Esami del Sangue: PSA Alto, Cause e Interpretazione

Se accedi a questa pagina, è perché probabilmente hai riscontrato un rialzo dei valori del PSA negli esami del sangue e ora ti stai chiedendo il motivo. Cerchiamo di fare chiarezza.

Cos'è il PSA?

PSA sta per Prostatic Specific Antigen, ovvero “antigene prostatico specifico”. Si tratta di una proteina che viene sintetizzata dalla prostata. Una piccola parte di questo antigene è presente nel siero, ovvero nella parte liquida del sangue umano, e può essere usata per la misurazione della sua concentrazione. Il PSA libero è la parte del PSA totale non legato a proteine di trasporto.

Il PSA è una proteina che si forma quasi esclusivamente nella ghiandola prostatica. Fa parte della secrezione prostatica che rende lo sperma liquido. Di norma, ne viene rilasciata pochissima nel sangue. Tuttavia, questo può cambiare.

Si parla di PSA per far riferimento all’antigene prostatico specifico, un enzima che fa parte della classe di idrolasi e che è prodotto all’interno della prostata. Il ruolo dell’antigene prostatico specifico è molto importante all’interno del sistema riproduttivo in quanto questa sostanza, attraverso la sua azione, consente alla prostata di mantenere, appunto, liquide le secrezioni di liquido seminale che poi saranno indispensabili per il trasporto degli spermatozoi.

Valori Normali del PSA

Il valore di PSA totale considerato generalmente nella norma è inferiore a 4ng/ml. Questo valore "soglia" è stato definito dopo aver effettuato numerosi studi su popolazioni di età variabile (da giovani adulti ad anziani). Si parla di un valore del PSA considerato "generalmente" nella norma perché non vi è un valore assoluto di normalità, anche se valori compresi tra 2 e 4 ng/ml hanno una buona probabilità di non accompagnarsi alla presenza di un tumore.

Il valore considerato normale per il PSA totale disciolto nel plasma è quello entro i 3-4 nanogrammi per millilitro di sangue.

Il valore del PSA si misura in nanogrammi per millilitro di sangue (ng/ml). Generalmente, un valore di PSA fino a 4 ng/ml è considerato normale - anche se in rari casi può accadere che il tumore alla prostata esista anche a valori inferiori. Tuttavia, anche altri fattori giocano un ruolo, per esempio, se il livello è aumentato significativamente in un breve periodo di tempo, i medici farebbero anche ulteriori test.

L’interpretazione dei valori di PSA presenti nel sangue deve però essere sempre messa in relazione all’età dell’individuo. Ad esempio, un valore di PSA pari a 4 ng/ml può essere normale se il paziente ha 70 anni, mentre è fortemente sospetto se il paziente ne ha 50. Inoltre, a parte l’età, ci possono essere alcune condizioni non patologiche che possono influenzare le concentrazioni del PSA e, quindi, l’esito del test.

Attualmente, per gli uomini più giovani, è ritenuto più corretto accettare come normale un valore fino a 2,5 ng/ml. Ecco perché alcuni laboratori pongono il limite di normalità a 2,5 ng/ml e non a 4.

  • Se è inferiore a 1 ng/ml, dovrebbe essere controllato ogni due anni.
  • Se un livello di PSA inferiore a 1 ng/ml viene rilevato in uomini oltre i 70 anni, le linee guida mediche consigliano di non effettuare ulteriori screening con la misurazione del PSA.

Importante: un valore superiore a 4 ng/ml non è assolutamente una diagnosi del cancro! Se hai ricevuto un tale risultato in un esame del PSA, parla con un urologo per classificare i valori della tua prostata in modo più preciso e fai ulteriori esami.

Cause di un PSA Alto

Un livello elevato di PSA indica il rischio del tumore alla prostata, ingrossamento della prostata e prostatite. Ci sono molte altre ragioni per i livelli elevati della prostata.

Il test del PSA non è altro che un controllo del livello dell’antigene prostatico specifico, l’enzima prodotto dalla prostata. Tale test risulta indispensabile e di grande efficacia perché va ad indagare un tipo di parametro specifico, che è quello relativo alla concentrazione dei livelli dell’enzima stesso nel sangue. Questo tipo di indicatore, infatti, è una risposta efficace a potenziali problemi alla prostata, in quanto un livello di PSA alto nel sangue può essere la conseguenza diretta del danneggiamento delle cellule all’interno della prostata.

Quando le cellule prostatiche vengono danneggiate, la "perdita" di PSA nel circolo sanguigno aumenta. Infatti, quando le cellule prostatiche vengono danneggiate, la "perdita" di PSA nel circolo sanguigno aumenta. Dal momento che le cellule vengono danneggiate praticamente in ogni malattia prostatica, quando abbiamo il PSA alto significa che qualcosa sta probabilmente "infastidendo" le cellule della nostra prostata.

A parte l'età, anche la presenza di condizioni non patologiche possono leggermente influenzare le concentrazioni del PSA e, quindi, l'esito del test.

Un aumento del PSA può, infatti, indicare anche la presenza di condizioni benigne come ipertrofia prostatica, infiammazioni, infezioni.

Cause comuni di PSA alto:

  • Prostatite acuta: un'infiammazione della prostata, di solito causata da un'infezione batterica. L'infiammazione della vescica può anche aumentare il livello di PSA e può verificarsi anche negli uomini.
  • Ipertrofia prostatica benigna (IPB): l'ingrossamento benigno della prostata è molto comune in età avanzata. Non aumenta la probabilità di tumore alla prostata, ma può causare disagi, per esempio problemi con la minzione. L'IPB consiste nell'ingrandimento non maligno della prostata che comprime l'uretra, causando difficoltà nella minzione. Questo aumento di volume prostatico comporta naturalmente una maggiore produzione di PSA, determinando valori elevati nel sangue.
  • Pressione sulla prostata: questo può accadere, per esempio, quando si va in bicicletta o si spinge forte quando si ha un movimento intestinale, ma anche durante la palpazione di un medico. Anche il sesso e l'eiaculazione possono aumentare i livelli della prostata.
  • Altre cause: infiammazione della prostata; conseguenze di un’esame rettale; in seguito ad un rapporto sessuale; elevato utilizzo di bicicletta e moto come mezzi di spostamento; età; biopsia prostatica.

Tutti questi fattori possono essere tra le cause di un livello di PSA alto nel sangue e possono portare a sviluppare una diagnosi poco efficace per i successivi trattamenti. Molti esperti, infatti, consigliano ai propri pazienti di eseguire diversi tipi di controlli per avere un responso, il più chiaro possibile su quelle che possono essere le cause reali per un livello di PSA alto.

Interpretazione del PSA Alto

In generale, si può affermare che più elevato è il livello del PSA, maggiore è la probabilità che si sia in presenza di un tumore. Il risultato dell'esame, quand'anche sia lievemente al di sopra dei valori di normalità indicati sul referto di laboratorio, va sempre fatto leggere ed interpretare dal proprio medico.

Lo specialista urologo è in grado di interpretare correttamente i risultati del test e, quindi, proporre i successivi esami per arrivare a una diagnosi certa.

Il PSA è facilmente dosabile in un piccolo campione di sangue, solitamente prelevato da una vena dell'avambraccio del paziente. Abbiamo già visto che livelli ematici di PSA sotto i 4 nanogrammi per millilitro sono generalmente considerati normali. Livelli superiori o crescenti nel tempo potrebbero invece indicare un problema alla prostata, ad esempio una prostatite, un'ipertrofia prostatica benigna o un tumore della prostata.

Chiarito questo, è fondamentale precisare che il PSA è sì un marcatore specifico della prostata, ma non delle patologie che la colpiscono. In altre parole, ci dice che c'è un problema a livello della prostata, ma non rivela alcunché sulla natura di questo problema. Ad esempio, il PSA nel sangue non permette di distinguere con certezza una malattia della prostata di tipo benigno da un tumore prostatico. Infatti, un'infiammazione acuta della prostata può elevare il PSA nel sangue allo stesso modo di un carcinoma prostatico.

I valori del PSA possono infatti essere alterati da molte altre condizioni, anche del tutto normali. Ad esempio, valori superiori alla norma si possono registrare dopo un'esplorazione rettale, una biopsia prostatica o altre manovre sulla ghiandola effettuate dall'urologo. Inoltre, il PSA può addirittura aumentare, seppur lievemente, anche dopo un rapporto sessuale; per questo, normalmente si consiglia di astenersi dai rapporti per almeno 48 ore prima del test. Altri fattori che possono influenzare i livelli di PSA nel sangue sono l'uso prolungato della bicicletta e la guida della moto; infatti, simili attività possono dare origine a piccoli traumi della prostata con conseguente aumento del PSA.

Un'altra importantissima considerazione è che il valore del PSA varia al variare dall'età. Di conseguenza, il risultato del test necessita di essere "interpretato" dal medico sulla base dell'età del paziente e di altre condizioni non legate ad uno stato di malattia.

Insieme all'esplorazione rettale ed all'ecografia, il PSA contribuisce ad individuare il tumore alla prostata, sia in forma benigna, che maligna.

PSA e Screening del Tumore alla Prostata

L’esame del PSA è uno strumento utile per monitorare la salute prostatica e viene spesso richiesto in presenza di sintomi urinari o come screening per la diagnosi precoce del tumore alla prostata, soprattutto negli uomini oltre i 50 anni o in soggetti con familiarità.

Il test dell’Antigene Prostatico Specifico (PSA) viene generalmente prescritto agli uomini per valutare lo stato di salute della prostata. Grazie al dosaggio del PSA, infatti, si possono rilevare eventuali anomalie della ghiandola e possibili malattie, tra cui il tumore alla prostata.

Il test del PSA è un esame del sangue che permette di indagare il funzionamento della prostata: analizzare il dosaggio dell’antigene prostatico nell’organismo, normalmente presente in minime quantità nel sangue, può servire ad indagare le anomalie della ghiandola.

Effettuando l’analisi del PSA è possibile riscontrare i valori di:

  • PSA totale: indicatore che evidenzia la quantità di antigene prostatico specifico totale presente nel sangue, sia in frazione libera che legata a proteine di trasporto.
  • PSA libero (o PSA free): valore che riporta la concentrazione di antigene prostatico specifico libero, ovvero in circolazione tale e quale nel flusso sanguigno.
  • PSA ratio (rapporto tra PSA libero e totale): valutare la proporzione tra i due tipi di PSA è utile per distinguere condizioni benigne o maligne in modo più accurato.
  • PSA reflex: al dosaggio del PSA totale va aggiunta la rilevazione del PSA libero solo se la concentrazione di PSA nel sangue è compresa tra 2,5 e 10 ng/mL.

In particolare, livelli di PSA tra 4 e 10 nanogrammi per millilitro indicano un rischio di tumore più alto del normale, che aumenta ulteriormente se i livelli superano la soglia dei 10 nanogrammi.

Per migliorare ulteriormente la specificità diagnostica del PSA ed ottenere informazioni aggiuntive, nei casi in cui il suo livello è superiore alla norma viene spesso misurato anche il PSA libero e calcolato il rapporto tra PSA libero e quello totale. Per valutare l'aggressività del tumore e distinguere tra patologia benigna e maligna si considera anche la velocità con cui il valore incrementa tra una misurazione e l'altra.

Si è visto, infatti, che in condizioni normali, il livello di PSA libero rispetto al PSA totale è maggiore del 20%. Valori inferiori indicano la possibile presenza di una patologia tumorale, mentre valori superiori segnalano un'ipertrofia prostatica benigna o una prostatite. In altre parole se il rapporto tra PSA libero e PSA totale è superiore allo 0,20 si può stare più tranquilli, in quanto la produzione del PSA è probabilmente legata a condizioni benigne; viceversa, quando il rapporto scende sotto la soglia dello 0,20 è più probabile la presenza di un tumore maligno.

Per questi motivi, il PSA non ha significato diagnostico e se i suoi livelli si presentano alterati è necessario procedere ad ulteriori approfondimenti per confermare od escludere un carcinoma prostatico.

La necessità di sottoporsi al test va dunque valutata caso per caso.

Le Linee Guida Europee raccomandano l’esecuzione del dosaggio del PSA agli uomini di età maggiore ai 50 anni. Questo limite si abbassa a 45 anni per gli uomini di etnia afro-americana o con familiari di primo grado affetti da questo tipo di neoplasia; recenti studi suggeriscono l’esecuzione del PSA a 40 anni negli uomini portatori di mutazioni note del gene BRCA2. A seguire, la cadenza dei controlli verrà stabilita dall’urologo in base all’età, al valore riscontrato e alla cinetica dei valori rilevati nel tempo. In generale, per uomini con primo riscontro di PSA > 2 ng/ml a 60 anni di età, viene richiesto il dosaggio periodico dell’esame ogni 2 anni.

Con valori elevati di PSA, indipendentemente dall’età del paziente, è utile eseguire una valutazione urologica. È opportuno, se possibile, eseguire anche un emocromo, un esame delle urine e una urinocoltura da portare già alla prima visita urologica, in modo da accelerare i tempi della diagnosi.

Perché controllare il PSA?

L’esame del sangue per il PSA è importante per accertare lo stato della prostata e individuare possibili patologie: rientra infatti tra i principali test di screening per il cancro prostatico.

È fondamentale sapere però che il test in sé non conferma la diagnosi di tumore alla prostata, che dev’essere condotta in seguito alla biopsia e all’esame istologico; l’analisi del PSA rappresenta un indicatore di possibili malattie prostatiche, tra cui il cancro in fase iniziale.

In linea generale l’esame del sangue per la prostata è consigliato per:

  • La prevenzione su individui con diagnosi pregressa di tumore alla prostata.
  • Lo screening per soggetti con disturbi associabili al cancro prostatico.
  • La diagnosi precoce per pazienti asintomatici con familiarità o tra i 50-70 anni.

Esami Successivi in Caso di PSA Alto

Una volta ritirati i risultati degli esami è importante non allarmarsi se si trova un asterisco che segnala un valore alterato di PSA. Il dosaggio del PSA può dare esiti anomali per moltissime ragioni, per esempio patologie benigne della prostata, insufficienza renale, un’esplorazione rettale, una recente attività sessuale o l’uso di farmaci molto comuni e perfino un’attività fisica intensa come il ciclismo. I valori fluttuano inoltre in base al peso corporeo, all’etnia e perfino in relazione alle stagioni dell’anno. Un singolo riscontro di valori superiori alla media non deve quindi destare particolare preoccupazione, anche perché non esiste una soglia di sicura positività: in parte dipende dall’età dato che il PSA tende a crescere con l’avanzare dell’età. Normalmente si considera degna di attenzione una concentrazione di PSA superiore a 3 ng/mL, ma valori inferiori non permettono di escludere completamente la malattia. La biopsia conferma la presenza di un tumore in meno di 1 uomo su 4 con valori di PSA compresi tra 3 e 10 ng/mL. Se i livelli sono molto elevati il sospetto di un tumore si fa invece più fondato. Più che il valore assoluto, però, sembra che abbia una rilevanza maggiore l’andamento nel tempo del PSA, mentre la percentuale di PSA libero, cui un tempo si dava particolare importanza, secondo le linee guida AIOM non è da considerare a fini diagnostici.

Le Linee guida europee e di AIOM consigliano, in presenza di un valore di PSA compreso fra 3 e 10 ng/mL, di eseguire una risonanza magnetica multiparametrica (mpMRI), prima di sottoporsi a un’eventuale biopsia prostatica. Questo particolare tipo di risonanza magnetica permette di osservare la morfologia della ghiandola prostatica mettendo in luce diversi parametri. Alcuni studi hanno dimostrato che la risonanza magnetica multiparametrica è in grado di discriminare fra un tumore aggressivo e uno con minori possibilità di diventarlo. I tumori sono classificati come non aggressivi quando soddisfano alcune caratteristiche istologiche (es. un valore di Gleason minore o uguale a 6) e sono quelli per cui è più probabile che avvenga una sovradiagnosi. In diverse analisi, questa tecnica si è rivelata sensibile e specifica per identificare l’adenocarcinoma prostatico e valutare lesioni sospette in pazienti con valori alti di PSA o esami clinici positivi. Per rendere più affidabile e standardizzato tale esame, si utilizzano protocolli dedicati e si utilizza un sistema di classificazione del rischio di malattia da 1 (poco probabile) a 5 (altamente probabile). Tale classificazione viene chiamata PI RADS, e indirizza l’urologo verso l’opportunità o meno di eseguire prelievi mirati (generalmente per valori PI RADS ≥3).

La biopsia prostatica resta sempre l’esame fondamentale per arrivare alla diagnosi definitiva di tumore, ma la risonanza magnetica può determinare un notevole aumento nella precisione della diagnosi, identificando le aree bersaglio dove concentrare i prelievi e l’estensione locale dell’eventuale tumore. Queste informazioni, unite ad altri parametri clinici e di laboratorio, nelle mani di un clinico esperto sono molto preziose per indirizzare i pazienti verso il trattamento più indicato.

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