Esami del Sangue per la Diagnosi di Osteopenia

La densitometria ossea (MOC) è da tempo lo strumento per diagnosticare il rischio di osteoporosi. Negli ultimi tempi si stanno affiancando delle tecniche diagnostiche basate su esami del sangue. Qual è il loro ruolo? Lo scopo è evitare di focalizzarsi sull’osteoporosi quando in realtà essa potrebbe essere conseguenza di altre patologie o stili di vita.

Check-up per il Benessere delle Ossa

Le analisi comprese nel Check Up Osteoporosi Butterfly consentono di rilevare i parametri principali per la salute del metabolismo osseo, verificando la presenza di condizioni come osteopenia o osteoporosi, attraverso specifici esami del sangue di primo livello. Il metabolismo osseo è il processo di formazione e riassorbimento dell’osso, essenziale per mantenere lo scheletro forte e sano; un’alterazione di tale meccanismo è l’osteoporosi, una malattia cronica che rende le ossa più fragili e facilmente soggette a fratture.

Esami del Sangue Specifici per le Ossa

Eseguire esami del sangue specifici per le ossa può fare la differenza nella diagnosi precoce di osteopenia e osteoporosi, permettendo di avviare un trattamento tempestivo:

  • Calcio totale e ionizzato: utile per indagare condizioni di iper e ipocalcemia;
  • PTH (paratormone): fondamentale per valutare il metabolismo del calcio;
  • Vitamina D: influisce sull’assorbimento intestinale di calcio e fosforo, contribuendo indirettamente alla mineralizzazione ossea, ai processi infiammatori e immunitari;
  • CTX: marker essenziale del processo di formazione e riassorbimento delle ossa.

Perché Prenotare il Check Up Osteoporosi?

L’osteoporosi è spesso asintomatica: le fratture, anche in seguito a minimi traumi, sono spesso il primo segnale evidente. Ciò rende cruciale lo screening preventivo, soprattutto per i soggetti potenzialmente a rischio: gli esami del sangue per le ossa includono tutti i parametri determinanti per la diagnosi (calcio totale e ionizzato, vitamina D, PTH e CTX).

A Chi è Rivolto

Gli esami ematici per l’osteoporosi sono specificatamente consigliati per:

  • Persone sopra i 50 anni, donne in post-menopausa e/o con una storia familiare di osteoporosi;
  • Chi ha subito fratture ossee a seguito di traumi lievi o di modesta entità;
  • Soggetti in cura con farmaci (es. corticosteroidi) che possono compromettere il metabolismo osseo;
  • Pazienti con malattie croniche come artrite, ipotiroidismo o celiachia.

Preparazione all'Esame

Prima del prelievo di sangue è prescritto un periodo di digiuno di 8-10 ore. Se si dovesse avvertire sensazione di sete, durante tale periodo si possono assumere fino a 1-2 bicchieri di acqua. Sono assolutamente vietati fumo e l’assunzione di bevande alcoliche. Nei giorni precedenti all’esame del sangue si prega di non cambiare abitudini alimentari e di vita, evitando di effettuare sforzi fisici intensi il giorno stesso e quelli antecedenti.

Tipo di Campione e Come Conferirlo

Entrambi i pacchetti richiedono un campione di sangue con prelievo venoso. Il campione di sangue viene raccolto nel punto prelievi con specifico contenitore.

Tempo di Refertazione

BASE - 48hAPPROFONDITO - 72h

La refertazione in regime d’urgenza viene assicurata nei casi in cui il Medico di Medicina Generale abbia richiesto esplicitamente le analisi per la valutazione di casistiche che fronteggiano il pericolo di vita.

Osteopenia: Cosa Sapere

Per osteopenia si intende l’indebolimento e assottigliamento delle ossa causato dalla riduzione qualitativa e quantitativa della massa ossea. In generale, lievi livelli di osteopenia sono considerati fisiologici del processo di invecchiamento del tessuto osseo, in particolare con la menopausa e le alterazioni ormonali (osteopenia porotica). L’osteopenia non diagnosticata e curata adeguatamente può portare a osteoporosi.

La riduzione della massa ossea che provoca osteopenia associata all’età e alla menopausa, è causata dal progressivo rallentamento dell’attività di alcune cellule, gli osteoblasti, che hanno la funzione di costruire nuovo tessuto osseo. Negli altri casi, invece, le cause possono essere di tipo vascolare, nell’osteopenia necrotica, o da alterazioni nel funzionamento dei processi cellulari associati alla formazione del tessuto osseo (osteogenesi), oppure da osteoporosi secondaria all’uso prolungato di alcuni farmaci o a patologie, tra cui sindromi da malassorbimento, ipogonadismo, ipertiroidismo, mieloma multiplo.

L’osteopenia, così come l’osteoporosi non dà sintomi. L’osteopenia si può prevenire con attività fisica regolare, alimentazione ricca di calcio e di vitamina D (salmone, tonno, tuorlo dell’uovo).

Diagnosi di Osteopenia

L’esame che permette di diagnosticare l’osteopenia si chiama MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata). La MOC è una densitometria dei sali minerali presenti nelle ossa, che permette di misurare la demineralizzazione ossea e diagnosticare sia la presenza di osteopenia che di osteoporosi.

Osteoporosi: Una Panoramica

L’osteoporosi è una malattia cronica caratterizzata da alterazioni della struttura ossea con conseguente riduzione della resistenza al carico meccanico e aumentato rischio di fratture. Si stima che in Italia siano affetti da questa patologia 1 donna su 3 oltre i 50 anni e 1 maschio su 8 oltre i 60 anni (complessivamente circa 5.000.000 di persone).

In tutte le fasi della vita, l’osso va incontro a un processo fisiologico di rimodellamento nel quale tessuto scheletrico vecchio e danneggiato viene rimosso a opera degli osteoclasti e osso nuovo viene riformato a opera degli osteoblasti. Con l’avanzare dell’età, l’attività degli osteoclasti tende a essere maggiore rispetto a quella degli osteoblasti e infatti l’invecchiamento fisiologico si accompagna a una certa perdita di massa ossea.

L’osteoporosi si sviluppa quando tale perdita diventa eccessiva e patologica a causa di una persistente e dominante attività di riassorbimento osseo rispetto a quella di neoformazione. Vi sono due forme principali di osteoporosi: una “primitiva”, che colpisce le donne in post-menopausa o gli anziani, e una “secondaria”, che invece può interessare soggetti di qualsiasi età affetti da malattie croniche o in terapia con farmaci che direttamente o indirettamente influenzano negativamente la salute scheletrica.

Tra i numerosi farmaci in grado di ridurre la resistenza scheletrica, importante ricordare i glucocorticoidi, le terapie immunosoppressive e le terapie ormonali di deprivazione estrogenica e androgenica. L’osteoporosi è una malattia silente e l’esordio dei sintomi coincide con la comparsa di una frattura da fragilità. Tutti i distretti scheletrici sono affetti dall’osteoporosi e possono essere interessati da eventi fratturativi. Tuttavia, le più comuni fratture da fragilità interessano la colonna vertebrale, il femore prossimale (collo) e il polso.

Diagnosi di Osteoporosi

La diagnosi di osteoporosi si basa in primo luogo sull’esecuzione della densitometria ossea (DEXA o MOC), un esame che permette di calcolare la densità minerale ossea. Le aree generalmente valutate sono la colonna lombare e il femore prossimale. È un esame che si svolge mediante la tecnica a doppio raggio X, semplice e a bassa esposizione radiante.

I dati ricavati vengono confrontati con quelli attesi, per poi esprimere un valore numerico chiamato “T-score” per i pazienti di età superiore ai 50 anni, che corrisponde alla differenza tra il valore di densità minerale dell’osso esaminato e il campione di riferimento rappresentato da soggetti sani di 30 anni al picco di massa ossea. Sulla base dei valori di T-score, i valori densitometrici vengono definiti normali (T-score > -1 SD), in osteopenia (T-score tra -1.0 SD e -2.5 SD) o in osteoporosi (T-score ≤ -2.5 SD).

Nei soggetti giovani, i valori di densità ossea vengono espressi in “Z-score”, che misura la differenza tra il valore di densità minerale dell’osso esaminato ed il campione di riferimento rappresentato da soggetti di pari età. Nei soggetti giovani, la diagnosi di osteoporosi si basa sul riscontro di un valore di Z-score uguale o inferiore a -2.0 SD.

Il rischio di frattura aumenta progressivamente con la riduzione del T-score (il paziente con osteoporosi ha un rischio di fratturare maggiore rispetto al soggetto con osteopenia e ancor di più rispetto al soggetto con T-score normale) o dello Z-score. Tuttavia, esistono altri fattori che possono influenzare il rischio di frattura, indipendentemente dai valori di densità minerale ossea.

Nei pazienti con diagnosi densitometrica di osteoporosi o in quelli con sospetta osteoporosi secondaria, va eseguita anche una radiografia della colonna vertebrale che consente di diagnosticare precocemente le fratture vertebrali. La MOC è consigliata in particolare alle donne in post-menopausa e agli uomini di più di 60 anni con fattori di rischio per la patologia, oppure in caso di sospetto di osteoporosi secondaria.

Prevenzione dell'Osteoporosi

La prevenzione primaria dell’osteoporosi agisce sui fattori di rischio acquisiti e come tali modificabili, che influenzano per circa il 50% la salute delle nostre ossa in tutte le fasi della vita. Un adeguato introito di alimenti ad alto contenuto di calcio (latte e derivati, noci, nocciole, mandorle, acque minerali con contenuto calcico superiore a 100 mg/litro) è strategico per favorire la corretta mineralizzazione scheletrica e l’acquisizione e il mantenimento della massa ossea.

Per garantire che il calcio introdotto con gli alimenti venga assorbito è necessario avere normali livelli circolanti di vitamina D. La maggior parte del nostro fabbisogno giornaliero della vitamina D deriva dalla sintesi cutanea di colecalciferolo da parte di un sistema enzimatico regolato dai raggi ultravioletti. Una regolare esposizione al sole, anche di pochi minuti al giorno, è pertanto importante per garantire la sintesi di vitamina D e quindi un assorbimento regolare del calcio.

È importante ricordare che con l’invecchiamento, il sistema enzimatico cutaneo è meno funzionante e pertanto si rende necessario l’utilizzo di farmaci contenenti vitamina D, essendo gli alimenti poveri di tale elemento. L’esercizio fisico è un altro importante tassello nella strategia di prevenzione delle fratture, mediata da una “modulazione virtuosa” del rimodellamento scheletrico che favorisce la neoformazione rispetto al riassorbimento osseo.

Infine, nella prevenzione primaria dell’osteoporosi è importante eliminare quei fattori di rischio che causano una perdita progressiva di massa ossea, come l’abuso di alcol e il fumo di sigarette e di limitare, quando non strettamente necessario, l’utilizzo di farmaci con effetto osteopenizzante. Tutte queste misure di prevenzione risultano efficaci quando intraprese prima dell’insorgenza dell’osteoporosi e soprattutto nelle prime decadi di vita, favorendo in tal modo la costituzione del patrimonio scheletrico e il raggiungimento del picco di massa ossea.

Trattamento dell'Osteoporosi

I farmaci anti-osteoporotici agiscono sul rimodellamento scheletrico con l’obiettivo di migliorare il bilanciamento tra riassorbimento e neoformazione ossea. La maggior parte dei farmaci utilizzati in prima linea (bisfosfonati, denosumab, SERM) agiscono inibendo la funzione degli osteoclasti e quindi il riassorbimento osseo. Quando l’osteoporosi è severa o quando i farmaci di prima linea non risultano essere efficaci, si utilizzano farmaci anabolici in grado di stimolare la funzione osteoblastica e quindi la neoformazione ossea, come il teriparatide ed il romosozumab, che ad oggi rappresentano le più efficaci opzioni terapeutiche dell’osteoporosi.

A breve sarà disponibile un terzo farmaco anabolico, l’abaloparatide, anch’esso molto efficace nel prevenire le fratture nei pazienti con osteoporosi severa. Tutti questi farmaci hanno dimostrato una efficacia rilevante nel migliorare i valori densitometrici e soprattutto nel ridurre il rischio di fratture: sono utili sia per la prevenzione primaria in pazienti interessati da osteoporosi che però non sono ancora andati incontro a fratture da fragilità, sia per i pazienti che hanno già sperimentato fratture per la prevenzione di nuovi eventi fratturativi.

La scelta del farmaco viene operata nel singolo paziente sulla base di fattori che tengono conto del profilo di rischio fratturativo individuale e della accettabilità e potenziale tollerabilità da parte del paziente. Come in altre malattie croniche per le quali la terapia è necessariamente a lungo termine, la scelta del farmaco va sempre condivisa con il paziente nei suoi vari aspetti (razionale, potenziali effetti collaterali e risultati attesi).

Un discorso a parte va fatto per la vitamina D: come abbiamo visto ha un ruolo fondamentale nell’assorbimento intestinale del calcio e, dunque, nella mineralizzazione ossea. Tuttavia sappiamo anche che l’osteoporosi non comporta solamente un difetto di mineralizzazione ma anche un’alterazione del rimodellamento scheletrico a cui consegue a sua volta la compromissione della microarchitettura ossea.

Ruolo della Radiografia e della MOC

La radiografia, in genere richiesta per altri motivi, permette di sospettare la presenza di osteoporosi qualora nel referto sia riportata la dicitura “segni di osteopenia”. In questo caso, nella lastra l’immagine dell’osso risulta meno bianca, e quindi meno densa.

L’esame di riferimento per la diagnosi di osteoporosi è la densitometria ossea, o mineralometria ossea computerizzata, indicata comunemente con la sigla MOC, che permette di misurare esattamente la densità minerale ossea (Bone Mineral Density, BMD), cioè la quantità (espressa in g/m2) di minerali presenti nello scheletro in toto o in alcuni distretti scheletrici particolarmente soggetti alla perdita di massa ossea.

La MOC è un esame semplice, rapido (non richiede più di 5 minuti) e assolutamente indolore. La misurazione si esegue di solito a livello della colonna vertebrale (a livello lombare), del femore o del polso. La scelta del segmento da studiare dipende da diversi fattori, tra cui il sesso e l’età del paziente: in genere, si preferisce analizzare la colonna lombare nelle donne fino a 60 anni e negli uomini fino a 65, e il collo del femore nelle persone più anziane e/o in presenza di malattie della colonna lombare.

Lo scostamento in più o in meno del valore misurato nella persona in esame dal valore medio della popolazione di riferimento si esprime come deviazione standard (DS) e ogni DS in meno equivale circa a una riduzione del 10-15% rispetto al valore medio di riferimento.

Chi e Con Quale Frequenza Deve Sottoporsi alla MOC

La MOC non va considerata un test di screening da eseguire su tutta la popolazione. Tutti coloro che presentano uno o più fattori di rischio devono rivolgersi a un medico per valutare con lui il loro rischio di osteoporosi e di frattura.

Oltre che per diagnosticare un’eventuale osteoporosi, la MOC è utile per seguire l’andamento della perdita di massa ossea nel tempo. In alcuni casi, a seconda della situazione, tra una MOC e l’altra può passare anche qualche anno; in altri, l’esame dovrà essere ripetuto a intervalli più frequenti.

In tempi recenti è stata introdotta in clinica anche la valutazione della massa ossea mediante apparecchiature ad ultrasuoni (ultrasonografia quantitativa o QUS), che misurano la velocità di trasmissione dell’onda a livello del calcagno, della patella e delle falangi delle mani.

Osteopenia: Ulteriori Approfondimenti

Anche se inizialmente non sembrerebbe determinare conseguenze, come invece accade con l’osteoporosi, va comunque attentamente diagnosticata e tenuta sotto controllo. Il termine deriva dal greco ostéon (osso) e penía (povertà, mancanza), e indica lo stato di carenza di massa ossea. L’osteopenia non dà sintomi evidenti. La diagnosi, fattibile solo in donne in menopausa e uomini con almeno 50 anni, si basa su una mineralometria ossea computerizzata.

Come Affrontare l'Osteopenia

Alimentazione: che preveda un piano ricco di calcio e vitamina D, con latte, yogurt, formaggi, verdure a foglia verde, pesce azzurro.

Stile di vita: smettere di fumare, limitare alcol e caffeina.

Integrazione e terapia farmacologica: con calcio e vitamina D, spesso assunti insieme.

In menopausa, a causa dell’invecchiamento (senescenza) e delle alterazioni ormonali, in molte donne le cellule deputate a costruire nuovo tessuto osseo rallentano la loro attività. Questo porta l’osso a impoverirsi progressivamente, perdere densità e minerali, e diventare più fragile. Non è raro, però, che a causa dell’assenza di sintomi, spesso la diagnosi di osteopenia arrivi quando l’osteoporosi si è già sviluppata.

La MOC o Mineralometria Ossea Computerizzata è l’esame che, grazie ai raggi X, permette di vedere la densità di minerali presenti all’interno di determinati segmenti ossei. In particolare, la MOC può essere utilizzata per valutare i livelli di minerali presenti all’interno delle ossa di una zona campione, ossia un’area ben delimitata dello scheletro, come l’osso femorale prossimale, cioè più vicino all’anca, e le vertebre lombari, che sono le ossa più a rischio di osteopenia in menopausa.

In caso di osteopenia lieve, la MOC può essere ripetuta ogni due anni, allo scopo di monitorare l’efficacia delle cure e l’eventuale progressione della malattia. In caso di diagnosi di osteopenia, la cura prevede l’adozione di uno stile di vita sano e attivo, con attività fisica regolare tre volte a settimana, per almeno 40 minuti al giorno, privilegiando la camminata e gli esercizi di rafforzamento dei muscoli addominali e della schiena, e dieta ricca di calcio.

Osteopenia: Cosa è Davvero?

Quando si parla di osteopenia, si fa riferimento a una condizione silenziosa ma insidiosa, che interessa la densità minerale ossea (BMD, Bone Mineral Density), ponendosi come stadio intermedio tra l’osso sano e l’osteoporosi.

Cause e Fattori di Rischio

Tra le principali cause dell’osteopenia troviamo:

  • Invecchiamento: la perdita di massa ossea è fisiologica con l’età.
  • Squilibri ormonali: in particolare nelle donne in post-menopausa per il calo di estrogeni.
  • Deficit nutrizionali: in particolare carenze di calcio e vitamina D.
  • Stile di vita sedentario.
  • Fumo e abuso di alcol.
  • Alcune malattie croniche e terapie prolungate con corticosteroidi.

Diagnosi: Esami e Valori

La diagnosi si basa sulla densitometria ossea (anche chiamata densimetria ossea o, in modo meno corretto, densitrometria ossea), nota anche come MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata). Questo esame misura la densità ossea e restituisce due valori chiave: il T-score e lo Z-score.

  • Un T-score tra -1 e -2,5 indica osteopenia.
  • Un T-score inferiore a -2,5 è indicativo di osteoporosi.
  • Lo Z-score confronta la densità ossea con quella attesa per età e sesso.

I valori MOC dell’osteopenia sono dunque intermedi tra i valori normali (BMD valorinormali) e quelli tipici dell’osteoporosi. I valori MOC per osteoporosi corrispondono a un T-score pari o inferiore a -2,5.

Sintomi e Localizzazioni Comuni

Nella maggior parte dei casi di osteopenia non ci sono sintomi evidenti. Tuttavia, a volte si possono avvertire dolori ossei, soprattutto nella colonna vertebrale. Non è raro parlare di osteopenia lombare, che riguarda la regione più colpita insieme al femore e all’anca.

Cura e Strategie di Prevenzione

Parlando di cura dell’osteopenia, la prima cosa da fare è correggere gli stili di vita. Ecco alcune misure efficaci:

  • Attività fisica regolare, preferibilmente a carico (camminata, danza, sollevamento pesi).
  • Alimentazione equilibrata, ricca di calcio e vitamina D.
  • Evitare fumo e alcol.
  • Esporsi al sole, per stimolare la produzione di vitamina D.

In alcuni casi, il medico può consigliare integratori o farmaci specifici.

Osteoporosi: Può Regredire?

Chi soffre di osteopenia si domanda spesso se l’evoluzione verso l’osteoporosi sia inevitabile. La risposta è: non sempre. Anzi, un intervento precoce può impedire la progressione. Non mancano casi documentati di osteoporosi grave a 50 anni migliorata con terapie adeguate.

Esami del Sangue e Altri Test per l'Osteoporosi

Alcuni esami del sangue possono essere utilizzati per valutare il rischio di osteoporosi e identificare eventuali cause sottostanti della condizione.

  1. Calcio e Vitamina D: Il calcio e la vitamina D sono nutrienti essenziali per la salute delle ossa.
  2. PTH (Parathormone): L’ormone paratiroideo regola i livelli di calcio e fosforo nel sangue.
  3. Fosfatasi Alcalina: La fosfatasi alcalina è un enzima coinvolto nella formazione ossea.

Anche le radiografie possono essere utilizzate per valutare lo stato delle ossa e identificare eventuali fratture osteoporotiche. Anche se meno comune rispetto alla DXA, la scansione del calcagno può essere utilizzata come test di screening per valutare il rischio di osteoporosi.

Diagnosi Precoce: La Chiave per la Prevenzione

La diagnosi precoce dell’osteoporosi è fondamentale per prevenire fratture e complicazioni future. La DXA rimane l’esame diagnostico principale per valutare la densità minerale ossea, ma esami del sangue, radiografie e altri test possono essere utilizzati per valutare il rischio e identificare eventuali cause sottostanti della condizione.

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