Interpretazione dell'Esame Istologico del Polipo Cervicale

I polipi della cervice (o polipi cervicali) sono neoformazioni tumorali benigne che si sviluppano nel rivestimento del collo uterino.

Cosa sono i Polipi Cervicali?

Per polipo cervicale si intende una neoformazione benigna che origina dall'epitelio della cervice uterina o dalla zona di congiunzione fra l’epitelio squamoso della portio e quello cilindrico del canale cervicale, in seguito ad uno stimolo infiammatorio costante. Frequentemente, i polipi della cervice sono riscontrati accidentalmente durante una visita ginecologica.

La cervice uterina è in diretto collegamento con la vagina e, all'ispezione ginecologica, risulta visibile come una formazione cilindrica che presenta al centro un orifizio. Le cellule che rivestono il collo dell'utero non sono tutte uguali: l'ectocervice (detta anche esocervice) è rivestita da cellule squamose (come la vagina), mentre l'endocervice (più vicina al corpo dell'utero) presenta un epitelio colonnare di tipo ghiandolare.

Queste formazioni si presentano, di solito, come escrescenze di consistenza soffice, rivestite da epitelio cervicale cilindrico. Lo stroma centrale dei polipi della cervice è costituito, infatti, da quantità variabili di tessuto fibroso, oltre ad una componente ghiandolare e vascolare: a seconda della loro prevalenza, la lesione assume caratteristiche differenti (es. polipi cervicali fibrosi, p. adenomatosi, p.

  • multipli.
  • L'età di maggiore incidenza è fra i 40 ed i 50 anni più di frequente si tratta di donne pluripare.
  • visibili altri raggiungono i 2-3 cm.
  • eccezionalmente si osservano polipi più lunghi.
  • La con¬sistenza è molliccia e talora cistica.
  • superficie è ulcerata.
  • Il polipo può sanguinare facilmente.
  • cervicale cilindrico.
  • fibro-vascolari e granulomatosi o flogistici.
  • frequenti i fatti di metaplasia epidermoidale, sia a carico dell'epitelio di rivestimento sia di quello ghiandolare.

Cause dei Polipi Cervicali

I polipi della cervice sono conseguenza di un'eccessiva crescita delle cellule del rivestimento del collo dell'utero. Stimoli ormonali: l'aumento del livello degli estrogeni può contribuire all'insorgenza dei polipi cervicali.

I polipi della cervice si osservano più frequentemente in donne di età compresa tra i 40 ed i 50 anni, soprattutto in prossimità del periodo pre-menopausale.

  • croniche, iperestrinismo, traumatismi.

Diagnosi dei Polipi Cervicali

Spesso, i polipi della cervice sono asintomatici, cioè non provocano disturbi che possono indurre il sospetto che siano presenti. I polipi cervicali vengono comunemente diagnosticati in corso di esame obiettivo ginecologico o in corso dell’esecuzione di PAP Test.

per infertilità o altra patologia endouterina, essendo il polipo cervicale, soprattutto di piccole dimensioni, non diagnosticabile mediante ecografia transvaginale . come formazioni esofitiche (sporgenti) sottili e friabili ricoperte di muco e di colore "rosso vinoso" con base con visibile e corpo aggettante in vagina.

esame citologico per prevenzione del cancro cervicale o di una visita ginecologica. e perdite vaginali bianco-giallastre (leucorrea). e la DTC in corso di colposcopia per i polipi esocervicali.

Il polipo deve essere conservato in formalina ed inviato in anatomia patologica per l'esame istologico.

Esame Istologico del Polipo Cervicale

L'esame istologico è fondamentale per analizzare la natura del polipo cervicale. Il referto può indicare diverse condizioni, tra cui:

  • espressione di cancerizzazione (fatto piuttosto eccezionale);
  • ugualmente certe iperplasie adenomatose del polipo non debbono farlo erroneamente ritenere un adenocarcinoma.
  • casi nei quali avviene effettivamente la degenerazione carcinomatosa del polipo, si tratta di solito di carcinoma squamoso.
  • formazione poliposa mentre la zona basale conserva per qualche tempo un epitelio normale.
  • di tipo vegetante, nel quale tutta la struttura polipoide, compresa la base, è costituita da tessuto neoplastico.
  • cancerizzazione è migliore che nell'altra situazione.

Metaplasia Squamosa

Il referto può parlare di polipo cervicale con diffusa metaplasia squamosa dell'epitelio di rivestimento. La metaplasia squamosa è una trasformazione delle cellule epiteliali che, in rari casi, può evolvere in tumore maligno e influenzare la fertilità.

Rarità della Trasformazione Maligna

Raramente, i polipi della cervice vanno incontro a una trasformazione maligna. La trasformazione inizia dalla superficie del polipo, mentre la base della lesione conserva, per qualche tempo, un epitelio normale. Questa caratteristica consente la diagnosi differenziale rispetto ad un cancro primitivo cervicale di tipo vegetante, il quale presenta una struttura costituita completamente da tessuto neoplastico (base compresa).

Trattamento dei Polipi Cervicali

Il trattamento consiste nella semplice rimozione del polipo cervicale. L'asportazione dei polipi della cervice porta alla guarigione.

Isteroscopia

L’isteroscopia è una procedura endoscopica che permette di osservare l’interno dell’utero e di diagnosticare ed eventualmente trattare diverse condizioni patologiche a carico della cavità uterina, che contiene sia la cervice sia il corpo dell’utero.

Viene eseguita in regima ambulatoriale o Day surgery mediante l’introduzione in vagina di un sottile strumento, l’isteroscopio, senza l’impiego dello speculum, Il divaricatore vaginale o altri strumenti traumatici quali pinze. L’isteroscopio è dotato di una piccola telecamera e di una luce all’estremità, che raggiunge l’utero dopo che le sue pareti sono state distese con del gas (anidride carbonica) o, più comunemente, con del liquido, solitamente soluzione fisiologica.

Esistono due tipi di isteroscopi, flessibili e rigidi. Gli isteroscopi flessibili danno meno dolore alle pazienti rispetto a quelli rigidi, che, però, forniscono immagini qualitativamente superiori e in tempi più rapidi. Gli isteroscopi rigidi, inoltre, sono indispensabili in caso di procedure chirurgiche.

Quando è Indicata l'Isteroscopia?

Secondo le più recenti linee guida della European Society for Gynaecological Endoscopy (ESGE), l’isteroscopia è considerata l’esame di riferimento per la valutazione della cavità uterina. Il sintomo più comune per cui viene eseguita l’isteroscopia è il sanguinamento uterino anomalo nelle donne in età fertile e soprattutto in menopausa.

Solitamente è indicata anche per accertare la presenza di ispessimenti endometriali, polipi, miomi, aderenze intrauterine, anomalie congenite (come i setti), malformazioni uterine, tumori come quello dell’utero e dell’endometrio, e, inoltre, in caso di sospetta infertilità.

Oggi, grazie ai progressi tecnologici, questa procedura può essere eseguita in ambulatorio senza anestesia e necessità di ricovero, con grande tollerabilità per le pazienti.

Trattamenti e Vantaggi dell'Isteroscopia

L’isteroscopia consente non solo una diagnosi immediata e mirata, ma anche la possibilità di eseguire, durante l’esame stesso, piccole operazioni come l’asportazione di polipi o miomi, ossia di lesioni uterine benigne. Inoltre, l’isteroscopia permette la correzione di lievi malformazioni uterine, evitando così il ricorso a interventi chirurgici più invasivi.

Strumenti miniaturizzati e l’utilizzo di energia a freddo, senza calore, aumentano la precisione e riducono i rischi intraoperatori.

Durante la procedura è possibile anche prelevare campioni di tessuto da analizzare successivamente con un esame istologico, ma sono in fase di sviluppo sistemi di supporto basati sull’intelligenza artificiale per il riconoscimento automatico delle lesioni endometriali, che potrebbero migliorare ulteriormente l’efficacia dell’isteroscopia nei prossimi anni.

Come si Esegue l'Isteroscopia?

L’isteroscopia può essere preceduta dalla somministrazione di un farmaco anti-dolorifico, anestesia locale o anestesia in sedazione. Può essere eseguita sia in ambulatorio sia in sala operatoria, a seconda dell’indicazione, della propensione delle pazienti e del tipo di procedura che deve essere eseguita.

L’isteroscopia è condotta con la paziente in posizione litotomica, la classica posizione ginecologica. Nelle pazienti in età fertile viene programmata in modo tale da evitare il periodo mestruale, idealmente nei primi 7 giorni dopo la mestruazione. Infatti, l’esecuzione della procedura in questo periodo del ciclo mestruale consente ai ginecologi una visione migliore e più dettagliata dell’utero.

Indipendentemente dall’approccio, l’isteroscopio viene delicatamente introdotto nell’ostio uterino esterno e, grazie alla distensione garantita dal mezzo fluido o dal gas, si procede lungo il canale cervicale fino alla cavità uterina.

Chi può Fare l'Isteroscopia?

L'isteroscopia può essere eseguita in donne di tutte le età, purché non in gravidanza, a meno che particolari e rare conformazioni anatomiche impediscano il passaggio dell'isteroscopio. L’esame, inoltre, non può essere effettuato durante il flusso mestruale e in caso di infezione o infiammazione pelvica.

Preparazione all'Esame di Isteroscopia

Per l’isteroscopia a scopo diagnostico non serve una particolare preparazione.

Per stabilire l’idoneità all’isteroscopia diagnostica, la paziente dovrebbe sottoporsi a una visita ginecologica e possibilmente a una ecografia transvaginale, esami che possono fornire informazioni sull’anatomia e lo stato di salute degli organi pelvici, quali canale vaginale, utero, ovaie e tube di Falloppio. Inoltre, le analisi del sangue possono permettere di verificare la presenza o meno di eventuali disturbi della coagulazione.

Prima dell’isteroscopia è bene che la paziente avvisi il personale curante circa l’assunzione di eventuali farmaci, anche se normalmente non è richiesta la sospensione della terapia. La profilassi antibiotica, salvo casi specifici, non è indicata, dal momento che il rischio di complicanze infettive è estremamente basso e non è influenzato dal pre-trattamento con antibiotici.

Per l’isteroscopia operativa, a causa della somministrazione di un anestetico, alcuni giorni prima si dovranno eseguire esami ematochimici e un elettrocardiogramma. In tal caso l’intervento prevede il digiuno dalla sera prima e la depilazione nella zona interessata.

Dopo l'Isteroscopia

Se la procedura è esclusivamente diagnostica, al termine la paziente potrà tornare a casa da sola, mentre se si tratta di un’isteroscopia operativa in day surgery, dovrà essere accompagnata a casa da un’altra persona dopo alcune ore e per 48 ore non dovrà eseguire attività che richiedono particolare concentrazione.

L'isteroscopia diagnostica non è dolorosa, anche se può provocare leggeri crampi, per via della distensione dell'utero, simili a quelli avvertiti durante il ciclo mestruale, e un lieve dolore alla spalla.

I minimi effetti avversi includono un lieve sanguinamento vaginale (dovuto al passaggio dell’isteroscopio che può provocare piccole lesioni), dolore e crampi a livello addominale e senso di stanchezza e malessere. Tali disagi scompaiono spontaneamente in poco tempo, entro 30-45 minuti dal termine della procedura nella maggior parte dei casi.

Se l’esame è di tipo operativo, la paziente dopo l'intervento può avvertire dolori ad addome, schiena e spalla che si risolvono in pochi giorni. L'anestesia può causare una leggera difficoltà di concentrazione per qualche ora e per alcuni giorni (fino a un massimo di 15-20 giorni). Inoltre, potranno persistere perdite dalla vagina che non devono destare preoccupazione.

Rischi dell'Isteroscopia

L'isteroscopia è generalmente una procedura sicura con un rischio di complicanze minore dell’1%. La perforazione dell’utero e l’insorgenza d’infezioni sono eventi estremamente rari nella pratica diagnostica e assai poco frequenti anche in quella operativa.

Raramente può verificarsi anche una reazione vagale che, per via della stimolazione del collo dell’utero, determina l’insorgenza di sudorazione, un temporaneo rallentamento del battito cardiaco e un abbassamento della pressione arteriosa.

L'isteroscopia non comporta rischi a lungo termine. Nel raro caso in cui si verifichino infezioni o la perforazione dell’utero, normalmente il trattamento domiciliare con antibiotici è sufficiente a risolvere il problema senza necessità di ulteriori interventi.

Durata dell'Esame

La durata dell’isteroscopia diagnostica è di circa 10-15 minuti, mentre quella operativa può durare tra i 15 e i 60 minuti, in base alla complessità dell’intervento.

Recupero Post-Isteroscopia

Al termine dell'isteroscopia la paziente può essere dimessa dopo un breve periodo di osservazione precauzionale, che può durare alcune ore nel caso sia stata eseguita un’isteroscopia operativa in day hospital. In particolare, il recupero da un’isteroscopia diagnostica è alquanto rapido e la paziente può tornare alle proprie attività lavorative 24 ore dopo la procedura.

Se è stato eseguito l’esame in regime di ricovero ospedaliero, la degenza dura solitamente 1-2 giorni.

Dopo l’esame diagnostico si possono riprendere subito le normali attività. L’isteroscopia operativa può prevedere una breve convalescenza domiciliare senza dover seguire particolari accorgimenti.

Colposcopia e Biopsia Cervicale

Semplice e indolore, la colposcopia è l'esame di screening di secondo livello, effettuato per accertare il reale significato di lesioni pre-cancerose emerse dal Pap-test e riconducibili a un tumore della cervice uterina. La conferma diagnostica a un Pap-test positivo circa la presenza di possibili lesioni pre-cancerose o cancerose spetta ad altri esami, primo fra tutti la colposcopia.

Come detto, la colposcopia rappresenta l'esame di screening di secondo livello, eseguito per accertare o meno la presenza della lesione pre-tumorale e determinarne sede e gravità; ma non è tutto: l'esame colposcopico, infatti, consente anche la raccolta mirata di un campione di tessuto cervicale sospetto, da sottoporre successivamente a specifiche analisi microscopiche di laboratorio (vedi biopsia cervicale).

Tale riscontro rende necessario effettuare una piccola biopsia cervicale (si veda punto 2 del parte “PUNTI CHIAVE - COSA SAPERE”) delle aree presentanti le alterazioni lesive più significative, in modo da stabilirne il significato e giungere a una diagnosi precisa.

Possibili Risvolti Terapeutici

In base alla natura e alle caratteristiche delle lesioni sospette - informazioni queste che emergono dalla biopsia cervicale - il medico ginecologo decide qual è il trattamento più adeguato.

  • Assenza di alterazioni significative (biopsia cervicale negativa): in disaccordo con quanto evidenziato dagli esami precedenti (Pap-test e colposcopia), significa che il collo dell'utero è sano.
  • Associata talvolta a displasia lieve o CIN I (si veda di seguito), la suddetta infezione regredisce spontaneamente in una percentuale molto alta di casi,senza provocare danni o altre conseguenze.

Displasia Cervicale e CIN

Presenza di displasia cervicale, o CIN (Cervical Intra-epethelial Neoplasia, in inglese, e Neoplasia Intra-epiteliale Cervicale, in italiano): displasia è il termine medico-oncologico che indica una variazione in senso tumorale (variazione pre-tumorale o pre-cancerosa) di un tessuto solitamente di tipo epiteliale; tale variazione può includere alterazioni qualitative, morfologiche e talvolta anche quantitative delle cellule costituenti il suddetto tessuto.

Gradi di Displasia
  • CIN 1: indica modificazioni di basso grado, precancerosa, caratterizzata da alterazioni cellulari lievi. Le CIN 1 nella maggior parte dei casi regrediscono spontaneamente.
  • CIN 2: questo grado di CIN mostra alterazioni che coinvolgono circa la metà dello spessore del rivestimento cellulare del collo dell’utero.
  • CIN 3: in questo stadio, l’alterazione interessa tutto lo spessore cellulare del rivestimento cervicale. CIN 3 rappresenta una lesione di alto grado e, sebbene possa regredire o rimanere stabile, presenta un rischio più elevato di progressione verso il tumore.

I gradi CIN 2 e CIN 3, considerati lesioni di medio-alto grado, sono a rischio di progressione, anche se occorrono molti anni prima che una lesione di questo tipo si trasformi in un carcinoma. Tuttavia, non è possibile prevedere con certezza quali lesioni regrediranno spontaneamente e quali potrebbero progredire.

Per questo motivo, l’indicazione comune è quella di trattare le CIN 2 e CIN 3 per ridurre il rischio che la paziente possa sviluppare un tumore invasivo del collo dell’utero anche a distanza di anni.

Terapia in Base alla Gravità dell'Infezione

In base a specifici fattori, in primis la gravità dell'infezione, il ginecologo può optare per il controllo periodico della condizione, attraverso Pap-test ed eventualmente un'altra colposcopia (casi meno gravi), oppure per un intervento di chirurgia mini-invasiva (casi più gravi), finalizzato all'eliminazione/asportazione dell'area anomala visualizzata in corso di colposcopia.

Displasia Moderata (CIN II)

Displasia moderata, o CIN II: le alterazioni a questo grado di displasia cervicale riguardano la metà dello spessore di cellule che riveste il collo dell'utero; pertanto, il numero di cellule epiteliali interessate è più che discreto. Rispetto alla displasia lieve, la displasia cervicale moderata tende più frequentemente a persistere o a evolvere in carcinoma.

Tali circostanze impongono un intervento terapeutico, finalizzato all'asportazione della lesione displastica. Questo tipo di displasia ha un'alta probabilità di persistere o evolvere in carcinoma.

Displasia Severa

La displasia cervicale severa necessità assolutamente di un intervento terapeutico mirato all'asportazione della lesione displastica.

Adenocarcinoma Cervicale

Presenza di adenocarcinoma cervicale: è il tumore delle cellule ghiandolari del collo dell'utero (per la precisione dell'endocervice), a cui si è fatto riferimento poc'anzi. Più l'adenocarcinoma cervicale si è insinuato in profondità (processo di infiltrazione) e più è elevato il rischio di metastasi.

Trattamento dell'Adenocarcinoma Cervicale

In presenza di un adenocarcinoma cervicale, è indispensabile rimuovere il tumore mediante intervento chirurgico. Quando il tumore è ai primi stadi, tale intervento consiste, in genere, in una metodica escissionale (conizzazione); quando invece il tumore è a stadi medio-avanzati, il suddetto intervento può consistere nell'asportazione parziale o nell'asportazione totale dell'utero malato (rispettivamente, isterectomia parziale e isterectomia totale).

Da quanto appena affermato, quindi, è possibile evincere che tanto più grave è l'adenocarcinoma cervicale e tanto più cruento dev'essere l'intervento chirurgico per l'asportazione del tumore.

Pertanto, lo screening mediante Pap-test e colposcopia permette di scoprire i tumori della cervice uterina agli stadi iniziali (microinvasivi) o addirittura quando sono ancora allo stadio pre-canceroso.

Polipi Endometriali e Fertilità

I polipi endometriali sono neoformazioni focali benigne della mucosa endometriale e cervicale di dimensioni variabili che protrudono nella cavità uterina. E’ di circa il 20% - 30% della popolazione femminile, con particolare prevalenza nella quinta decade di vita. Possono essere asintomatici o provocare sanguinamenti uterini anomali AUB (abnormal uterine bleeding) (intramestruale, menometrorragia o postmenopausale).

Possono inoltre esercitare effetti negativi sulla fertilità femminile. Si è evidenziato infatti che nel 15-25% delle donne infertili - infertilità - si riscontrano polipi endometriali.

Meccanismi di Interferenza con la Fertilità

Gli ipotetici meccanismi attraverso cui tali formazioni polipoidi possano interferire con la fertilità sono molteplici. Tra i principali si considerano gli effetti legati alla risposta infiammatoria dell’endometrio, il difetto ostruttivo che interferisce con la migrazione degli spermatozoi e con l’annidamento dell’embrione ed infine l’alterata produzione di alcuni mediatori biochimici.

Origine Istologica dei Polipi Endometriali

Dal punto di vista istologico originano da una iperplasia della mucosa uterina che risponde in maniera anomala agli stimoli ormonali. Pseudopolipi: sono piccole formazioni (< 1 cm) sessili con struttura identica al circostante endometrio.

Con l’ecografia transvaginale e’ possibile evidenziare all’interno della cavità uterina una formazione tondeggiante, ben definita, ecogena.

Terapia dei Polipi Endometriali

La terapia dei polipi endometriali è essenzialmente chirurgica, mediante isteroscopia, preferibilmente ambulatoriale. Il razionale della rimozione dei polipi endometriali per via isteroscopica è duplice.

L’esperienza dell’operatore, le dimensioni assolute e relative (> 2 cm) e la localizzazione (fundica e/o regione cornuale) del polipo rappresentano i principali fattori limitanti l’esecuzione di una procedura operativa in un setting ambulatoriale.

Dal momento che la procedura viene eseguita contestualmente all’esame diagnostico, è imperativo che l’intervento venga eseguito, nelle donne in età fertile, in fase proliferativa precoce.

Prevenzione

Spesso, i polipi della cervice sono identificati nel corso di controlli ginecologici routinari o programmi di screening (esami rivolti alle donne sane, in assenza di sintomatologia, come il Pap test). I polipi della cervice di piccole dimensioni che non correlano a particolari disturbi possono essere oggetto di un monitoraggio regolare.

Nota Bene: Le informazioni fornite non sostituiscono il parere medico.

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