Esercizi Addominali Dopo Laparoscopia: Tempi e Modalità per una Corretta Ripresa

La laparoscopia è una tecnica chirurgica mininvasiva sempre più diffusa, utilizzata sia per scopi diagnostici che terapeutici. Si usa sia a scopo diagnostico, per chiarire e trattare molti problemi ginecologici, sia per operare numerose malattie addominali, senza dover ricorrere ai tradizionali “tagli”.

Vantaggi della Laparoscopia

  • Degenza ridotta al minimo
  • Convalescenza più rapida
  • Minor dolore e sanguinamento durante l’intervento
  • Cicatrici praticamente invisibili

Nonostante la sua mininvasività, è importante sapere cosa aspettarsi dopo l’intervento chirurgico e come gestire eventuali disturbi postoperatori.

Disturbi Postoperatori Comuni

Anche se la chirurgia mini-invasiva e la laparoscopia in genere provocano conseguenze minori rispetto alla chirurgia tradizionale ci sono alcuni disturbi postoperatori che il paziente deve conoscere. Nonostante ciò, una volta a casa, durante la convalescenza possono manifestarsi alcuni disturbi. Nessun allarme: ecco i rimedi per risolverli.

Gonfiore Addominale

Il fastidio più frequente è il gonfiore alla pancia, legato all’anidride carbonica utilizzata per operare in laparoscopia. Dopo l’anestesia generale, questo gas viene iniettato nell’addome sino a farlo diventare teso e voluminoso come quello di una donna all’ultimo mese di gravidanza. A fine intervento, il gas viene fatto fuoriuscire del tutto e la pancia ritorna alle sue dimensioni di sempre, ma ci si può ugualmente sentire ancora gonfi e la sensazione può durare per giorni: «La colpa non è dei residui di anidride carbonica (il gas viene completamente riassorbito e smaltito in poche ore), o di un’irritazione indotta dal gas come spesso si crede, ma dipende dai muscoli addominali», sottolinea il nostro esperto. Gonfiando la pancia, vengono sottoposti a una sorta di stretching, perdono tono e il loro effetto “pancera” sull’intestino diminuisce. Risultato: la pancia è più pronunciata.

Il gonfiore di solito è destinato a scomparire da solo: nel giro di pochi giorni se la durata dell’intervento è stata breve, nell’arco di un paio di settimane se l’addome è rimasto teso per 2-3 ore di seguito. Non appena possibile è bene camminare e, ogni tanto, tirare semplicemente la pancia in dentro per tonificare i muscoli addominali. Poi si può mettere in nota un vero programma per il loro rinforzo: anche dopo una sola settimana se si è effettuata una laparoscopia a scopo diagnostico, dopo almeno un mese in caso di chirurgia più complessa.

Alimentazione per ridurre il gonfiore

Sin tanto che il gonfiore non passa, è utile seguire un’alimentazione che non lo aumenti. Inizialmente, conviene mettere in tavola pochi carboidrati, mangiare lentamente e a piccoli bocconi, evitare legumi e cibi integrali che aumentano i processi fermentativi e rinunciare alle bevande gassate.

Dolore alla Spalla

Immediatamente dopo la laparoscopia e durante la convalescenza, è facile accusare un dolore alla spalla destra. Dipende proprio dall’uso dell’anidride carbonica, soprattutto se il gas viene iniettato velocemente. Distende il diaframma e, da lì, infiamma le terminazioni sensitive del nervo frenico che si irradia proprio alla spalla. La soluzione: ricorrere, su prescrizione medica, a un antinfiammatorio non steroideo, da assumere per il tempo necessario a superare l’infiammazione.

Tipico della laparoscopia è un dolore alla spalla che si accentua con l’inspirazione.

Intestino Pigro (Stipsi)

La stipsi è un disturbo in agguato nel post operatorio. «La “colpa” è spesso del tipo di cocktail utilizzato per l’anestesia o degli antidolorifici usati: alcune molecole, come gli oppioidi, rallentano la peristalsi e l’intestino ha bisogno di tempo per rimettersi in moto. Per facilitare questo processo basta bere e muoversi di più», spiega Rosati. Se si è effettuato un intervento ginecologico e la stipsi è irriducibile, ok alle bustine a base di macrogol, un regolatore intestinale che accelera il transito della massa fecale nell’intestino e favorisce l’evacuazione.

Esercizi Respiratori e Ripresa dell'Attività Fisica

Gli esercizi respiratori che vengono insegnati ai pazienti vanno spesso accompagnati ad un calo ponderale del peso corporeo, che rafforza il benessere complessivo dell’organismo del paziente operato.

Essi sono:

  • Respiro Controllato: Inspirare dal naso ed espirare dalla bocca, senza sforzi, lentamente; si percepisce maggiormente il movimento dell’addome che si espande quando si inspira.
  • Espansione Toracica: Inspirare lentamente dal naso riempiendo completamente i polmoni, arrivando a contare fino a sei e poi, pur non riuscendo ad inspirare ulteriormente, continuare a contare sino a 10.
  • PEP (pressione espiratoria positiva): È uno strumento consegnato in reparto ma riproducibile al domicilio con lo scopo di aprire gli alveoli. Si inserisce fino al fondo di una bottiglia riempita con acqua per 6 cm, un tubo in gomma lungo 80 cm con diametro di 1 cm.

L’esercizio fisico è molto utile nella ripresa del metabolismo e della sensazione di “star bene”. Sì consiglia, solitamente, almeno due passeggiate al giorno, la cui durata viene progressivamente aumentata di giorno in giorno.

Tempi di Recupero e Consigli Utili

Generalmente viene consigliato un periodo di astensione lavorativa di 14-30 giorni a seconda del tipo di intervento; in realtà ciò dipende anche dal tipo di lavoro che svolge e da quando Lei se la sente di riprendere il lavoro. Dovrà recarsi dal proprio medico di famiglia il quale tenendo conto di quanto suggerito le rilascerà l’apposito certificato di astensione dal lavoro. L’attività fisica più intensa come l’attività in palestra, la corsa, ecc, potrà essere iniziata gradualmente non appena se la sente ma non prima di 2-3 settimane a seconda del tipo di intervento che ha subito.

Il riposo è molto importante nelle prime fasi della guarigione ma è altrettanto importante mobilizzarsi precocemente, camminando 10 minuti ogni 2 ore di riposo (inizialmente aiutati da qualcuno, poi via via autonomamente). L’assunzione di liquidi è molto importante dopo un intervento chirurgico. È opportuno evitare bevande gassate, contenenti caffeina e alcolici. Sono permessi succhi di frutta, acqua, latte e bevande allo yogurt.

Altri consigli utili:

  • Nei giorni successivi all’intervento non impegnatevi in attività stressanti.
  • Evitare l’esposizione ai raggi solari (utilizzare protezioni totali sulla cicatrice) poiché possono determinare una alterata pigmentazione della ferita e favorire la formazione di cheloidi.
  • Non importa se sia acqua del rubinetto o orzo o tisane, l’importante è bere. Sia per eliminare per via renale i farmaci eventualmente assunti, sia per reidratare l’organismo.

Diastasi Addominale e Laparoscopia

La diastasi addominale consiste in una separazione dei muscoli retti addominali, i due muscoli lunghi centrali dell’addome. Normalmente, i muscoli retti dell’addome sono uniti tra loro da un sottile e resistente cordone fibroso, la linea alba; nella diastasi addominale questo cordone si assottiglia e indebolisce, ed i muscoli retti si separano, spostandosi, soprattutto nella loro zona centrale, verso i lati della parete addominale.

Anche nell’uomo, la diastasi dei retti può essere presente e provocare disturbi che interferiscono profondamente con le attività quotidiane.

Differenza tra Laparoscopia ed Endoscopia nella Diastasi Addominale:

Gli strumenti utilizzati sono gli stessi, ma mentre con l’intervento in laparoscopia (o con il robot chirurgico) si entra nella cavità addominale, con l’intervento in endoscopia si resta fuori di essa, sulla superficie dei muscoli retti: il rischio di complicanze postoperatorie, come ad esempio la lesione di visceri addominali, è in questo modo molto ridotto. Inoltre, con l’intervento in laparoscopia o robotico per la diastasi dei retti non si riesce, per motivi anatomici, a plicare (ossia a cucire) per intero la fascia dei muscoli retti dell’addome, mentre con l’intervento in endoscopia sì.

Tecnica Chirurgica Invasività Rischio di Complicanze Plicatura Completa della Fascia
Laparoscopia Minimamente Invasiva Rischio di lesioni viscerali No
Endoscopia (REPA) Minimamente Invasiva Rischio molto ridotto

L’intervento endoscopico per la diastasi dei retti - la REPA - è davvero minimamente invasivo, il ricovero del paziente è di una sola notte ed il decorso postoperatorio è particolarmente lieve e senza grandi disturbi per i pazienti.

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