L'artrite reumatoide (AR) rappresenta una delle principali sfide diagnostico-terapeutiche. Anche se la prevalenza di artrite reumatoide è molto inferiore ad altre patologie dell’apparato locomotore, la gravità del quadro clinico e la potenziale invalidità conseguente, ne fanno una malattia dall’elevato impatto sociale ed economico sia in termine di costi che di disabilità.
L’AR è una malattia sistemica, che colpisce circa lo 0,5% della popolazione generale, a localizzazione principale articolare, con carattere erosivo, deformante e talora anchilosante. La malattia è nettamente prevalente nelle donne in rapporto 1-3, 1-4 rispetto agli uomini. Questa temibile malattia può insorgere ad ogni età anche se la fascia mediamente più interessata è quella tra i 35-50 anni.
Cos'è l'artrite reumatoide?
L’artrite reumatoide (AR) è una malattia infiammatoria autoimmune cronica che colpisce le articolazioni, presente in tutto il mondo e a tutte le latitudini. La sua prevalenza (numero di casi nella popolazione generale) è compresa tra lo 0,46% e l’1%; In Italia la prevalenza è di un malato ogni 250 abitanti. Nel nostro Paese vi sono quindi circa 400.000 malati di artrite reumatoide.
L’incidenza è di 2-4 nuovi casi per anno su 10.000 individui adulti. La malattia colpisce il sesso femminile più frequentemente del sesso maschile con un rapporto donna/uomo di 3-4:1. La fascia di età dove si registra una maggiore incidenza è quella compresa fra i 40 e i 60 anni, anche se si può manifestare a tutte le età, compresa quella infantile e senile.
Tra le malattie osteoarticolari, l’artrite reumatoide rappresenta la malattia più severa in termini di danno strutturale delle articolazioni, di danno osseo secondario, di complicanze extra-articolari, di comorbidità associate e di rischio di mortalità.
Come accade per altre malattie autoimmuni (come il lupus eritematoso sistemico e la sclerodermia) è lo stesso sistema immunitario - che di norma difende l’organismo dalle aggressioni esterne - ad attaccare i tessuti sani, non riconoscendoli come tali.
Nel caso dell’artrite reumatoide, il “bersaglio” privilegiato del processo infiammatorio cronico è la membrana sinoviale, che è il foglietto di rivestimento interno della capsula articolare e che si riflette ai margini di questa andando poi a rivestire le superfici ossee articolari. Tale membrana reagisce all'infiammazione aumentando di volume e dando origine al panno sinoviale.
Cause e fattori di rischio
La causa dell’artrite reumatoide non è ancora completamente nota, ma di certo la sua patogenesi è multifattoriale. In soggetti geneticamente predisposti, un evento scatenante sarebbe responsabile dell’inizio della cascata di eventi che esita nell’infiammazione articolare.
Le ricerche condotte finora hanno individuato diversi fattori di rischio coinvolti nella patogenesi della malattia, quali fattori genetici e ambientali. Tra i fattori di rischio non genetici ritroviamo il genere, l’età, l’esposizione al fumo di sigaretta, fattori alimentari, fattori ormonali, fattori socio-economici e agenti di natura infettiva.
Sembra che alcuni fattori ambientali, in soggetti geneticamente predisposti, possano influenzare la frequenza e severità della malattia. Gli stili di vita sono fondamentali per la prevenzione di molte malattie, comprese quelle reumatologiche. Il fumo ad esempio è sicuramente parte in causa nell’insorgenza dell’artrite reumatoide.
Anche l’obesità e quindi una scorretta alimentazione sono fattori di rischio noti che oltre a predisporre il soggetto alla malattia, rappresentano un sovraccarico delle articolazioni e a lungo andare possono danneggiarle.
Sintomi dell'artrite reumatoide
La malattia, a causa dell’infiammazione delle articolazioni, si presenta con dolore, gonfiore, rigidità al movimento e successiva perdita della funzionalità delle articolazioni coinvolte. Il dolore, sintomo principale, è spontaneo, continuo, spesso difficile da quantificare, presente a riposo e tende a migliorare con il movimento.
La rigidità articolare è più intensa al risveglio e può durare per ore, se non per l’intera giornata. Questa caratteristica differenzia l’artrite reumatoide da altre patologie articolari degenerative non infiammatorie come l’osteoartrosi, in cui la rigidità tende a svanire dopo pochi minuti.
La perdita della funzionalità può essere causata nella fase iniziale dalla sinovite (infiammazione della membrana sinoviale) e nella fase avanzata dalle deformità articolari e dalle anchilosi. Le articolazioni comunemente coinvolte in modo bilaterale e simmetrico (caratteristica tipica della malattia) sono le piccole articolazioni delle mani e dei piedi ed i polsi, ma anche le grandi articolazioni di gomiti, spalle, anche, ginocchia e caviglie possono essere coinvolte. L’esordio è estremamente variabile.
Nella maggior parte dei casi è insidioso e graduale (65-70%) ma in alcuni è acuto (10-25%). Nella maggioranza dei casi (55-70%), la malattia si manifesta in maniera graduale, con comparsa di dolori articolari accompagnati o meno da rigidità mattutina prolungata, cui segue nel giro di settimane o mesi la comparsa di segni di infiammazione articolare.
L’esordio della malattia può essere anticipato da periodi di stanchezza e dolori o gonfiori articolari. Queste infiammazioni che generano gonfiore portano anche ad una rigidità, soprattutto mattutina, in genere delle piccole articolazioni di mani, piedi, caviglie e polsi. In ogni caso possono essere interessate anche grandi articolazioni come ginocchia, gomiti oppure la cervicale.
Come diagnosticare l'artrite reumatoide
I sintomi di esordio, inoltre, sono simili ai sintomi di esordio di diverse malattie reumatiche. Per questo, soprattutto nelle fasi iniziali, può essere difficile da diagnosticare. Il sospetto diagnostico va posto ogni volta che una o più articolazioni persistono gonfie e dolenti per più di sei settimane.
Una diagnosi precoce è fondamentale poiché le molteplici terapie farmacologiche attualmente disponibili riescono a controllare il decorso della patologia evitando evoluzioni disabilitanti. In caso di sospetta artrite reumatoide al paziente varranno prescritti dei semplici esami del sangue, per cercare la provenienza del processo infiammatorio in atto.
Gli esami di laboratorio vengono in aiuto per la formulazione di una corretta diagnosi. Circa il 70% dei pazienti con Artrite Reumatoide presenta nel sangue alti livelli del Fattore Reumatoide (FR). Il marcatore più specifico è la presenza di anticorpi anti-peptidi citrullinati (anti-CCP). Vi sono poi altri esami di laboratorio che, sebbene aspecifici, possono essere alterati in corso di malattia: l’incremento della VES e della Proteina C reattiva (PCR) (suggestivi di un processo infiammatorio in corso), riduzione dell’emoglobina (anemia).
Le analisi comprese nel Check Up Artrite Butterfly permettono di individuare (o escludere) le più frequenti cause di dolori alle ossa e alle articolazioni, in particolare condizioni come l’artrite, l’artrite reumatoide e l’artrosi, in via preventiva e come ausilio diagnostico.
Per le malattie infiammatorie articolari, come l’artrite reumatoide, la Risonanza Magnetica è decisiva nel prevenire stadi avanzati della patologia. La sua multiplanarità consente la contemporanea visualizzazione dell’osso, della cartilagine articolare, della membrana sinoviale, dei tessuti molli periarticolari e la presenza di versamento articolare.
Per approfondire e avere una diagnosi più accurata sarà poi necessario sottoporsi ad esami radiologici periodici per tenere sotto controllo l’avanzamento della patologia. La radiografia, molto utile nella diagnosi, non evidenzia però alcuna anomalia nelle prime fasi della malattia (3-6 mesi). Sempre più rilevante per prevenire la malattia grave, invece, è l’uso dell’ecografia articolare, più sensibile rispetto alla radiografia tradizionale (in particolare nella fase iniziale) e più economica sia in termini di costi che di tempo rispetto alla risonanza magnetica.
Esami del sangue comuni per l'artrite reumatoide
- Fattore Reumatoide (FR): Un autoanticorpo presente nel sangue di circa il 70% dei pazienti con AR.
- Anticorpi anti-peptidi citrullinati (anti-CCP): Un marcatore più specifico per l'AR rispetto al FR.
- VES (velocità di eritrosedimentazione) e PCR (proteina C reattiva): Indici di infiammazione sistemica.
- Emocromo: Può rivelare anemia, comune nell'AR.
Altri esami utili
- Anticorpi anti-nucleo (ANA): Per analizzare eventuali disfunzioni del sistema immunitario.
- Pannello ENA: Solitamente richiesto in seguito al riscontro positivo del test ANA.
La diagnosi precoce di artrite reumatoide ha importanti implicazioni cliniche perché una terapia instaurata nelle fasi iniziali della malattia si è dimostrata efficace nel limitare o ridurre la progressione delle lesioni e nel migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Accanto all’uso del Fattore Reumatoide, marcatore sierologico sensibile ma poco specifico, si è recentemente affiancata la ricerca di anticorpi anti-peptidi citrullinati (anti-citrullina o CCP), dotati di elevata specificità, di alto valore predittivo diagnostico e prognostico nei pazienti con artrite reumatoide.
Ricerca autoanticorpi
L’utilizzo più specifico di esami di Laboratorio nella definizione di una malattia reumatica si basa sulla ricerca di autoanticorpi, quale espressione dell’organismo del fenomeno autoimmunitario, che sta alla base di molte malattie reumatiche. Essi sono espressi nei confronti degli autoantigeni, che sono costituenti normalmente ritrovabili nel nucleo e nel citoplasma di tutte le cellule, oppure nel citoplasma di granulociti neutrofili. Corrispondentemente si riscontrano autoanticorpi anti-nucleo (ANA), anti-DNA, anti-antigeni nucleari estraibili (ENA), anti-citoplasma dei granulociti neutrofili (ANCA) ed anti-fosfolipidi (aPL).
Gli ANA sono rivolti verso antigeni nucleo-citoplasmatici presenti in tutte le cellule umane, a differenza degli autoanticorpi delle malattie autoimmunitarie organo-specifiche, come l’anemia perniciosa, le tiroiditi autoimmuni, la cirrosi biliare primitiva, l’epatite autoimmune etc., nelle quali sono riscontrabili autoanticorpi verso antigeni specifici del singolo organo coinvolto.
La positività della ricerca di ANA è considerata una delle caratteristiche principali delle malattie autoimmuni sistemiche, tanto che alcuni di essi rientrano nei criteri diagnostici e classificativi delle stesse malattie.
La ricerca di ANA trova il suo significato clinico nella fase di: •screening diagnostico, perché ha una funzione di elemento o criterio diagnostico; •approfondimento per la definizione di sottogruppo o subset di malattia autoimmune sistemica (MAIS), p.es. Proteine spliceosomiali Proteine nucleolari Prot. Le immagini fluoroscopiche riguardano cellule epitelieli umane HEp-2, utilizzate per la ricerca di ANA: in base alla immunofluorescenza di colore verde brillante identificata si definisce l’aspetto fluoroscopico.
Tutte e quattro le immagini sono ANA positive, l’immagine in alto a sinistra esemplifica una positività nucleolare, quella a destra una positività speckled, cioè punteggiata, in basso a sinistra è ripresa una positività omogenea, in basso a destra una positività a granulia diffusa. ANA speckled → Connettivite Mista (s.
La ricerca degli ENA va intesa come indagine di II livello per l’identificazione di specificità autoanticorpali dopo il riscontro di positività degli ANA, così come la ricerca di anticorpi anti DNA nativo trova significato nei pazienti nei quali è già stata riscontrata una positività ANA di tipo omogeneo e speckled ad elevato titolo, compatibili con la presenza di anticorpi verso DNA.
Anche se una precisa causa di origine non è nota, conosciamo molto bene le alterazioni dei tessuti corporei associabili all'artrite reumatoide. Tale malattia esordisce con un'infiammazione della membrana sinoviale (una sorta di rivestimento delle articolazioni). Il processo infiammatorio della sinovia, che ben presto si estenderà anche a tendini e borse, produce molto liquido che si riversa nell'articolazione, attorno ai tendini o all'interno delle borse.
In condizioni normali questo liquido, detto sinoviale, è importante per garantire il nutrimento alla cartilagine articolare, proteggere le articolazioni dagli impatti e facilitare lo scorrimento tra le varie strutture anatomiche. Il perdurare della flogosi porta ad un crescita di tessuto infiammatorio verso l'articolazione, attorno ai tendini o all'interno delle borse.
Il processo degenerativo interessa anche la cartilagine articolare, che viene consumata fino ad interessare l'osso sottostante determinando le erosioni che sono la causa della deformità articolare. Con il passare del tempo la flogosi cronicizza, il tessuto infiammatorio diventa fibroso o cicatriziale.
La diagnosi di artrite reumatoide inizia con un'accurata anamnesi, seguita da un esame fisico. Ascoltando i disturbi raccontati dal paziente e ponendo specifiche domande, lo specialista reumatologo ricerca elementi utili per formulare la corretta diagnosi.
Per quanto riguarda gli esami del sangue si valutano gli indici di infiammazione ed alcuni anticorpi. Tra gli indici infiammatori ricordiamo la velocità di eritrosedimentazione (VES) e la proteina C reattiva(PCR); gli anticorpi più frequentemente ricercati sono il fattore reumatoide (FR) e gli anticorpi anti peptidi ciclici citrullinati (anti-CCP).
Tali anticorpi non sono specifici ma la loro presenza, in soggetti che hanno un quadro clinico caratteristico, assume un ruolo importante non solo per la fase diagnostica ma anche per quella prognostica. Si è infatti visto che alti livelli di fattore reumatoide ed anticorpi anti-CCP durante le prime fasi della malattia sembrano associarsi ad un maggiore rischio di danno articolare severo.
Oltre agli esami del sangue vanno eseguiti nella fasi iniziale e nel follow-up della malattia anche esami strumentali quali le radiografie e l'ecografia articolare.
leggi anche:
- Artrite Reumatoide: Quali esami del sangue sono necessari?
- Esami del Sangue per Artrite Reumatoide: Quali Sono e Cosa Rivelano
- Esenzione C03: Diritto all'Esenzione per Esami del Sangue?
- Esami del Sangue per la Celiachia: Scopri Quali Sono e Come Prepararsi
- Laboratori di Analisi a Castelnovo di Sotto: Orari, Contatti e Consigli Utili!
- Colposcopia: Scopri Tutto sulle Cellule Anomale e Come Difenderti
