Cos’è l’azotemia, in cosa consiste e cosa indica? Approfondiamo insieme.
Cos'è l'Azotemia?
Come suggerisce il nome, l’azotemia si riferisce ai livelli di azoto presenti nel sangue, più precisamente di azoto non proteico, un prodotto di scarto del metabolismo delle proteine, di cui il nostro corpo deve liberarsi.
L'azotemia misura la quantità di azoto totale non proteico presente nel sangue. Gran parte di questo azoto è racchiuso nelle molecole di urea, una molecola innocua per il nostro corpo, che deriva dalla trasformazione organica dell'ammoniaca.
Nello specifico, l’azotemia indica principalmente il contenuto nel sangue di una sostanza, chiamata urea, presente in maggiore concentrazione rispetto ad altre sostanze azotate. Si parla, infatti, anche di azoto ureico o BUN (Blood Urea Nitrogen).
L’urea viene prodotta principalmente dal fegato quando elementi come carbonio, idrogeno e ossigeno si combinano con l’azoto, e successivamente viene eliminata dai reni tramite le urine. Per questo motivo, la sua valutazione nel sangue è utile a controllare la funzionalità renale.
L’azotemia, o meglio l’urea, viene sintetizzata nel fegato, rilasciata nel circolo sanguigno e successivamente filtrata dai reni per essere eliminata con le urine.
Ecco perché il controllo dell’azotemia può avvenire tramite prelievo ematico e/o campione di urine.
Nei Paesi anglosassoni,oltre all’urea, viene spesso riportato tra gli esami del sangue il valore di BUN (Blood Urea Nitrogen), che indica l’azoto ureico nel sangue.
Cosa Indica l'Azotemia Alta?
Abbiamo visto che il compito di espellere l’azoto non proteico dal nostro sangue è assegnato - all’interno di quella meravigliosa macchina che è il corpo umano - ai reni.
Un livello elevato di azotemia nel sangue (iperazotemia) potrebbe indicare, quindi, un malfunzionamento dei reni, che non riescono a favorire lo smaltimento dell’azoto non proteico. Maggiore è l’azotemia nel sangue, minore è la funzionalità dei reni.
In presenza di ridotta funzionalità renale, l'organismo non riesce ad eliminare dal sangue le scorie azotate derivanti dal catabolismo proteico. Insieme al dosaggio della creatinina, i risultati di quest'esame vengono considerati un indice della funzionalità renale.
Non a caso si prescrive il controllo dell’azotemia nei pazienti affetti da insufficienza renale o in dialisi. In questi casi, si associa anche l’analisi della creatinina, una sostanza chimica di scarto, frutto dei processi di produzione di energia nei muscoli, prodotta da fegato, reni e pancreas.
La presenza di questo composto nel sangue è normale, ma una sua concentrazione elevata o scarsa può indicare un malfunzionamento dei reni.
Bisogna specificare, però, che l’azotemia alta nel sangue può dipendere anche da una dieta troppo ricca di proteine, e non necessariamente da problemi renali. Per questa ragione, è fondamentale confrontarsi con il proprio medico per indagare le cause dell’innalzamento dei livelli di azoto non proteico nel sangue.
Indipendentemente dall'efficienza di questi organi, molte persone che seguono una dieta iperproteica o chetogenica, avranno probabilmente scoperto di avere livelli di azotemia vicini, o addirittura superiori, al valore massimo ritenuto normale.
Un elevato tasso ematico di azoto ureico non è necessariamente indice di ridotta funzionalità renale.
Azotemia: Pre-renale, Intra-renale, Post-renale
L’azotemia si divide in tre tipologie, ovvero l’azotemia pre-renale, intra-renale e post-renale.
1. Azotemia Pre-renale
L’azotemia pre-renale si verifica quando il fluido non scorre abbastanza attraverso i reni, causando concentrazioni elevate di creatinina sierica e urea.
L'iperazotemia pre-renale è causata da una riduzione del flusso sanguigno ai reni, che può derivare da disidratazione, emorragie, ustioni, cardiopatia congestizia , shock, sepsi.
Esistono diverse condizioni e malattie che possono portare a un rallentamento del flusso sanguigno, come le seguenti:
- perdita di sangue
- infarto o malattie cardiache
- insufficienza epatica
- grave disidratazione
- infezione
- uso di alcuni farmaci come l’aspirina o l’ibuprofene
- gravi ustioni
Questo tipo di azotemia è il più comune, e di solito può essere corretto.
2. Azotemia Intra-renale
L’azotemia intra-renale si verifica a causa di malfunzionamento o danneggiamento dei reni, tale da compromettere la loro capacità di smaltire l’azoto non proteico.
Può presentarsi in seguito a:
- infezione
- sepsi
- malattia
- consumo di determinate tipologie di farmaci
- trattamenti farmacologici, come ad esempio la chemioterapia.
3. Azotemia Post-renale
L’azotemia post-renale, infine, si verifica a causa di una ostruzione del tratto urinario.
Iperazotemia post-renale: associata a un’ostruzione del tratto urinario, come nei casi di nefrolitiasi/calcolosi, iperplasia prostatica benigna, ostruzione ureterale o malattie della vescica.
Ciò potrebbe essere dovuto a malattie e condizioni, tra cui:
- infezioni del tratto urinario
- calcoli renali
- alcune forme di cancro, come il cancro alla vescica, il cancro alla cervice uterina e il cancro alla prostata.
Quali Sono i Sintomi Principali della Iperazotemia?
L’azotemia è un valore inserito, di solito, all’interno di normali controlli di routine, per avere un quadro più completo della situazione del paziente.
In alcuni casi, però, come accennato prima, è necessario o consigliato analizzare l’azotemia nel sangue in caso di insufficienza renale o epatica già diagnostica o in presenza di alcuni sintomi.
Quali sono questi sintomi? Li elenca l’Istituto Superiore di Sanità sul proprio sito web. Li riportiamo di seguito:
- stimolo frequente a urinare
- necessità di bere spesso
- anomalie nell’urina (ad esempio urina di colore più scuro, con sangue o schiumosa)
- dolore alle articolazioni
- dolore alle ossa
- mal di schiena
- frequenti crampi muscolari
- sensazione di gambe affaticate
- stanchezza e spossatezza
- problemi durante il sonno (fatica ad addormentarsi o a riprendere il sonno, risvegli notturni, sonnolenza durante il giorno)
- pressione alta (ipertensione arteriosa)
- diminuzione o scomparsa dell’appetito
- gonfiore (localizzato soprattutto alle estremità, come mani e piedi)
- prurito immotivato
Se si avvertono alcuni di questi sintomi, è fondamentale parlarne con il proprio medico, che saprà indicare il da farsi.
Complicanze dell’Azotemia Alta
L’innalzamento dei livelli di azotemia può portare all’uremia, ovvero all’accumulo di urea nel sangue, con possibili complicanze, anche gravi, tra cui le seguenti:
- prurito
- nausea
- vomito
- danni al cervello
- debolezza o intorpidimento delle mani e dei piedi
Inoltre, una iperazotemia prolungata può compromettere ulteriormente il funzionamento dei reni, causando o peggiorando una condizione di insufficienza renale.
Quest’ultima può avere esiti molto gravi, come:
- accumulo di liquidi nei polmoni, con conseguente mancanza di respiro
- dolore toracico, che si verifica se il rivestimento che ricopre il cuore si infiamma
- debolezza muscolare, dovuta ad un mancato equilibrio tra i fluidi e gli elettroliti presenti nel corpo
- danno renale permanente, che richiede un trapianto di rene o una dialisi a vita
- morte
Se dagli esami svolti risulta una condizione di azotemia alta, si consiglia di rivolgersi subito al proprio medico per individuare il percorso terapeutico da seguire.
Quali Sono i Valori Normali dell’Azotemia?
Quando si può parlare di iperazotemia? I valori di azoto nel sangue possono variare molto a seconda dell’età e del sesso, ma come riportato sul sito ISSalute, nelle persone adulte i valori normali di azotemia sono compresi tra 22 e 46 milligrammi per decilitro (mg/dl).
In un soggetto sano, che segue una dieta equilibrata, i valori di azotemia si attestano tra 15 e 50 mg/dl.
Detto questo, alcuni laboratori potrebbero riportare i livelli di azoto ureico, contrassegnati con la sigla BUN. L’urea è il prodotto delle reazioni metaboliche delle proteine e costituisce il mezzo con il quale il nostro organismo si libera dell’azoto in eccesso. L’urea viene solitamente smaltita a livello renale.
Alcuni laboratori, specie quelli inglesi, riportano unicamente il valore di azotemia BUN (acronimo di Blood Urea Nitrogen), ovvero unicamente il valore dell’azoto ureico. Questo valore quindi non comprende altre sostanze e si attesta di solito fra 10 a 21 mg/dl.
Un indicatore utilizzato spesso per approfondire la situazione clinica del paziente è il rapporto tra l’urea e la creatinina.
Ecco una tabella riassuntiva dei valori normali:
| Parametro | Valore Normale (Adulti) |
|---|---|
| Azotemia | 22 - 46 mg/dl |
| Azotemia (soggetti sani con dieta equilibrata) | 15 - 50 mg/dl |
| Azotemia BUN (Azoto Ureico) | 10 - 21 mg/dl |
È importante notare che i valori di riferimento possono variare leggermente a seconda del laboratorio e del metodo di analisi utilizzato.
La dieta, specie se ricca di proteine, può influenzare i valori di azoto circolanti.
Per diminuire il rischio di falsi positivi e falsi negativi, i medici e i tecnici di laboratorio ricorrono ad esami ausiliari (per verificare l'effettiva presenza di un problema a livello renale).
Per esempio, un'iperazotemia da disidratazione può essere smascherata dal contemporaneo aumento del rapporto Urea/Creatinina, normalmente pari a 20-30.
L'esame viene effettuato mediante un semplice esame delsangue.
Il prelievo si esegue in genere al mattino. Il medico suggerirà se è necessario essere a digiuno.
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