Esami del Sangue per Diagnosticare la Depressione: Una Rivoluzione nella Salute Mentale

La depressione è un disturbo psichico molto comune e invalidante. Dinanzi ai tanti tabù e ai tanti pregiudizi che continuano a mantenere la depressione nell’area di un “male oscuro”, spesso negato proprio da chi ne soffre, gli psichiatri finora erano disarmati. Non un esame del sangue, non una lastra, non un qualunque dato quantitativo a “dimostrare” che la malattia c’è. A confermare oggettivamente la loro diagnosi. Attualmente la diagnosi di depressione, disturbo bipolare e altre patologie psichiatriche avviene attraverso strumenti diagnostici (questionari e dialogo col paziente) che hanno margini di errore molto ampi, intorno al 60-70%.

Ora la situazione è sempre la stessa, ma dalla ricerca arriva una luce molto promettente che, se confermata, diventerà prassi e allora costituirà davvero una rivoluzione: sembra che un semplice esame del sangue possa dimostrare uno stato di depressione. Identificare questo genere di patologie tramite un dato quantitativo (e obiettivo!) potrebbe rappresentare davvero una svolta nel campo della psicologia e della psichiatria. Non solo per la diagnosi ma anche, e soprattutto, per ciò che riguarda la cura.

La Scoperta Rivoluzionaria: Un Esame del Sangue per la Depressione

La XIII Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo è stata l’occasione per presentare una delle scoperte più rivoluzionarie del secolo. Fra qualche anno, infatti, basterà un semplice esame del sangue per diagnosticare la depressione e riconoscere i soggetti più inclini a disturbi mentali. Questa nuova tecnica, fondata su dati quantitativi ed obiettivi, invece, restituirà risultati precisi ed attendibili evidenziando i diversi marcatori che tracciano la biofirma di ciascun paziente.

Il nuovo test diventerà una pratica clinica entro 5 anni, promettendo interessanti effetti sia in campo diagnostico che terapeutico. L’obiettivo del test è infatti aiutare i medici psichiatri a formulare rapidamente una diagnosi differenziale precisa, riducendo così i tempi per il raggiungimento di una corretta diagnosi. Considerando che la depressione è una malattia che colpisce circa il 7% della popolazione, con percentuali in crescita, poter fare una diagnosi 'fisica' è un progresso notevole.

Lo Studio alla Base della Nuova Diagnosi

Il nuovo test sarà possibile grazie a uno studio della Northwestern University Feinberg School of Medicine pubblicato su Translational Psychiatry. Gli esperti hanno confrontato il sangue di 32 persone depresse e altrettante non affette dalla patologia. Ebbene è emerso che questi 9 Rna sono in concentrazioni ben distinguibili nel sangue dei depressi. Da qui la possibilità che il prelievo venga usato anche per monitorare se le terapie usate sono efficaci.

I ricercatori, infatti, attraverso l’analisi del sangue di 64 volontari - 32 dei quali clinicamente depressi - hanno misurato una differente concentrazione di nove molecole, che andavano calando nei soggetti sottoposti a psicoterapia. Non è raro, infatti, che una volta presentati determinati sintomi al vostro medico di fiducia, vi siano prescritti eventuali esami del sangue di routine per escludere la presenza di alcune patologie, e confermare (o meno) una diagnosi di depressione.

Dettagli dello Studio su Adolescenti

Lo studio è stato condotto da vari ricercatori di diverse università americane, coordinati dalla dottoressa Eva E. Redei della Northwestern University di Chicago. Sotto esame solo adolescenti, un gruppo di 14 affetti da depressione, e un gruppo di controllo di 14 ragazzi dall’umore normale. Come appare dalla pubblicazione della ricerca su Translational Psychiatry, gli studiosi hanno esaminato 28 marker biologici del sangue e trovato che 11 di essi potrebbero attestare la presenza di depressione.

«Sono risultati eccellenti», commenta il professor Andrea Fagiolini, ordinario di Psichiatria all’Università di Siena. «Per ora è stata fatta l’indagine solo su adolescenti che sono i più difficili da diagnosticare perché più sensibili, più reattivi, più umorali. E la prova è riuscita. Se questa ricerca aprirà finalmente la porta ai biomarker, il nostro grande miraggio, sarà importantissima sia per fare la diagnosi sia per identificare i sottotipi del disturbo sia per scegliere il trattamento più adatto tra quelli disponibili. Oggi il metodo che impieghiamo è quello del trial and error, come dicono gli americani, prova ed errore. Prova un antidepressivo e se non va bene prova il secondo e così via».

La Componente Ansiosa

Esempi di sottotipo: la depressione agitata o rallentata, con ansia o senza ansia, e per i diversi stati sono disponibili antidepressivi specifichi. «Nella ricerca Usa sono già riusciti a trovare i marker per la depressione ansiosa e capire dunque chi dei ragazzi fosse anche ansioso o non», informa Fagiolini.

Oggi accade, spiega, che un gruppo di depressi, il 50-60% diciamo, risponda alla fluoxetina e un altro 50-60% risponda alla sertralina. Non si tratta delle stesse persone, ma oggi gli psichiatri non sono in grado di definire chi certamente appartiene a questo o quel gruppo oppure chi risponde ad ambedue i farmaci. «Anche la tolleranza, se un dato paziente tollera o no un preparato, viene verificata solo provando».

EDIT-B: Un Test per Distinguere Depressione e Disturbo Bipolare

È disponibile in Italia EDIT-B, il primo test che, attraverso un semplice prelievo del sangue, è in grado di differenziare il disturbo bipolare dalla depressione maggiore, con una sensibilità e specificità eccellenti, superiori all’80%. Il disturbo bipolare è una patologia psichiatrica altamente invalidante che in Italia colpisce circa l’1% - 2% della popolazione, un dato che si pensa essere ampiamente sottostimato, per via dei tempi necessari ad una diagnosi, che si attestano tra gli 8 e i 10 anni.

Tra le diverse ragioni di questa situazione vi è il fatto, per esempio, che depressione e disturbo bipolare in fase iniziale presentano sintomi molto simili. Al contrario sono patologie molto diverse e per questo richiedono terapie differenti. La nuova metodologia presentata si basa sui risultati di uno studio scientifico che ha evidenziato come uno squilibrio dei grassi presenti nella membrana cellulare delle piastrine del sangue sia associato alla depressione maggiore e al disturbo bipolare.

I ricercatori hanno spiegato il legame tra specifici valori e disturbi psichiatrici in ragione del fatto che questi acidi grassi determinano la viscosità della membrana cellulare e quindi l’ingresso nella cellula della serotonina, un neurotrasmettitore che ha un importante ruolo nella regolazione dell’umore.

Dettagli sul Test myEDIT-B

Scopo del test è supportare una diagnosi differenziale tra Disturbo Bipolare e Depressione Unipolare. L’esito del test è destinato esclusivamente a medici autorizzati nello stabilire una diagnosi di malattie psichiatriche e deve essere valutato in relazione anche al quadro clinico del paziente e agli altri metodi diagnostici. Il test myEDIT-B può essere svolto solamente su pazienti con età superiore ai 18 anni, che abbiano ricevuto diagnosi di depressione e in terapia, l’esame deve essere svolto durante l'episodio depressivo.

Questa pagina fornisce informazioni a scopo informativo riguardanti le caratteristiche e le modalità di accesso relative al test myEDIT-B.

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