Esami del Sangue: Cosa Sono e Come si Interpretano

Le analisi del sangue rappresentano uno degli strumenti diagnostici più importanti e frequentemente utilizzati in medicina. Attraverso un semplice prelievo, è possibile ottenere numerose informazioni sullo stato di salute generale dell’organismo, individuare la presenza di patologie o monitorare l’efficacia di terapie in corso. L’idea di poter trarre informazioni sulla salute di una persona dai suoi liquidi organici è antichissima nella storia della medicina occidentale. Con la nascita e lo sviluppo della moderna medicina scientifica i progressi in questo campo sono stati impressionanti.

Si pensi solo al concetto di “biopsia liquida”, esame del sangue con il quale, in determinati casi, si può fare una diagnosi di tumore quasi altrettanto accurata che con una biopsia tradizionale che comporta la puntura traumatica di un organo. Con la nascita e lo sviluppo della moderna medicina scientifica i progressi in questo campo sono stati impressionanti.

Cosa si vede esattamente dalle analisi del sangue?

Le analisi del sangue, o esami ematochimici, sono test di laboratorio che permettono di valutare i componenti del sangue e le sostanze in esso disciolte. Il sangue è un tessuto complesso composto da una parte liquida (plasma) e da elementi cellulari (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine). Inoltre, nel plasma sono disciolte numerose sostanze come proteine, ormoni, enzimi, elettroliti e metaboliti.

Aspetti pratici dell'esame del sangue

Per quanto riguarda l’aspetto pratico dell’esame del sangue, molti laboratori non richiedono alcuna prenotazione. Basta presentarsi al mattino da e fino a una certa ora con la richiesta del medico che specifichi gli esami da fare e, come ricordato più sopra, il quesito diagnostico, oltre alle generalità del paziente. Non tutti gli esami richiedono il digiuno (dalla sera prima, non cenando troppo tardi), comunque, nel dubbio, rimandare la colazione dopo il prelievo non sarà un grosso problema.

Importanza della prescrizione medica

La prescrizione di un esame di laboratorio del sangue (o delle urine, delle feci o di altro liquido organico) dovrebbe sempre essere un atto medico. Infatti, sia la corretta tempistica di esecuzione, la scelta degli esami e la loro interpretazione richiedono una preparazione che solo il medico possiede. Egli ha studiato e si aggiorna continuamente su trattati di medicina e articoli scientifici. In generale, la autoprescrizione di esami del sangue non deve essere incoraggiata.

Internet fornisce una quantità di informazioni smisurata sulla salute e sulle malattie e la loro discernita è compito arduo anche per il medico aggiornato. Si tenga conto che oggi gli esami clinici eseguiti sul sangue e disponibili nella maggior parte dei laboratori sono un numero immenso. Va inoltre sottolineato che eseguire esami del sangue inutili, non mirati o inappropriati comporta diverse conseguenze negative.

Gli esami del sangue fatti a scopo preventivo, o meglio sarebbe a dire, di diagnosi precoce, non devono essere richiesti ed eseguiti senza criteri precisi, che oggi si tende a codificare sempre più dettagliatamente, con linee guida approvate dalle varie società scientifiche. Un esempio è rappresentato dai marcatori tumorali, solo alcuni dei quali ha senso eseguire a scopo di diagnosi precoce, e anche per quei pochi la questione è molto dibattuta e controversa all’interno della comunità scientifica. Il loro maggior impiego riconosciuto è il seguire nel tempo l’andamento della terapia anti-tumorale (dunque a diagnosi già avvenuta) e confermare l’avvenuta guarigione.

Le linee guida suggeriscono a che età iniziare gli screening per le diverse malattie, in base al sesso, all’anamnesi familiare, alle caratteristiche cliniche del soggetto, il tipo di esame da eseguire. Indi i tempi per i successivi controlli. Nel caso in cui compaiono dei sintomi di sospetta malattia, sarà il medico a decidere se eseguire esami del sangue e quali, in questo caso mirati al quesito clinico, che, lo ricordiamo, è sempre indispensabile indicare nella richiesta. Diversamente, il laboratorio non può in genere accettarla.

Possibili errori negli esami del sangue

La risposta è che è molto difficile che ci sia un vero e proprio errore, ad esempio uno scambio di provette o altri errori grossolani ed errori umani. La stragrande maggioranza degli esami del sangue è eseguita da macchine, sempre più sofisticate e precise. Le procedure, dal momento del prelievo fino alla trascrizione finale del referto sono accuratamente standardizzate in tutti i laboratori italiani (del SSN o accreditati) e del mondo occidentale a tecnologia avanzata. I controlli di qualità sono sistematici, accuratissimi e prevedono vari livelli.

Variazioni possono accadere per alcuni esami in relazione alla modalità del prelievo, all’osservato digiuno e a qualche altro tipo di interferenza, ma non sono in genere rilevanti. Almeno per gli esami di base routinari. Per alcuni esami più delicati, come alcuni test immunologici, ci possono essere differenze da laboratorio a laboratorio e, talvolta, può essere utile la ripetizione in un laboratorio diverso. In ogni caso, nessun esame di laboratorio ha un’accuratezza del 100%. Tutti gli esami, anche i migliori, hanno una certa percentuale di falsi positivi e di falsi negativi. Falso positivo e falso negativo non sono affatto errori!

Attenzione a confrontare i risultati guadando i valori di riferimento normali, quasi sempre posti accanto al risultato! I valori di riferimento possono cambiare, a volte di molto, da un laboratorio all’altro e anche lo stesso laboratorio, nel tempo, li può modificare. Attenzione anche alle unità di misura e ai decimali! Anche questi cambiano spesso da un laboratorio a un altro.

Per quanto riguarda inoltre gli asterischi posti accanto ai valori alterati, deve essere ben chiaro che il programma informatico del laboratorio o della macchina che esegue l’esame, in base all’intervallo di normalità predefinito, produce automaticamente la segnalazione di “fuori range”, per questo un risultato “asteriscato” non significa necessariamente malattia e, ancora una volta, deve essere interpretato dal medico (e mai dal dottor Google!). Un esame del sangue alterato può infatti certamente orientare verso una malattia, ma in certi casi può anche non significare affatto che una persona è malata.

Emocromo: l'esame emocromocitometrico

L’esame emocromocitometrico, o più semplicemente emocromo, è uno dei test ematici più comuni e frequenti, sia nell’ambito di un semplice controllo di routine sia nella diagnosi specialistica e nel monitoraggio di un paziente in cura, perché fornisce informazioni preziosissime sulla composizione del suo sangue.

In cosa consiste l'emocromo?

L’esame emocromocitometrico, che siamo soliti chiamare emocromo o emocromo completo, è un esame del sangue eseguito tramite un semplice e non invasivo prelievo venoso. Il termine “emocromocitometrico” significa “misurazione del colore del sangue e del numero delle sue cellule”, ovvero dei globuli, perché in effetti è esattamente quello che si fa con questo esame, ovvero si valutano alcuni parametri relativi al sangue del paziente, ed in particolare il colore e la quantità di globuli presenti.

Come accennato nell’introduzione, è una delle analisi di laboratorio più comune e importante nel campo della medicina, perché fornisce informazioni dettagliate sulla composizione cellulare del sangue, inclusi globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, nonché su alcuni parametri chimici come l’emoglobina e il valore emocitometrico medio (MCV). L’emocromo è anche una fotografia dello stato di salute generale del paziente e può essere utilizzato per diagnosticare una vasta gamma di condizioni, tra cui anemie, infezioni, infiammazioni, disturbi emorragici e molto altro ancora.

Parametri forniti dall’emocromo completo

Nel corso del tempo questo esame si è affinato e arricchito, fornendo sempre più informazioni. Al momento, ecco i principali valori e parametri analizzati attraverso un emocromo:

  • Globuli rossi (Eritrociti): numero totale di globuli rossi per volume di sangue (RBC, inglese Red Blood Cell);
  • Emoglobina (HB): la quantità di emoglobina presente nei globuli rossi, che è essenziale per il trasporto di ossigeno dai polmoni ai tessuti;
  • Ematocrito (HCT): la percentuale di volume di sangue occupato dai globuli rossi. È un indicatore della capacità del sangue di trasportare ossigeno;
  • Globuli bianchi (Leucociti): numero totale di globuli bianchi per volume di sangue (WBC, in inglese White Blood Cell);
  • Conteggio differenziale dei globuli bianchi: questo fornisce informazioni sulla distribuzione percentuale dei diversi tipi di globuli bianchi, come neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili, e può essere utile per diagnosticare infezioni, infiammazioni o altre condizioni patologiche;
  • Piastrine (Trombociti): numero totale di piastrine per volume di sangue (PLT, inglese Platelet Count). Le piastrine sono fondamentali per la coagulazione del sangue e la prevenzione delle emorragie;
  • Volume corpuscolare medio (MCV): misura il volume medio dei globuli rossi. È utile nella diagnosi di anemie e altre condizioni ematiche;
  • Concentrazione di emoglobina corpuscolare media (MCHC): indica la concentrazione media di emoglobina nei globuli rossi;
  • Eritrociti corpuscolari medi (MCH): quantità media di emoglobina presente in ciascun globulo rosso;
  • Larghezza della distribuzione degli eritrociti (RDW): misura l’omogeneità delle dimensioni dei globuli rossi. Un RDW elevato può essere indicativo di diverse condizioni, comprese le anemie.

In alcuni casi, l’esame può contenere anche altri parametri, come i seguenti:

  • Formula leucocitaria: descrive la percentuale di ciascun tipo di globuli bianchi nel campione di sangue. In questo caso si parla di emocromo con formula;
  • Indici di coagulazione: alcuni laboratori possono includere parametri di coagulazione come il tempo di protrombina (PT) o il tempo di tromboplastina parziale attivato (aPTT) come parte di un profilo completo di emostasi.

Questi parametri sono fondamentali nella diagnosi di numerose condizioni patologiche, nella valutazione dello stato di salute del paziente o nel monitoraggio di una terapia in corso.

Emocromo completo: valori normali

Come si interpretano i risultati di un emocromo completo? Quali sono i valori di riferimento. Premesso che ogni laboratorio di analisi utilizza range di riferimento diversi, e che vengono in ogni caso indicati nel referto fornito al paziente, i valori considerati normali per un esame emocromocitometrico sono i seguenti:

Parametro Valori Normali
Conta eritrocitaria (Globuli Rossi) Uomini: da 4,5 a 5,9 milioni di cellule per microlitro (da 4,5 a 5,9 × 1012/l)
Donne: da 4,0 a 5,2 milioni di cellule per microlitro (da 4,05 a 5,2 × 1012/l)
Emoglobina (HB) Uomini: da 14 a 17 grammi per decilitro (da 140 a 170 grammi/l)
Donne: da 12 a 16 grammi per decilitro (da 120 a 160 grammi/l)
Ematocrito (HCT) Uomini: dal 41 al 51%
Donne: dal 36 al 47%
Conta leucocitaria (Globuli Bianchi) Da 4.500 a 11.000 per microlitro (da 4,5 a 11 × 109/l)
Volume corpuscolare medio MCV Da 80 a 100 femtolitri per globulo
Eritrociti corpuscolari medi (MCH) Da 28 a 32 picogrammi per globulo
Concentrazione di emoglobina corpuscolare media (MCHC) Da 32 a 36 grammi per decilitro di globuli rossi (da 320 a 360 grammi per litro)
Larghezza della distribuzione degli eritrociti (RDW) Dall’11,5 al 14,5%
Conta piastrinica Dal 140.000 a 450.000 per microlitro (da 140 a 450 × 109/l)

Emocromo alto o basso: cosa vuol dire?

Un emocromo alto o basso può indicare una serie di condizioni mediche diverse, a seconda del componente del sangue coinvolto e del contesto clinico del paziente. Ecco una panoramica di cosa potrebbero indicare valori dell’emocromo alti o bassi:

  • Emoglobina bassa: un basso livello di emoglobina può indicare anemia, una condizione in cui il corpo non ha abbastanza globuli rossi o emoglobina per trasportare adeguatamente l’ossigeno ai tessuti del corpo. Ciò può essere causato da carenze nutrizionali (come carenza di ferro, vitamine o acido folico), perdite di sangue (ad esempio attraverso emorragie), malattie croniche o altre condizioni, come leucemie, epatopatie, infezioni gravi, insufficienza renale cronica, morbo di Cooley, morbo di Crohn, neoplasie maligne, ulcera peptica, morbo di Hodgkin;
  • Emoglobina alta: valori superiori a quelli considerati normali possono essere causati da diarrea, da disidratazione, da enfisema, da policitemia, da poliglobulia, da shock, da ustioni, da trasfusioni ripetute;
  • Leucocitosi (globuli bianchi alti): un aumento del numero di globuli bianchi nel sangue può essere causato da infezioni batteriche, virali o fungine, infiammazioni, stress fisico o emotivo, reazioni allergiche, tumori o disturbi del midollo osseo;
  • Leucopenia (globuli bianchi bassi): una diminuzione del numero di globuli bianchi nel sangue può essere causata da infezioni gravi, malattie autoimmuni, malattie del midollo osseo, chemioterapia, o da alcune condizioni mediche che sopprimono il sistema immunitario;
  • Trombocitosi (piastrine alte): un aumento del numero di piastrine nel sangue può essere causato da infezioni, infiammazioni, perdite di sangue croniche, condizioni infiammatorie croniche o reazioni del midollo osseo;
  • Trombocitopenia (piastrine basse): una diminuzione del numero di piastrine nel sangue può essere causata da problemi nella produzione di piastrine nel midollo osseo, aumento della distruzione delle piastrine, malattie autoimmuni, infezioni virali, chemioterapia o esposizione a determinati farmaci;
  • Ematocrito alto: livelli superiori ai valori considerati normali possono derivare da diverse condizioni, tra cui alcolismo, diabete, insufficienza renale acuta, peritonite, policitemia, poliglobulia, assunzione di diuretici, ustioni, vomito e disidratazione;
  • Ematocrito basso: livelli ematici inferiori ai valori considerati normali possono essere provocati da diverse condizioni, tra cui anemie, aplasia midollare, carenza di ferro, carenza di vitamina B12, cirrosi epatica, collagenopatie, emorragie, infezioni gravi, insufficienza renale cronica, leucemie e tumori maligni.

È importante sottolineare che l’interpretazione dei risultati dell’emocromo deve essere fatta da un medico qualificato, poiché possono essere necessari ulteriori test diagnostici per determinare la causa sottostante delle variazioni nei livelli ematici.

A cosa serve l’emocromo con formula?

Anche chiamato formula leucocitaria, è un tipo di analisi del sangue che fornisce informazioni dettagliate sulla distribuzione percentuale dei diversi tipi di globuli bianchi nel campione di sangue, ed include neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili.

Questa analisi è estremamente utile perché consente al medico di avere un quadro più completo della risposta immunitaria del corpo e delle possibili condizioni patologiche presenti. Ecco alcune delle sue principali funzioni:

  • Diagnosi di infezioni e infiammazioni: la formula leucocitaria può essere indicativa di infezioni batteriche, virali o fungine e di processi infiammatori nel corpo. Ad esempio, un aumento dei neutrofili può suggerire un’infezione batterica acuta, mentre un aumento dei linfociti può essere associato a infezioni virali o a malattie autoimmuni;
  • Monitoraggio di condizioni infiammatorie croniche: nei pazienti con malattie autoimmuni o condizioni infiammatorie croniche come artrite reumatoide o malattie infiammatorie intestinali, la formula leucocitaria può essere utilizzata per monitorare l’attività della malattia nel tempo;
  • Valutazione della risposta al trattamento: durante il trattamento di infezioni o condizioni infiammatorie, la formula leucocitaria può essere monitorata per valutare l’efficacia del trattamento e l’eventuale necessità di modifiche terapeutiche;
  • Indagine dei disturbi del sangue e del midollo osseo: variazioni significative nella distribuzione dei globuli bianchi possono essere indicative di disturbi del sangue come leucemie, linfomi o altre condizioni che coinvolgono il midollo osseo.

In sintesi, l’emocromo con formula fornisce informazioni preziose sullo stato del sistema immunitario e può essere uno strumento essenziale per la diagnosi e il monitoraggio di una vasta gamma di condizioni mediche.

Glicemia e Emoglobina Glicata

Un valore sempre richiesto negli esami di laboratorio di routine è la glicemia (o glucosio). La glicemia, ovvero il valore della concentrazione di glucosio nel sangue, è tra gli esami di laboratorio richiesti di routine. La glicemia può essere dosata attraverso il prelievo venoso, ma anche attraverso l’emogasanalisi e il prelievo ematico capillare.

La glicemia può essere rilevata nei diversi momenti della giornata, per valutare la sua fluttuazione prima o dopo i pasti. L’emolgobina glicata (HbA1c) o emoglobina glicosilata è invece un valore che va a monitorare l’andamento della glicemia in un arco di tempo. L’HbA1c va a valutare l’andamento della glicemia negli ultimi 3- 4 mesi in relazione alla vita dei globuli rossi (che trasportano l’emoglobina) che è di circa 90-120 giorni.

Per valutare l’andamento dell’Hb glicata in relazione al controllo glicemico, si utilizza la percentuale. La tabella di seguito riporta, invece, il rapporto fra valore di Hb glicata e glicemia media.

Screening Neonatale Metabolico Allargato

Poche gocce prelevate dal tallone entro la settantaduesima ora di vita (dopo il parto) rappresentano il primo esame del sangue di un bambino o di una bambina. Si tratta dello screening neonatale delle malattie metaboliche, uno strumento diagnostico importantissimo - previsto nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) - che permette di individuare in tempi precocissimi patologie del metabolismo per le quali esiste una cura.

Il test di screening per queste tre patologie veniva reso obbligatorio dal Ministero della Salute nel 1992 ma oggi le cose sono migliorate. Dal 2016, è infatti possibile, in molte strutture ospedaliere pubbliche d’Italia richiedere, sempre gratuitamente, lo screening neonatale esteso (SNE) o screening neonatale metabolico allargato che include nello spettro della possibile diagnosi precoce altre 40 malattie metaboliche rare.

Per tutte e 40 le malattie metaboliche previste dal SNE esiste ed è disponibile fin da subito un protocollo terapeutico in grado di garantire la sopravvivenza, aumentare le aspettative di vita o migliorare la qualità della stessa nei neonati/e che vengano al mondo con questo tipo di anomalia congenita. Se siete una coppia in attesa della nascita di vostro figlio/a, potete informarvi presso la struttura dove avverrà il parto per sapere se effettuano o meno lo screening neonatale metabolico allargato e valutare la possibilità, qualora questo tipo di servizio non fosse erogato, di cambiare struttura sanitaria.

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