Esami del Sangue Obbligatori per Lavoro: Guida Completa

Molti si chiedono: per quali lavoratori gli esami del sangue sono obbligatori? Il datore di lavoro può imporli? Quali specifiche analisi ematiche devo fare? Posso rifiutarmi e in tal caso che cosa succede? Questi accertamenti sono una tantum o possono diventare ricorrenti e periodici? Cerchiamo di rispondere a tutti questi aspetti che riguardano la vita lavorativa di ogni dipendente.

Esami ematici ai lavoratori: sono leciti?

L’articolo 5 dello Statuto dei lavoratori vieta, in linea generale, gli accertamenti sanitari da parte del datore di lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente.

Tra l’altro è proprio questo il motivo per il quale il certificato medico di malattia inviato al datore di lavoro per giustificare l’assenza non deve contenere l’indicazione della patologia diagnosticata, ma solo la prognosi con la tempistica di guarigione, altrimenti la privacy del lavoratore verrebbe violata (Cassazione, ord. n. 2367/2018).

Il controllo delle assenze per malattia può essere svolto soltanto attraverso i servizi ispettivi dell’INPS e degli altri istituti previdenziali competenti: è la cosiddetta “visita fiscale” al domicilio, che anche il datore di lavoro può richiedere.

Tuttavia la normativa riguardante la sicurezza e salute sul lavoro impone al datore di lavoro di istituire la cosiddetta “sorveglianza sanitaria”, cioè un insieme di attività mediche e di procedure cliniche, preventive e protettive, finalizzate alla tutela della salute dei lavoratori, che si svolge mediante apposite visite mediche ed anche attraverso un monitoraggio costante delle loro condizioni, in relazione ai rischi presenti sul luogo di lavoro.

Ed è proprio in questo ambito che si innesta la possibilità - e talvolta il dovere - di effettuare le analisi ematiche sui dipendenti. Il fulcro di questa attività di sorveglianza sanitaria è il medico competente: pertanto possiamo già anticipare che se gli esami del sangue vengono richiesti dal medico competente per adempiere alle finalità di sorveglianza sanitaria che gli sono demandate e di cui è incaricato, essi sono leciti.

Esami del sangue ai lavoratori: chi può richiederli e disporli?

Abbiamo appena visto come l’esecuzione degli esami del sangue sui lavoratori non può essere disposta, o tantomeno imposta, dal datore di lavoro con sua piena discrezionalità, ma al contrario deve essere sempre giustificata da motivazioni specifiche legate alla tutela della salute nell’ambito della sorveglianza sanitaria, e per poterli effettuare deve esserci una precisa richiesta del medico competente.

In altre parole, gli esami del sangue devono essere sempre prescritti dal medico competente in esecuzione della sorveglianza sanitaria. Ciò significa che il datore di lavoro non può richiedere direttamente ai suoi dipendenti di fare le analisi ematiche, ma ciò può avvenire solo tramite il medico competente, e quindi nel pieno rispetto delle norme sulla privacy e protezione dei dati personali (che ogni professionista incaricato della sorveglianza sanitaria è tenuto a non divulgare).

Il datore di lavoro può solo - e anzi deve - attuare le prescrizioni del medico competente, che è l’unica figura autorizzata a valutare i rischi specifici dell’ambiente di lavoro che richiedono controlli sanitari periodici, tra cui gli esami del sangue ritenuti necessari per questa salvaguardia.

A quel punto il lavoratore ha l’obbligo di sottoporsi agli esami così individuati, pur mantenendo il diritto alla riservatezza dei dati emersi dalle analisi.

Quanto alle fonti normative di tale obbligo, l’art. 20, comma 2, del D.Lgs. 81/2008 (Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) dispone che: «Il lavoratore deve sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto o comunque disposti dal medico competente».

Esami del sangue: per quali categorie di lavoratori?

Ecco le principali categorie di lavoratori che sono tenuti a sottoporsi agli esami del sangue, se il medico competente li richiede nell’ambito della sorveglianza sanitaria prevista dal D.Lgs. 81/2008 in base ai rischi specifici individuati:

  • Lavoratori esposti ad agenti chimici, cancerogeni o mutageni: chi lavora a contatto con sostanze tossiche o cancerogene (vernici, solventi, piombo, amianto, ecc.). In questi casi il medico competente può prescrivere esami del sangue specifici (come la piombemia per l’esposizione al piombo, o i biomarcatori per esposizione a solventi);
  • Lavoratori esposti ad agenti biologici: si tratta, in particolare, di operatori sanitari, personale di laboratorio, veterinari e chi lavora a contatto con materiali potenzialmente infetti. Qui si possono prevedere esami del sangue per monitorare eventuali infezioni o immunità (es. HBV, HCV, HIV);
  • Lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti: in particolare, tecnici di radiologia, personale sanitario e operatori in ambienti con emissione di radiazioni. Sono previsti controlli periodici, compresi gli esami del sangue;
  • Lavoratori esposti a polveri di silice o amianto, come i lavoratori dell’edilizia, i bonificatori di amianto e il personale impiegato in cave e miniere. Per loro gli esami ematici possono far parte del monitoraggio sanitario periodico;
  • Lavoratori sottoposti a turni notturni o a mansioni usuranti: qui gli esami del sangue non sono obbligatori di default, ma possono essere richiesti in base alla valutazione compiuta caso per caso dal medico competente;
  • Altri casi previsti dalla valutazione dei rischi aziendale: se il documento di valutazione dei rischi (DVR) individua la necessità di monitoraggio biologico.

Volendo fare degli esempi concreti: un operaio edile con valori di glicemia elevati potrebbe essere soggetto a capogiri e dunque avere un maggiore rischio di infortuni: gli esami del sangue servono a prevenire questa eventualità, così come un conducente professionale di autobus o veicoli pesanti potrebbe essere sottoposto periodicamente ad esami alcolemici per evidenziare eventuali abusi di bevande alcoliche, in modo da evitare, o quantomeno ridurre, il pericolo di incidenti durante la guida. Allo stesso modo, un addetto alle pulizie che maneggia quotidianamente sostanze corrosive (detersivi, acidi, prodotti caustici, ecc.) potrebbe doversi sottoporre a determinati esami ematochimici per prevenire l’insorgenza di malattie professionali.

In sintesi: gli esami del sangue non sono imposti per determinate categorie lavorative generiche ed omnicomprensive, ma la necessità di effettuarli deriva dalla tipologia di rischio individuata in azienda e dalla decisione del medico competente nell’ambito della sorveglianza sanitaria obbligatoria. Per cui, se sussistono le predette condizioni, è lecito richiedere gli esami del sangue, ed i lavoratori sono tenuti ad effettuarli.

Cosa succede se il lavoratore rifiuta gli esami?

Se il lavoratore rifiuta ingiustificatamente di sottoporsi agli esami del sangue stabiliti dal medico competente, le conseguenze a suo carico possono essere gravi. In particolare, può verificarsi:

  • la perdita dell’idoneità: senza gli accertamenti sanitari previsti, il medico competente non può esprimere il giudizio di idoneità alla mansione ed è impossibilitato a rilasciare il relativo certificato;
  • l’impossibilità di svolgere le mansioni contrattuali per le quali il dipendente è stato assunto: in assenza dei risultati degli esami ematici disposti, il datore di lavoro non può assegnare il lavoratore a compiti per i quali è richiesta la sorveglianza sanitaria senza un giudizio di idoneità valido, e dunque deve sospendere il dipendente dallo svolgimento dei suoi attuali compiti; infatti sarebbe vietato assegnarlo a compiti che prevedano sorveglianza sanitaria senza idoneità;
  • sanzioni disciplinari: il rifiuto ingiustificato di effettuare gli esami del sangue può portare alle contestazioni disciplinari stabilite dal CCNL di riferimento, fino alla sospensione e in alcuni casi anche al licenziamento, perché equivale a non rispettare un obbligo di legge legato alla sicurezza sul lavoro (art. 20, comma 2, del D.Lgs. 81/2008: «Il lavoratore deve sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto o comunque disposti dal medico competente»).

L’unica eccezione è un rifiuto motivato da ragioni mediche comprovate (ad esempio allergie a determinati farmaci usati per analisi o condizioni patologiche particolari), ma queste circostanze sono da discutere sempre con il medico competente.

Con che periodicità vanno fatti gli esami del sangue?

La periodicità e la frequenza con cui il medico competente può richiedere ai lavoratori di fare gli esami del sangue (e, più in generale, di sottoporsi a determinati accertamenti sanitari: analisi delle urine, radiografie, TAC, risonanze magnetiche, ecc.) non è fissata dalla legge in modo rigido, ma secondo le prescrizioni contenute nel Testo Unico sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, viene stabilita in base a questi parametri:

  • tipologia di rischio al quale è esposto il lavoratore;
  • livello di esposizione (che può essere più o meno elevato);
  • stato di salute del lavoratore (giovane, anziano, con patologie o handicap, ecc.);
  • valutazione dello specifico caso da parte del medico competente.

Inoltre esistono le linee guida e le best practices (migliori prassi) a cui ogni medico - e dunque anche il medico competente - si attiene nella prescrizione degli esami del sangue. Così, ad esempio e in linea di massima, gli esami del sangue andrebbero ripetuti ogni 6 mesi o un anno per i lavoratori molto esposti a sostanze chimiche o ad agenti cancerogeni, mentre nei casi di esposizione acuta o di sintomi particolari che fanno sospettare l’insorgenza di patologie potrebbero essere prescritti anche trimestralmente.

Esami del Sangue Obbligatori per Dipendenti: la Valenza Preventiva

In un contesto lavorativo sempre più controllato e regolamentato, per ogni realtà aziendale ed imprenditoriale, è d’obbligo mettere sul tavolo dei certificati di idoneità alla mansione per i propri dipendenti, in funzione delle attività che ogni singolo componente dello staff andrà poi ad eseguire.

Questi certificati, rilasciati dopo avere eseguito tutti gli esami necessari, tra cui gli esami del sangue obbligatori per dipendenti, hanno la funzione di garantire che il dipendente esaminato sia totalmente abile nello svolgere una determinata mansione e che presenti le capacità richieste per riuscire a sbrigare i compiti a lui assegnati senza uno sforzo eccessivo che possa portare a ripercussioni negative a livello fisico o mentale.

Gli esami del sangue obbligatori per dipendenti hanno una valenza preventiva, ovvero servono a prevenire che il lavoratore esaminato possa infortunarsi durante lo svolgimento della normale attività, mettendo a rischio la sua incolumità.

A tale scopo è opportuno ricorrere a degli esami di laboratorio specifici, prestazioni professionali che si vanno a basare sull’effettiva esposizione dei Lavoratori a determinati fattori di rischio.

Questi fattori di rischio vengono determinati in base alla mansione specifica svolta dal personale operativo, dalla situazione ambientale ovvero dal luogo in cui viene impiegata gran parte dell’attività giornaliera del Lavoratore e in base ai macchinari che vengono adoperati quotidianamente nel regolare svolgimento lavorativo.

È essenziale tener conto di tutti i fattori di rischio prima di strutturare e definire quali tipo di esami sono necessari e a cui i Lavoratori dovranno sottoporsi.

Come funziona il servizio di GDM Sanità

GDM Sanità mette in tal senso la propria professionalità al servizio delle Aziende e ha la possibilità di eseguire i prelievi necessari (ad esempio gli esami del sangue obbligatori per dipendenti) sia presso le Aziende seguite che nei propri ambienti operativi, a seconda che siano o meno presenti spazi adatti, sterili ed attrezzati, perciò consoni alle suddette Prestazioni di Laboratorio.

GDM Sanità, in base al profilo aziendale, strutturerà un pacchetto ad hoc dove, i nostri consulenti specializzati andranno ad indicare la tipologia di esami del sangue lavoro obbligatori a cui il personale dell’Azienda dovrà sottoporsi per rispettare tutte le disposizioni legislative stabilite dalla normativa vigente con il fine ultimo di tutelare l’incolumità di tutto il personale e cercando di prevenire tutti i rischi a cui sono soggetti.

Ogni prelievo, che sia eseguito in azienda o in sede, viene eseguito da Infermieri Professionali abilitati e di laboratori accreditati con il SSN (Sistema Sanitario Nazionale) al fine di garantire la massima qualità e omogeneità di risultato.

Questo consente una totale affidabilità e trasparenza del servizio, che rassicura il richiedente sulla bontà e sulla qualità dei risultati.

Uno dei punti chiave del rapporto con il cliente, rispetto ad altre realtà del settore, è quello di nominare una figura di riferimento per ogni azienda seguita, in modo da creare un canale preferenziale e diretto che sappia rispondere in tempi brevi ad ogni esigenza del cliente.

Uno degli obiettivi di GDM Sanità è quello di creare un rapporto di fiducia tra il consulente specializzato e il titolare dell’Azienda Cliente.

Infatti, i nostri consulenti dovranno conoscere perfettamente tutte le esigenze delle Aziende Clienti così da poter suggerire e fornire solo servizi su misura realmente utili alla società.

È essenziale che il Datore di Lavoro possa contare su una figura preparata e che conosca perfettamente la sua realtà, in modo tale da poter occuparsi di ogni esigenza e di poter far fronte a tutti gli obblighi normativi al fine di non incorrere in pesanti sanzioni.

Per fare questo GDM Sanità propone un servizio completo, per i propri clienti, che parte proprio dalla selezione del Medico del Lavoro da parte del Datore di Lavoro, così che lo Specialista potrà studiare le caratteristiche della società, le mansioni svolte all’interno, l’ambiente di Sopralluogo in cui si svolgono le attività principali e i macchinari utilizzati per poter strutturare ed infine proporre un piano di servizi “cucito” su quella realtà aziendale.

I consulenti di GDM Sanità inoltre si occuperanno di tutti i vincoli legislativi che la normativa impone al fine di non incorrere in alcun tipo di sanzione relativo alla gestione della prevenzione e alla formazione in tema di Sicurezza sul Lavoro.

Perché sceglierci per gli esami del sangue obbligatori e altre prestazioni di laboratorio

GDM Sanità mette a disposizione la propria competenza, nel campo della Medicina e della Sicurezza sul Lavoro, al fine di dare al personale gli strumenti necessari per eseguire al meglio il proprio compito all’interno dell’azienda. Dinamicità e professionalità al servizio di realtà presenti soprattutto al nord, in particolare nelle regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia.

I servizi erogati da GDM Sanità spaziano dalla compilazione della documentazione tassativa, passando per visite mediche ed esami di laboratorio di routine, tra cui gli esami del sangue sul lavoro, al fine di tutelare a 360° l’azienda e chi ci lavora.

Tutto ciò consente ai Clienti di non incorrere nelle sanzioni o nei ben più gravi procedimenti penali previsti dalle normative attualmente vigenti.

Le matrici biologiche vengono analizzate da Laboratori Analisi Accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale, al fine di garantire la qualità del risultato e la massima valenza Medico Legale.

In caso di esito dubbio di alcuni valori, sono gli stessi laboratori a ricampionare la matrice biologica e a consegnare al Medico Competente il referto con già gli esiti delle seconde analisi, come da normativa di riferimento.

I laboratori selezionati dai Medici Competenti di GDM sono in diretto contatto con i Centri Antidoping di riferimento per l’area di competenza e in caso di non negatività a esami tossicologici e/o ad accertamenti fini a escludere consumo e abuso di bevande alcoliche, le matrici biologiche vengono automaticamente inviate per le successive analisi di secondo livello, fornendo così alle Aziende Clienti di GDM un servizio a 360 gradi, senza che queste debbano occuparsi di nulla.

La consegna dei referti di laboratorio viene fatta dalla GDM ai singoli Lavoratori, previa richiesta e autorizzazione di questi ultimi.

L’Azienda Cliente non deve occuparsi di maneggiare documentazione riservata e contenente informazioni sullo stato di salute dei propri Lavoratori, anche per questo aspetto ci pensano i Professionisti GDM.

GDM Sanità si impegnerà a strutturare ed erogare servizi studiati e personalizzati su ogni cliente al fine di assolvere qualsiasi tipo di esigenza che si presenti e cercando di soddisfare al meglio le richieste formative aziendali, le esigenze in materia di prevenzione ed evitare l’applicazione di sanzioni dovute al mancato adempimento dei requisiti normativi.

FAQ sugli esami del sangue obbligatori per dipendenti

Gli esami del sangue vengono effettuati insieme alla visita medica?

Sì, tendenzialmente gli esami del sangue previsti nel Protocollo Sanitario vengono effettuati contestualmente alla visita medica.

Si deve essere a digiuno per le analisi del sangue?

Solitamente non vengono richiesti esami per i quali è necessario il digiuno prolungato, ma dipende da quali voci di laboratorio il medico competente ha previsto di richiedere.

L’esame del sangue è doloroso?

Il prelievo venoso è una pratica mini-invasiva in quanto si deve raggiungere la vena con l’ago per prelevare la matrice biologica, ma parlare di dolore è forse inopportuno, diciamo che si può sentire un leggero fastidio. In GDM si utilizzano unicamente aghi butterfly (farfalla), al fine di ridurre il tutto a un semplice fastidio.

Il prelievo del sangue lo esegue il medico competente del lavoro?

Il medico del lavoro, essendo un medico chirurgo, è abilitato a eseguire tutti gli accertamenti che prescrive nel suo piano sanitario. In GDM sono presenti anche infermieri professionali, questi per esempio si occupano di eseguire i prelievi ematici, avendo una manualità allenata quotidianamente, tale da consentire un esame indolore.

Cosa e quali sono gli esami del sangue sul luogo di lavoro?

Gli esami di laboratorio, nei quali rientrano gli esami del sangue, sono previsti per alcune categorie di lavoratori e prevedono l’analisi delle matrici biologiche (sangue) presso un laboratorio analisi. Le voci di laboratorio sono tantissime e la loro analisi dipende dall’informazione che il medico sta ricercando per il giudizio di idoneità al lavoro.

È necessario prendere appuntamento per sottoporsi agli esami del sangue?

Sì, è necessario presentarsi a visita previo appuntamento concordato con la nostra segreteria, sulla base delle disponibilità in agenda del medico competente.

Quanto tempo occorre per avere i risultati delle analisi del sangue per dipendenti?

Dipende dalla tipologia delle voci di laboratorio analizzate, per gli esami del sangue è possibile affermare che gli esiti pervengono al medico competente entro 24-36 ore dalla consegna delle provette al laboratorio.

I referti degli accertamenti per la medicina del lavoro vengono consegnati al lavoratore?

Gli esiti vengono consegnati al lavoratore solo previa specifica richiesta o nel caso in cui sia necessario sottoporre gli accertamenti all’attenzione del medico curante o ad altri medici specialisti che assistono il lavoratore. In caso di mancata richiesta di consegna e/o assenza di problemi gli esami vengono custoditi e allegati alla cartella sanitaria del lavoratore, istituita e conservata sotto la responsabilità del medico competente.

Vengono eseguite analisi del sangue anche per pazienti privati?

No, ci occupiamo solo di medicina del lavoro e non svolgiamo attività a favore di privati. Le attività che eroghiamo sono rivolte solo ai soggetti beneficiari della sorveglianza sanitaria, individuati dal d.lgs 81/08. Offriamo servizi solo a favore dei lavoratori in forza presso le aziende clienti GDM.

La tenuta e monitoraggio delle scadenze degli esami chi la fa?

Tutto lo scadenzario viene gestito dalla segreteria GDM, sulla base delle attività pregresse e loro validità temporale.

Visite mediche per dipendenti, cosa sono?

Le visite mediche per dipendenti sono accertamenti sanitari obbligatori che hanno lo scopo di verificare l’idoneità del lavoratore a svolgere la propria mansione specifica senza rischi per la salute personale o per la sicurezza dei colleghi. Queste visite sono effettuate dal medico competente, nominato dal datore di lavoro, che stabilisce la periodicità e la tipologia in base ai rischi presenti in azienda e al ruolo svolto dal dipendente.

Cosa prevedono le visite mediche aziendali?

Le visite mediche aziendali comprendono diverse attività, che dipendono dalla tipologia e dai rischi della mansione svolta dal lavoratore. La visita termina con la redazione del certificato di idoneità alla mansione da parte del medico competente. È obbligatoria anche in caso di assunzione iniziale, cambio mansione che comporta esposizione diversa ai rischi, o rientro da malattia superiore ai 60 giorni continuativi.

Le visite mediche aziendali offrono numerosi vantaggi sia per l’azienda che per i dipendenti. In questo modo è possibile diminuire l’assenteismo, con un conseguente aumento della produttività generale dell’organizzazione. Sul piano economico, sempre grazie alla prevenzione di infortuni e malattie, le aziende traggono vantaggio anche da una riduzione dei costi associati a possibili periodi di inattività e risarcimenti assicurativi.

Ognuna delle figure coinvolte in una visita medica aziendale ha precisi obblighi. Il lavoratore, da parte sua, è obbligato a sottoporsi alle visite mediche stabilite dal medico competente rispettando le scadenze previste, collaborando attivamente fornendo informazioni accurate e tempestive sul proprio stato di salute.

In terza battuta, il medico competente ha l’obbligo di programmare ed eseguire accuratamente le visite mediche. Deve esprimere in modo chiaro il giudizio di idoneità, informando tempestivamente il datore di lavoro e il lavoratore stesso. È poi obbligato a redigere e aggiornare la cartella sanitaria personale dei dipendenti e a custodirla con riservatezza, nel rispetto della normativa sulla privacy.

Il datore di lavoro è tenuto a informare il dipendente della visita medica con un congruo preavviso, di almeno 5 o 7 giorni lavorativi. La normativa non stabilisce esplicitamente un termine minimo preciso, lasciando la valutazione al buon senso e alla prassi aziendale.

Cosa succede se non passo la visita medica del lavoro?

In assenza di mansioni alternative adeguate o se il lavoratore non è in grado di svolgere alcuna attività all’interno dell’azienda, si può procedere alla sospensione temporanea del lavoratore fino al miglioramento della condizione di salute certificata dal medico competente.

Quanto dura una visita medica aziendale?

La durata di una visita medica aziendale dipende dalla tipologia della visita e dagli accertamenti previsti.

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