L'ipertensione arteriosa è un aumento cronico dei valori pressori. Si stima che circa il 20% della popolazione adulta nei paesi industrializzati soffra di questa condizione. Secondo la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, in Italia sono circa 15 milioni le persone che soffrono di tale condizione. Solo la metà di queste è consapevole di avere un problema legato alla pressione sanguigna, e quasi il 20% di esse è a rischio di salute.
La pressione arteriosa sistemica è la forza che esercita il cuore contro le pareti dell’aorta. In condizioni fisiologiche ogni individuo ha un suo caratteristico profilo pressorio che deve essere sufficiente a garantire la perfusione corretta di tutti gli organi. Se la pressione del motore sarà bassa potremo avere una riduzione di flusso nelle stanze più lontane ma normale funzione, mentre in caso di pressione alta si potrebbero verificare seri danni alle stanze più importanti e più vicine al motore.
L’ipertensione arteriosa invece determina a lungo andare delle modifiche strutturali delle pareti vasali, dapprima rendendole meno elastiche e poi a lungo andare sfiancate. La pressione arteriosa sanguigna si misura in millimetri di mercurio (mmHg).
L’ipertensione si definisce essenziale o primitiva quando non si riscontrano cause di altri organi e/o apparati. Pur se la causa è fondamentalmente ignota, è chiaro che molti fattori la influenzano: familiarità, fumo di sigaretta, obesità, rigidità vasale, alimentazione scorretta, vita sedentaria etc.
L'ipertensione essenziale è la condizione che riguarda il 95% delle persone affette da pressione alta, che si caratterizza per la mancanza di cause precise e identificabili e che non è riconducibile a cause secondarie.
L’ipertensione secondaria è definita quella condizione in cui l’aumento della pressione è soltanto un segno di un’altra patologia di altro organo e/o apparato. Nel restante 5% l’aumento della pressione sanguigna può essere dovuto alla presenza di malattie congenite o acquisite, che interessano maggiormente i reni, i surreni, il cuore e i vasi o - in casi minori - all’assunzione di alcuni farmaci (cortisonici, spray nasali, pillola anticoncezionale).
Cause Ormonali di Ipertensione Secondaria
Le malattie del surrene e dell’ipofisi sono abbastanza rare, ma possono essere causa di problemi di pressione alta, a volte risolvibili con la chirurgia. Poiché tali patologie sono piuttosto rare, possono passare degli anni prima che vengano diagnosticate correttamente. È per questo motivo che, soprattutto nel giovane, bisogna fare uno screening completo per escludere patologie ormonali che, spesso, risultano evidenti anche da una semplice visita da parte dello specialista.
“La principale causa di ipertensione secondaria è proprio una malattia del surrene chiamata “iperaldosteronismo primitivo”, una condizione in cui viene prodotto in eccesso l’ormone aldosterone, che regola i livelli di sodio e di potassio all’interno del nostro organismo”, spiega Tresoldi. Secondo studi recenti (tra cui uno italiano del 2006), quasi 1 caso su 10 di pressione alta è dovuto all’eccesso di aldosterone.
Nel caso del cortisolo si sviluppa una sindrome che si chiama sindrome di Cushing, caratterizzata, oltre che da un innalzamento della pressione, da altri problemi quali diabete, osteoporosi, fratture ed alterazione del ciclo mestruale nella donna.
“Un particolare tipo di tumore che si sviluppa nel surrene, chiamato feocromocitoma, è stato molto studiato dal punto di vista genetico, e questo ha permesso di identificare parecchi geni associati alla sua insorgenza.
Diagnosi e Trattamento
Nella maggior parte dei casi, per indagare la presenza di queste malattie sono necessari degli esami del sangue o delle urine mirati alla malattia che si sospetta; non basta quindi eseguire dei semplici esami di routine.
Per le malattie del surrene, se la malattia è localizzata ad un solo lato, si può risolvere il quadro “asportando il surrene malato che produce in eccesso gli ormoni, arrivando in alcuni casi addirittura a sospendere completamente la terapia farmacologica per la pressione. Si tratta di un intervento di chirurgia addominale che si effettua anche in laparoscopia e prevede un breve ricovero”, afferma l’esperto.
In merito alle malattie dell’ipofisi, in questo caso l’intervento, che consiste nel rimuovere l’adenoma e lasciare l’ipofisi sana circostante, avviene generalmente tramite un accesso dal naso.
Prevenzione e Gestione dell'Ipertensione
Per la prevenzione risultano fondamentali rimedi naturali, ossia le norme comportamentali e dietetico alimentari atte a limitare il più possibile lo sviluppo dell’ipertensione. L’astensione dal fumo di sigaretta è il passo iniziale, riduzione di colesterolo, trigliceridi e glicemia sono quelli immediatamente successivi. Sono tantissimi gli studi che correlano una dieta iposodica (con poco sale) con una riduzione rilevante dei valori pressori ma è importante ricordare ai pazienti che il sale non è solo quello che noi utilizziamo fisicamente per condire gli alimenti.
La maggior parte del sale che noi assumiamo è già contenuto all’interno di essi (vedi formaggi stagionati, parmigiano e pecorino, impasti per pane e/o pizza, insaccati di vario genere etc.). In ultimo ma non da meno l’attività fisica aerobica. È infatti dimostrato che l’attività fisica aerobica è uno dei migliori regolatori dell’omeostasi pressoria mentre una vita sedentaria rappresenta un’ importante fattore di rischio per ipertensione essenziale.
Raccomandazioni dietetiche per l'ipertensione:
- Limitare il consumo di sale a non più di 5-6 grammi al giorno, tenendo conto del sale nascosto negli alimenti industriali.
- Preferire l'uso del sale in cottura, evitando di aggiungerlo ai cibi già cotti o crudi.
- Ridurre l'assunzione di grassi saturi a meno del 7% delle calorie totali quotidiane.
L’agitazione che riscontriamo nei pazienti che controllano la pressione e riscontrano valori solo lievemente alti non è pertanto assolutamente utile anzi può risultare dannosa e spesso determina un ulteriore incremento dei parametri pressori. In tutti gli altri casi va impostata una terapia solo dopo aver effettuato una consulenza cardiologica, un diario pressorio corretto, esami ematochimici ed eventuali valutazioni strumentali. Questo perché le possibilità terapeutiche di trattamento dell’ipertensione sono tantissime e ogni paziente potrebbe beneficiare in modo differente dell’uno o dell’altro farmaco.
L’ecocolordoppler cardiaco permette di vedere con chiarezza i segni dell’ipertensione arteriosa e del danno d’organo cardiaco che essa comporta. Vanno valutatigli spessori parietali, le dimensioni dell’atrio sinistro, dell’aorta ascendente e la funzione diastolica. Tutti segni più o meno diretti dell’incremento cronico pressorio che possono spingere più o meno il cardiologo ad impostare una terapia.
leggi anche:
- Esenzione C03: Diritto all'Esenzione per Esami del Sangue?
- Esami del Sangue per la Celiachia: Scopri Quali Sono e Come Prepararsi
- Come Interpretare i Tuoi Esami del Sangue: Guida Semplice per Capire i Valori
- Esami del Sangue in Gravidanza: Quali Sono Gratuiti e Come Accedere?
- Analisi del Sangue Gamma: Cosa Significa, Valori Normali e Interpretazione
- Ionoforesi per Iperidrosi: Scopri Come Funziona, Benefici Sorprendenti e Recensioni Reali
