paziente. La presenza di agglutinazione delle emazie >8UI/ml di siero indica che il test è positivo (risultato qualitativo) e il titolo è tratto dall'ultima diluizione del siero che mostra un'agglutinazione macroscopica (risultato semi-quantitativo).
- Reazione di Waaler Rose positiva:
- Artrite reumatoide (>60%)
- Sindrome di Sjögren (70%)
- In percentuali inferiori: fibrosi polmonare, leishmaniosi, tubercolosi, lebbra, epatopatie ecc.
- Fattore reumatoide negativo o assente.
Differenze tra Reuma test e reazione di Waaler-Rose
Le differenze tra gli esiti refertati riflettono le differenze tecniche per evidenziare la presenza dei fattori reumatici. La positività ottenuta con una delle metodiche sierologiche è, tuttavia, indice dell'aumento del RF in circolo. La limitazione tecnica di questi test comunemente in uso consiste nell'identificazione dei fattori reumatoidi appartenenti unicamente alla classe delle IgM.
Questa considerazione suggerisce la possibilità che una parte delle cosiddette artriti reumatoidi siero-negative, siano in realtà dei falsi negativi (presentino cioè degli anticorpi di classe IgG o IgA). Il riconoscimento di RF di classe IgG o IgA richiede specifiche tecniche (test ELISA).
La sua specificità, però, è scarsa perché la sua positività (cioè la sua presenza) si può riscontrare in molte malattie reumatiche ed infettive e persino nel 3-5 per cento delle persone sane. Fino ad oggi, queste erano le analisi a disposizione del medico per evidenziare la presenza della malattia, analisi che si basavano sulla presenza del sangue del cosiddetto “fattore reumatoide”.
| Caratteristiche di test utilizzati nella diagnostica per l'artrite reumatoide | Sensibilità % | Specificità % |
|---|---|---|
| Reuma test | 70-80 | 70 |
| Reazione di Waaler Rose | 60 | 80 |
In conclusione, sebbene i fattori reumatoidi si trovino in numerosi disordini reumatoidi, così come in altre condizioni non reumatiche, il loro ruolo è fondamentale nella definizione clinica dell'artrite reumatoide (AR). Come per tutti i test diagnostici, una diagnosi definitiva non può basarsi sul risultato di un singolo test, ma deve essere approfondito con ulteriori esami.
Gli esami reumatologici del sangue rappresentano un pilastro fondamentale nella diagnosi e nel monitoraggio delle malattie reumatiche. Queste patologie, spesso caratterizzate da infiammazione cronica e dolore a carico delle articolazioni, dei muscoli e degli organi interni, richiedono un approccio diagnostico preciso e tempestivo. La comprensione dei valori normali e l'interpretazione corretta di questi esami sono cruciali per identificare precocemente la presenza di una malattia reumatica, valutarne la gravità e monitorare l'efficaciadel trattamento.
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