Gli Esami del Sangue Necessari Prima di una Mastoplastica Additiva

La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico estetico volto ad aumentare il volume del seno utilizzando protesi mammarie o, in alcuni casi, il tessuto adiposo prelevato dalla paziente stessa. Ad oggi, è uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti al mondo.

Le pazienti che maggiormente richiedono questo trattamento chirurgico sono donne che presentano mammelle ipotrofiche, ossia mammelle che con la pubertà non hanno avuto un completo sviluppo e sono rimaste di piccole dimensioni. Sono però candidate ideali anche donne che presentino un seno tuberoso oppure che a seguito di gravidanze o di importanti dimagrimenti abbiano visto ridursi le dimensioni del loro seno.

Molte persone possono essere insoddisfatte delle dimensioni del loro seno naturale o desiderare un miglioramento della simmetria. Dopo una significativa perdita di peso o dopo l’allattamento il seno può apparire svuotato o cadente: in questi casi la mastoplastica additiva può aiutare a ripristinare il volume e la forma del seno.

Valutazione Pre-Operatoria

Prima di una mastoplastica additiva si esegue una radiografia del torace, gli esami del sangue, la visita dall’anestesista e gli esami specifici per le mammelle: mammografia ed ecografia.

Per effettuare l’intervento di mastoplastica additiva è indispensabile che la paziente sia sottoposta ad una accurata visita medica e agli esami pre-operatori standard: elettrocardiogramma, radiografia del torace ed esami ematochimici. A questi esami si aggiungono l’ecografia mammaria ed eventualmente la mammografia. La paziente dovrà essere in buona salute e in buone condizioni generali.

L’intervento non deve essere durante la gravidanza o l’allattamento. È preferibile non far coincidere la data dell’intervento con il ciclo mestruale.

Importanza della Comunicazione con il Chirurgo

Occorre segnalare eventuali terapie che potrebbero compromettere la riuscita corretta dell’intervento o determinare un rischio per la salute della paziente stessa.

La paziente deve sempre segnalare l’assunzione di farmaci cortisonici, anti-ipertensivi, anticoagulanti, contraccettivi, cardioattivi, ipoglicemizzanti, tranquillanti, sonniferi, ecc.) la paziente deve inoltre segnalare eventuali allergie. L’assunzione del contraccettivo orale è ancora dibattuta.

Al fine di ridurre i rischi di sanguinamento, difficoltà di guarigione delle cicatrici, o problemi come flebiti e trombosi venose, è consigliabile sospendere l’assunzione di farmaci antiaggreganti o fluidificanti come l’aspirina, eliminare il fumo (almeno due settimane prima dell’intervento) e l’uso di contraccettivi a base ormonale (un mese prima dell’intervento).

La paziente dovrà tempestivamente riferire al proprio chirurgo la comparsa di qualunque sintomo di malattia che potrebbe rendere consigliabile rimandare l’operazione (raffreddore, mal di gola, tosse, malattie della pelle insorte di recente).

L'Intervento di Mastoplastica Additiva

L’intervento di aumento del seno viene eseguito in sala operatoria con anestesia generale e, in casi selezionati, anche in anestesia locale con sedazione assistita. La mastoplastica additiva è un intervento che può essere eseguito in anestesia locale con sedazione profonda o in anestesia generale. La scelta varia in base ai desideri, alle condizioni cliniche della paziente ed alla tecnica chirurgica scelta.

La durata può essere compresa tra 50 minuti e 2 ore circa. L’accesso per l’impianto delle protesi può essere effettuato nel solco mammario, nella zona periareolare e più raramente ascellare. L’accesso chirurgico può avvenire dal solco inframammario, dall’ascella o dall’areola, e permette di creare la tasca che accoglierà la protesi nel piano retroghiandolare, retrofasciale o retromuscolare.

Scelta delle Protesi

Attualmente la scelta dell’impianto protesico in silicone è molto ampia: esistono protesi di forma rotonda e protesi anatomiche (o a “goccia”) le cui misure possono variare sulle tre dimensioni: larghezza altezza e proiezione. Un’ulteriore variabile è costituita dalla coesività (compattezza) del silicone che riempie le protesi: questo può essere più o meno compatto con conseguente maggiore o minore morbidezza dell’impianto. Ognuna di queste variabili deve essere presa in considerazione dal chirurgo al momento della visita preoperatoria al fine di scegliere la protesi che meglio si adatta sia alla anatomia preoperatoria delle mammelle che ai desideri della paziente.

Impiantare protesi rotonde o anatomiche è una scelta che dipende innanzitutto dal gusto estetico personale della paziente. Una protesi rotonda è paragonabile a una mezza sfera e il punto di massima proiezione è proprio al centro di essa. Una protesi anatomica ha il punto di massima proiezione nella sezione inferiore, simulando il profilo della mammella. La scelta viene fatta insieme alla paziente in base alla forma e al volume che si vuole ottenere.

Le protesi rotonde danno un aumento e un volume uniforme su tutti i quadranti mammari donando al seno un aspetto meno naturale. In questa fase è sempre necessario illustrare alla paziente tutti i pro e i contro sia delle protesi anatomiche sia di quelle rotonde; si discute della misura e si sceglie la marca e il modello più adeguato alla paziente stessa.

Gli aspetti principali nella scelta della protesi sono la dimensione e la forma: le dimensioni sono di norma definite dal medico in funzione della dimensione del torace. Sebbene spesso le pazienti richiedano delle protesi di grandi dimensioni occorre sempre rispettare alcune regole di equilibrio, scegliendo protesi adeguate alla costituzione della paziente. Lascio invece più agio alla paziente nella scelta tra la protesi rotonda e quella anatomica.

Ogni protesi, a parità di altezza e di base, può avere diversi gradi di proiezione. La proiezione è data dal grado di sporgenza anteriore della protesi.

La scelta di inserire una protesi al di sotto della ghiandola dipende dalla dimensione della protesi, dallo spessore della ghiandola mammaria e del tessuto cutaneo sovrastante. Quest’ultima scelta è quella che solitamente viene concessa alle pazienti che spesso entrano nello studio del chirurgo già informate.

Dopo l'Intervento

Posizionate le protesi, vengono inseriti due drenaggi, che verranno rimossi dopo 24/48 ore circa in base al decorso clinico, e si procede alla verifica della simmetria delle mammelle, delle protesi e dei capezzoli. In ognuna di queste fasi il chirurgo pone particolare attenzione a non ledere l’integrità dei dotti galattofori al fine di consentire alla paziente un eventuale allattamento.

L’intervento termina con la sutura della via d’accesso, la medicazione e il bendaggio che sarà di tipo elasto-compressivo al fine di contenere l’edema post-chirurgico. Dopo l’intervento la paziente dovrà seguire scrupolosamente le indicazioni fornite dal chirurgo.

Trascorse 24 ore, e comunque a seconda del decorso clinico, si provvederà a rimuovere i drenaggi e a controllare la medicazione. Successivamente la paziente verrà ricontrollata a distanza di circa 7 giorni. La terapia antibiotica prosegue con la somministrazione della terapia antibiotica per via orale a domicilio. Viene sempre data una copertura antibiotica che solitamente viene mantenuta per cinque giorni dopo l’intervento chirurgico.

Nell’immediato post operatorio viene posizionato un reggiseno compressivo; questo reggiseno è stato provato e deve calzare adeguatamente garantendo l’immobilizzazione delle protesi appena impiantate. Soprattutto nei primi due giorni la paziente lamenta un dolore moderato soprattutto se l’impianto è in sede sotto-muscolare, mentre la percezione del dolore e più sfumata se l’impianto è in sede sotto-ghiandolare.

Per i primi 3-4 giorni viene consigliato riposo assoluto e viene richiesta la completa astensione dal fumo di sigaretta per almeno due settimane. I punti vengono mantenuti per circa 10 giorni dopodiché, alla loro rimozione, sarà possibile anche procedere con la doccia. Il ritorno ad un’attività normale è consigliato dopo circa due settimane. L’attività sportiva deve essere evitata per almeno un mese.

A 15 giorni dall’intervento si potrà procedere, previa indicazione da parte del chirurgo, all’esecuzione di massaggi che consentiranno di migliorare la mobilità e la naturalezza delle mammelle. Nel primo mese è consigliabile ridurre l’attività dei muscoli pettorali (non sforzare sulle braccia per sollevarsi dal letto, non sollevare pesi elevati o praticare attività sportiva, ...), astenersi dal fumo, evitare l’esposizione diretta al sole o al calore intenso (es. Saune o lampade solari).

La paziente dovrà indossare un reggiseno sportivo, senza ferretto e molto contenitivo, notte e giorno per 4 settimane.

Possibili Complicazioni

Come tutti gli interventi chirurgici, anche la mastoplastica additiva può presentare delle complicanze. La mastoplastica additiva, come ogni intervento chirurgico, può presentare delle complicanze, che sono comunque rare e, nel caso, risolvibili mediante trattamenti adeguati senza compromissione del risultato finale.

Le complicanze chirurgiche generiche, anch’esse rare, sono l’ematoma, l’emorragia, il sieroma, l’infezione le cicatrici inestetiche o patologiche (cheloidi).

Sanguinamento: un modesto sanguinamento si può verificare nelle prime quarantott’ore e generalmente non determina alcun problema.

  • Ematoma: a seguito di un sanguinamento prolungato il sangue può raccogliersi e costituire un ematoma; anche questa complicanza, come le altre, tende a comparire nelle prime 24-48 ore dopo l’intervento chirurgico. Il seno progressivamente aumenta di volume e il dolore tende ad aumentare. Spesso il problema è monolaterale e questo deve essere immediatamente segnalato al medico chirurgo che procede all’aspirazione e/o al drenaggio del sangue.
  • Sieroma: è un’eventualità piuttosto rara che consiste in una raccolta di un liquidò chiaro chiamato siero che si dispone intorno alla protesi.
  • Infezioni: le infezioni rappresentano un’eventualità piuttosto rara.
  • Necrosi cutanea o necrosi del complesso areola capezzolo: sono molto rare, tuttavia quando si verificano possono essere trattate con delle semplici medicazioni, in modo conservativo.

Complicanze Specifiche

Nell’ambito delle complicanze specifiche possiamo riconoscere tutte quelle complicanze che sono strettamente correlate all’intervento che viene eseguito.

  • Contrattura capsulare: ogni volta che una protesi viene inserita all’interno del nostro organismo determina la formazione di una capsula periprotesica. Questa capsula ha il compito di avvolgere completamente la protesi e di isolarla. Si tratta di un meccanismo di difesa naturale del nostro organismo che tende ad isolare tutti i corpi estranei. Le protesi sono composte da un involucro di silicone che è perfettamente biocompatibile e la capsula che si forma è generalmente sottile. Tuttavia, occasionalmente può verificarsi una contrattura di questa capsula che può generare alcune problematiche.
  • Grado 2: il secondo grado si manifesta con una maggiore rigidità della capsula periprotesica. La terapia farmacologica rappresenta il primo passo da compiere nella prevenzione e nella cura della contrattura capsulare. In particolar modo il farmaco maggiormente utile in questi casi si chiama Accoleit da 20 mg; si consigliano 2 compresse al giorno per 4 mesi. Si tratta di un antinfiammatorio che è in grado sia di prevenire la formazione della contrattura capsulare che di ridurre la contrattura capsulare già presente. Le contratture di grado 3/4 richiedono invece il trattamento chirurgico. Solitamente si consiglia la capsulotomia, cioè l’asportazione della capsula che è andata incontro a contrazione e la revisione della tasca chirurgica con sostituzione della protesi.
  • Rottura delle protesi: si tratta di un riscontro occasionale, in quanto generalmente la rottura è asintomatica. La paziente riscontra la rottura delle protesi nel corso di esami eseguiti per il controllo clinico del seno. Spesso le cause di rottura sono da ricercarsi in forti traumi locali ma occasionalmente la rottura può essere spontanea ossia non indotta da alcun trauma riconoscibile. Anche in caso di rottura, il materiale contenuto all’interno non si disperde nell’organismo.
  • Dislocazione delle protesi: la dislocazione delle protesi consiste in uno spostamento della protesi rispetto alla posizione iniziale. È una complicanza che può verificarsi precocemente e può generare delle asimmetrie.
  • Rotazione delle protesi: è un’eventualità che può generare problemi solamente qualora si sia scelta una protesi anatomica.
  • Alterata sensibilità della pelle: si tratta di un’eventualità comune, spesso dura da alcune settimane ad alcuni mesi. Il ritorno ad una sensibilità normale avviene di solito spontaneamente.
  • L’asimmetria mammaria, nella quale i seni presentano differenze nella forma, nell’altezza del complesso areola capezzolo o del solco sottomammario.
  • Il rippling, ovvero la formazione di pieghe palpabili o visibili, a causa del ridotto spessore cutaneo.
  • L’alterazione della sensibilità a livello del complesso areola capezzolo, fenomeno molto spesso transitorio.
  • La contrattura capsulare, dovuta al restringimento del tessuto cicatriziale che fisiologicamente si forma entro il primo mese intorno alla protesi mammaria. Questo evento non è prevedibile e può verificarsi nel 4-5% (a seconda delle casistiche) delle pazienti. La contrattura capsulare può verificarsi nell'immediato post operatorio o diversi anni dopo e provoca un innaturale “fissità” della mammella. Nel caso in cui si presentino una o più complicanze post-operatorie potrà essere necessario effettuare medicazioni ripetute o un ulteriore intervento ricostruttivo con risultati molto soddisfacenti. In caso di contrattura capsulare può essere necessario un ulteriore intervento nel quale verrò sostituita la protesi.

Considerazioni Importanti

Occorre fare subito due precisazioni: la prima è che non vi è una correlazione tra la presenza della protesi mammaria e la formazione di tumori mammari. Non esiste evidenza scientifica di rapporto tra la presenza di protesi mammarie e l’aumentato rischio di sviluppare tumore al seno. Le protesi al seno possono talvolta interferire con lo screening mammografico. Le protesi sono ad oggi molto sicure. Non è stata evidenziata inoltre alcuna correlazione tra l’impianto delle protesi e malattie autoimmunitarie.

Sempre più spesso le pazienti chiedono se una protesi, una volta impiantata, duri per sempre. Bisogna tenere presente che le protesi sono considerate dei dispositivi medicali e come qualsiasi altro oggetto vanno incontro ad usura quindi, nel tempo, perdono le loro caratteristiche di elasticità e morbidezza.

È importante sottolineare che la decisione di sottoporsi a una mastoplastica additiva dovrebbe essere presa con attenzione e dopo aver discusso con un chirurgo plastico esperto.

L’intervento di mastoplastica additiva è sicuramente l’intervento più conosciuto tra quelli di Chirurgia plastica. La mastoplastica additiva è un intervento che, attraverso l’aumentodel volume del seno, permette di valorizzare l’armonia dell’intera figura corporea della donna.

Il risultato della mastoplastica additiva è immediatamente visibile dopo l'intervento.

L’intervento di mastoplastica additiva è uno di quegli interventi che regala grandi soddisfazioni alle pazienti.

Affrontare un aumento di volume del seno prima di una gravidanza non è un problema. Gli impianti mammarise vengono posizionati tra la ghiandola mammaria e il muscolo pettorale non compromettono l’allattamento.

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