Esami del Sangue Dopo Puntura di Zecca: Cosa Fare

Le zecche, piccoli parassiti ematofagi, rappresentano una potenziale minaccia per la salute umana e animale. Il rischio principale associato alle zecche è la trasmissione di diverse malattie, tra cui la più nota è la malattia di Lyme, causata dal batterio Borrelia burgdorferi. Comprendere quali esami del sangue sono disponibili e quando è appropriato eseguirli è fondamentale per una diagnosi precoce e un trattamento efficace.

Come Evitare il Morso delle Zecche

Per evitare incontri ravvicinati con le zecche passeggiando nei boschi o durante un pic-nic in campagna, è consigliabile non camminare sui sentieri erbosi, specialmente nelle aree in cui l’erba è alta e non sedersi su campi o prati incolti, a meno di essere adeguatamente protetti. L’abbigliamento protettivo comprende scarpe chiuse, cappello e indumenti che coprano braccia, gambe e caviglie. Se gli abiti sono di colori chiari, è più facile identificare la presenza di una eventuale zecca. Inoltre appositi prodotti repellenti per insetti possono tenere alla larga questi parassiti o scoraggiarne l’attacco.

Al rientro dall’escursione è bene ispezionare accuratamente tutto il corpo, cuoio capelluto compreso, per verificare che non ci siano zecche sulla pelle. Dopo aver frequentato un luogo dove potrebbero trovarsi le zecche è bene controllare attentamente l'intera superficie cutanea, l'abbigliamento ed eventuali animali domestici.

Cosa Fare se si è Morsi da una Zecca?

Se una zecca si è conficcata nella pelle, è opportuno rimuoverla prima possibile perché la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata del contatto. Infatti, dopo un periodo di alcune ore in cui la zecca è saldamente ancorata alla cute per alimentarsi, essa rigurgita parte del pasto ed è verosimilmente in questa fase che eventuali patogeni potrebbero essere inoculati nel sangue.

Come Rimuovere la Zecca

  • Non applicare mai sulla zecca prodotti potenzialmente tossici (alcool, vaselina, olio…) al fine di stordirla o soffocarla: potrebbero causare il vomito della zecca con aumento del rischio di trasmissione del patogeno.
  • La zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione. Attualmente si possono trovare in commercio degli specifici estrattori.
  • Durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni.
  • Dopo la rimozione della zecca disinfettare la zona con disinfettanti che non colorano la cute (per poter poi vedere eventuali arrossamenti).
  • Evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette (con guanti) e poi lavate.
  • Spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile o con pinzette a punte sottili adeguatamente sterilizzate.

Per la rimozione delle zecche è bene usare una pinzetta sottile, afferrando l’animale per la testa attraverso una leggera rotazione antioraria e tirando delicatamente fino al distacco. Meglio evitare invece l’uso di olio, acetone, alcol o altri irritanti. Tali sostanze potrebbero infatti causare il rigurgito di saliva o succhi intestinali da parte della zecca che, qualora infetta, potrebbe veicolare malattie. Dopo la rimozione, invece, è consigliabile disinfettare la cute con prodotti incolore (la tintura di iodio, per esempio, non è indicata perché è colorata).

Non bisogna assumere antibiotici e non sono necessari esami del sangue. È invece opportuno monitorare la zona dove è stata trovata la zecca nei trenta giorni successivi. Se compaiono eruzioni cutanee (macchie rossastre) che si allargano sulla pelle e/o altri sintomi come affaticamento, febbre o dolori articolari, è il caso di contattare il medico per il rischio di avere contratto un’infezione.

Controllare lo stato vaccinale, è importante essere in regola con la vaccinazione antitetanica. Non è assolutamente indicata l’applicazione locale di pomate antibiotiche o la profilassi con antibiotico per bocca: queste pratiche potrebbero mascherare la comparsa di sintomi e rendere difficile la diagnosi di un’eventuale malattia.

Malattie Trasmesse dalle Zecche

Anche se il morso di zecca è indolore e può passare inosservato, attraverso di esso la zecca può trasmettere agenti infettivi (batteri, virus) responsabili di alcune malattie, come il morbo di Lyme e la cosiddetta TBE (o encefalite trasmessa da zecca).

La Malattia di Lyme

La zecca dei boschi è un vettore del batterio Borrelia burgdorferi che causa la malattia di Lyme, anche detta borreliosi. Concorrono due fattori affinché una persona contragga la malattia Lyme: la zecca (Ixodes ricinus) responsabile della puntura deve contenere al suo interno (intestino e ghiandole salivari) il batterio Borrelia e deve restare adesa alla cute umana a lungo (il rischio di infezione aumenta di molto se rimane attaccata per più di 12 ore o diversi giorni).

La malattia di Lyme o borreliosi di Lyme è una antropozoonosi, ovvero una di quelle patologie che vengono trasmesse dagli animali all’uomo. Il vettore primario dell’infezione è costituito da una zecca che si è infettata dopo aver morso un animale malato, e che in seguito, trasmette l’infezione batterica all’uomo. Più precisamente, la Borrelia spp. penetra nella pelle attraverso il morso della zecca. Dopo un periodo che può andare dai 3 ai 30 giorni, il batterio migra localmente nella cute, intorno alla zona della puntura. Da qui, si diffonde per via linfatica, o per via ematica.

La malattia di Lyme è, quindi, una sindrome multisistemica che può interessare diversi organi, come: cute; sistema linfatico; sistema nervoso centrale e periferico; sistema cardiovascolare; articolazioni. I sintomi della malattia di Lyme si presentano con intensità e frequenza che variano in base alla stadiazione della patologia. Se non trattata, l’infezione progredisce attraverso più fasi, coinvolgendo distretti corporei differenti, e dando esito a manifestazioni di grado ed entità diversi. In generale, la malattia di Lyme si manifesta più gravemente nei soggetti immunodepressi o affetti da altre patologie.

La malattia di Lyme si manifesta comunemente con chiazze rossastre sulla pelle, a volte accompagnate da febbre, malessere, mal di testa, dolori alle articolazioni e ai muscoli. Tali sintomi compaiono dopo un'incubazione del batterio che può variare da 3 a 32 giorni circa. Col passare delle settimane, se non addirittura dei mesi, possono insorgere disturbi più gravi, alle articolazioni (artriti), al cuore e al sistema nervoso. La malattia di Lyme è infatti una causa possibile anche se poco frequente di sintomi neurologici come paralisi facciale e meningiti.

Generalmente l’eruzione cutanea, nella forma del cosiddetto eritema migrante, non determina prurito, calore o dolore. In genere si localizza in corrispondenza del morso della zecca e aumenta di dimensioni col passare del tempo. Può presentare un’area centrale più chiara.

Il segno più frequente e caratteristico è un arrossamento della pelle (eritema migrante), localizzato nella zona del morso. Talora l’eritema è assente e la malattia può manifestarsi con dolori ai muscoli e alle giunture, cefalea, difficoltà di concentrazione, paralisi del nervo facciale associati a inusuale stanchezza.

L'Encefalite Trasmessa da Zecche (TBE)

L’encefalite da zecca (detta anche encefalite primaverile-estiva) è una malattia virale acuta del sistema nervoso centrale, causata da un Arborvirus appartenente al genere Flavivirus, con caratteristiche comuni ai virus responsabili della febbre gialla e della dengue. Le zecche sono sia un serbatoio animale sia un vettore di questo virus, che non può essere trasmesso da persona a persona ma solo tramite il morso di un animale infetto.

L’infezione si presenta nella fase iniziale con sintomi simili a quelli dell’influenza (febbre, malessere, mal di testa, dolori muscolari e nausea). In circa il 10 per cento dei casi il virus penetra nelle meningi, le membrane protettive del cervello e del midollo spinale, e persino nel cervello, provocando infiammazione e facendo evolvere la malattia in meningite o encefalite. In qualche caso può causare danni permanenti al sistema nervoso ed essere persino fatale (1-2 per cento dei casi). La diagnosi non è così immediata e i soli sintomi non bastano: si procede con la ricerca degli anticorpi specifici nel liquido cerebrospinale o nel sangue attraverso le analisi.

Solitamente l’esordio avviene con febbre, mal di testa e dolori muscolari che compaiono a distanza di 7-14 giorni dal morso di zecca. Dopo un periodo di relativo miglioramento (della durata di alcuni giorni) può ricomparire febbre molto elevata, con cefalea, confusione mentale, dolore alla nuca o alla schiena, perdita di sensibilità e paralisi agli arti.

Quando Sospettare una Malattia da Zecca

Il sospetto di una malattia trasmessa da zecche dovrebbe sorgere in presenza di:

  • Morso di zecca documentato (anche se spesso il morso passa inosservato).
  • Sintomi compatibili con una malattia trasmessa da zecche, soprattutto se si è vissuto o viaggiato in aree endemiche.
  • Eritema migrante (nella malattia di Lyme).

È importante consultare un medico il prima possibile se si sospetta una malattia da zecca.

Esami del Sangue Dopo Puntura di Zecca

Gli esami del sangue svolgono un ruolo cruciale nella diagnosi delle malattie trasmesse dalle zecche, in particolare della malattia di Lyme. Tuttavia, è importante comprendere i limiti di questi test e interpretarli correttamente nel contesto clinico.

Test Sierologici per la Malattia di Lyme

I test sierologici sono i test più comunemente utilizzati per diagnosticare la malattia di Lyme. Questi test rilevano la presenza di anticorpi contro il batterio Borrelia burgdorferi nel sangue. Gli anticorpi sono proteine prodotte dal sistema immunitario in risposta a un'infezione. I due test sierologici principali sono:

ELISA (Enzyme-Linked Immunosorbent Assay)

L'ELISA è un test di screening iniziale. È un test sensibile, il che significa che ha un'alta probabilità di rilevare un'infezione, anche se è presente in piccole quantità. Tuttavia, l'ELISA può anche produrre risultati falsi positivi, il che significa che il test può risultare positivo anche se la persona non è infetta. I falsi positivi possono essere dovuti a reazioni crociate con altri batteri o virus, o a condizioni autoimmuni. Pertanto, un risultato positivo al test ELISA deve essere confermato con un test più specifico.

Western Blot

Il Western Blot è un test di conferma più specifico. Viene eseguito solo se il test ELISA risulta positivo o dubbio. Il Western Blot identifica gli anticorpi contro specifiche proteine del batterio Borrelia burgdorferi. Un risultato positivo al Western Blot conferma la diagnosi di malattia di Lyme.

Interpretazione dei Risultati dei Test Sierologici

L'interpretazione dei risultati dei test sierologici per la malattia di Lyme può essere complessa. È importante considerare i seguenti fattori:

  • Fase della malattia: I test sierologici possono risultare negativi nelle prime settimane dopo l'infezione, prima che il sistema immunitario abbia prodotto anticorpi rilevabili. In questi casi, la diagnosi si basa principalmente sui sintomi clinici, come l'eritema migrante.
  • Storia clinica del paziente: È importante considerare la storia clinica del paziente, inclusi i sintomi, la possibile esposizione a zecche e la presenza di altre condizioni mediche.
  • Limitazioni dei test: Come accennato in precedenza, i test sierologici possono produrre risultati falsi positivi o falsi negativi.

In generale, si raccomanda un approccio a due fasi per la diagnosi sierologica della malattia di Lyme: un test ELISA seguito da un Western Blot se il test ELISA risulta positivo o dubbio. Tuttavia, alcuni laboratori utilizzano un approccio diverso, come l'esecuzione di entrambi i test contemporaneamente. È importante discutere con il proprio medico il protocollo di test utilizzato dal laboratorio e l'interpretazione dei risultati.

Altri Esami del Sangue

Oltre ai test sierologici, possono essere eseguiti altri esami del sangue per valutare la presenza di infezioni trasmesse da zecche, come:

  • PCR (Reazione a Catena della Polimerasi): La PCR è un test molecolare che rileva il DNA del batterio Borrelia burgdorferi nel sangue o in altri fluidi corporei. La PCR è un test molto sensibile e specifico, ma può essere costoso e non è disponibile in tutti i laboratori.
  • Esami per altre infezioni trasmesse da zecche: Se si sospetta un'altra infezione trasmessa da zecche, come l'anaplasmosi, l'ehrlichiosi o la babesiosi, possono essere eseguiti test specifici per rilevare gli anticorpi o il DNA di questi agenti patogeni.
  • Esami per valutare la funzionalità degli organi: In alcuni casi, possono essere eseguiti esami del sangue per valutare la funzionalità degli organi, come il fegato, i reni e il cuore, se sono stati colpiti dall'infezione.

Quando Eseguire gli Esami del Sangue

Il momento in cui eseguire gli esami del sangue per la malattia di Lyme dipende dai sintomi e dalla storia clinica del paziente.

  • In presenza di eritema migrante: Se si sviluppa un eritema migrante dopo un morso di zecca, è importante consultare immediatamente un medico. In molti casi, la diagnosi di malattia di Lyme può essere effettuata clinicamente, sulla base dell'eritema migrante e della storia di esposizione a zecche, senza la necessità di eseguire esami del sangue. Tuttavia, in alcuni casi, il medico può decidere di eseguire un esame del sangue per confermare la diagnosi o per escludere altre condizioni.
  • In assenza di eritema migrante: Se si sviluppano sintomi compatibili con la malattia di Lyme, come febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari, dopo un morso di zecca o una possibile esposizione a zecche, è importante consultare un medico. In questi casi, il medico può eseguire un esame del sangue per valutare la presenza di anticorpi contro il batterio Borrelia burgdorferi. Tuttavia, è importante ricordare che i test sierologici possono risultare negativi nelle prime settimane dopo l'infezione. Pertanto, il medico può decidere di ripetere il test dopo alcune settimane se i sintomi persistono.
  • In caso di sintomi persistenti dopo il trattamento: In alcuni casi, i sintomi della malattia di Lyme possono persistere anche dopo il trattamento antibiotico. In questi casi, il medico può eseguire ulteriori esami del sangue per valutare la presenza di un'infezione persistente o per escludere altre condizioni mediche.

Come si curano o si prevengono le malattie veicolate dalle zecche

La malattia di Lyme può essere trattata in modo efficace con terapia antibiotica che, se iniziata tempestivamente, riesce a debellare l’infezione scongiurandone le complicanze. Il trattamento è infatti più efficace se iniziato nei primi stadi della malattia. Per le dosi, la durata e le modalità è necessario seguire la prescrizione del medico. Se la malattia di Lyme viene diagnosticata in tempo, si può ricorrere a una terapia antibiotica mirata (doxiciclina, amoxicillina) altrimenti, se l’infezione è più grave, si ricorre alla somministrazione endovenosa o intramuscolo di ceftriaxone, la cui durata è in funzione del tipo di ulteriori sintomi, come complicanze neurologiche, cardiache o artrite. È sufficiente l’assunzione di antibiotici nelle dosi, con le modalità e per i tempi prescritti dal medico.

Non esiste invece una terapia specifica per l’encefalite trasmessa da zecche. È possibile però prevenirla attraverso la vaccinazione, che l’Oms raccomanda alle persone di tutte le età e se risiedono in zone dove il contagio è altamente endemico.

Prevenzione delle Malattie Trasmesse dalle Zecche

La prevenzione è la strategia più efficace per evitare le malattie trasmesse dalle zecche. Le misure preventive includono:

  • Evitare le aree infestate dalle zecche: Quando possibile, evitare le aree boschive, i prati alti e le aree con vegetazione fitta, dove le zecche sono più comuni.
  • Indossare indumenti protettivi: Quando si entra in aree infestate dalle zecche, indossare indumenti protettivi, come pantaloni lunghi, camicie a maniche lunghe e scarpe chiuse. Infilare i pantaloni nei calzini o negli stivali per impedire alle zecche di entrare.
  • Usare repellenti per insetti: Applicare repellenti per insetti contenenti DEET (dietiltoluamide) o picaridina sulla pelle esposta e sugli indumenti. Seguire attentamente le istruzioni del produttore.
  • Controllare la presenza di zecche: Dopo essere stati in aree infestate dalle zecche, controllare attentamente la pelle e gli indumenti per la presenza di zecche. Prestare particolare attenzione alle aree calde e umide del corpo, come l'inguine, le ascelle e dietro le orecchie.
  • Rimuovere le zecche correttamente: Se si trova una zecca attaccata alla pelle, rimuoverla immediatamente con una pinzetta a punta fine. Afferrare la zecca il più vicino possibile alla pelle e tirare delicatamente verso l'alto con un movimento costante. Evitare di torcere o schiacciare la zecca, in quanto ciò potrebbe aumentare il rischio di infezione.

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