Esami del Sangue per la Sifilide: Interpretazione del Test TPHA

La sifilide è una malattia sessualmente trasmissibile (MST) di origine batterica trasmessa tramite i fluidi corporei. Si presenta con sintomi specifici come sifilomi, lesioni e macchie rosate, fondamentali da riconoscere per la terapia; ma ancora più importante è fare la giusta prevenzione con gli esami del sangue. La sifilide è la terza malattia sessualmente trasmissibile (MST) più diffusa al mondo, dopo la clamidia e la gonorrea. Si tratta di una patologia infettiva causata dalla spirocheta Treponema pallidum, un batterio in grado di diffondersi rapidamente all’interno del corpo umano.

Talvolta conosciuta col nome di LUE (dal latino lues, che significa morbo o contagio), la sifilide colpisce in genere gli organi genitali maschili e femminili, la bocca e l’ano, ma può anche causare disturbi e manifestazioni generalizzate in tutto il corpo specialmente in stadi avanzati.

La sifilide evolve in 3 fasi differenti e diagnosticabili, alternati da periodi di latenza che possono durare mesi o persino anni e che complicano il riconoscimento della malattia:

  • Sifilide primaria: stadio riconoscibile tra 10 e 90 giorni dal rapporto a rischio;
  • Sifilide secondaria: avviene tra le 6 e le 12 settimane dalla comparsa del primo sifiloma;
  • Sifilide terziaria: compare negli anni o decenni successivi se la patologia non è stata trattata.

Esiste poi la sifilide latente o asintomatica, che indica la condizione di latenza non contagiosa tra i diversi stadi, e la sifilide congenita, trasmessa dalla madre al feto all’interno della placenta.

Cos'è l'Esame TPHA?

L'esame del sangue TPHA (Treponema Pallidum Hemagglutination Assay) è un test specifico utilizzato per diagnosticare la sifilide, un'infezione batterica causata dal Treponema pallidum. Questo test è utile per la diagnosi di sifilide, attraverso l’agglutinazione di emazie sensibilizzate con antigeni specifici.

Il TPHA è un test di agglutinazione che rileva la presenza di anticorpi specifici contro il Treponema pallidum nel sangue. A differenza di altri test per la sifilide, come il VDRL (Venereal Disease Research Laboratory) o l'RPR (Rapid Plasma Reagin), il TPHA è considerato un test treponemico, il che significa che rileva direttamente gli anticorpi prodotti in risposta al batterio specifico. Il VDRL e l'RPR, invece, sono test non treponemici che rilevano gli anticorpi prodotti contro i lipidi rilasciati dalle cellule danneggiate durante l'infezione.

Questo rende il TPHA più specifico per la sifilide, ma anche meno utile per monitorare la risposta al trattamento, poiché gli anticorpi TPHA possono rimanere positivi per molti anni, anche dopo che l'infezione è stata curata.

Principio del Test TPHA

Il test TPHA si basa sul principio dell'emoagglutinazione. In poche parole, il siero del paziente viene miscelato con globuli rossi sensibilizzati con antigeni del Treponema pallidum. Se nel siero sono presenti anticorpi anti-treponema, questi si legano agli antigeni sui globuli rossi, causando l'agglutinazione (raggruppamento) delle cellule. Questa agglutinazione è visibile ad occhio nudo o con l'ausilio di un microscopio e indica un risultato positivo.

Quando Viene Prescritto l'Esame TPHA?

L'esame TPHA viene prescritto in diverse situazioni, tra cui:

  • Screening per la sifilide: Il TPHA può essere utilizzato come test di screening, soprattutto in popolazioni a rischio o quando si sospetta un'infezione da sifilide. Tuttavia, è più comunemente utilizzato come test di conferma dopo un test non treponemico (VDRL o RPR) positivo.
  • Conferma di un test non treponemico positivo: Se un test VDRL o RPR risulta positivo, un test TPHA viene eseguito per confermare la diagnosi di sifilide. Questo è importante perché i test non treponemici possono dare falsi positivi a causa di altre condizioni mediche.
  • Diagnosi di sifilide latente: La sifilide latente è una fase dell'infezione in cui non ci sono sintomi attivi, ma il batterio è ancora presente nel corpo. Il TPHA può essere utilizzato per diagnosticare la sifilide latente, anche se i test non treponemici possono essere negativi in questa fase.
  • Valutazione di pazienti con storia di sifilide: Anche dopo il trattamento per la sifilide, il TPHA può rimanere positivo per molti anni. Questo può rendere difficile distinguere tra una reinfezione e una risposta anticorpale persistente. In questi casi, il TPHA può essere utilizzato insieme ad altri test e alla storia clinica del paziente per valutare la necessità di un ulteriore trattamento.
  • Screening prenatale: Lo screening per la sifilide è una parte importante delle cure prenatali, poiché l'infezione può essere trasmessa al feto, causando gravi complicazioni. Il TPHA può essere utilizzato come parte di questo screening. Se i fattori di rischio sono assenti, vengono eseguiti 2 test del TPHA: al momento della prima visita e al momento del parto.

Come Prepararsi all'Esame TPHA

Generalmente, non è necessaria alcuna preparazione specifica per l'esame TPHA. Tuttavia, è importante informare il medico di eventuali farmaci che si stanno assumendo, poiché alcuni farmaci possono interferire con i risultati del test. Non è necessario essere a digiuno prima dell'esame.

Come Viene Eseguito l'Esame TPHA

Il TPHA viene effettuato attraverso il prelievo di un campione di sangue venoso dal braccio. L'esame TPHA viene eseguito tramite un semplice prelievo di sangue venoso, solitamente dal braccio. Il prelievo viene eseguito da un infermiere o da un tecnico di laboratorio. Il campione di sangue viene quindi inviato al laboratorio per l'analisi.

Valori Normali del TPHA

I risultati dell'esame TPHA sono generalmente espressi come "positivo" o "negativo". Un risultato negativo indica che non sono stati rilevati anticorpi anti-treponema nel sangue, il che suggerisce che il paziente non è infetto da sifilide. Un risultato positivo indica che sono stati rilevati anticorpi anti-treponema, il che suggerisce un'infezione pregressa o attuale da sifilide.

Tuttavia, alcuni laboratori possono riportare i risultati del TPHA come un titolo, che è una misura della quantità di anticorpi presenti nel sangue. Un titolo più alto indica una maggiore quantità di anticorpi. I titoli sono spesso espressi come diluizioni (ad esempio, 1:80, 1:160, ecc.). In generale, un titolo di 1:80 o superiore è considerato positivo, ma l'interpretazione specifica dei titoli può variare a seconda del laboratorio e della situazione clinica del paziente.

Importante: I valori normali possono variare leggermente da un laboratorio all'altro. È fondamentale fare riferimento all'intervallo di riferimento fornito dal laboratorio che ha eseguito l'analisi.

Interpretazione dei Risultati

L'interpretazione dei risultati dell'esame TPHA richiede un'attenta valutazione da parte del medico, tenendo conto della storia clinica del paziente, dei risultati di altri test (come VDRL o RPR) e di eventuali sintomi presenti.

TPHA Positivo

Se si è positivi al TPHA, è importante consultare un medico per ulteriori valutazioni e, se necessario, per iniziare il trattamento antibiotico. Un risultato TPHA positivo indica la presenza di anticorpi anti-treponema nel sangue. Questo può significare diverse cose:

  • Infezione attuale da sifilide: Se il paziente ha anche un test VDRL o RPR positivo, è probabile che abbia un'infezione attiva da sifilide e necessiti di trattamento antibiotico.
  • Infezione pregressa da sifilide: Anche dopo il trattamento per la sifilide, il TPHA può rimanere positivo per molti anni, a volte per tutta la vita. In questi casi, il paziente non è più contagioso, ma il test rimane positivo a causa della persistenza degli anticorpi.
  • Falso positivo: In rari casi, il TPHA può dare un risultato falso positivo, soprattutto in pazienti con determinate condizioni mediche autoimmuni, come il lupus eritematoso sistemico.

Il trattamento per la sifilide è generalmente efficace e può prevenire gravi complicazioni se iniziato precocemente. Inoltre, è importante informare i propri partner sessuali di un risultato positivo, in modo che possano sottoporsi al test e al trattamento, se necessario. Questo è fondamentale per prevenire la diffusione dell'infezione.

TPHA Negativo

Un risultato TPHA negativo indica che non sono stati rilevati anticorpi anti-treponema nel sangue. Questo può significare diverse cose:

  • Assenza di infezione da sifilide: Il paziente non è infetto da sifilide.
  • Infezione molto precoce: Nelle prime fasi dell'infezione, prima che il corpo abbia prodotto anticorpi sufficienti, il TPHA può risultare negativo. In questi casi, è necessario ripetere il test dopo alcune settimane.
  • Sifilide trattata con successo: In alcuni casi, dopo il trattamento per la sifilide, il TPHA può diventare negativo, anche se questo è raro.

Attenzione! Un risultato negativo indica che non esistono evidenze della malattia al momento dell'esecuzione dell'esame. Ricordiamo che gli anticorpi specifici contro la sifilide sono rilevabili solo alcune settimane dopo l'esposizione all'agente patogeno. Pertanto, se una persona è certa di essere stata esposta o comunque se il sospetto permane, viene richiesta la ripetizione del test dopo alcune settimane.

Discordanza tra TPHA e VDRL/RPR

A volte, i risultati del TPHA e del VDRL/RPR possono essere discordanti. Ad esempio, il TPHA può essere positivo e il VDRL/RPR negativo, o viceversa. Queste situazioni richiedono un'attenta valutazione da parte del medico per determinare la diagnosi corretta e il trattamento appropriato. Ecco alcune possibili interpretazioni delle discrepanze:

  • TPHA positivo, VDRL/RPR negativo: Questo può indicare un'infezione pregressa da sifilide trattata con successo, una sifilide latente tardiva o un falso positivo del TPHA.
  • TPHA negativo, VDRL/RPR positivo: Questo può indicare un falso positivo del VDRL/RPR, una sifilide molto precoce (prima che si sviluppino gli anticorpi TPHA) o una condizione medica che causa un risultato VDRL/RPR positivo.

Limiti dell'Esame TPHA

Nonostante sia un test specifico per la sifilide, l'esame TPHA presenta alcuni limiti:

  • Persistenza degli anticorpi: Come accennato in precedenza, gli anticorpi TPHA possono rimanere positivi per molti anni dopo il trattamento per la sifilide, rendendo difficile distinguere tra una reinfezione e una risposta anticorpale persistente.
  • Falsi positivi: Anche se rari, i falsi positivi del TPHA possono verificarsi, soprattutto in pazienti con determinate condizioni mediche.
  • Non utile per monitorare la risposta al trattamento: A differenza del VDRL/RPR, il TPHA non è utile per monitorare la risposta al trattamento, poiché gli anticorpi possono rimanere positivi anche dopo che l'infezione è stata curata.

Altri Test per la Sifilide

Oltre al TPHA, esistono altri test utilizzati per la diagnosi della sifilide. Tra questi:

  • VDRL (Venereal Disease Research Laboratory): Un test non treponemico utilizzato per lo screening e il monitoraggio della terapia.
  • RPR (Rapid Plasma Reagin): Un altro test non treponemico simile al VDRL.
  • FTA-ABS (Fluorescent Treponemal Antibody Absorption Test): Un test treponemico più sensibile del TPHA, ma anche più complesso da eseguire e interpretare.
  • TPPA (Treponema Pallidum Particle Agglutination Assay): Simile al TPHA, ma utilizza particelle di gelatina o lattice sensibilizzate con antigeni del Treponema pallidum.
  • Test immunologici (Enzimatic Immunoassays, EIAs): Per la messa in evidenza di anticorpi contro la sifilide.

Come si trasmette la sifilide?

La sifilide è un’infezione batterica causata dal Treponema pallidum, che ha la capacità di raggiungere i linfonodi periferici e diffondersi in tutto l’organismo nel giro di poche ore.

L’infezione avviene attraverso lo scambio di liquidi corporei nelle mucose genitali, del retto e della bocca, in particolare nei rapporti sessuali. Infatti, il rischio di infettività della sifilide è di circa il 30% per ogni rapporto con un soggetto affetto nei primi due stadi della malattia.

La sifilide però può essere trasmessa anche non-sessualmente:

  • attraverso il tocco con la pelle lacerata dai sifilomi;
  • tramite il contatto accidentale con fluidi e sangue;
  • in via transplacentare dalla madre al bambino.

Ma mai per contatto indiretto: il batterio responsabile della sifilide non è in grado di sopravvivere all’esterno dell’organismo (indumenti, stoviglie e oggetti non sono contagiosi).

Sintomi e stadi della sifilide

L’infezione batterica da sifilide presenta sintomi differenti a seconda dei diversi stadi.

Sifilide primaria

Dopo un “periodo finestra” di incubazione di circa 3-4 settimane, il primo sintomo della sifilide è la comparsa del sifiloma, un’ulcera dura e tondeggiante su genitali, ano, bocca o dita, non dolorosa e di colore rosaceo: al tatto produce un liquido chiaro carico di batteri.

Il sifiloma è infatti altamente contagioso, ma guarisce spontaneamente tra le 3 e le 6 settimane senza provocare dolore: non è un caso che, in questa fase della malattia, circa 1 donna su 2 e 1 uomo su 3 non siano consapevoli di essere malati di sifilide.

Seppure l’ulcera scompaia, quindi, se la malattia non viene trattata prosegue il suo decorso.

Sifilide secondaria

In assenza di cure adeguate e tempestive, anche a distanza di diverse settimane, il batterio si diffonde nell’organismo generando nuovi altri sintomi tipici della sifilide:

  • Comparsa sulla pelle di macchie rosate di varia forma (roseola o dermatite sifilitica);
  • Lesioni alle zone genitali, al retto, alla bocca o alla gola (condilomi lati);
  • Linfonodi gonfi e dolenti, con stato febbrile e sintomatologia associata;
  • Problemi più gravi come meningiti, disturbi gastrointestinali, dolori alle ossa.

Anche senza il trattamento medico, la sintomatologia della sifilide scompare nuovamente dopo alcune settimane. Per alcuni soggetti la malattia viene debellata in questo stadio, per altri si passa ad un periodo di latenza, in cui la malattia non causa più disturbi fino alla ricomparsa.

Sifilide terziaria

La sifilide latente può durare anche diversi anni: successivamente, se l’organismo non ha debellato l’infezione batterica, la malattia si ripresenta con conseguenze anche gravi.

Al terzo stadio, la patologia può colpire gli organi interni come cuore, polmoni, fegato, cervello, ossa, articolazioni e pelle, compromettendo l’organismo: nelle forme più gravi infatti si rischia il decesso, per complicazioni al sistema cardiocircolatorio o al sistema nervoso centrale.

Prevenzione e cura della sifilide

Per prevenire l’infezione da sifilide è fondamentale ricordare di:

  • Proteggersi nei rapporti sessuali con i giusti contraccettivi a barriera (preservativo maschile o femminile, oral dam, etc.), evitando rapporti occasionali e non protetti;
  • Igienizzare correttamente tutti gli strumenti o oggetti utilizzati nel rapporto sessuale (come i sex toys) prima e dopo ogni utilizzo, evitando di scambiarli con altre persone.

Guarire completamente dalla sifilide è possibile: la terapia, in genere costituita da medicinali antibiotici a base di penicillina, è tanto più efficace quanto prima viene accertata la diagnosi.

Per questo motivo è molto importante condurre test per la sifilide a cadenza regolare, ogni 6 o 12 mesi: sia perché dall’infezione alla comparsa dei sintomi può passare molto tempo, ma anche perché se si ha già avuto la sifilide non si diventa immuni da possibili re-infezioni.

Considerazioni Finali

L'esame del sangue TPHA è uno strumento diagnostico importante per la sifilide. La sua specificità lo rende un test di conferma affidabile dopo un test non treponemico positivo. L'interpretazione dei risultati richiede un'attenta valutazione clinica, tenendo conto della storia del paziente e di altri test diagnostici. Comprendere il significato, i limiti e l'interpretazione del TPHA è fondamentale per una diagnosi accurata e un trattamento efficace della sifilide.

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