Esami del sangue per rilevare infezioni virali

Capita spesso di avere la febbre alta e chiedersi se si tratta di un’infezione virale o batterica. Per capire come distinguere tra un’infezione virale e una batterica è prima necessario sapere di cosa stiamo parlando.

Virus e batteri sono microrganismi che presentano diverse caratteristiche comuni: entrambi possono essere responsabili dell’insorgere di malattie, hanno la capacità di trasmettersi tra individui e, in alcuni casi, condividono sintomi e manifestazioni simili.

La corretta identificazione del patogeno responsabile di un’infezione (virus o batterio) è essenziale per stabilire il trattamento più adeguato. Sono entrambi microrganismi responsabili di malattie e hanno la capacità di trasmettersi da un individuo all’altro, talvolta condividendo sintomi e manifestazioni.

Che cosa sono virus e batteri?

I virus sono particelle molto piccole, visibili solo con i microscopi più potenti, composte da materiale genetico (DNA o RNA) circondato da un rivestimento proteico. Nello specifico, sono particelle formate da un nucleo contenente materiale genetico (DNA o RNA) circondato da un rivestimento proteico chiamato capside.

A differenza dei batteri, i virus non sono in grado di riprodursi da sé. Per replicarsi, infatti, devono invadere una cellula vivente, chiamata cellula ospite. Di solito, questo processo danneggia o uccide la cellula ospite. Esistono migliaia di virus diversi.

Quando l’organismo viene infettato da un virus, i globuli bianchi lo aggrediscono e “ricordano” come combatterlo in caso di successiva esposizione. Molti virus provocano una malattia poco dopo essere stati contratti e poi scompaiono. Altri, invece, come l’HIV o l’herpes virus, non scompaiono e la malattia permane per molto tempo. Si parla, in questi casi, di infezione latente.

I batteri sono esseri viventi unicellulari che, a differenza dei virus, si riproducono in modo autonomo. Vivono in colonie, ma non sono tutti nocivi per la nostra salute, anzi, alcuni sono fondamentali. Esistono milioni di tipi diversi di batteri, che vivono in vari ambienti. Solo alcuni tipi di batteri sono solitamente associati a malattie attive, e sono chiamati patogeni.

I batteri possono essere classificati in diversi modi, ad esempio in base alla colorazione (Gram-positivi o Gram-negativi), alla forma (cocchi, bacilli, spirochete) o alla necessità di ossigeno (aerobi, anaerobi, facoltativi).

Questo accade perché i disturbi causati da entrambi i tipi di infezione sono frequentemente generici e comuni, rendendo arduo per un individuo non specialista identificarne la causa. Affidarsi alla sola interpretazione dei sintomi può portare a diagnosi errate e, di conseguenza, a trattamenti inappropriati.

Per tale motivo, si sottolinea l’importanza di non ricorrere all’autodiagnosi, e ancor meno all’automedicazione. È sempre raccomandato rivolgersi a uno specialista in grado di effettuare una visita scrupolosa.

Come si diagnosticano le infezioni virali o batteriche?

La diagnosi inizia con la valutazione medica e l’esame dei sintomi. Per distinguere i diversi agenti patogeni, il medico può prescrivere esami di laboratorio. Tra questi: test colturali (per batteri o virus tramite saggi molecolari), test molecolari (che dimostrano la presenza del materiale genetico virale o batterico), e test sierologici (per rilevare la presenza di anticorpi).

Test diagnostici:

  • Test colturali: possono evidenziare la presenza di batteri nel sangue, nei tessuti o nelle urine e, se positivi, fornire un antibiogramma per determinare la terapia antibiotica più appropriata.
  • Test molecolari: dimostrano la presenza del materiale genetico (DNA o RNA) di virus o batteri nel sangue o nei tessuti. Tecniche come la PCR possono produrre molte copie del materiale genetico, consentendo l’identificazione rapida e precisa del virus.

Approccio Generale all'Analisi del Sangue in Caso di Sospetta Infezione Virale

Inizialmente, si eseguono test di screening non specifici, utili per individuare la presenza di un'infiammazione o di una risposta immunitaria in atto. Questi test non identificano il virus specifico, ma forniscono indizi preziosi sulla natura dell'infezione (virale, batterica, fungina, ecc.) e sulla sua gravità.

Emocromo Completo (CBC)

L'emocromo completo è uno degli esami del sangue più comuni e fornisce informazioni dettagliate sulle diverse cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. In caso di infezione virale, si possono osservare le seguenti alterazioni:

  • Leucocitosi o Leucopenia: I globuli bianchi (leucociti) sono le cellule del sistema immunitario responsabili della difesa contro le infezioni. In alcune infezioni virali, il numero dei leucociti può aumentare (leucocitosi), indicando una risposta immunitaria attiva. Tuttavia, in altre infezioni virali, soprattutto nelle fasi iniziali o in infezioni che deprimono il sistema immunitario, il numero dei leucociti può diminuire (leucopenia).
  • Linfocitosi o Linfopenia: I linfociti sono un tipo specifico di globuli bianchi particolarmente importanti nella risposta immunitaria contro i virus. Molte infezioni virali causano un aumento dei linfociti (linfocitosi), in particolare dei linfociti T e dei linfociti NK (Natural Killer). Alcune infezioni virali, come l'HIV, possono causare una linfopenia, compromettendo la capacità del corpo di combattere le infezioni.
  • Neutropenia: I neutrofili sono un altro tipo di globuli bianchi che svolgono un ruolo importante nella difesa contro le infezioni batteriche e fungine. Sebbene meno comune, alcune infezioni virali possono causare una diminuzione dei neutrofili (neutropenia).
  • Variazioni nella Morfologia Cellulare: L'osservazione al microscopio delle cellule del sangue può rivelare alterazioni morfologiche indicative di un'infezione virale. Ad esempio, i linfociti attivati possono apparire più grandi e con un nucleo più irregolare.

Proteina C Reattiva (PCR)

La PCR è una proteina prodotta dal fegato in risposta all'infiammazione. I livelli di PCR aumentano rapidamente in caso di infezione, ma non sono specifici per le infezioni virali. Un aumento della PCR indica semplicemente che c'è un'infiammazione in corso, ma non ne specifica la causa. Tuttavia, la PCR può essere utile per monitorare la risposta al trattamento e per distinguere tra infezioni virali e batteriche.

Velocità di Eritrosedimentazione (VES)

La VES misura la velocità con cui i globuli rossi si depositano sul fondo di una provetta di sangue in un'ora. Un aumento della VES indica la presenza di infiammazione nel corpo, ma come la PCR, non è specifico per le infezioni virali.

Procalcitonina (PCT)

La PCT è un precursore dell'ormone calcitonina, e i suoi livelli aumentano significativamente in risposta a infezioni batteriche, in particolare se gravi. Sebbene la PCT possa aumentare leggermente anche in alcune infezioni virali, l'aumento è generalmente molto inferiore rispetto alle infezioni batteriche. Per questo motivo, la PCT viene spesso utilizzata per distinguere tra infezioni virali e batteriche, specialmente in ambito di terapia intensiva o in pazienti con polmonite.

Test Specifici per la Diagnosi di Infezioni Virali

Se i test di screening suggeriscono la presenza di un'infezione virale, è necessario eseguire test più specifici per identificare il virus responsabile. Questi test possono includere:

Test Virologici Diretti

Questi test rilevano direttamente la presenza del virus nel campione biologico (sangue, saliva, tampone nasofaringeo, urine, ecc.).

  • Reazione a Catena della Polimerasi (PCR): La PCR è una tecnica di biologia molecolare che amplifica il materiale genetico del virus (DNA o RNA), consentendo di rilevarlo anche se presente in quantità molto piccole. La PCR è estremamente sensibile e specifica, e viene utilizzata per diagnosticare un'ampia gamma di infezioni virali. La PCR può essere quantitativa, fornendo informazioni sulla carica virale (la quantità di virus presente nel campione), che è utile per monitorare la risposta al trattamento.
  • Test Antigenici: Questi test rilevano la presenza di proteine virali (antigeni) nel campione. I test antigenici sono generalmente più rapidi ed economici della PCR, ma sono anche meno sensibili. Vengono spesso utilizzati per la diagnosi rapida di infezioni respiratorie come l'influenza e il COVID-19.
  • Coltura Virale: La coltura virale consiste nel far crescere il virus in vitro (in laboratorio) su cellule sensibili. La coltura virale è un metodo tradizionale per la diagnosi di infezioni virali, ma è più lenta e complessa della PCR e dei test antigenici. Viene utilizzata principalmente per la ricerca di nuovi virus o per la tipizzazione virale (identificare la variante specifica di un virus).

Test Sierologici (Ricerca di Anticorpi)

Questi test rilevano la presenza di anticorpi specifici contro il virus nel sangue. Gli anticorpi sono proteine prodotte dal sistema immunitario in risposta a un'infezione. La presenza di anticorpi specifici indica che il paziente è stato esposto al virus in passato, ma non necessariamente che è attualmente infetto.

I test sierologici possono essere utilizzati per:

  • Diagnosticare infezioni pregresse: La presenza di anticorpi IgG (Immunoglobuline G) indica un'infezione pregressa e l'immunità al virus.
  • Diagnosticare infezioni recenti: La presenza di anticorpi IgM (Immunoglobuline M) indica un'infezione recente o in fase acuta.
  • Valutare lo stato immunitario: I test sierologici possono essere utilizzati per valutare la risposta immunitaria a un vaccino o per determinare se un individuo è immune a una determinata infezione.

I test sierologici più comuni includono:

  • ELISA (Enzyme-Linked Immunosorbent Assay): ELISA è un test sierologico molto sensibile e specifico che viene utilizzato per rilevare e quantificare gli anticorpi contro una vasta gamma di virus.
  • Immunofluorescenza Indiretta (IFA): IFA è un test sierologico che utilizza anticorpi marcati con un fluorocromo per rilevare gli anticorpi specifici nel campione.
  • Neutralizzazione Virale: Questo test misura la capacità degli anticorpi del paziente di neutralizzare l'attività infettiva del virus in vitro.

Differenze tra infezione virale e batterica

La differenza fondamentale è la cura: le infezioni batteriche spesso necessitano di cura antibiotica, mentre quelle virali no. I batteri si riproducono da soli, mentre i virus utilizzano le cellule ospiti per moltiplicarsi. Nonostante possano condividere sintomi, sapere con cosa si ha a che fare è fondamentale per il medico per prescrivere la terapia adeguata.

Le più comuni riguardano le vie aeree superiori, come influenza, raffreddore, mal di gola e sinusiti. Altri esempi includono malattie esantematiche (varicella, rosolia, morbillo), malattie gastroenteriche, herpes orale e genitale, HIV, ed epatite B e C. Alcune infezioni virali, come le epatiti, possono diventare croniche.

Le infezioni batteriche possono essere facilmente curabili o causare quadri sistemici gravi con elevata mortalità se non trattate. Esempi includono polmoniti o setticemie, infezioni da Stafilococco aureo, Helicobacter pylori, Shigella (che provoca dissenteria), e Streptococcus pneumoniae (che causa otiti e sinusiti).

Spesso non esistono trattamenti specifici per molte infezioni virali. La cura si concentra sull’alleviare i sintomi, ad esempio con idratazione, farmaci per abbassare la febbre o trattare dolori e congestione. Per alcuni virus specifici (come Sars-CoV-2, virus dell’epatite, herpes virus, HIV, virus dell’influenza) esistono farmaci antivirali. Gli antibiotici non sono efficaci contro i virus.

Le infezioni batteriche necessitano spesso di una cura antibiotica. Esistono molti antibiotici differenti, e l’antibiogramma può aiutare a determinare quello più appropriato. È fondamentale usare gli antibiotici solo quando necessario e per il minor tempo possibile a causa del problema crescente della resistenza batterica.

Gli antibiotici sono farmaci specifici che agiscono uccidendo i batteri o bloccandone la crescita interferendo con i loro meccanismi vitali. I virus sono strutturalmente e funzionalmente diversi dai batteri: non si riproducono autonomamente ma invadono le cellule ospiti utilizzandone le strutture. Gli antibiotici non hanno alcun effetto su questi processi virali.

È chiaro ormai che le analisi del sangue sono test fondamentali per verificare la propria salute, e la loro frequenza consigliata può variare in base a diversi fattori, tra cui l'età, il sesso, le condizioni di salute e la storia medica individuale.

Tabella riassuntiva: Caratteristiche distintive tra infezioni virali e batteriche

Caratteristica Infezione Virale Infezione Batterica
Esordio Spesso improvviso, con febbre moderata (37,5°-38,5°C) Progressivo, con febbre alta e persistente (>38,5°C)
Durata della febbre 3-5 giorni, poi tende a diminuire Oltre 5 giorni, spesso peggiora
Tosse Secca o produttiva, migliora in pochi giorni Persistente, con muco denso e colorato
Secrezioni nasali Muco chiaro o trasparente Muco denso, giallo/verde persistente
Mal di gola Lieve-moderato, bruciore diffuso Intenso, spesso con placche bianche sulle tonsille
Gonfiore linfonodi Lieve o moderato Spesso evidente e doloroso
Dolori muscolari Frequenti Meno frequenti

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