La mammografia è uno strumento fondamentale per la diagnosi precoce del tumore al seno, soprattutto nelle donne tra i 45 e i 65 anni. Le mammografie eseguite a cadenza regolare sono lo strumento migliore che i medici hanno a disposizione per la diagnosi precoce del cancro al seno.
Lo scopo dello screening mammografico è quello di diagnosticare precocemente il tumore, quando ancora è troppo piccolo per essere notato o percepito dalla donna o dal medico. Le mammografie di screening vengono usate per controllare le donne che non presentano né segni né sintomi di tumore al seno. Di solito vengono effettuate due radiografie per ciascun seno (mammografia bilaterale).
Come si svolge una mammografia?
Durante l’esame la donna viene invitata a stare in piedi davanti alla macchina che esegue la scansione; uno dei seni viene appoggiato su un piatto di plastica trasparente e viene premuto con decisione, ma senza far male, da un altro piatto che scende dall’alto. Le due superfici di plastica servono per appiattire il seno e tenerlo fermo, per poter produrre una miglior immagine mammografica. La pressione dura per pochi secondi e non fa assolutamente male. I piatti della macchina, infine, vengono ruotati di novanta gradi, per poter analizzare il seno anche da una prospettiva laterale.
Tempi di Attesa per i Risultati
A seconda della struttura in cui vi recate i tempi per ottenere l’esito della mammografia possono variare. In molte strutture il radiologo impiega da alcuni giorni ad alcune settimane per leggere la mammografia, poi manda gli esiti a voi e al vostro medico. Quasi tutte le strutture vi chiederanno di aspettare finché la pellicola radiografica non sarà sviluppata e ricontrollata: in questo modo sarete certe che l’esame si sia svolto correttamente e che non sarà necessario ripeterlo. Ricordate che il tecnico di radiografia è in grado soltanto di dire se la pellicola è di buona qualità.
Cosa fare in caso di esito anomalo?
Se la mammografia segnala delle anomalie non allarmatevi. La mammografia è in grado di evidenziare molte patologie che non hanno nulla a che vedere con il cancro. La maggior parte delle donne segnalate per esami o controlli di approfondimento non ha nessun tumore.
- Mammografia diagnostica di approfondimento: il medico potrebbe evidenziare la necessità di una mammografia diagnostica di approfondimento, per ottenere immagini diverse o ingrandite di una determinata zona del seno.
- Ecografia: l’ecografia è un esame complementare alla mammografia (e non sostitutivo). In quest’esame, si usano le onde sonore per elaborare delle immagini del seno, questo esame viene usato più di frequente per le donne più giovani o per quelle in cui il tessuto del seno è più denso.
- Esami specialistici: il medico può indirizzarvi verso uno specialista, ad esempio un senologo o un chirurgo, per un esame fisico o per altri controlli. Questo non significa necessariamente che abbiate un tumore o dobbiate sottoporvi ad un intervento chirurgico.
- Biopsia: nella biopsia viene asportato un piccolo campione di tessuto del seno, la biopsia può essere eseguita con un ago (si parla allora di ago aspirato) o chirurgicamente. L’ago aspirato di solito viene eseguito in ambulatorio. Il seno viene anestetizzato, poi il medico inserisce un ago che asporta, tramite iniezione, un piccolo campione di tessuto. La biopsia chirurgica di solito viene eseguita in clinica o in ospedale. Normalmente, la paziente viene sedata (cioè le viene somministrato un farmaco che la fa rilassare e assopire), poi il medico pratica una piccola incisione sulla pelle del seno, in seguito rimuove un piccolo campione di tessuto dall’area sospetta e lo manda in laboratorio.
Dati e statistiche sullo screening mammografico
Nel 2023, il numero di carcinomi diagnosticati allo screening è pari a 10.305 unità (contro 1.013 lesioni benigne), con un tasso di identificazione di 5,0 casi ogni 1.000 donne sottoposte a screening.
Rispetto al 2019, anno pre-pandemico, dove si registrano un’adesione grezza lievemente più elevata rispetto al 2023 e un tasso di richiamo per approfondimenti paragonabile, si rileva un aumento del numero di carcinomi diagnosticati che porta il tasso di identificazione dal 4,4‰ nel 2019 al 5,0‰ nel 2023.
Come mostra la tabella 2, un gran numero di programmi italiani continua ad essere in difficoltà nel garantire nel tempo la buona qualità di questi indicatori e i valori permangono ben al di sotto del livello accettabile.
La Tabella 3 presenta i dati per macroaree geografiche: Nord, Centro, Sud e Isole. Il tasso di identificazione dei carcinomi si attesta intorno al 5‰ al Nord e al Centro e al 3.5‰ al Sud.
Tabella 1. Dati nazionali di attività di screening mammografico, fascia 50-69
La valutazione dei principali indicatori raccolti e il confronto con gli standard di riferimento italiani ed europei confermano complessivamente il buon andamento dell’attività.
Nel 2023 l’adesione grezza ritorna superiore al livello accettabile del 50%.
Anche altri indicatori che valutano la sensibilità del programma, come il tasso di identificazione dei tumori e quello dei carcinomi invasivi con diametro inferiore ai 10 mm, si dimostrano stabili nel tempo.
Tabella 2. Tempi di attesa
Il periodo di tempo che intercorre tra la mammografia e il momento in cui è possibile riferire il referto negativo o, per i casi con dubbio diagnostico, il momento in cui si effettua una seduta di approfondimento o l’intervento chirurgico, sono indicatori fondamentali della qualità di un programma di screening.
Tabella 3. Indicatori per macroaree: Nord, Centro e Sud Italia
I tassi di richiamo superiori del 7%, quindi al di sopra degli standard di riferimento, riguardano le regioni del Centro e del Sud-Isole.
Screening e donne migranti
Complessivamente in Italia le donne migranti rappresentano il 9% delle donne invitate. Mentre il 57% delle donne nate in Paesi a sviluppo avanzato, incluso l’Italia, partecipa allo screening della mammella, solo il 45% delle donne provenienti da Paesi ad alta pressione migratoria (Pfpm) aderisce, ovvero il 28% in meno.
Questo andamento si ripresenta simile nel Nord dell’Italia, mentre nel Centro e Sud-Isole il 50% in meno delle donne da Pfpm partecipa allo screening rispetto alle donne provenienti da Paesi a sviluppo avanzato (Psa).
Estensione dello screening ad altre fasce di età
Nel 2023 alcune regioni o singoli programmi hanno invitato allo screening anche le donne nelle fasce di età 45-49 (solitamente a intervallo annuale) e 70-74 (con intervallo biennale) con modalità organizzative diverse.
Per quanto riguarda la classe di età più giovane, nel 2023 sono state invitate circa 652,000 donne pari a circa il 30% della popolazione bersaglio. Complessivamente, l’estensione corretta in Italia è del 30%: 47% al Nord, 26% al Centro e solo 7% al Sud-Isole. Il 61% delle donne ha accettato l’invito (363.501 donne).
Relativamente alle donne ultrasettantenni è necessario premettere che vi sono modalità di invito differenti tra una regione e l’altra. Nel 2023 sono state invitate circa 410.000 donne, con un’estensione corretta del 48% in Italia; 251,203 hanno risposto all’invito, con un’adesione corretta del 65%. Complessivamente, l’estensione corretta è del 72% al Nord, del 74% al Centro e solo del 2% al Sud-Isole.
Informazioni utili per l'esame
- Nel giorno dell’esame non usate deodoranti, profumi o polvere di talco.
- Starete più comode se indosserete un top con gonna o pantaloni, anziché un vestito intero.
- Preparatevi a descrivere tutti i sintomi, i cambiamenti o i problemi del vostro seno allo staff medico.
- Se è la prima volta che eseguite una mammografia presso una struttura o presso un medico cercate di inviare o far inviare tutte le mammografie precedenti prima dell’appuntamento.
- Interventi chirurgici e gravi ferite possono falsare il risultato della mammografia, ricordate quindi di comunicare a chi vi segue se vi siete fatte ridurre il seno, se avete subito un intervento di ricostruzione o avete una protesi.
Domande frequenti
- Una donna con un seno fibrocistico può effettuare una mammografia? Sì, non vi sono controindicazioni.
- Si può effettuare una mammografia durante le mestruazioni? Si, non vi sono controindicazioni durante le mestruazioni.
- Serve la richiesta del mio medico di famiglia e la prenotazione a Cup? No, non serve né la richiesta del suo medico né la prenotazione a Cup.
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