A seguito di una mammografia, può accadere che nei referti si parli di microcalcificazioni, un termine del quale non sempre è noto il significato e che a volte provoca ansie ingiustificate nelle pazienti. Sono molte le donne che come te si chiedono infatti se le microcalcificazioni al seno sono pericolose.
Cosa sono le microcalcificazioni?
Le microcalcificazioni mammarie sono depositi calcifici che possono a volte essere associati a lesioni nodulari. Questo significa che non sono necessariamente l’espressione di un processo tumorale ma possono anche indicare situazioni benigne e quindi solo raramente rappresentano il “segnale” di una neoplasia.
Le microcalcificazioni vengono esaminate valutandone diverse caratteristiche ed in particolare: distribuzione, forma, dimensioni e densità delle singole particelle. L’obiettivo dell’analisi delle microcalcificazioni della mammella è cercare di definire quale sia il processo patologico che le ha prodotte e se ci troviamo di fronte a microcalcificazioni maligne o benigne.
Cos'è il Mammotome?
Mammotome: è uno strumento diagnostico, alternativo alla biopsia chirurgica, utilizzato per effettuare biopsie di lesioni non palpabili della mammella in maniera mini-invasiva. L’esame è condotto ambulatorialmente e consiste nel prelevare, frustoli di tessuto mammario, in corrispondenza della lesione sospetta individuata con mammografia (nel caso di microcalcificazioni) o con ecografia (nel caso di noduli). I campioni prelevati vengono poi sottoposti ad esame istologico.
Se si presenta sottoforma di “microcalcificazioni”: il mammotome una nuova tecnica diagnostica che interviene come procedura bioptica integrativa in assenza di un vero e proprio nodulo sospetto ma solo di tracce indirettamente indicative di una ipotetica lesione tumorale colta in una fase estremamente iniziale.
Mammotome: la Procedura
La biopsia sotto guida stereotassica (in gergo chiamata Mammotome) viene praticata in anestesia locale, mediante una piccola incisione nella parte indicata. Per l’esecuzione in posizione prona, la paziente è coricata su un lettino. Per l’esecuzione in posizione seduta, la paziente viene fatta sedere di fronte all’apparecchiatura.
Si eseguono radiogrammi per la centratura. Se viene eseguita con apparecchiature tradizionali, può essere relativamente lunga (20-40 minuti) e in alcuni casi fastidiosa, a causa della prolungata compressione della mammella. La procedura non lascia grossolane cicatrici.
Il Mammotome preleva solo una piccola quantità di tessuto sano e non richiede successiva sutura in quanto l’incisione attraverso cui viene fatta passare la sonda è di dimensioni molto ridotte. Per la premedicazione si utilizza solamente un anestetico locale.
Al termine della procedura di biopsia stereotassica vacuum assisted viene rilasciata nella sede del prelievo una clip (marker) inerte e biocompatibile affinché il chirurgo possa facilmente trovare l’area sottoposta a biopsia, per il futuro monitoraggio.
Esito Negativo del Mammotome: Cosa Significa?
In generale, i risultati riveleranno se il tessuto del campione era negativo o positivo per cellule anormali, cellule pretumorali e/o cellule tumorali.
Se dall’analisi del prelievo bioptico emerge una situazione di benignità, saranno raccomandati alla paziente controlli periodici secondo un calendario personalizzato.
Tuttavia, in alcuni casi ti può essere proposto di sottoporti a controlli radiologici e clinici sporadici oppure periodici ove il chirurgo ritenga prudente seguire nel tempo la stabilità o la eventuale evoluzione del nodulo o delle micro calcificazioni. Se la escissione fosse negativa, è comunque considerato un fattore di rischio e “induce” controlli clinici e radiologici periodici.
Ecco un breve vocabolario con le definizioni dei termini scientifici usati:
- Calcificazioni: le calcificazioni sono dei depositi di sali di calcio che si formano all’interno della ghiandola mammaria, visibili quasi esclusivamente alla mammografia.
- Stereotassica: è una metodica di localizzazione e centratura di lesioni non palpabili della mammella attraverso la mammografia.
Cosa ti conviene fare allora?
Per assicurarti che queste alterazioni non siano pericolose, ti consigliamo di fare ulteriori esami. In molti casi, può essere sufficiente ripetere una mammografia di dettaglio o approfondire con una ecografia mirata o una risonanza magnetica. Tuttavia, se persistono dubbi, a volte è necessario effettuare una biopsia. La biopsia mammaria comporta il prelievo di cellule o di tessuti provenienti dalla zona alterata e il loro esame al microscopio.
Di fronte anche al minimo dubbio, ti consigliamo di procedere sempre ad un accertamento bioptico per non vanificare la grandissima opportunità, che potrebbe essersi presentata, di fare una diagnosi precoce di tumore al seno.
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