Oggi, la diagnosi di depressione si basa principalmente sulla sintomatologia riferita dal paziente e sull'uso di interviste psicologiche strutturate. Una diagnosi, quindi, fondata sulla capacità dei medici di interpretare ciò che il paziente riferisce loro. Ma a breve, le cose potrebbero cambiare radicalmente.
La diagnosi di depressione attraverso un semplice esame del sangue potrebbe diventare realtà, similmente alla misurazione dei livelli di colesterolo o zucchero nel sangue. Un gruppo di ricercatori statunitensi della Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago ha scoperto come individuare la presenza di depressione dosando nel sangue alcuni marcatori della malattia.
Identificazione di Marker Specifici
Gli studiosi spiegano sulle pagine della rivista Translational Psychiatry che il test si basa sulla misurazione di nove specifici marker. Mediante il comportamento di tre di queste “spie” di malattia è anche possibile predire quanto risulti efficace la terapia cognitivo-comportamentale, permettendo così di personalizzare i trattamenti.
Un nuovo studio della Northwestern University Feinberg School of Medicine pubblicato su Translational Psychiatry ha confrontato il sangue di 32 persone depresse e altrettante non affette dalla patologia. È emerso che questi 9 Rna sono in concentrazioni ben distinguibili nel sangue dei depressi, aprendo la possibilità che il prelievo venga usato anche per monitorare se le terapie usate sono efficaci.
Inoltre, un gruppo di ricerca americano ha individuato un gruppo di marker biologici per l'identificazione del Disturbo Depressivo Maggiore (DDM) ad esordio precoce. I ricercatori americani hanno testato 26 possibili marker trascrittomici ematici su 14 persone con DDM d'età compresa fra 15 e 19 anni e su altrettanti giovani di pari età senza disturbi psichici. Undici dei 26 marker si sono rivelati capaci di distinguere con precisione i soggetti dei due gruppi.
L'Importanza di una Diagnosi Tempestiva
Considerate le ricadute della depressione sulla qualità della vita del malato e della sua famiglia, si comprende l’importanza di una diagnosi tempestiva per mettere in atto trattamenti adeguati, che possono giovarsi oggi anche di farmaci equivalenti, con i quali ottenere il duplice obiettivo dell’efficacia terapeutica e del risparmio economico.
Attualmente la diagnosi di depressione, disturbo bipolare e altre patologie psichiatriche avviene attraverso strumenti diagnostici (questionari e dialogo col paziente) che hanno margini di errore molto ampi, intorno al 60-70%. Al contrario sono patologie molto diverse e per questo richiedono terapie differenti.
Verso una Medicina Personalizzata
«Non esisteva fino a oggi un metodo di laboratorio, che fosse sensibile e affidabile», dicono i ricercatori che ricordano come la depressione sia spesso sottodiagnosticata. «Si osserva un ritardo che va da due a quaranta mesi nella diagnosi del disturbo psichiatrico e più tardi si individua questa malattia più difficile è il trattamento».
La dottoressa Eva Redei, coautrice dello studio, spiega che i risultati ottenuti indicano «chiaramente che è possibile avere un test del sangue in grado di rilevare la depressione fornendo una diagnosi scientifica al pari di quanto si fa con l’ipercolesterolemia. Questo test offre per la prima volta un approccio di medicina personalizzata per le persone che soffrono di depressione».
Un test del genere potrebbe diversificare le diagnosi e fare in modo che si agisca in maniera più mirata sulla malattia, a seconda del paziente che ne soffre. È dunque un passo importante verso una medicina personalizzata.
“Il test che valuterà la presenza o assenza di marcatori legati alla malattia, potrebbe entrare nella pratica clinica nel giro di 5 anni. Si tratta ad esempio di misurare i livelli ematici di molecole come i neurosteroidi che vengono prodotti nel nostro cervello ma sono anche presenti nel sangue e alterati dallo stress. Il test non sarà solo in grado di dire se il paziente soffre o meno di depressione, ma anche chi è incline a contrarla e quali sono i farmaci più efficaci e indicati per combatterla.
“Stiamo mettendo a punto nel nostro laboratorio“, spiega Pinna, “un test del sangue che va alla ricerca di diverse molecole, almeno 20, la cui concentrazione è determinante per capire chi soffre di depressione o chi è incline al disturbo da stress post traumatico. Il test dirà pure chi tra i depressi può giovare di certi farmaci piuttosto che di altri, aiutando a personalizzare le terapie“.
EDIT-B: Un Test per Distinguere Disturbo Bipolare e Depressione
È disponibile in Italia EDIT-B, il primo test che, attraverso un semplice prelievo del sangue, è in grado di differenziare il disturbo bipolare dalla depressione maggiore, con una sensibilità e specificità superiori all’80%. La nuova metodologia presentata si basa sui risultati di uno studio scientifico che ha evidenziato come uno squilibrio dei grassi presenti nella membrana cellulare delle piastrine del sangue sia associato alla depressione maggiore e al disturbo bipolare.
I ricercatori hanno spiegato il legame tra specifici valori e disturbi psichiatrici in ragione del fatto che questi acidi grassi determinano la viscosità della membrana cellulare e quindi l’ingresso nella cellula della serotonina, un neurotrasmettitore che ha un importante ruolo nella regolazione dell’umore.
Il disturbo bipolare è una patologia psichiatrica altamente invalidante che in Italia colpisce circa l’1% - 2% della popolazione, un dato che si pensa essere ampiamente sottostimato, per via dei tempi necessari ad una diagnosi, che si attestano tra gli 8 e i 10 anni. L’obiettivo del test è infatti aiutare i medici psichiatri a formulare rapidamente una diagnosi differenziale precisa, riducendo così i tempi per il raggiungimento di una corretta diagnosi.
Scopo del test è supportare una diagnosi differenziale tra Disturbo Bipolare e Depressione Unipolare. L’esito del test è destinato esclusivamente a medici autorizzati nello stabilire una diagnosi di malattie psichiatriche e deve essere valutato in relazione anche al quadro clinico del paziente e agli altri metodi diagnostici.
Il test myEDIT-B può essere svolto solamente su pazienti con età superiore ai 18 anni, che abbiano ricevuto diagnosi di depressione e in terapia, l’esame deve essere svolto durante l'episodio depressivo.
Serotonina e Depressione: Nuove Prospettive Diagnostiche
Individuare segni della depressione da un semplice test del sangue potrebbe diventare realtà in un futuro non troppo lontano, secondo i ricercatori della Medical University di Vienna. I ricercatori hanno dimostrato, in un primo studio su un gruppo di 48 soggetti, che un’analisi del sangue, basata su importanti parametri legati alla serotonina, potrebbe essere in grado di evidenziare segnali della malattia.
Nel cervello, il SERT regola i network della depressione neurale. Condizioni depressive sono spesso causate da una mancanza di serotonina e così, anche a livello farmacologico, questa proteina rappresenta la chiave di azione per la terapia.
Nello studio odierno, gli scienziati hanno preso in considerazione 48 soggetti sani, utilizzando l’imaging del cervello, effettuato mediante risonanza magnetica funzionale, e poi altre indagini, al fine di dimostrare la presenza di uno stretto rapporto tra la velocità della ricaptazione della serotonina nelle piastrine e la funzione di una vera e propria rete cerebrale che mostri la depressione.
“Questo è il primo studio che è stato in grado di predire l'attività del principale network della depressione nel cervello attraverso un esame del sangue”, ha spiegato Lukas Pezawas del Department of Biological Psychiatry, Department of Psychiatry and Psychotherapy dell’Università MedUni di Vienna.
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