Questo articolo spiega cosa sono i neutrofili e il loro ruolo nel mantenimento della salute. I neutrofili sono i più numerosi globuli bianchi (o leucociti) riscontrabili nel sangue circolante. Storicamente definiti come "soldati del nostro sistema immunitario innato", i neutrofili sono la prima linea di cellule reclutate nel sito dell'infezione e attaccano, ingeriscono e digeriscono i microrganismi producendo specie reattive dell'ossigeno.
Cosa Sono i Neutrofili?
I neutrofili rappresentano la popolazione più numerosa fra i globuli bianchi (circa il 55-70 per cento del totale), ma con grandi variazioni individuali: è per questo che i valori normali prevedono un intervallo piuttosto ampio. I neutrofili sono i globuli bianchi più abbondanti del sangue. La loro principale caratteristica è la forma segmentata del nucleo, costituito da tre - cinque lobi, uniti da sottili ponti di materiale nucleico.
Con il termine neutrofili si intende la tipologia di globuli bianchi o leucociti che viene prodotta nel midollo osseo e che è preposta alla difesa dell’organismo contro infezioni e infiammazioni di tipo batterico. Vengono chiamati neutrofili in quanto non hanno nessuna tipologia di colorante e per questo vengono definiti neutri. I granulociti neutrofili sono i globuli bianchi maggiormente presenti nel sangue ed hanno la capacità di riconoscere e di raggiungere la zona colpita da un’infezione, inglobare i virus e i batteri esterni presenti al fine di ucciderli tramite il processo noto come fagocitosi.
Il compito primario di questi globuli bianchi è difendere l’organismo dalle infezioni, soprattutto di natura batterica. I neutrofili sono i globuli bianchi maggiormente presenti nel sangue e il nome li descrive: queste cellule infatti, se sottoposte a particolari colorazioni (istologiche) in laboratorio, rimangono neutre. Inoltre, il loro ruolo è quello di “neutralizzare” i batteri e altri corpi estranei, evitandone la diffusione nell’organismo.
«Attraverso un processo chiamato fagocitosi, i neutrofili riescono a inglobare i microrganismi patogeni e poi liberano degli enzimi capaci di distruggere e digerire gli invasori», descrive la dottoressa Roberta Caporale, biologa del Laboratorio di Analisi dell’Ospedale Santa Maria di Bari. Sono noti anche come granulociti neutrofili, perché al loro interno contengono dei granuli, visibili al microscopio ottico, che contengono proprio gli enzimi caratteristici.
Ruolo dei Neutrofili nel Sistema Immunitario
I neutrofili fanno parte del sistema immunitario innato, che è pronto a rispondere a qualsiasi invasore percepito (antigeni). Non sono specifici, nel senso che rispondono a molti antigeni, non solo a uno. Trascorso tale periodo, questi globuli bianchi vanno a confinarsi nei tessuti, dove permangono per qualche giorno, prima di morire.
La risposta iniziale dei neutrofili è quella di migrare direzionalmente verso la fonte di irritazione (es. sito dell'infezione o dell'infiammazione). Queste attività sono possibili ai neutrofili grazie agli enzimi contenuti nei loro granuli primari e secondari, alla particolare struttura della membrana citoplasmatica ed alla presenza di recettori per le immunoglobuline G (IgG) e per le proteine del complemento.
Tali interventi sono concatenati e perfettamente integrati con quelli del sistema monocito-macrofagico e dei linfociti. I neutrofili sono il primo tipo di globuli bianchi attivati per aiutare a combattere le infezioni.
Ogni giorno il midollo osseo ne produce circa 100 miliardi, perché i neutrofili hanno una vita limitata a circa 7-10 ore nel sangue e di pochi giorni nei tessuti.«Sono tra le prime cellule dell’organismo a raggiungere il luogo di una lesione che causa infiammazione. E lo fanno nell’arco di pochi minuti», racconta l’esperta. «A quel punto, cercano di catturare e distruggere l’agente considerato responsabile dell’emergenza e talvolta, in quella sede, si forma un essudato giallognolo, noto come pus, che è proprio un accumulo di neutrofili morti e di un liquido proteico».
Neutrofili Alti (Neutrofilia): Cosa Significa?
Solitamente ciascuno di noi ha a disposizione tra i 1500 e i 7000 neutrofili per millimetro cubo di sangue: se i valori superano il valore massimo, considerato normale, si parla di neutrofilia. La neutrofilia è la forma più frequente di leucocitosi. L'aumento del numero dei neutrofili circolanti può dipendere da alterazioni primitive (causate da mutazioni genetiche, come nel caso, ad esempio, delle patologie mieloproliferative) e secondarie. Le principali cause acquisite di neutrofilia sono rappresentate dalle infezioni batteriche.
Quando il loro numero supera i valori normali (1.500-7.000 cellule per microlitro di sangue), si parla di neutrofili alti o neutrofilia. Al pari dei neutrofili, i linfociti fanno parte dei globuli bianchi che vengo generati dal midollo osseo.
I granulociti neutrofili rappresentano la categoria più numerosa di globuli bianchi nel nostro sangue, costituendo circa il 50-70% dei leucociti totali. Quando il loro numero supera i valori di riferimento (1.500-7.000 cellule per microlitro), parliamo di granulociti neutrofili alti o neutrofilia.
Una conta assoluta dei neutrofili (ANC), definita come la percentuale di neutrofili nel flusso sanguigno e negli adulti, varia tipicamente tra 1.500 e 7.000 neutrofili/microL. Un aumento della conta leucocitaria superiore a 11.000 cellule/microL è definito leucocitosi.
La formula leucocitaria, cioè l’esame che consente di ottenere una conta differenziale dei globuli bianchi, è parte dell’esame emocromocitometrico, pertanto viene generalmente richiesta nell’ambito di un controllo clinico di base.
Nota: i valori di riferimento relativi ai neutrofili possono cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto. I valori di riferimento relativi ai neutrofili possono cambiare per la maggior parte degli analiti in funzione dell’età, del sesso e anche della strumentazione in uso nel singolo laboratorio.
Leucocitosi: Cos'è?
La leucocitosi è una condizione caratterizzata da un aumento anomalo dei globuli bianchi (leucociti) nel sangue periferico. In un adulto sano, i valori normali di leucociti sono compresi tra 4.000 e 11.000 unità per microlitro di sangue. Spesso la leucocitosi rappresenta una risposta fisiologica del sistema immunitario a stimoli come infezioni, infiammazioni o stress fisico.
È necessaria una precisazione. Non è sempre detto che la leucocitosi sia segnale di una patologia. Quando si parla di leucocitosi non è possibile in prima battuta avere informazioni specifiche sul tipo di globuli bianchi aumentati. Hanno tutti funzioni diverse e complementari.
Perché i Neutrofili Possono Aumentare? Cause della Neutrofilia
L’aumento dei neutrofili nel sangue può essere determinato da diverse condizioni, sia temporanee che patologiche. Tra le cause fisiologiche, troviamo situazioni come stress acuto, esercizio fisico intenso, fumo o gravidanza.
«Questi globuli bianchi sono fra i primi a rispondere in caso di infezioni batteriche, quindi le cause più comuni di un loro rialzo possono essere polmoniti, tonsilliti, ascessi o altre condizioni legate a un batterio», spiega Caporale. Ma anche infezioni fungine o virali particolarmente gravi possono stimolare una risposta neutrofila, sebbene con minore frequenza.
Tra le cause patologiche, le più comuni sono le infezioni batteriche e virali, che attivano il sistema immunitario e stimolano la produzione di neutrofili. Tipica di infezioni batteriche acute, specialmente di quelle che producono pus (piogeniche), un numero di neutrofili superiore al normale si registra anche in presenza di processi infiammatori acuti di natura non infettiva o necrotica (infarto del miocardico, ustioni, appendicite). In questi casi, l’organismo reagisce producendo rapidamente una grande quantità di neutrofili per combattere l’invasione batterica.
«Ma i neutrofili sono considerati anche un importante indice infiammatorio, perché possono aumentare rapidamente in caso di infiammazioni non di origine infettiva, come quelle dovute a ictus, disturbi alle coronarie, ustioni, appendicite acuta, tumori, artrite reumatoide o malattie infiammatorie croniche intestinali». Malattie croniche come l'artrite reumatoide, il morbo di Crohn e altre condizioni autoimmuni possono portare a livelli persistentemente elevati di neutrofili.
Secondo un medico e divulgatore scientifico americano, il dottor Michael Greger, un aumento dei neutrofili è riscontrabile anche nella popolazione sana a causa di un’infiammazione cronica di basso grado, un processo silente e asintomatico dovuto a cattivi stili di vita, caratterizzati da elevati livelli di stress psicofisico, sedentarietà e dieta sbilanciata. Lo stress fisico intenso, interventi chirurgici recenti, traumi o ustioni estese possono determinare un temporaneo aumento dei neutrofili, come risposta dell’organismo alla situazione critica.
«Una neutrofilia moderata e temporanea si può riscontrare poi in alcune circostanze particolari, come durante la gravidanza o in seguito al parto, nel periodo mestruale oppure dopo uno sforzo muscolare intenso, un intervento chirurgico, un’intossicazione alimentare, l’esposizione a uno sbalzo termico o l’assunzione di alcuni farmaci», aggiunge l’esperta. Anche un periodo di stress, un ictus, dormire poche ore a notte o l’uso di farmaci può provocare l’aumento dei neutrofili. Le donne in gravidanza ad esempio vedranno aumentare il numero dei neutrofili, che però non deve destare particolare apprensione in quanto il corpo ne produce in quantità maggiore perché sotto stress.
In alcuni casi, un aumento anomalo dei neutrofili può essere legato a malattie del midollo osseo, come la leucemia mieloide cronica o altre neoplasie ematologiche. Anche patologie più serie come leucemie mieloidi croniche, linfomi o disturbi mieloproliferativi possono provocare un aumento prolungato e anomalo dei neutrofili nel sangue.
Sintomi Associati ai Neutrofili Alti
Nella maggior parte dei casi, ciò che il paziente avverte sono i segnali della malattia sottostante che ha provocato l'aumento dei neutrofili. Il riconoscimento tempestivo di questi segnali può fare la differenza nel percorso di cura.
L'aumento dei neutrofili nel sangue spesso si manifesta attraverso sintomi che sono principalmente legati alla causa sottostante che ha provocato la neutrofilia. Nella maggior parte dei casi, i sintomi riflettono la presenza di un'infezione o di un processo infiammatorio in corso. Non tutti i pazienti con neutrofili alti presentano gli stessi sintomi. Alcuni possono manifestare sintomi lievi, mentre altri potrebbero sviluppare manifestazioni più severe.
Solitamente l’innalzarsi del numero dei neutrofili, che viene detto leucocitosi, è sintomo che il nostro sistema immunitario sta agendo in maniera sana contro virus o infezioni. Nella maggior parte dei casi l’aumento dei neutrofili non causa grossi rischi, che sono dunque commisurati ai motivi che hanno portato lo svilupparsi dell’aumento dei neutrofili. Se però l’aumento è causato da quei tumori che colpiscono la pelle derivanti dallo svilupparsi delle linee di cellule mieloidi e linfoidi, allora i rischi aumentano notevolmente. La neutrofilia è nella maggior parte dei casi priva di sintomi.
In caso di infezioni gravi, potrebbero comparire segni di compromissione sistemica come pressione bassa, tachicardia o alterazione dello stato mentale.
Questi i principali sintomi che possono scaturire da una quantità minore o superiore di neutrofili rispetto ai valori normali:
- Febbre
- Infezioni frequenti o anomale
- Tonsillite
- Sinusite
- Ascessi cutanei
- Tosse
- Dolore
Cosa Fare in Caso di Neutrofili Alti? Cura e Rimedi
La strategia per ridurre livelli elevati di granulociti neutrofili dipende fortemente dalla causa che ha determinato questa condizione. Se l’aumento dei neutrofili è causato da un’infezione batterica, il trattamento prevede generalmente l’utilizzo di antibiotici specifici, che aiutano a eliminare l’agente patogeno e di conseguenza normalizzano il numero di neutrofili. Nei casi in cui la neutrofilia sia legata a malattie infiammatorie croniche o a disturbi autoimmuni, potrebbe essere necessario ricorrere a farmaci antinfiammatori o immunosoppressori per controllare la risposta immunitaria.
Il trattamento dei neutrofili alti si concentra principalmente sulla gestione della causa scatenante. Nel caso di infezioni batteriche, il medico prescriverà antibiotici specifici per il tipo di infezione presente. Per le condizioni infiammatorie, potrebbero essere necessari farmaci antinfiammatori o immunomodulatori.
Partiamo con il dire che una giusta attività fisica abbinata ad uno stile di vita nel quale si evitano alcool e fumo sono sicuramente indicati per mantenere dei valori adeguati dei neutrofili. Se si riscontrano valori di neutrofili alti, le analisi del sangue sono consigliate per verificare potenziali patologie, ma nei casi di lieve entità non necessitano di alcun tipo di cura. Dopo aver svolto le analisi del sangue è necessario che il nostro medico analizzi i valori attentamente per capire se una quantità eccessiva di neutrofili alti può essere causata da una malattia presente nel nostro corpo. Una volta scoperta la patologia di cui soffriamo il medico potrà consigliarci come intervenire in maniera specifica.
Rimedi Naturali e Integratori
Alcuni integratori e farmaci da banco potrebbero contribuire a modulare la risposta infiammatoria e sostenere il sistema immunitario. Tra questi si trovano integratori con proprietà antinfiammatorie come gli omega-3, la curcuma e la vitamina D, che hanno potenziali effetti benefici nella riduzione delle risposte infiammatorie croniche. Probiotici e prebiotici potrebbero aiutare a rafforzare il sistema immunitario, riducendo indirettamente la produzione eccessiva di neutrofili in presenza di lievi infezioni.
Alcuni integratori naturali potrebbero supportare il sistema immunitario durante il processo di guarigione. La vitamina C e la vitamina D sono importanti per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Integratori a base di propoli o echinacea potrebbero aiutare a modulare la risposta immunitaria. La curcuma e gli omega-3 potrebbero contribuire a ridurre l'infiammazione.
Importanza dello Stile di Vita
La normalizzazione dei neutrofili richiede anche attenzione allo stile di vita. Monitorare regolarmente i valori dei neutrofili è fondamentale per prevenire complicazioni.
Quando Preoccuparsi e Cosa Fare
Riscontrare un rialzo dei neutrofili nelle comuni analisi del sangue non ha alcun valore diagnostico, perché la neutrofilia va poi indagata sulla base dei sospetti clinici. «Il medico deve riconoscere segni e sintomi nel paziente, che dipendono naturalmente dalla zona colpita da un’eventuale infezione o patologia», commenta Caporale. Visto il loro legame con l’infiammazione sistemica, spesso i neutrofili vengono monitorati per valutare l’andamento di una malattia o la risposta a un preciso trattamento farmacologico: in particolare, si è dimostrato utile (anche in epoca di Covid-19) il rapporto neutrofili-linfociti (NLR), considerato un biomarcatore dell’infiammazione sistemica e un fattore prognostico per la sopravvivenza globale dei pazienti oncologici.
Pertanto, è importante consultare un medico per una diagnosi accurata e un appropriato piano di trattamento. In generale, la strategia di gestione della leucocitosi prevede principalmente il trattamento della condizione di base che sta causando l’aumento dei leucociti. Ad esempio, nel caso di infezioni, possono essere prescritti antibiotici mirati contro l’agente patogeno specifico.
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