Una delle domande più frequenti rivolte agli infermieri è: “Cosa devo fare prima del prelievo di sangue?”. È una domanda pertinente, poiché la preparazione adeguata è fondamentale per garantire l'accuratezza dei risultati. In questo articolo, spiegheremo cosa fare prima degli esami del sangue per non commettere errori, affrontando temi come il digiuno, l'assunzione di farmaci e l'attività fisica.
La domanda più corretta che dovremmo porci è: “Cosa non fare prima di un prelievo venoso?”. Infatti, è più semplice e rapido sapere cosa è assolutamente sconsigliato. È sicuramente consigliabile rispettare alcune semplici regole per evitare che gli esami vengano falsati da comportamenti errati, che la maggior parte delle persone nemmeno sa di compiere.
Se vi siete accorti di aver sbagliato, nulla di grave, ma non esitate ad avvisare l’infermiere che esegue il prelievo. Sarà lui a decidere se è il caso di proseguire (annotando semplicemente il dato per permettere al medico di contestualizzarlo) oppure rimandare a un altro momento. Queste precauzioni sono necessarie perché il rischio che, in seguito a dati falsati, si proceda a ulteriori e inutili accertamenti è alto.
Digiuno: Quando è Necessario?
Il prelievo va eseguito preferibilmente a digiuno. La verità è che il digiuno non è indicato per tutti gli esami, ma… visto che per molti analiti come glicemia, trigliceridi, colesterolo, azotemia ed elettroliti e molti altri ancora, è necessario osservare il digiuno prima del prelievo venoso, e considerando che non sempre è possibile distinguere per quale esame digiunare o meno, l’accordo unanime di tutta la comunità clinica è che, prima di fare il prelievo bisogna rimanere a digiuno!
Questo evita che il paziente debba decidere se deve rimanere o meno a digiuno o che medici e infermieri vengano tartassati di richieste difficili da gestire o, peggio, che alcuni esami vengano alterati con gravi rischi per le persone. Si può bere acqua anche cinque minuti prima del prelievo! A differenza degli alimenti solidi, bere moderatamente e soltanto acqua (non tè, caffè o altre bevande) non modifica né altera il metabolismo e, quindi, non c’è alcun rischio di falsificare gli esami del sangue.
È opportuno che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8-12 ore. Anche digiuni più prolungati incidono negativamente sui risultati. Durante questo lasso di tempo è possibile assumere piccole quantità di acqua, evitando ovviamente bevande zuccherate, alcol e caffè. L’assunzione di cibo e bevande nelle ore precedenti il prelievo potrebbe influire sull’esito dei valori ematochimici delle analisi del sangue.
Inoltre per lo stesso motivo, è sconsigliato fare la sauna o il bagno turco il giorno precedente l’esame ematico. Anzi, una prolungata disidratazione o anche semplicemente il non bere per più di 8 ore, soprattutto durante i periodi estivi o in ambienti molto caldi, potrebbe modificare alcuni valori come l’ematocrito o il sodio.
Il digiuno è necessario per alcuni esami in particolare: glicemia, colesterolo, acido folico, vitamina B12, insulina, trigliceridi, sideremia.
Dieta: Cosa Mangiare Prima e Dopo il Prelievo
Per un corretto esito degli esami del sangue è importante anche la dieta seguita nei giorni che precedono il prelievo. A meno che non vi sia stato raccomandato dal vostro medico di evitare grassi, zuccheri semplici e carni rosse nei giorni precedenti, sapere cosa mangiare prima delle analisi per prepararsi agli esami del sangue è una questione fondamentale per ottenere risultati attendibili. Ne va della vostra salute!
La sera prima - e nei giorni precedenti - è importante mantenere una dieta il più possibile abituale, evitando eccessi o carenze. Lo scopo di molti esami (ad esempio colesterolo e altri lipidi) è verificare se il proprio stile di vita rappresenta un fattore di rischio per diverse patologie.
Spesso la tentazione è quella di ridurre la dieta e “fare i bravi” solo qualche giorno prima degli esami. Ma questo comportamento è un po’ come barare: vincere il primo posto sul podio dei virtuosi e poi, una volta scesi, lanciarsi sul divano con un sacchetto di patatine fritte… non vi porterà lontano. Inutile avere dei bei valori se poi si torna alle vecchie abitudini. Non è una gara, ma un controllo su ciò che dovremmo migliorare.
Il consiglio, quindi, è questo: nei giorni precedenti e la sera prima delle analisi del sangue, mangiate ciò che è abituale per voi, assicurandovi che tra la fine del pasto serale e il prelievo trascorrano almeno 8 ore, preferibilmente 12. Come già detto, adeguati apporti di acqua sono consentiti.
Nei giorni che precedono il prelievo la dieta dovrebbe essere quanto più possibile abituale, evitando brusche variazioni dell’apporto calorico sia in eccesso che in difetto. In seguito alla riduzione drastica dell’apporto calorico (300/600 calorie/die), infatti, si è riscontrata una diminuzione del volume plasmatico del 30%.
In base ai risultati, il vostro medico, dietologo o nutrizionista vi fornirà i migliori consigli per correggere eventuali squilibri, con una dieta sana ed esercizio fisico.
Dopo il prelievo, spesso il primo desiderio è andare al bar a fare colazione. In realtà, il miglior consiglio su cosa mangiare dopo le analisi del sangue è consumare cibi facilmente digeribili, soprattutto se il numero di provette prelevate è stato elevato. Alcuni alimenti consigliati potrebbero essere: come frutta ricca di acqua ed elettroliti come l’anguria, snack naturali a base di cereali e frutta secca, yogurt greco, e alimenti ricchi in ferro nel resto della giornata come verdure a foglie verde, carni rosse e legumi.
È opportuno bere almeno un bicchiere d’acqua per recuperare la volemia persa con il prelievo e aiutare la pressione a risalire (soprattutto nelle persone ipotese). Un thè, un succo di frutta o una bevanda sana potrebbe essere un ottima alternativa all’acqua. Questi alimenti sono sufficienti ad aiutare l’organismo a reintegrare i componenti persi con il prelievo.
Va comunque considerato che, a parte casi estremamente eccezionali o donazioni di sangue, i quantitativi prelevati si aggirano intorno ai 30-50 ml (l’equivalente di una tazzina di caffè).
Farmaci e Integratori: Cosa Fare?
Esistono numerosi studi riguardanti l’effetto dei farmaci sui test di laboratorio. Le alterazioni dei valori del sangue durante l’assunzione di una terapia sono comprovate da numerosi studi scientifici, ma non è possibile prevedere con precisione come questi possano influire, a causa di una serie innumerevole di fattori (Weigel, 2021). Inoltre, le linee guida internazionali raccomandano che l’assunzione di farmaci venga sospesa solo su indicazione medica, perché molti farmaci alterano i risultati degli esami del sangue, ma sospenderli arbitrariamente può mettere a rischio la salute del paziente.
Salvo diverse indicazioni del proprio medico, la mattina del prelievo è necessario evitare l’assunzione dei farmaci in particolare quando è richiesta la determinazione della concentrazione del farmaco assunto; in genere quest'opzione è consigliabile ma non sempre percorribile (ad esempio nella terapia di malattie croniche, uso di farmaci salvavita ecc.). L’assunzione di biotina potrebbe interferire con la determinazione di alcuni analiti.
Quello che il paziente dovrebbe sapere, per rispondere alla domanda se può prendere i farmaci prima delle analisi del sangue, è che la migliore preparazione prevede teoricamente di non assumere farmaci di alcun tipo prima del prelievo venoso. Ovviamente, questa condizione è pressoché impossibile da rispettare in molti casi.
Il consiglio è quindi di parlarne direttamente con il proprio medico, che deciderà, in base alla situazione clinica, quali farmaci dovranno essere sospesi, quali rimandati a dopo il prelievo e quali, invece, dovranno essere assolutamente assunti e a che orario. Generalmente, i farmaci non salvavita (esempio un antinfiammatorio) e gli antibiotici (soprattutto in caso di ricerca di batteri nel sangue) potrebbero essere rimandati dal medico ad appena dopo il prelievo. Altri farmaci, che influenzano il monitoraggio ormonale ematico come la Levotiroxina (es.
Le persone in terapia anticoagulante, dove non diversamente consigliato dal medico, devono mantenere nei vari controlli il medesimo comportamento (relativamente ai tempi di assunzione e dosaggio del farmaco).
Periodo immediatamente precedente il giorno di prelievo, evitare, quando possibile, ma sempre su consenso medico, l’assunzione di farmaci quali ansiolitici, antinfluenzali, antinfiammatori, analgesici, etc… .
Attività Fisica: Evitare Sforzi Eccessivi
Se si è persone sportive, un giorno senza fare sport è davvero una grossa seccatura. Purtroppo, in caso di sforzi intensi e prolungati, alcuni analiti potrebbero essere rilasciati nel sangue, aumentandone i valori il giorno successivo, come nel caso della creatinina. Pertanto, si può affermare che una leggera attività fisica il giorno prima non è raccomandata ma nemmeno sconsigliata se proprio non se ne può fare a mano (al massimo attività rilassanti come una passeggiata con il cane).
Il giorno prima dell’esame evitare intensa attività fisica (sport, lavori pesanti, ecc.). L’attività fisica intensa, invece, è sempre sconsigliata, che sia sport o un un lavoro fisico importante ed è fondamentale ricordarsi di non fare sforzi intensi prima di un prelievo. E in ogni caso, è tassativo non fare sport o sforzi fisici nelle 24 ore precedenti il prelievo!
Bisogna sospendere 24 ore prima l’attività fisica se sono richiesti le determinazioni di cortisolo e ACTH; dopo un esercizio fisico è fisiologico un aumento dell’azotemia, LDH e CPK (l’attività fisica, anche moderata, può influenzare la concentrazione di alcuni componenti sierici).
Le variazioni delle attività enzimatiche e di alcuni analiti provenienti dalla muscolatura scheletrica in seguito all’esercizio fisico intensivo e protratto sono fenomeni attesi ed in genere da evitarsi immediatamente prima del prelievo o nelle 8 - 12 ore che lo precedono.
- 2) non effettuare sforzi (ad es.
- 3) astenersi dall’attività fisica intensa dell’arto in cui è stato introdotto l’ago per almeno qualche ora dopo il prelievo (ad es.
Ansia e Stress
Molti non amano sottoporsi a un prelievo di sangue: per alcuni è la vista del sangue, per altri la paura dell’ago o il dolore della puntura. In altri casi, è l’ansia da prestazione, che comincia a farsi sentire già dalla sera prima. Qualunque sia il fattore scatenante (o trigger), è comune che alcune persone possano svenire prima, durante o dopo un prelievo. Questo fenomeno è noto come sincope vasovagale.
Si tratta di un evento frequente, ben conosciuto dagli infermieri che eseguono i prelievi, e che nella quasi totalità dei casi non rappresenta un’emergenza, essendo una reazione fisiologica a uno stimolo stressante. In caso l’episodio sia nuovo anche per voi, nessun problema, segnalate le vostre sensazioni all’infermiere che vi indicherà e vi accompagnerà a posizionarvi in sicurezza fino alla fine dell’episodio. Nella maggior parte dei casi, lo svenimento è pericoloso solo se può causare dei traumi in situazione a rischio, come ad esempio svenire qualche minuto dopo il prelievo mentre si è alla guida, dato che potrebbe causare un’incidente. Nel peggiore dei casi, come nei pazienti anziani, fragili e cardiopatici, una sincope vagale potrebbe essere effettivamente pericolosa per la salute, ma a punto è necessario affidarsi al personale infermieristico. Se tutelati dall’infermiere, appunto, qualsiasi sia l’evenienza sarete in buone mani.
Il giorno del prelievo evitare il più possibile situazioni di stress. Lo stress conseguente ad una arrabbiatura mattutina o all'ansia che, a volte, precede il prelievo, sono tutti fenomeni che possono alterare alcuni importanti parametri (es. aumento dei globuli bianchi, dell'acido lattico, degli acidi grassi, del cortisolo e della prolattina).
Ansia e stress: elevati livelli di ansia e stress possono modificare alcuni valori del sangue, come la conta leucocitaria, e alcuni ormoni presenti nel sangue, come adrenalina, noradrenalina, prolattina e cortisolo.
Dopo il Prelievo
Dopo il prelievo: Tenere il braccio disteso, la mano aperta e premere il cotone sul punto di prelievo, senza strofinare, per almeno 5 minuti.
Consigliamo alle persone più emotive, alle donne in gravidanza, ai bambini o alle persone che eseguono il prelievo per la prima volta, di soffermarsi nella sala d’attesa del Laboratorio per alcuni minuti dopo il prelievo.
Immediatamente dopo il prelievo non bisogna avere fretta di andare via, una risposta vaso-vagale può intervenire in forma ritardata provocando lo svenimento. Attendere dunque 15 minuti in sala d’attesa premendo leggermente con il cotone sul punto del prelievo.
Altri Esami Specifici
Oltre alle indicazioni generali, alcuni esami richiedono preparazioni specifiche:
- Curva glicemica in gravidanza: Nei 3 giorni che precedono il test il paziente deve avere un’alimentazione libera e varia contenente almeno 150 grammi circa di carboidrati al giorno (pasta pane, riso), esercitare una normale attività muscolare e non assumere farmaci che possano interferire con la tolleranza glucidica (quali ad esempio cortisone ed estroprogestinici) e con la determinazione della glicemia. Il test non ha valore diagnostico in situazioni che possano interferire con l’assorbimento e l’utilizzazione del glucosio (stati febbrili, trauma, gastroenteronastomosi, eccetera). La mattina del prelievo la paziente deve presentarsi alle ore 7.30; dovrà rimanere in laboratorio per 2 ore. Dopo l’effettuazione di un prelievo di base le saranno somministrati 75 grammi di glucosio. Per tutta la durata del test la paziente deve restare seduta o distesa, senza fumare o mangiare. Le verranno effettuati dei prelievi a tempi fissi: 60 minuti, 120 minuti.
- Dosaggio dell’insulina con stimolo di glucosio (5 prelievi): Nei giorni precedenti il test è necessario seguire una dieta bilanciata normocalorica contenente almeno 200 grammi di carboidrati al giorno (pane, pasta, riso), dopo un digiuno di 10 - 12 ore si esegue un prelievo basale e si somministra la soluzione di glucosio (1 gr. per Kg. di peso corporeo).
- Urea breath test: Il giorno del breath test il paziente deve presentarsi in laboratorio a digiuno da almeno 6 ore se adulto, 3 se bambino. Non deve aver fumato dalla mezzanotte.
- Esame del liquido seminale (spermiogramma): Per eseguire correttamente un esame del liquido seminale, un elemento fondamentale, da cui in buona parte dipende l’attendibilità dell’esame stesso, è rappresentato da una corretta modalità di raccolta del campione.
Tabella Riassuntiva delle Preparazioni più Comuni
| Esame | Digiuno | Dieta | Farmaci | Attività Fisica |
|---|---|---|---|---|
| Glicemia, Colesterolo, Trigliceridi | 8-12 ore | Abituale nei giorni precedenti | Evitare se possibile, consultare il medico | Evitare attività intensa nelle 24 ore precedenti |
| Curva Glicemica in Gravidanza | Dalla sera precedente | 150g carboidrati nei 3 giorni precedenti | Evitare farmaci che influenzano la tolleranza al glucosio | Normale attività muscolare |
| Urea Breath Test | 6 ore (adulti), 3 ore (bambini) | Nessuna indicazione specifica | Nessuna indicazione specifica | Nessuna indicazione specifica |
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