Esami del Sangue: Profilo Lipidico e Valori Normali

Il profilo lipidico è un esame del sangue che misura la concentrazione di specifici grassi presenti nel sangue, noti come lipidi. Tra questi, i principali sono il colesterolo totale, il colesterolo HDL, il colesterolo LDL e i trigliceridi. Il profilo lipidico fornisce una fotografia dettagliata della salute cardiovascolare attraverso la misurazione dei principali lipidi circolanti.

I lipidi sono molecole essenziali per numerosi processi biologici. Oltre a costituire parte delle membrane cellulari, partecipano alla produzione di alcuni ormoni e rappresentano una riserva energetica per l’organismo.

Componenti del Profilo Lipidico

Il profilo lipidico standard comprende la misurazione di quattro componenti principali: colesterolo totale, colesterolo HDL, colesterolo LDL e trigliceridi.

  • Colesterolo Totale: Rappresenta la quantità complessiva di colesterolo presente nel sangue.
  • Colesterolo HDL: Conosciuto come “colesterolo buono“, l’HDL svolge una funzione protettiva trasportando il colesterolo in eccesso dalle arterie verso il fegato, dove viene eliminato.
  • Colesterolo LDL: Il colesterolo LDL, o “colesterolo cattivo“, tende ad accumularsi sulle pareti delle arterie, favorendo la formazione di placche aterosclerotiche che possono ostruire il flusso sanguigno. L’eccesso di colesterolo LDL è un pericolo per la salute delle arterie perché queste lipoproteine, che trasportano l’eccesso di colesterolo dal fegato alle cellule del corpo attraverso le arterie, possono andare incontro a modificazioni strutturali - per es. placche aterosclerotiche.
  • Trigliceridi: Sono un tipo di grasso che deriva principalmente dalla digestione dei cibi.

Valori Normali e Interpretazione

I valori ideali del profilo lipidico possono variare leggermente in base a età, sesso e presenza di altre condizioni cliniche. Gli esperti suggeriscono di eseguire un primo controllo del profilo lipidico tra i 20 e i 35 anni. In assenza di fattori di rischio particolari, l’esame dovrebbe essere ripetuto ogni cinque anni. In presenza di condizioni predisponenti come diabete, ipertensione, obesità o familiarità per malattie cardiovascolari, il medico può indicare controlli più ravvicinati.

Il profilo lipidico è essenziale anche per chi è in trattamento con farmaci ipolipemizzanti, come le statine. In presenza di valori alterati, è fondamentale rivolgersi a un medico specialista. Ai suoi valori è infatti legata la probabilità teorica di subire una malattia correlata all'aterosclerosi, come l'angina pectoris, l'infarto miocardico, l'ictus o la claudicatio intermittens.

Un tempo, in ambito clinico, l'attenzione si focalizzava soprattutto sui valori di colesterolo totale, mentre oggi viene data maggiore importanza al colesterolo HDL e al suo rapporto con la frazione LDL. Trigliceridi, glicemia, omocisteina e markers dell'infiammazione (come la proteina C reattiva) hanno assunto un importante significato nell'intento di definire il rischio cardiovascolare in un'ottica globale.

Questi parametri clinici, comunque - anche se considerati nel loro insieme - rappresentano soltanto uno dei tanti fattori predisponenti alle malattie cardiovascolari, che sono favorite anche da ipertensione, diabete mellito, fumo di sigaretta, obesità (soprattutto quella androide), familiarità per tali patologie e inattività fisica. Esistono infatti alcuni pazienti geneticamente predisposti a sviluppare l’ipercolesterolemia.

Colesterolo LDL: Valori Ottimali

Nelle linee guida americane e nei trial più recenti, il suo valore viene preso come punto di riferimento per discriminare la 'soglia' della terapia farmacologica. Sono "auspicabili" valori di colesterolo totale inferiori a 200 mg/dl e di colesterolo LDL inferiori a 130 mg/dl. Sono considerati valori "limite" per il colesterolo totale quelli compresi tra 200 e 239 mg/dl e per il colesterolo LDL tra 130 e 159 mg/dl.

La misurazione del colesterolo nel sangue è fondamentale per valutare il rischio di eventi vascolari come infarti e ictus. Le linee guida per il controllo del rischio di infarto miocardico e ictus cerebrale, indicano fondamentale il monitoraggio di LDL-C (essendo causa dominante dell’aterosclerosi). Per un paziente “apparentemente sano” indipendentemente dall’età e dal sesso è adeguato LDL-C <100 mg/dl precisando che ciò non elimina il rischio di evento vascolare permanendo il rischio-vita dovuto all’invecchiamento delle arterie.

Una colesterolemia LDL oltre 100 mg/dl ma compresa nei 130 mg/dl va monitorata inizialmente ogni sei mesi e poi annualmente a fronte di stili di vita adeguatamente rivisti nella dieta, nella attività fisica e nel controllo del peso corporeo che abbiano ricondotto i valori di LDL-C sotto la soglia indicata, il controllo della pressione arteriosa è altrettanto consigliato per ottenere ulteriore l’abbassamento del rischio cardiovascolare.

Colesterolo HDL: Il "Colesterolo Buono"

Il colesterolo HDL (High-Density Lipoprotein) è comunemente noto come “colesterolo buono“, benefico per la salute di un individuo. Questo perché le lipoproteine ad alta densità HDL svolgono un ruolo fondamentale nel trasportare il colesterolo in eccesso dai tessuti periferici verso il fegato, dove verrà metabolizzato ed eliminato dall’organismo.

L’esame del colesterolo HDL, insieme al colesterolo LDL e ai trigliceridi, viene effettuato per valutare il rischio complessivo di sviluppare malattie cardiovascolari: maggiori sono i livelli di HDL, maggiore è l’effetto protettivo sull’apparato cardiocircolatorio.

Valori Normali di HDL

Il valore ottimale di colesterolo HDL varia leggermente in base al sesso e all’età. Per un adulto sano, i livelli consigliati sono generalmente superiori a 45 mg/dL:

  • Uomini: superiore a 40 mg/dL;
  • Donne: superiore a 50 mg/dL.

È importante valutare i livelli di HDL nel contesto dei valori di colesterolo totale e del rapporto con il colesterolo LDL: infatti, un rapporto colesterolo totale e HDL inferiore a 5 implica un minore fattore di rischio per disturbi e malattie cardiovascolari. Nello specifico, livelli di HDL superiori a 60 mg/dL sono considerati vantaggiosi per prevenire aterosclerosi, ictus e infarti: tuttavia, un valore ulteriormente più alto di questa soglia non garantisce necessariamente una riduzione del rischio.

HDL Basso: Rischi

Invece, quando i livelli di colesterolo HDL sono inferiori ai valori di riferimento (< 40 mg/dL per gli uomini e < 50 mg/dL per le donne), la capacità dell’organismo di rimuovere il colesterolo in eccesso dalle arterie risulta compromessa: ciò può favorire l’accumulo di colesterolo LDL e la formazione di placche lipidiche sulle pareti arteriose.

L’aterosclerosi può causare restringimenti o ostruzioni delle arterie, aumentando il rischio di eventi gravi quali ictus e infarto. Inoltre, bassi livelli di HDL sono spesso associati a fattori di rischio come diabete, ipertensione, obesità e stile di vita sedentario. Quando il colesterolo HDL è basso, soprattutto in combinazione con livelli elevati di LDL, è un campanello d’allarme per la salute cardiovascolare.

Come Ottenere un Profilo Lipidico

Il test per misurare il colesterolo nel sangue si esegue attraverso un prelievo venoso con paziente a digiuno da almeno 8 ore. Prima del prelievo è opportuno osservare una dieta equilibrata per due settimane. Evitare di ingerire alcool 24 ore prima del test.

Fattori che Influenzano i Livelli di Colesterolo

I livelli dei lipidi plasmatici variano significativamente nelle diverse popolazioni in rapporto a fattori genetici oltre che ambientali, in particolare l'alimentazione. Specifichiamo che i fattori ambientali giocano un ruolo importante in tutti i casi di ipercolesterolemia LDL, a prescindere da quanto impattanti siano la componente genetica e quella ambientale.

Questi parametri clinici, comunque - anche se considerati nel loro insieme - rappresentano soltanto uno dei tanti fattori predisponenti alle malattie cardiovascolari, che sono favorite anche da ipertensione, diabete mellito, fumo di sigaretta, obesità (soprattutto quella androide), familiarità per tali patologie e inattività fisica.

Valori bassi di HDL sono inoltre spesso collegati a fattori di rischio aggiuntivi, tra cui diabete, ipertensione, sovrappeso e sedentarietà.

Come Migliorare il Profilo Lipidico

I corretti stili di vita riducono il colesterolo esogeno presente nei cibi e il colesterolo endogeno attraverso la riduzione dei componenti di cui si serve il fegato per la sintesi del colesterolo endogeno e riguardano tutti i pazienti indipendentemente dal sesso, dall’età il cui profilo lipidico non sia a target.

  • Dieta: ridurre l’assunzione di carne rossa a meno di 300gr/settimana minimizzando o abolendo i salumi, introdurre più di 200 gr di vegetali e 200 gr di frutta (se non coesiste il diabete) al giorno, pesce almeno una volta alla settimana, consumo di alcool limitato a 100 gr/settimana ovvero un bicchiere da 50 ml di vino di 12° massimo al giorno con possibilità di raddoppio alla domenica oppure un bicchiere da 100 ml di birra al giorno con possibilità di raddoppio una volta la settimana. Superalcolici assolutamente da evitare. Zucchero con estrema moderazione, bevande dolci gassate da evitare. Introdurre nel condimento olio di oliva, ridurre al minimo l’uso di derivati animali come burro, latte e formaggi.
  • Attività fisica: camminata a velocità moderata di 5km/h di 150-300 min/settimana o 75-150 min/settimana alla velocità di 7-8 km/h, nel caso di impedimento fisico è consigliato l’esercizio di resistenza o di stretching muscolare per 2-3 h/die.
  • Sospensione del fumo di sigaretta: se necessario ricorrere a terapie dissuadenti.
  • Controllo del peso corporeo: BMI dato da peso corporeo in KG diviso il quadrato dell’altezza in metri, indicato al di sotto di 30, auspicabile intorno a 25. In caso di sovrappeso, o comunque di cattivo rapporto tra massa magra e massa grassa, è importantissimo dimagrire riconquistando il normopeso.

Farmaci per il Controllo del Colesterolo

  • Statine: agiscono sul colesterolo endogeno inibendo la formazione di colesterolo nel fegato a partire da AcCoA. Sono molto efficaci ma sono moderatamente epatotossiche e miotossiche e, alcuni pazienti particolarmente sensibili alla loro tossicità devono sospendere il trattamento. Possono portare a una diminuzione del LDL-C del 50%.
  • Inibitori dell’assorbimento del colesterolo: impediscono l’assorbimento da parte delle cellule intestinali del colesterolo. Sono meno efficaci delle statine, riducono il colesterolo del 20%-30% e vengono somministrati sia in monoterapia che associati alle statine.
  • Inibitori del PCSK9 (anticorpi monoclonali contro il PCSK9): si tratta di farmaci di nuova generazione, agiscono sulla proteina PCSK9 inibendola e così facendo facilitano l’aumento dei recettori per le LDL sulla cellula epatica in altri termini aumenta il riassorbimento epatico del LDL-C riducendolo fino al 75%.

Il profilo lipidico è uno strumento fondamentale per la valutazione cardiovascolare completa e per impostare eventuali interventi preventivi. Valori ottimali del profilo lipidico aiutano a mantenere la salute cardiovascolare e ridurre il rischio di malattie cardiocircolatorie.

Per la cottura degli alimenti, bollitura, cottura a vapore, grigliatura e cottura al microonde non necessitano l’aggiunta di ulteriori grassi, perciò sono da considerarsi ideali.

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