Esami del Sangue: Lipasi e Valori Normali

La lipasi è un enzima coinvolto nella digestione dei grassi, che viene prodotto dal pancreas. In particolare, viene secreta nella prima parte dell’intestino tenue, attraverso il dotto pancreatico.

A cosa serve l’esame della lipasi?

L'esame della lipasi viene eseguito principalmente come supporto alla diagnosi e al monitoraggio di un'infiammazione pancreatica acuta. Il dosaggio della lipasi viene prescritto principalmente per identificare e monitorare una eventuale pancreatite. Quest'analisi è utile anche per monitorare o determinare la presenza di pancreatiti croniche o altre patologie che coinvolgono il pancreas.

Generalmente, in caso di diagnosi di patologie del pancreas, il test della lipasi viene prescritto insieme a quello dell’amilasi nel sangue, non specifico ma sensibile alle malattie che colpiscono questa ghiandola. A differenza dell'amilasi, altro enzima pancreatico che può aumentare in diverse condizioni, la lipasi è considerata più specifica per le patologie del pancreas. L’esame per la lipasi, invece, è più specifico e può servire a identificare, in particolare, oltre alle pancreatiti acute, anche le malattie associabili ad abuso di alcol.

Quando e perché viene prescritto il dosaggio della lipasi?

Il medico può decidere di prescrivere il dosaggio della lipasi nel sangue in presenza di una sintomatologia nel paziente che è associabile ad una pancreatite acuta o ad una patologia a carico di questa ghiandola. L'aumento della lipasi nel sangue non provoca sintomi di per sé, ma riflette generalmente una condizione sottostante che può manifestarsi con vari segnali clinici.

La quantità di lipasi può essere misurata nel sangue. Nel siero umano si ritrova una certa quantità di lipasi, enzimi fondamentali per la digestione dei lipidi. La maggior parte della lipasi circolante è sintetizzata dal pancreas, mentre quote più modeste derivano dalle ghiandole della lingua e dalla mucosa gastrica e da quella intestinale e polmonare. Piccolissime quantità di lipasi vengono prodotte anche dai leucociti e dal tessuto adiposo.

Come ci si prepara all’esame? Qual è il campione richiesto?

La determinazione delle lipasi prevede la raccolta di un campione di sangue da una vena del braccio. Il test delle lipasi prevede il digiuno nelle 8-10 ore che precedono il prelievo, sia dalle bevande che non siano acqua, sia dagli alimenti.

Cosa vuol dire avere la lipasi alta?

Quando i suoi livelli nel sangue superano i valori normali (13-60 U/L), si parla di lipasi alta o iperlipasemia. Questo aumento può segnalare diverse condizioni, ma è particolarmente indicativo di problemi pancreatici. Una concentrazione superiore ai valori di riferimento della lipasi nel sangue può indicare che il soggetto soffre di una malattia che interessa il pancreas. In caso di danno alle cellule pancreatiche, come avviene nella pancreatite acuta, la lipasi viene rilasciata in quantità maggiori nel flusso sanguigno.

L'incremento del parametro si osserva entro 4-8 ore dal danno pancreatico e persiste tipicamente per 1-2 settimane. Nelle forme di pancreatite acuta, ad esempio, i livelli ematici di lipasi eccedono fino a dieci volte il limite superiore del range di riferimento. L’incremento dei valori è riscontrabile a distanza di un arco temporale che va dalle tre alle sei ore dall’eventuale danno patito dal pancreas, con il picco che si raggiunge entro le 24 ore. Normalmente, in caso di danni al pancreas, valori superiori alla norma possono persistere anche fino a due settimane.

Nel caso della pancreatite acuta, si riscontra spesso un aumento delle lipasi fino a 5-10 volte il limite superiore dei valori di riferimento (chiamato anche il limite superiore di normalità). La valutazione della lipasi alta deve sempre considerare il quadro clinico completo del paziente. I valori possono aumentare fino a 3-5 volte il limite superiore della norma nelle pancreatiti lievi, mentre nelle forme severe l'aumento può essere di 5-10 volte o più. Tuttavia, non esiste una correlazione diretta tra l'entità dell'aumento e la gravità della pancreatite.

La pancreatite acuta rappresenta la causa principale di lipasi alta nel sangue. Questa condizione infiammatoria del pancreas può essere scatenata da diversi fattori, con i calcoli biliari e l'abuso di alcol in cima alla lista. Quando le cellule pancreatiche si infiammano, rilasciano enzimi, tra cui la lipasi, direttamente nel sangue. Anche la pancreatite cronica, caratterizzata da un'infiammazione persistente che porta a danni permanenti dell'organo, può causare aumenti della lipasi, sebbene generalmente meno marcati rispetto alla forma acuta.

Esistono anche cause non pancreatiche che possono determinare un aumento della lipasi. Problemi renali, come l'insufficienza renale cronica, possono interferire con l'eliminazione dell'enzima, portando a un suo accumulo nel sangue. Alcune patologie intestinali, come la malattia di Crohn, l'occlusione intestinale o l'infarto intestinale, possono associarsi a iperlipasemia. Anche condizioni biliari come la colecistite (infiammazione della cistifellea) o la colangite (infiammazione dei dotti biliari) possono causare aumenti moderati. Alcuni farmaci, tra cui oppiodi, corticosteroidi e certi antibiotici, possono influenzare i livelli di lipasi.

Cosa vuol dire avere la lipasi bassa?

Nel caso in cui la concentrazione ematica di lipasi sia persistentemente bassa, è possibile che ci sia un danno a carico delle cellule pancreatiche che producono questo enzima. Valori di lipasi nel siero inferiori alla norma si possono avere in presenza di un danno permanente delle cellule pancreatiche deputate alla sintesi di questi enzimi e in alcune malattie genetiche. Basse concentrazioni di lipasi nel sangue possono indicare, invece, un danno permanente alle cellule pancreatiche deputate alla loro produzione. Ciò può verificarsi nelle patologie croniche che colpiscono il pancreas, come la fibrosi cistica.

Il valore della lipasemia dipende dalla corretta secrezione dell'enzima lipasi da parte del pancreas, che può essere influenzata dalle malattie che colpiscono direttamente quest'organo, ma non solo. La concentrazione del parametro può dipendere, infatti, anche da difetti, patologie o traumi degli organi vicini, come nel caso di un trauma addominale o di un'ostruzione causata da calcoli che occludono il dotto pancreatico.

I valori di lipasi nel sangue possono essere aumentati anche da alcune terapie farmacologiche come quelle che prevedono antidolorifici quali, ad esempio, morfina o codeina.

Nella pancreatite acuta, la causa più comune di lipasi elevata, i pazienti sperimentano tipicamente un dolore addominale intenso e improvviso. Questo dolore, spesso localizzato nella parte superiore dell'addome, può irradiarsi alla schiena e tende a peggiorare dopo i pasti. Nelle forme più severe di pancreatite, possono svilupparsi complicanze serie che richiedono un intervento medico urgente. Il danno pancreatico può provocare la fuoriuscita di enzimi digestivi nei tessuti circostanti, causando infiammazione e potenziale danno a organi vicini. Possono formarsi raccolte liquide intorno al pancreas o pseudocisti.

La gestione della lipasi elevata richiede innanzitutto il trattamento della causa sottostante. Nel caso della pancreatite acuta, il riposo pancreatico rappresenta il cardine della terapia: per alcuni giorni potrebbe essere necessario sospendere l'alimentazione orale, permettendo al pancreas di recuperare senza lo stimolo digestivo. L'idratazione intensiva con fluidi per via endovenosa aiuta a ripristinare i liquidi persi e a mantenere un'adeguata circolazione. Il controllo del dolore, generalmente con analgesici potenti, è essenziale per il comfort del paziente. Quando la fase acuta si risolve, l'alimentazione viene gradualmente reintrodotta, partendo da liquidi chiari e progredendo verso una dieta a basso contenuto di grassi. Una corretta alimentazione gioca un ruolo chiave nel prevenire recidive: limitare i grassi, preferire pasti piccoli e frequenti piuttosto che pochi pasti abbondanti, e ridurre gli zuccheri raffinati può ridurre lo stress sul pancreas. L'astensione completa dall'alcol è fondamentale, poiché anche piccole quantità possono innescare nuovi episodi di pancreatite.

Nota: l'intervallo di riferimento dell'esame può cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto. Occorre ricordare, inoltre, che i risultati delle analisi devono essere valutati nell'insieme dal medico di fiducia che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.

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