La coagulazione del sangue è un processo fisiologico fondamentale per la nostra sopravvivenza, in quanto permette di evitare emorragie. Gli esami per la coagulazione sono vari e misurano diversi parametri per valutare il processo di coagulazione. Tuttavia, in alcuni casi, se questi valori sono fuori dalla norma, si possono riscontare diverse problematiche per il nostro organismo. Gli esami della coagulazione servono a valutare se il processo di formazione del coagulo è idoneo all’arresto di eventuali sanguinamenti o se è eccedente e rischia di formare trombi ed emboli.
A Cosa Servono gli Esami della Coagulazione?
I test della coagulazione del sangue servono a valutare la capacità dell’organismo di arrestare un eventuale sanguinamento attraverso la formazione di un trombo o un coagulo. Il corpo normalmente possiede una serie di meccanismi di controllo che regolano la coagulazione. Se questo sistema presenta delle anomalie, possono verificarsi due scenari patologici: una coagulazione insufficiente, come nel caso delle emofilie, o una coagulazione eccessiva.
Alcune persone devono costantemente monitorare la loro capacità coagulativa, ad esempio quelle che sono particolarmente a rischio di formare trombi o coaguli a causa di una patologia o di una particolare condizione clinica e che seguono quindi una terapia con farmaci anticoagulanti. L’assunzione prolungata di questi farmaci anticoagulanti può provocare effetti collaterali: il warfarin, ad esempio, è uno degli anticoagulanti più efficaci, ma ha anche una "stretta finestra terapeutica". A dosi eccessive il farmaco riduce la capacità coagulativa del sangue al di sotto di un livello critico e può aumentare il rischio di sanguinamenti o emorragie a carico di diversi organi e tessuti.
In particolare, quando una persona sta assumendo dei farmaci anticoagulanti di tipo cumarinico, che rendono il sangue molto più fluido per ostacolare la formazione di trombi, si ricorre all’analisi di un ulteriore valore, detto INR, ovvero International Normalized Ratio, un sistema di misura che ha sostituito l'espressione del valore percentuale permettendo così un trattamento uniforme in Italia e nel mondo.
I test della coagulazione vengono consigliati dal medico quando una persona deve sottoporsi ad un intervento chirurgico, quando bisogna controllare la terapia anticoagulante o quando si ha il sospetto di una alterata coagulazione del sangue. E’ consigliabile che esegua tutte le analisi descritte, se una persona deve sottoporsi ad un intervento chirurgico o vuole semplicemente conoscere il proprio stato di salute. Le analisi possono essere eseguite insieme oppure separatamente a seconda della richiesta del medico.
Principali Esami della Coagulazione
Fra gli esami di laboratorio ematologici di routine vengono di norma richiesti anche valori che indicano l’assetto coagulativo della persona. Per dosarli è sufficiente un semplice prelievo ematico senza bisogno di prenotare e il risultato è pronto in giornata. Si tratta di un semplice prelievo di sangue che non necessita il digiuno.
Tempo di Protrombina (PT)
Il PT, o Tempo di Protrombina, è un esame della coagulazione che misura quanto tempo impiega il sangue a coagulare. La protrombina è una proteina prodotta dal fegato e presente nel sangue, che gioca un ruolo chiave nella coagulazione. La protrombina, una proteina presente nel sangue, si attiva e porta alla formazione del coagulo, che ha la funzione di arrestare o limitare la perdita di sangue. Il PT è l’esame che misura quanto rapidamente si coagula il sangue ed è conosciuta anche come fattore II. Questo test è particolarmente importante per i pazienti che assumono farmaci anticoagulanti come la warfarina. Il PT misura quanto impiega il sangue a formare un coagulo di fibrina.
Se il PT è il tempo di protrombina espresso in secondi, l’INR (Rapporto internazionale normalizzato) è il tempo di protrombina espresso come rapporto, in cui oltre al tempo si tiene conto del reagente tromboplastinico utilizzato. Il tempo di coagulazione viene automaticamente convertito dall'analizzatore in rapporto tra il tempo di protrombina del paziente e il tempo di protrombina ottenuto con un plasma normale di riferimento. Tale rapporto in condizioni normali è 0.8-1.20.
Viene espresso dal coagulometro in secondi e in un corpo sano, che non assuma farmaci anticoagulanti, ci vogliono dagli 11 ai 13,5 secondi. Il Pt valuta i fattori coagulanti della via estrinseca della coagulazione, ovvero quella attivata in presenza di danni dei tessuti.
Valori di Riferimento del Tempo di Protrombina
Per normalizzare il risultato del Pt, che potrebbe essere influenzato dai reagenti e dagli strumenti utilizzati nei singoli laboratori, l’Organizzazione mondiale della sanità ha raccomandato l’International normalized ratio (Inr). Il Pt Inr ideale per i pazienti che, invece, seguono terapie anticoagulanti dovrebbe essere compreso tra 2,5 e 4,5 a seconda della quantità di farmaco prescritta dal medico. I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.
I valori di riferimento del PT possono variare leggermente tra i laboratori, ma generalmente:
- PT normale: 11-13.5 secondi
- INR normale: 0.8-1.2
Cosa Indica un Valore PT Alto?
Valori alti del tempo di protrombina indicano che il sangue impiega più tempo del normale a coagulare. Nella maggior parte dei casi, i risultati del Pt vengono valutati insieme a quelli dell’Aptt per avere un quadro più chiaro del paziente.
Tempo di Tromboplastina Parziale Attivata (aPTT)
aPTT: L’Activated Partial Thromboplastin Time, invece, include un ulteriore passaggio di attivazione. Valutano l’efficacia della via intrinseca e della via comune della coagulazione. Per questo motivo il tempo rilevato dall’aPTT è più breve rispetto a quello del PTT. PTT e aPTT vanno a valutare la funzionalità dei fattori della coagulazione e la loro quantità.
Il PTT rappresenta il tempo necessario alla formazione del coagulo fibrinico e valuta il sistema intrinseco della coagulazione. Il tempo per la formazione del coagulo di fibrina viene espresso dal coagulometro in secondi.
Fibrinogeno
Il fibrinogeno viene convertito in fibrina durante il processo di coagulazione del sangue. Il fibrinogeno è una proteina prodotta dal fegato che interviene nel meccanismo della coagulazione. Il dosaggio di fibrinogeno permette di dosare la concentrazione di fibrinogeno circolante. Un livello troppo alto di fibrinogeno può essere un segnale di infiammazione, di una malattia del fegato o di un disturbo della coagulazione.
Il fibrinogeno entra a far parte del processo coagulativo trasformandosi in fibrina e permettendo in tal modo la formazione del trombo emostatico. Può considerarsi normale quando il suo valore oscilla tra 150-400 mg/ml.
Se il valore del fibrinogeno è più basso di quello normale, significa che l'organismo consuma i fattori della coagulazione anche in assenza di emorragie.
D-dimero
L’esame del D-dimero è un test di coagulazione che misura la presenza nel sangue di D-dimero, un piccolo frammento proteico. Escludere la presenza di coaguli: se i valori sono normali o bassi, è molto improbabile che ci sia un coagulo di sangue attivo nel corpo.
È importante ricordare che, sebbene un valore normale di D-dimero possa essere molto rassicurante, un valore elevato non è specifico per nessuna condizione particolare. Un livello di D-dimero più alto del normale può verificarsi in molte situazioni, tra cui gravidanza, infezione, trauma, certi tipi di cancro, e persino dopo un intervento chirurgico o un lungo viaggio in aereo.
Preparazione agli Esami della Coagulazione
Generalmente, i test di coagulazione non richiedono una preparazione speciale. Non ci sono particolare indicazioni per l’effettuazione delle analisi del tempo di protrombina. Risulta ottimale, in ogni caso, condurre il test al mattino con il paziente a digiuno. Le analisi possono essere eseguite insieme oppure separatamente a seconda della richiesta del medico e per eseguire l’esame non occorre essere a digiuno. I farmaci non influiscono sul risultato, tranne quelli a base di acido acetilsalicilico e i farmaci antinfiammatori in generale perché riducono l’aggregazione piastrinica e ostacolano l’arresto di una emorragia.
Nuove Tecnologie: Esami di Coagulazione con Smartphone
I ricercatori dell’università di Washington hanno ideato un nuovo test per la coagulazione del sangue, rapido ed economico, per monitorare i pazienti in terapia con anticoagulanti. Chiunque lo può eseguire in autonomia, anche i pazienti stessi nelle proprie abitazioni. Basta uno smartphone con fotocamera e vibrazione e pochi altri gadget, facilmente reperibili e poco costosi: il risultato è disponibile in meno di un minuto.
Per misurare il livello di coagulazione del sangue, sullo smartphone è stato fissato un supporto in plastica lungo pochi centimetri, che termina con un contenitore posizionato esattamente sotto la fotocamera. L’operatore versa pochi microlitri di plasma o sangue intero nella tazza, insieme a un attivatore della coagulazione, e fa partire la vibrazione. A seconda della viscosità del sangue, le particelle di rame si muovono più o meno velocemente: se si formano dei coaguli, il sangue è più viscoso e quindi rallentano fino a fermarsi. La fotocamera cattura il movimento delle particelle e un algoritmo estrapola il risultato. I tempi sono molto rapidi: il sistema è in grado di elaborare una risposta dopo solo un minuto di osservazione.
Questo sistema potrebbe migliorare la qualità di vita dei pazienti e sarebbe accessibile a milioni di persone, anche laddove le risorse sono più limitate, come le zone rurali o i Paesi in via di sviluppo. Questo test, secondo gli autori, potrebbe quindi essere utilizzato in autonomia dai pazienti (o da chi se ne prende cura) nelle proprie case, prelevando il sangue dal polpastrello con un banale pungidito - come quelli per misurare la glicemia.
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