Dopo la vaccinazione contro il virus SARS-CoV-2, responsabile del COVID-19, è possibile monitorare la risposta immunitaria attraverso specifici esami del sangue. Allo stesso tempo, in alcuni casi, può essere utile valutare il rischio di trombosi attraverso ulteriori analisi.
Monitoraggio degli Anticorpi dopo la Vaccinazione
L'IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria ha introdotto il test per la ricerca degli anticorpi immunizzanti contro il virus SARS COV2. Questo test identifica e quantifica gli anticorpi neutralizzanti indotti dal vaccino contro il Receptor Binding Dominion, una porzione della proteina Spike che consente al virus del Covid-19 di entrare nella cellula umana e riprodursi.
Secondo il dottor Antonio Conti, direttore del Laboratorio Analisi Cliniche, gli studi sull'efficacia dei vaccini con RNA "messaggero" attestano un'efficacia intorno al 95%. Comprendere se si è responsivi al vaccino incide sulla propria serenità, in quanto la presenza degli anticorpi determina un rischio minore di contrarre il virus anche se siamo venuti in contatto con un soggetto positivo. È consigliabile sottoporsi al test sierologico tramite il prelievo di sangue, che non richiede il digiuno, almeno due settimane dopo la seconda dose di vaccino.
Anche nelle sedi lombarde di Auxologico è possibile effettuare, senza prenotazione, il test sierologico per monitorare la risposta anticorpale nei soggetti sottoposti a vaccinazione, che fornisce le Ig Totali anti SARS CoV-2 RBD-Spike. I test quantitativi ECLIA ricercano e dosano le varie classi di immunoglobuline con un'alta specificità e sensibilità.
I test sierologici disponibili sono:
- Test sierologico per lo screening o il follow-up dopo malattia da Covid che fornisce Ig Totali anti SARS CoV-2 antigene N (anti-Nucleocapside) + Ig Totali anti SARS CoV-2 RBD-Spike.
- Test sierologico per monitorare la risposta anticorporale dopo il vaccino, che dosa le Ig Totali anti SARS CoV-2 RBD-Spike.
Come si esegue il test sierologico?
Il test sierologico si esegue con un prelievo venoso, senza prenotazione. Non è necessario il digiuno stretto, né alcuna preparazione particolare, tuttavia è raccomandato attendere un paio d'ore da un pasto leggero prima di eseguire il prelievo.
Lettura dei risultati
Per il test SARS-CoV-2 IG Totali Anti-N (SCREENING o FOLLOW-UP POST COVID-19):
- Un risultato negativo al test va sempre valutato clinicamente; indica che una persona non è stata infettata oppure è stata infettata molto recentemente (meno di 8-10 giorni prima) e non ha ancora sviluppato una risposta anticorpale rilevabile
- Un risultato positivo indica che la persona è stata infettata ma non indica se è contagiosa. È pertanto necessario eseguire il test molecolare da tampone naso-faringeo per ricerca del RNA virale per escludere o confermare la possibile condizione di contagiosità del soggetto.
Per il test SARS-CoV-2 IG Totali Anti-RBD SPIKE (MONITORARE I SOGGETTI SOTTOPOSTI A VACCINAZIONE):
- Risultato negativo (valori < 0.80 U/mL): negativo per gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 RBD Spike; il risultato va sempre valutato clinicamente. La risposta anticorpale è assente perché il periodo di tempo da una eventuale infezione (vedi anti-N) o dalla dose vaccinale è troppo breve oppure perché nessuna delle 2 ipotesi è avvenuta.
- Risultato positivo (valori > 0.80 U/mL): positivo per gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 RBD Spike; nel soggetto si è determinata una risposta immunitaria. La risposta può essere conseguenza di una precedente infezione (normalmente sono presenti anche gli anticorpi anti-N) oppure conseguenza di vaccinazione (in questo caso gli anticorpi anti-N sono assenti). Il titolo anticorpale e la sua durata nel tempo sono oggetto di studio.
Esami per Valutare il Rischio di Trombosi
La maggiore preoccupazione di alcuni è non finire tra le statistiche dei rarissimi casi di trombosi dopo la somministrazione di un vaccino anti Covid-19, AstraZeneca o altro che sia. In ogni caso, è fondamentale seguire le indicazioni del proprio medico curante. È vero che il rischio è minimo, infinitesimale, ma avendo ormai appurato il nesso causa-effetto sarebbe bene che ogni singolo paziente facesse una valutazione accurata con il proprio medico (anamnesi) che lo aiuterà a scegliere quale vaccino è più adatto.
Il medico dovrà decidere anche sulla base di analisi e test. Non può essere presa in considerazione solo l'età o l'esposizione al rischio, ma è necessaria l'analisi clinica.
Ecco alcuni esami del sangue utili in caso di sospetto di trombosi o per la valutazione della trombofilia:
Analisi del sangue utili in caso di Trombosi venosa:
- Antitrombina
- Tempo di protrombina INR
- Tempo di tromboplastina
- Proteina C attivata
- Test del D-Dimero
Esami per la trombofilia
- Anticorpi anticardiolipina (anti-cardiolipina, anti-beta2glicoproteina e lupus anticoagulant): Rileva la presenza di uno o più anticorpi utile in caso di episodi trombotici e/o aborti ricorrenti utile per la diagnosi della sindrome da anticorpi antifosfolipidi
- Attività dell’Antitrombina (III): utile in episodi trombotici ricorrenti; rileva una carenza ereditaria o acquisita. La bassa attività di ATIII può aumentare il rischio di trombosi. La diminuzione della produzione o l’aumento dell’uso dell’antitrombina può aumentare il rischio di trombosi.
- D-dimero: rileva e misura i livelli di un prodotto della degradazione della fibrina, usato per rilevare e valutare la presenza di coaguli. Se elevato, indica una recente attività coagulante; può aumentare in caso di tromboembolismo o coagulazione intravascolare disseminata (CID)
- Mutazione del Fattore V Leiden (può includere il test della resistenza alla proteina C attivata) Identifica una mutazione genetica responsabile della formazione di un Fattore V resistente alla degradazione operata dalla proteina C. In caso di sospetto di trombofilia ereditaria per episodi trombotici ricorrenti. La presenza della mutazione aumenta il rischio di trombosi
- Fibrinogeno Test che misura la funzionalità e la quantità di fibrinogeno. Se basso, indica la diminuzione della produzione o l’aumento del suo uso; può essere elevato in corso di infiammazione (è una proteina della fase acuta).
- aPPT (tempo di tromboplastina parziale attivata) Test funzionale che misura il tempo necessario alla formazione del coagulo dopo l’aggiunta di un particolare reagentemonitoraggio della terapia anticoagulante; l’aumento suggerisce la necessità di ulteriori test; potrebbe indicare la presenza di inibitori aspecifici (come del lupus anticoagulant)
- Omocisteina: valutazione di trombosi venose e arteriose ricorrenti. Se elevata, aumenta il rischio trombotico
- Lupus Anticoagulant (LAC; il pannello di test può includere il test aPTT-LA sensibile, il test con veleno di vipera Russell diluito DRVVT e/o il test di neutralizzazione delle piastrine) Pannello di esami volti ad accertare la presenza del LAC. Quando l’aPTT è allungato e vi sia il sospetto di sindrome da anticorpi antifosfolipidi per episodi trombotici e/o aborti ricorrentiSe presente, indica una sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi
- MTHFR (C677T e A1298C); analisi del DNA per l’identificazione della mutazione geneticaOmocisteina aumentata senza apparenti cause. La presenza della mutazione conferisce un aumento del rischio trombotico per l’aumento di omocisteina.
- Proteina C (attività): test funzionale per valutare pazienti con episodi trombotici ricorrenti; può trattarsi di una carenza o disfunzione acquisita o ereditaria. La proteina C è implicata nella regolazione della coagulazione; una sua bassa attività è correla con l’aumento del rischio trombotico.
- Proteina S (attività); test funzionale per valutare pazienti con episodi trombotici ricorrenti; può trattarsi di una carenza o disfunzione acquisita o ereditaria. La proteina S è un cofattore della proteina C ed è pertanto responsabile della regolazione della coagulazione. Una sua bassa attività aumenta il rischio trombotico.
- Protrombina (G20210A); analisi del DNA; rileva la presenza di mutazioni genetiche. Episodi trombotici ricorrenti che si sospetti avere origine ereditaria. Se presenti, aumentano il rischio trombotico.
Inoltre, presso alcuni laboratori è possibile effettuare ad un prezzo speciale i seguenti esami:
- Antitrombina
- Tempo di protrombina INR
- Tempo di tromboplastina
- Fibrinogeno
- Test del D-Dimero
- Omocisteina
È fondamentale consultare il proprio medico curante per valutare quali esami siano più appropriati in base alla propria storia clinica e alle proprie esigenze.
Interferenze dei Farmaci con le Analisi del Sangue
Le interferenze dei farmaci assunti dal paziente con le analisi del sangue dipendono da un’ampia serie di variabili relative alla natura della terapia, all’assorbimento e al metabolismo del farmaco in questione da parte dell’organismo.
Per quanto riguarda i soggetti in salute, senza patologie croniche o comunque asintomatici, si raccomanda senza eccezioni di presentarsi al prelievo in assenza assoluta e più prolungata possibile di qualsiasi trattamento farmacologico. Se si assumono farmaci su prescrizione occorrerà discutere la strada da intraprendere con il medico curante.
Anche altri tipi di terapia non farmacologica, come le iniezioni intramuscolari e gliintegratori (compresi rimedi erboristici e prodotti dimagranti) possono interferire con i risultati dei prelievi e vanno perciò sospesi almeno per qualche giorno prima degli esami del sangue.
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