Esami del Sangue e Fattori Influenzanti: Focus sulla Crema Solare e la Protezione della Pelle

Mantenere una pelle sana richiede l'adozione di buone abitudini, che vanno da una corretta esposizione al sole al controllo dei nei, dalla scelta dei tessuti indossati all'alimentazione. Questo articolo esplora come l'esposizione al sole e l'uso di creme solari possono influenzare la salute della pelle e, di conseguenza, i risultati degli esami del sangue.

L'Importanza della Protezione Solare

Per prevenire la maggior parte dei tumori che colpiscono la pelle è necessario proteggersi dai raggi UV del sole ed evitare di scottarsi. Questo implica non esporsi nelle ore centrali della giornata, indossare cappello e occhiali da sole, mettersi la crema solare adatta al proprio fototipo, indossare eventualmente le magliette anti UV, comode per i bambini o per chi fa molta attività sportiva all’aperto.

Come Ci Si Protegge Dal Sole?

Il Cancer Council australiano, in linea con quanto suggerito dall’Organizzazione mondiale della sanità, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione che si può sintetizzare con questo slogan: “Slip, Slop, Slap, Seek and Slide”. Per minimizzare l’esposizione alle radiazioni ultraviolette, in altri termini, è bene adottare queste cinque abitudini:

  • Infilarsi (“slip on”) vestiti protettivi.
  • Spalmarsi (“slop on”) un filtro solare sulle parti del corpo esposte al sole.
  • Indossare (“slap on”) un cappello a falde larghe.
  • Cercare (“seek”) l’ombra quando e dove possibile.
  • Inforcare (“slide on”) gli occhiali da sole.

I Filtri Solari

I filtri solari si sono dimostrati efficaci nel ridurre l’incidenza dei tumori cutanei e nel proteggere la pelle dall’invecchiamento precoce. Persone con colore della pelle differente hanno una diversa sensibilità ai raggi UV (più correttamente, si dice che hanno un diverso fototipo). È pertanto opportuno che tutti usino un’adeguata protezione solare.

I filtri solari contengono ingredienti attivi che assorbono, riflettono o diffondono i raggi UV. Gli ingredienti attivi possono essere composti inorganici, come il biossido di titanio (TiO2) e l’ossido di zinco (ZnO), o composti organici, come l’ossibenzone, l’octocrylene e il butil-metossidibenzoilmetano. Esistono protezioni solari che contengono sia filtri organici sia filtri inorganici, che agiscono quindi in modo sinergico.

Tutte le preparazioni, indipendentemente dalla formulazione, devono riportare in etichetta:

  • il fattore di protezione solare (SPF, dall’inglese Sun Protection Factor), che indica in quale misura il prodotto è efficace contro le scottature; più l’SPF è alto, maggiore è la protezione;
  • l’ampiezza dello spettro solare: la dicitura “ad ampio spettro” indica che il prodotto protegge sia dai raggi UVB sia dai raggi UVA.

Il Controllo dei Nei

«Il controllo dei nevi è altrettanto importante. Da ripetere indicativamente ogni anno o con cadenza consigliata dallo specialista su misura del paziente, prevede un’accurata visita con dermatoscopio ottico manuale. Solitamente la mappatura riguarda solo alcuni nevi, in alcuni casi però il dermatologo può optare per la total body photography, acquisizione dell’immagine di tutti i nevi.

Regola ABCDE per il Controllo dei Nei

C’è una regola diffusa per il controllo dei nevi, chiamata “ABCDE”, che sta per: Asimmetria, Bordi irregolari, Colore variegato, Dimensioni maggiori di 6 mm, Evoluzione nel tempo. Bisogna ricordare che il melanoma non è soltanto un neo che si modifica e diventa cancerogeno, bensì spesso un neo che nasce cancerogeno.

L'Importanza del Microbioma e dell'Alimentazione

Nelle patologie dermatologiche è sempre più evidente la correlazione con la salute del microbioma, cioè della flora batterica intestinale, sia per la sua influenza sul sistema immunitario sia direttamente su tante patologie cutanee come la rosacea, l’acne, l’atopia. La cura proposta deve essere sempre specifica per ogni singolo paziente, ma in generale mi avvalgo spesso dell’uso dei probiotici e pongo attenzione alla sana alimentazione, anche approfondendo in determinati casi la presenza di intolleranze, con il test per le intolleranze alimentari, un semplice prelievo di sangue.

Dermatite Solare (Fotodermatite)

La dermatite solare, nota anche come fotodermatite o eruzione polimorfa solare, è una condizione della pelle che si verifica in risposta all’esposizione eccessiva o anomala alla luce solare, in particolare ai raggi ultravioletti (UV). Questo tipo di dermatite si manifesta con un’infiammazione cutanea, causando sintomi come arrossamento, prurito, bruciore, gonfiore, eruzioni cutanee e, talvolta, la formazione di vesciche o macchie squamose. Questi sintomi tendono a comparire in genere nelle aree della pelle esposte al sole, come viso, collo, braccia e mani.

La dermatite solare può essere causata da una sensibilità eccessiva della pelle ai raggi UV, un fenomeno che può derivare da fattori genetici, farmaci, cosmetici o condizioni mediche sottostanti che aumentano la vulnerabilità della pelle alla luce solare.

Sintomi della Dermatite Solare

La dermatite solare è una reazione della pelle all’esposizione prolungata o intensa ai raggi ultravioletti (UV) del sole. La condizione può presentarsi con una varietà di sintomi, alcuni più lievi e altri più gravi, a seconda della sensibilità cutanea e del tempo trascorso sotto il sole. Arrossamento della pelle: Uno dei primi segnali visibili della dermatite solare è l’arrossamento della pelle, che si manifesta come una risposta immediata all’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti (UV). Vesciche e bolle: In seguito a un’esposizione solare prolungata e intensa, la pelle può reagire sviluppando vesciche piene di liquido trasparente o sieroso. Desquamazione della pelle: Dopo alcuni giorni dall’esposizione e dal successivo arrossamento, la pelle colpita dalla dermatite solare può iniziare a desquamarsi.

Uno degli aspetti più fastidiosi della dermatite solare è il prurito intenso che può accompagnare tutte le fasi della condizione, dalla comparsa dell’eritema fino alla desquamazione finale. Dopo un’esposizione eccessiva al sole, la pelle tende a perdere una quantità significativa di idratazione, diventando secca, tesa e screpolata.

Cause della Dermatite Solare

La dermatite solare è causata dall’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti (UV) provenienti dal sole. Di seguito le principali cause e i fattori di rischio della dermatite solare:

  • Esposizione prolungata ai raggi UV senza protezione.
  • Uso inadeguato o assenza di protezione solare.
  • Predisposizione genetica e sensibilità cutanea.
  • Farmaci fotosensibilizzanti.
  • Esposizione in climi tropicali o ad alta quota.

La Dermatite Solare è Pericolosa?

Sebbene la dermatite solare sia generalmente una condizione benigna e autolimitante, in alcuni casi può avere conseguenze serie sulla salute della pelle e del corpo in generale.

Nei casi più gravi di dermatite solare, la pelle danneggiata può sviluppare vesciche o bolle piene di liquido, segno di un’ustione solare di secondo grado. Quando queste vesciche si rompono o vengono accidentalmente graffiate, si crea una porta d’ingresso per batteri che possono causare infezioni cutanee secondarie.

L’esposizione ripetuta e prolungata ai raggi UV senza un’adeguata protezione è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di tumori cutanei. Anche una singola scottatura solare grave, soprattutto durante l’infanzia o l’adolescenza, può aumentare significativamente il rischio di sviluppare il melanoma in età adulta.

Uno degli effetti collaterali più subdoli della dermatite solare è il foto-invecchiamento, ovvero il deterioramento accelerato della pelle a causa dell’esposizione ai raggi UV. Il danno cronico causato dai raggi ultravioletti può portare alla comparsa precoce di rughe, macchie scure, perdita di elasticità e altri segni di invecchiamento cutaneo.

Basofili Bassi e Salute della Pelle

La rilevazione dei basofili avviene attraverso un'analisi chiamata conta differenziale dei leucociti, che è parte di un esame emocromocitometrico completo. La bassa presenza di basofili da sola raramente è indicativa di una specifica patologia, data la loro bassa concentrazione nel sangue; tuttavia, monitorare il loro livello può essere importante per valutare la risposta immunitaria globale o la presenza di condizioni infiammatorie croniche.

Una delle ragioni più comuni [dei basofili bassi] è rappresentata dalle reazioni allergiche acute o croniche. Anche alcune infezioni virali o batteriche possono causare una riduzione dei basofili, poiché il sistema immunitario mobilita queste cellule per combattere l'agente patogeno.

Esistono anche cause più serie di basofili bassi che richiedono un'attenzione medica immediata. Alcune malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso sistemico o l'artrite reumatoide, possono interferire con la produzione di basofili nel midollo osseo.

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