Esami del Sangue per il Pancreas: Cosa Includono

La diagnosi della pancreatite richiede un approccio multidisciplinare che combina esami del sangue con tecniche di imaging avanzate. Una diagnosi tempestiva e accurata è cruciale per gestire efficacemente la malattia e prevenire complicanze gravi.

Quando e Perché Effettuare gli Esami del Sangue per il Pancreas

Il dosaggio delle amilasi viene fatto quando vi è il sospetto di una pancreatite, un’ostruzione del dotto pancreatico o un tumore. Viene eseguito se il paziente presenta come sintomatologia dolore addominale importante associato a febbre e inappetenza.

Un Check Up gastroenterologico è utile a valutare la salute complessiva dell’apparato digerente, attraverso esami del sangue mirati ad analizzare i principali problemi digestivi come nausea, diarrea e stipsi. Indagare in contemporanea la salute di stomaco, pancreas, intestino e fegato permette una diagnosi tempestiva di infezioni, malattie o intolleranze.

Gli esami del sangue per pancreas e stomaco sono consigliati a tutti coloro che presentano disturbi digestivi sintomatici. Inoltre, le analisi sono raccomandate per:

  • Pazienti che presentano problemi cronici o ricorrenti a carico dell’apparato gastrointestinale;
  • Soggetti con familiarità per patologie correlate o con malattie autoimmuni;
  • Controlli periodici per chi soffre di disturbi pancreatici, epatici o intestinali.

Quali Esami del Sangue Includere?

La funzionalità pancreatica viene testata principalmente mediante esami di laboratorio che indagano amilasi (enzimi responsabili della digestione dell’amido) e lipasi (enzimi che provocano l’idrolisi dei trigliceridi); il cui aumento è indice di pancreatite.

Amilasi

Le amilasi sono enzimi coinvolti nella digestione dei carboidrati e sono principalmente prodotte dalle cellule del pancreas. Fisiologicamente, nell’organismo si ritrovano solo basse concentrazioni di amilasi, ma se vi è un danno a livello pancreatico la loro quantità aumenta.

I livelli di amilasi possono aumentare significativamente in caso di patologie o infiammazioni a carico del pancreas. Anche le pancreatiti croniche spesso legate all'abuso di alcol possono comportare livelli moderatamente alti di amilasi.

Lipasi

In caso di pancreatite acuta, oltre all’incremento della concentrazione di amilasi, può essere registrato anche un aumento della lipasi, un enzima coinvolto nei processi di lipolisi, ossia la scissione dei trigliceridi che consente di liberare acidi grassi.

CA 19-9

Un altro esame che è importante eseguire per controllare la salute del pancreas è il CA19.9. Il CA 19.9, conosciuto anche con il nome di antigene carboidratico 19.9 è un marker tumorale che in genere si associa ad alcuni particolari tipi di cancro.

In genere il CA 19.9 è presente nella maggior parte dei pazienti con un carcinoma al pancreas. Il CA 19-9 non è un marcatore abbastanza sensibile e specifico da essere considerato uno strumento utile per lo screening tumorale. L’Antigene Carboidrato 19-9 viene usato principalmente per facilitare la diagnosi differenziale del tumore del pancreas rispetto ad altre condizioni non cancerose, come le pancreatiti, controllare la risposta del paziente al trattamento del tumore pancreatico, monitorare e rivelare le eventuali recidive della malattia neoplastica.

La concentrazione di CA19-9, tuttavia, non aumenta solo in caso di tumore, ma anche in presenza di condizioni benigne, come la pancreatite acuta, la colecistite e la cirrosi. La misurazione di CA19-9 nel sangue non è perciò sufficientemente univoca per la diagnosi il tumore del pancreas. Tuttavia, in caso di malattia già diagnosticata altrimenti, la misurazione della concentrazione di questo zucchero può fornire al medico importanti informazioni sulla progressione della malattia e sulla risposta alla terapia.

Altri Esami Utili

  • Glicemia: La pancreatite può influenzare la produzione di insulina, portando a variazioni nei livelli di zucchero nel sangue.
  • Calcio sierico: Livelli anormali di calcio nel sangue possono essere associati a pancreatite.
  • CEA: il riscontro di grandi quantità di CEA riguarda il 70% dei pazienti con carcinoma del pancreas.

Preparazione agli Esami del Sangue

Prima del prelievo di sangue è prescritto un periodo di digiuno di 8-10 ore. Se si dovesse avvertire sensazione di sete, durante tale periodo si possono assumere fino a 1-2 bicchieri di acqua. Sono assolutamente vietati fumo e l’assunzione di bevande alcoliche.

Sia che venga raccolto un campione di sangue venoso sia che venga raccolto un campione di urine, è necessario evitare di assumere alcol nelle 24 ore che precedono l’esame dell’amilasi. In alcuni casi può essere chiesto di non bere nelle due ore precedenti il prelievo del campione.

Nei giorni precedenti all’esame del sangue si prega di non cambiare abitudini alimentari e di vita, evitando di effettuare sforzi fisici intensi il giorno stesso e quelli antecedenti.

Interpretazione dei Risultati e Ulteriori Diagnostiche

I primi indizi utili a formulare la diagnosi di pancreatite derivano dall'analisi dei sintomi riferiti dal paziente. A scopo diagnostico, si utilizzano anche l'ecografia addominale o endoscopica, la tomografia computerizzata (TAC), la risonanza magnetica e la l'ERCP (colangiopancreatografia retrograda endoscopica).

L'ecografia può dare un'idea dell'estensione del danno pancreatico e, nello stesso tempo, è utile per rivelare l'eventuale presenza di calcoli biliari.

Pertanto, grazie alla colangio-pancreatografia endoscopica retrograda, i medici sono in grado di individuare eventuali ostruzioni a carico dei suddetti dotti (in particolare il dotto di Wirsung), e capire se tali ostruzioni dipendono da un carcinoma del pancreas o da qualche altra condizione.

La colangio-pancreatografia endoscopica retrograda è alquanto invasiva: prevede, infatti, l'alloggiamento di un endoscopio nel duodeno - laddove risiedono i dotti biliari e pancreatici - attraverso il passaggio offerto dalle vie digerenti bocca, esofago e stomaco; in altre parole, nell'eseguire la ERCP, ilmedico introduce un endoscopio nella bocca del paziente e lo spinge delicatamente fino al duodeno, dove ci sono i dotti biliari e pancreatici, sfruttando il passaggio in esofago, prima, e stomaco, poi.

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