Esami del Sangue per la Diagnosi Precoce del Cancro: Una Panoramica Dettagliata

Individuare un tumore nelle sue fasi iniziali di sviluppo grazie a un prelievo di sangue è uno degli obiettivi principali della ricerca contro il cancro. Nella lotta al cancro, prima si arriva ad una diagnosi certa e maggiori sono le probabilità di superare con successo la malattia.

Cos'è l'ISET?

«Lo dice lo stesso acronimo: Iset, isolamento delle cellule tumorali in base alla loro dimensione», spiega l’immunologa Antonella Viola, ordinario di patologia generale all’Università di Padova. «Si tratta di una tecnica che, attraverso un esame del sangue, individua le cellule cancerose circolanti nell’organismo. L’obiettivo è arrivare alla diagnosi in anticipo rispetto a quanto non si riesca a fare ricorrendo alle tecniche di diagnostica per immagine: come Tac, Pet e risonanza magnetica.

Come Funziona l'ISET

Nel sangue delle persone sane si ritrovano soltanto tre tipologie cellulari: i leucociti, gli eritrociti e le piastrine. Quando si ritrova una cellula più grande, che normalmente non dovrebbe esserci, è fondato il sospetto che segnali la presenza di un tumore già sviluppatosi.

Risultati della Ricerca sulle Cellule Tumorali nel Sangue

Molti laboratori stanno lavorando da anni sulla ricerca di cellule tumorali circolanti ed esistono almeno una quarantina di metodi diversi per l’identificazione di queste cellule. Il reale vantaggio di questo approccio rispetto agli altri è tutto da dimostrare. La maggior parte degli studi che lo supportano sono stati condotti in vitro o su modello animale, ma ci sono anche ricerche in cui è stato possibile scoprire le cellule tumorali nei pazienti.

I dati, nello specifico, riguardano cellule neoplastiche polmonari, del colon-retto, della prostata, del seno, del pancreas, del fegato e del melanoma. I risultati, in linea teorica, in futuro potrebbero essere estesi a tutti i tumori. Ma al momento non esiste alcun trial clinico randomizzato che confronti la ricerca delle cellule tumorali nel sangue con gli iter diagnostici al momento in uso per le diverse neoplasie. Per questo motivo il sistema di isolamento di Iset non è considerato migliore dalla comunità scientifica rispetto agli altri disponibili. Il giudizio, dunque, è rimandato.

Limiti dell'ISET

L'ISET non è utilizzabile per diagnosi precoce in soggetti sani, e questo rappresenta il suo più grande limite. Una volta scoperta la positività di una persona a un test, occorre sottoporla a indagini non specifiche: Tac, Pet e risonanze magnetiche.

Differenza tra ISET e Marcatori Tumorali

La ricerca di cellule tumorali è meno precisa rispetto alla diagnostica molecolare. Nel primo caso è come se si calasse una rete per verificare se qualcosa rimane impigliato tra le maglie. Per andare alla ricerca del Dna o dei microRna in circolo occorre invece sapere che cosa si sta cercando. A causa della grande variabilità individuale e della natura eterogenea del cancro, l’analisi dei microRna a scopo diagnostico in soggetti sani è ancora una sfida.

Biopsia Liquida e CancerSEEK

Tra le tecniche messe a punto per intercettare il tumore sin dal suo esordio c'è la biopsia liquida, una numerosa varietà di test effettuati su un prelievo di sangue al fine di valutare la presenza di “tracce” del tumore. Ultimo in ordine di tempo è CancerSEEK sviluppato dalla Johns Hopkins University.

Come Funziona CancerSEEK

Gli scienziati statunitensi hanno sperimentato il test su mille pazienti che avevano già ricevuto diagnosi di una delle otto forme di tumore (ovaio, fegato, stomaco, pancreas, esofago, colon retto, polmone e seno) non ancora metastatico. Dalle analisi è emerso che la nuova biopsia liquida è stata in grado in oltre il 70% dei casi di individuare nel sangue dei pazienti la presenza del tumore.

CancerSEEK si è dimostrato utile nello scovare tumori in stadio avanzato ma nessun dato, ad oggi, dimostra che sia capace di scoprire anche quelli agli stadi iniziali e men che meno quelli che non hanno ancora dato sintomi.

Utilità della Biopsia Liquida

Se la diagnosi precoce di tumore attraverso un prelievo di sangue dunque è ancora lontana ad arrivare, la biopsia liquida -e in particolare il test CancerSEEK- è già oggi uno strumento molto utile nella lotta ai tumori. I principali settori di utilizzo della di queste tecniche sono il monitoraggio dell'evoluzione della malattia (attraverso il dosaggio di alcuni biomarcatori) e la scelta delle terapie.

Attraverso la biopsia liquida è infatti possibile analizzare le caratteristiche genetiche del tumore che già è presente al fine di somministrare la migliore terapia. A differenza di una biopsia tradizionale, dove il risultato è una “fotografia” parziale del tumore relativa solo alla sede dove è stato effettuato il prelievo del tessuto, con la biopsia liquida è possibile seguire l'evoluzione della malattia.

Test MCED (Multi-Cancer Early Detection)

È sufficiente un esame del sangue per individuare fino a 50 tipi diversi di cancro. In base a quanto scoperto dai ricercatori, il test consente non solo di giungere alla diagnosi precoce, ma anche di capire qual è il tessuto di origine e l’eventuale localizzazione del tumore primitivo.

Lo studio prospettico, chiamato Circulating Cell-free Genome Atlas, ha dimostrato che un test MCED basato sul sangue che utilizza il sequenziamento del DNA privo di cellule (cfDNA), in combinazione con l’apprendimento automatico, potrebbe rilevare i segnali del cancro su più tipologie e predire l’evoluzione con precisione altamente elevata.

Come Funziona il Test MCED

Il test MCED, utilizzando il sequenziamento di ultima generazione e i sistemi di intelligenza artificiale, va alla ricerca di frammenti di DNA circolante (ctDNA), liberati dalle cellule tumorali. I frammenti individuati nel campione di sangue sono poi sequenziati per trovare specifiche metilazioni in grado di fornire indicazioni sul tessuto di origine.

“L’aspetto entusiasmante di questo approccio è che ha permesso di individuare tumori sia solidi sia liquidi. È davvero un test pan-tumorale”, ha sottolineato Deborah Schrag, prima autrice dello studio clinico.

Studio PATHFINDER

Il trial PATHFINDER prevedeva due gruppi di pazienti:

  • Gruppo A: soggetti ad alto rischio di tumore, definito da una precedente storia di cancro, una storia di fumo, una predisposizione genetica al tumore o una malattia oncologica ereditaria.
  • Gruppo B: soggetti che non soddisfacevano questi criteri.

I regolari screening oncologici raccomandati dalle linee guida sono stati contestualmente portati avanti in tutti i pazienti dello studio. Nel caso di test negativo, non venivano effettuati ulteriori controlli fino al follow-up a 12 mesi. Per i test positivi, la scelta dell’approccio diagnostico è stata lasciata alla discrezione del clinico.

Marcatori Tumorali

I marcatori tumorali (anche conosciuti come markers tumorali), e più recentemente classificati tra i marcatori biologici (biomarkers), sono sostanze, per lo più proteine, facilmente rintracciabili nel sangue con un semplice prelievo ematico venoso. Si tratta di frequente di molecole che possono essere prodotte anche dalle cellule non tumorali in assenza di malattia. Le cellule cancerose, tuttavia, moltiplicandosi in genere più velocemente, possono rilasciarne nel sangue quantità maggiori rispetto alla norma.

Utilizzo dei Marcatori Tumorali

I marcatori tumorali possono essere impiegati nella diagnosi di alcuni tipi di cancro, nella valutazione prognostica, ma soprattutto nel monitoraggio della risposta ai trattamenti farmacologici. Quando un tumore è presente ed è stato diagnosticato, l’andamento dei marcatori può invece essere utile a misurare la risposta a un trattamento e a seguire l’evoluzione della malattia.

Quando i marcatori sono affidabili, il monitoraggio dei loro livelli rappresenta un metodo semplice e poco invasivo per seguire nel corso del tempo la malattia, oppure per individuare precocemente una ripresa dopo una remissione.

È inoltre importante sottolineare che nessuno dei marcatori e dei test attualmente disponibili è consigliato come strumento di screening per la diagnosi precoce di un tumore, soprattutto in assenza di disturbi che facciano sospettare la malattia. Peraltro alcuni di questi marcatori possono risultare positivi per ragioni diverse dal cancro (falso positivo). Oppure è, viceversa, possibile che un tumore, soprattutto se di piccole dimensioni, non si rifletta in un corrispondente significativo aumento del marcatore (falso negativo).

Inoltre va ricordato che non tutte le persone affette da un certo tipo di tumore presentano necessariamente valori elevati del relativo marcatore tumorale, e che per determinati tipi di cancro non sono stati ancora identificati dei marcatori tumorali.

Date queste premesse, il dosaggio dei marcatori deve essere richiesto dal medico dietro specifica motivazione clinica, altrimenti il paziente che decidesse autonomamente di eseguire questo tipo di test, per curiosità o scrupolo personale, potrebbe interpretarne i risultati in modo fuorviante.

Esempi di Marcatori Tumorali

  • PSA (Antigene Prostatico Specifico): Utilizzato per la diagnosi e il monitoraggio del cancro alla prostata.
  • CEA (Antigene Carcino-Embrionario): Utilizzato nella diagnosi e nel monitoraggio di vari tipi di tumori, tra cui il cancro del colon-retto, del polmone e del pancreas.
  • AFP (Alfafetoproteina): Utilizzato principalmente nella diagnosi e nel monitoraggio del cancro al fegato.
  • CA 125 (Antigene tumorale 125): Si può trovare in alte concentrazioni nel sangue di pazienti con diversi tipi di tumore tra cui il carcinoma dell’ovaio.

Test Galleri

Può davvero rappresentare la frontiera per eccellenza nel campo della prevenzione e della scoperta di tumori in fase iniziale e a largo spettro: con una semplice analisi del sangue si potrebbero scoprire fino a 50 tipologie diverse di cancro e adottare le giuste contromisure in tempo utile. Da qui ecco alla ribalta questo test, chiamato di Galleri, realizzato dall’azienda californiana Grail la cui missione è individuare precocemente il cancro quando può essere curato.

Questi test, per nulla invasivi, possono essere particolarmente utili per individuare tumori “silenti” (ad esempio per tumori a pancreas e ovaie) spesso asintomatici finché la malattia non è in stadio avanzato e più difficile da trattare.

Come Funziona il Test Galleri

Gli esperti della Grail spiegano che il test di Galleri “è in grado di identificare il Dna rilasciato dalle cellule tumorali (impronte digitali uniche) per individuare alcuni dei tumori più mortali prima che diventino sintomatici, quando il cancro può essere trattato più facilmente e potenzialmente curabile.

Per poter essere effettuato deve essere prescritto da un medico e utilizzato oltre a tutti gli screening del caso quali colonscopia, mammografia ecc. “È consigliato alle persone di età superiore ai 50 anni o a coloro che presentano un rischio elevato di cancro a causa di fattori genetici, storia familiare, esposizione ambientale o altri fattori di rischio”, spiegano gli esperti.

Altri Test Simili

Oltre a Galleri ci sono altri test simili in fase di sviluppo in grado di individuare con maggiore precisione anche l’organo e il tessuto canceroso: tra questi ecco il test Shield di Guardant Health che ricerca esclusivamente il cancro del colon-rettomentre per lo screening su tumori multipli, oltre a Galleri c’è il Cancerguard di Exact Sciences, preceduto da CancerSeek che è stato sviluppato e studiato dai ricercatori del Johns Hopkins Sidney Kimmel Cancer Center.

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