La ferritina è una proteina complessa essenziale nel processo di immagazzinamento del ferro nei tessuti del corpo, fungendo da principale deposito di questo minerale vitale. Si tratta di un complesso ferro-proteico presente in tutti i tessuti, ma più nello specifico nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei muscoli scheletrici. Essa gioca un ruolo cruciale nella regolazione del ferro disponibile per la sintesi dell'emoglobina, che è responsabile del trasporto dell'ossigeno nel sangue. Nella pratica clinica il dosaggio di questa proteina trova impiego per valutare il quantitativo di ferro a disposizione dell'organismo.
Cosa si intende per ferritina bassa?
Quando la sua percentuale ematica è inferiore a 24 microgrammi per l'uomo oppure 11 microgrammi per la donna, si parla di ferritina bassa o ipoferritinemia, una condizione pre-patologica che può evolvere verso forme di anemia sideropenica. Bassi valori di ferritina nel sangue (condizione chiamata ipoferritinemia) possono indicare uno scarso contenuto di ferro a livello dell’organismo.
Valori di riferimento della ferritina
I suoi valori di riferimento sono i seguenti:
- Uomini: 24-336 microgrammi per litro di sangue
- Donne: 11-307 microgrammi per litro
Valori inferiori ai 20 mcg/L di ferritina sierica indicano quindi una condizione di carenza di ferro.
Cause della ferritina bassa
Un valore più basso del normale di ferritina nel sangue è indicativo di uno stato carenziale di ferro, tipico dell'anemia sideropenica. La ferritina bassa nel sangue è comunemente causata da una carenza di ferro, che può derivare da diversi fattori. Le principali cause di questa condizione sono le seguenti:
- Carenza di ferro disponibile nell'organismo
- Gravidanza e allattamento
- Emodialisi
- Celiachia
- Diarrea ripetuta
- Emorragie
- Emorroidi sanguinanti
- Ulcera gastroduodenale
- Perdita di sangue dal naso
- Patologie infiammatorie dell'intestino (rettocolite ulcerosa o morbo di Crohn)
- Mestruazioni molto abbondanti
- Malnutrizione
- Esiti di interventi gastrointestinali
- Policitemia
- Biopsia del fegato
- Assunzione di alcuni rimedi terapeutici
- Anemia sideropenica o emolitica cronica
- Carenze nutrizionali e ridotto assorbimento
- Artrite reumatoide
Un'insufficiente assunzione di ferro nella dieta, particolarmente in individui che seguono regimi alimentari vegetariani o vegani senza adeguate fonti alternative di ferro, è una causa frequente. Le malattie croniche possono anche giocare un ruolo importante. Condizioni come la malattia celiaca, che impedisce l'assorbimento adeguato di nutrienti, o malattie infiammatorie croniche dell'intestino possono ridurre l'assorbimento di ferro e altri nutrienti.
Sintomi di un basso livello di ferritina
Il quadro sintomatologico della ferritina bassa è quasi sempre collegato a quello dell'anemia e prevede:
- Astenia muscolare
- Debolezza generalizzata
- Vertigini e capogiri
- Cefalea
- Pallore cutaneo
- Scarsa ossigenazione dei tessuti
- Disturbi del sonno
- Dispepsia
In casi più gravi, quando la sua concentrazione è molto inferiore alla soglia minima di tolleranza, possono insorgere anche:
- Ronzii auricolari (acufeni)
- Mancanza di respiro (dispnea)
- Sonnolenza
- Dolori al petto
- Dolori muscolari
- Nervosismo e irritabilità
- Bruciore sulla lingua
- Piaghe agli angoli della bocca
- Sapore acido in bocca
Trattamento e rimedi per la ferritina bassa
Quando la concentrazione di ferritina è bassa ma non si è ancora sviluppato un quadro anemico, spesso è sufficiente modificare il regime alimentare, aumentando l'assunzione di alimenti ricchi di ferro come legumi, carne, crostacei, molluschi e frutta secca. Gli agrumi sono indicati non tanto per il loro modesto contenuto di ferro, quanto per aumentare la concentrazione di vitamina C, una molecola indispensabile per l'assorbimento del minerale. Se le modificazioni alimentari non sono sufficienti, è possibile ricorrere all'assunzione di integratori alimentari a base di ferro, che migliorano rapidamente la concentrazione di ferritina ematica.
Ripristinare i livelli ottimali di ferritina è fondamentale per prevenire e trattare l'anemia da carenza di ferro e per garantire un adeguato apporto di ossigeno a tutte le cellule del corpo. È importante integrare la dieta con alimenti ricchi di ferro, come carni rosse, legumi e verdure a foglia verde, e considerare l'aggiunta di vitamina C, che può migliorare l'assorbimento del ferro.
Integratori di ferro
Se la carenza di ferro è eccessiva, è possibile anche rifarsi all'assunzione di integratori di ferro, ne vediamo insieme alcuni di seguito:
- Floradix Linfa D'Erbe: Integratore alimentare di Ferro e Vitamine C, B2, B1, B6 e B12 che aiuta a ridurre la sensazione di stanchezza.
- Biosid: Integratore di Ferro e di Acido Folico, efficace nella riduzione della stanchezza, perfetto in caso di carenza di ferro, mestruazioni, anemia, difficoltà di concentrazione e gravidanza.
- Ferrofast Forte: Integratore alimentare di ferro a rapido assorbimento, utile anche per lunghi periodi, in cui è previsto un aumentato fabbisogno, ma anche per rimediare a perdite ematiche durante il ciclo mestruale.
- Pediafer Plus gocce: Pediafer plus è un integratore alimentare di ferro, efficace in caso di carenza o aumentato fabbisogno, contribuendo alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina, al trasporto di ossigeno nel corpo e risulta utile per ridurre stanchezza e debolezza.
- Sideral forte: Integratore alimentare a base di ferro liposomiale e vitamina C, efficace nell’ovviare alle carenze alimentari o agli aumentati fabbisogni di ferro, come in caso di sideropenia, anemia da carenza di ferro, ridotto assorbimento di ferro, anemie.
- Oligotracce Ferro: Integratore liquido è progettato per un assorbimento efficiente, garantendo che il ferro sia prontamente disponibile per il corpo.
Farmaci per la cura dell'anemia sideropenica
Integratori di ferro: tipici effetti collaterali dati dalla somministrazione di integratori di ferro sono le alterazioni digestive e i disturbi associati, come crampi addominali, diarrea e pirosi gastrica. Al fine di evitare questi spiacevoli inconvenienti, si raccomanda di iniziare la somministrazione con un dosaggio basso, che verrà aumentato gradualmente durante la terapia.
- Solfato ferroso (es. Ferrograd): antianemico per eccellenza, il solfato ferroso è assai utilizzato nella terapia marziale (anemia da carenza di ferro). In genere, il farmaco è reperibile sotto forma di compresse a rilascio controllato da 595 mg di attivo. Si raccomanda di assumere 1 compressa al giorno, con acqua. Il farmaco necessita di prescrizione medica. Per migliorare l'assorbimento, si consiglia di assumere il farmaco con vitamina C.
- Ferro destrano (es. Ferro ATI 100 soluzione iniettabile): indicativamente, assumere 25-100 mg di attivo per via intramuscolare o endovenosa.
- Ferro fumarato (es. Ferro Organico): iniziare la terapia per l'anemia sideropenica con 325 mg di farmaco per via orale, una volta al giorno. Proseguire con la terapia di mantenimento assumendo 325 mg di attivo, tre volte al giorno.
- Ferro gluconato (es. Sidervim, Cromatonferro, Bioferal, Losferron): disponibile in compresse effervescenti e granulato effervescente.
- Ferro carbonile (es. ).
- Ferro saccarato (es. Ferrum Hausmann Orale, Venofer): disponibile in flaconcini ad uso orale, si raccomanda di assumere il farmaco in caso di anemia sideropenica alla dose di 2-3 flaconcini (ognuno contenente 40 mg di ferro), dopo i pasti. La dose dev'essere ridotta a 1-2 flaconcini al giorno per la cura dell'anemia sideropenica nei bambini. In alternativa, è possibile assumere il farmaco anche per lenta iniezione endovena (5 ml di soluzione contengono 100 mg di attivo), della durata di 2-5 minuti.
- Fattori di crescita emopoietici (HGF): sono utili quando l'anemia sideropenica dipende da insufficienza renale o da neoplasie. I farmaci (es. formulati con Eritropoietina: Eprex, Epoxitin), stimolando la sintesi di globuli rossi, riequilibrano i livelli di ferro nel sangue.
Qualora né l'integrazione di ferro, né la correzione delle abitudini alimentari fossero sufficienti per curare l'anemia sideropenica, il paziente deve sottoporsi a controlli più approfonditi, al fine di individuare la vera causa che scatena la carenza di ferro nel sangue.
Per avere un quadro completo della concentrazione di ferritina e quindi per poter impostare un corretto protocollo terapeutico, può essere utile l'esame della capacità totale legante del ferro (TIBC), come completamento del test di sideremia e concentrazione di transferrina. Nonostante una bassa ferritina sierica sia altamente specifica per l'anemia da carenza di ferro in pazienti altrimenti sani, l’analisi di altri marcatori come la sideremia e la TIBC (capacità totale di legare il ferro) consentono al medico di distinguere tra anemia infiammatoria e anemia da carenza di ferro.
Altre terapie mediche
Se la ferritina alta è causata da un sovraccarico di ferro, il medico potrebbe prescrivere una flebotomia, una pratica che consiste nel prelevare periodicamente il sangue per ridurre i livelli di ferro. Se i valori di ferritina sono solo leggermente alti, potrebbero bastare le semplici modifiche alla dieta di cui sopra e un monitoraggio regolare.
Considerazioni aggiuntive
Durante la gravidanza, il fabbisogno di ferro aumenta per sostenere la crescita e lo sviluppo del feto. Questo implemento nel consumo di ferro potrebbe portare a un esaurimento delle scorte immagazzinate nella ferritina, abbassandone di conseguenza i livelli. Per il bambino c'è il rischio di un parto prematuro e di un peso alla nascita troppo basso. Per la mamma, invece, c’è il rischio che durante il parto, nel quale fisiologicamente viene perso molto sangue, si abbassi ulteriormente il livello di emoglobina tanto da poter essere necessaria una trasfusione.
Qualora la carenza non sia eccessiva, si potrà riportare la ferritina a livelli fisiologici favorendo l’assunzione di alimenti ricchi di ferro eme come la carne, il pesce e i crostacei, il tuorlo d’uovo e le frattaglie oppure favorendo l’assorbimento del ferro non eme contenuto negli alimenti di origine vegetale come i legumi e la frutta secca.
Salus propone una gamma completa di integratori naturali che aiutano a ripristinare velocemente i corretti livelli di ferro nell’organismo, grazie alla presenza delle vitamine del gruppo B. Si tratta di prodotti a base naturale di succhi di frutta ed estratti vegetali, facilmente digeribili e che non provocano affaticamento all’intestino, anche nel lungo periodo.
Per una gestione efficace dei livelli di ferritina, è essenziale seguire un approccio olistico che includa dieta, integrazione e monitoraggio regolare. Discuti sempre le opzioni di trattamento con il tuo medico per personalizzare il piano in base alle tue esigenze specifiche.
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