La dermatite è un termine generico utilizzato per indicare condizioni che causano infiammazione della pelle. Esempi includono dermatite atopica (eczema), dermatite da contatto e dermatite seborroica (forfora). I termini dermatite ed eczema sono spesso usati in modo intercambiabile. Le dermatiti sono un gruppo di condizioni infiammatorie caratterizzate da alterazioni epidermiche.
Dermatite da contatto allergica
La dermatite allergica da contatto è un’infiammazione della pelle causata dall’esposizione a sostanze allergizzanti, come metalli, cosmetici, detergenti o profumi. La dermatite da contatto è un'infiammazione della pelle scatenata dall'interazione con sostanze irritanti o allergeni. Nella maggior parte dei casi, le dermatiti da contatto sono causate dall'esposizione a metalli, in particolare nichel, cromo e cobalto.
Si manifesta con arrossamento, prurito, vescicole e desquamazione nelle aree esposte all’allergene. La dermatite da contatto si riconosce per la presenza di lesioni cutanee localizzate nelle aree di contatto con l'allergene sospetto. Il prurito intenso, l'arrossamento e la comparsa di piccole vescicole sono sintomi tipici.
La durata della dermatite allergica da contatto dipende dalla gravità della reazione e dalla rimozione dell'allergene. In genere, i sintomi migliorano entro pochi giorni o settimane dopo l’eliminazione della sostanza scatenante.
Patch test per la diagnosi
A volte può essere difficile distinguere tra una semplice irritazione cutanea e una vera e propria dermatite allergica da contatto. Un'irritazione può manifestarsi subito dopo l'esposizione alla sostanza, mentre un'allergia può svilupparsi nel tempo con esposizioni ripetute. Per diagnosticare con precisione la dermatite allergica da contatto e individuare le sostanze responsabili, il patch test è l’esame più efficace.
Il patch test è un esame dermatologico non invasivo che permette di identificare le sostanze responsabili delle reazioni allergiche cutanee.
Terapia
La terapia per la dermatite allergica da contatto deve essere indicata da un medico specialista dermatologo, il quale valuterà la gravità della condizione e suggerirà il trattamento più adeguato. La terapia per la dermatite allergica da contatto varia in base alla severità della condizione. Oltre ai farmaci, è fondamentale seguire buone pratiche di prevenzione e cura della pelle per evitare recidive.
Dermatite Atopica
La dermatite atopica (DA), conosciuta anche come eczema atopico, è una malattia infiammatoria cronica della pelle che si presenta con prurito e diverse manifestazioni cutanee fra le quali eritema, papule-vescicole, lichenificazione, secchezza cutanea. La dermatite atopica (o eczema atopico) è un disturbo infiammatorio della pelle, non contagioso, il cui esordio coincide spesso con l'età pediatrica. Si tratta dell'espressione cutanea dell'atopia: colpisce persone con una cute eccessivamente reattiva nei confronti di vari stimoli.
Può interessare la fascia infantile, adolescenziale o quella dell’adulto. La dermatite atopica è una patologia infiammatoria della cute, che può insorgere in ogni epoca di vita (bambino - adolescente - adulto - anziano), sebbene sia assolutamente prevalente la prima comparsa in età pediatrica. Le manifestazioni cliniche tipiche sono prurito, che talvolta altera la qualità del sonno e peggiora pertanto la qualità di vita del paziente.
La dermatite atopica è un’infiammazione della cute recidivante o cronica, che provoca un fastidioso prurito oltre che un arrossamento ben visibile. Può comportare un sensibile peggioramento della qualità della vita, per il paziente e per i suoi familiari, perché il prurito può disturbare il riposo notturno e ridurre la concentrazione sul lavoro o a scuola. Solitamente, infatti, la dermatite atopica colpisce le mani, i piedi, la piega interna del gomito e quella posteriore delle ginocchia, polsi, caviglie, viso, collo, torace. Più comunemente conosciuta come eczema atopico, la dermatite atopica si caratterizza per sintomi quali prurito, eritema, arrossamento cutaneo e vescicole, e interessa soprattutto volto, mani, piedi, parte interna dei gomiti e parte posteriore delle ginocchia.
Nella sua forma infantile si manifesta sin dalla nascita (con una crosta lattea abbondante), o nei primi mesi/anni di vita del bambino, generalmente in maniera improvvisa. La comparsa improvvisa della dermatite atopica è un tratto comune anche nella popolazione adulta: in Italia, infatti, è interessato dalla dermatite atopica il 10-20% dei maggiorenni.
Nella comparsa della dermatite atopica sono coinvolti fattori genetici e ambientali, i quali alterano la barriera cutanea modificando il metabolismo dei lipidi che si trovano nell'epidermide. A questa predisposizione, si aggiunge una componente immuno-mediata: i soggetti con dermatite atopica presentano una reazione esagerata del sistema di difesa dell'organismo per le sostanze irritanti esterne. Queste penetrano più facilmente nella pelle e danno origine a manifestazioni cutanee (o respiratorie).
È solo una minoranza dei pazienti interessati da dermatite atopica a risentire dell’assunzione di alcuni alimenti con il peggioramento delle chiazze eritematose, e il rapporto diretto di causa-effetto tra gli allergeni alimentari e la patologia è considerato piuttosto raro.
La dermatite atopica si manifesta con chiazze rosse su cute secca e pruriginosa. Si raccomanda di evitare bagni e lavaggi troppo lunghi e frequenti, perché la pulizia eccessiva e l’uso di saponi più o meno aggressivi finisce per impoverire la pelle degli strati esterni che la proteggono. È bene asciugare la pelle delicatamente, tamponando l’umidità in eccesso, piuttosto che sfregandola.
Non esistono esami specifici per diagnosticare questa tipologia di dermatite. Per la diagnosi della dermatite atopica generalmente è necessaria l’osservazione dei sintomi durante una visita dermatologica. Per formulare una diagnosi accurata potrebbero bastare un'anamnesi (raccolta approfondita di tutte le notizie relative alla vita del paziente e della sua famiglia, alle malattie passate e alle modalità d'insorgenza e di decorso della malattia in atto) e un esame obiettivo dettagliati.
La dermatite atopica è una patologia multifattoriale, provocata da alterazioni a livello genetico (riguardanti i componenti che costituiscono la barriera cutanea dello strato corneo), immunitario (coinvolgente sia le cellule dell'immunità innata che adattativa), del microbioma cutaneo che interagiscono con fattori ambientali esterni. Spesso concomita una predisposizione tipo allergico-atopico, ovvero una propensione del soggetto all’iperproduzione di immunoglobuline di tipo E, che può comportare la presenza di altre patologie dell’infiammazione di tipo 2 (ovvero rinite, congiuntivite, asma allergici o allergie alimentari ed esofagite ad eosinofili).
Trattamento
Per il trattamento delle forme lievi si utilizzano farmaci cortisonici topici, o alcuni immunomodulatori, sempre per uso locale, come il tacrolimus e il pimecrolimus. Per il trattamento delle forme più severe di dermatite atopica si possono utilizzare steroidi sistemici o altri immunosoppressori come la ciclosporina o, nel caso questa sia controindicata o vi sia una risposta insoddisfacente, si possono utilizzare gli anticorpi monoclonali come dupilumab o tralokinumab.
Si ricorre a trattamenti topici (es. steroidi o immunomodulatori topici in crema o unguento etc..) che verranno eventualmente associati, nei casi più gravi, a trattamenti sistemici (immunosoppressore o farmaci biotecnologici secondo linee guida), oppure fototerapia, in casi selezionati.
- Agenti antinfiammatori topici (es.
- Terapie immunosoppressive: meno del 2% dei malati di eczema cronico non riuscirà a essere adeguatamente controllato con le terapie di cui sopra.
- Terapie biologiche: trattamenti con anticorpi che bloccano specificamente i mediatori chiave dell'infiammazione nella dermatite (citochine) sono in uso e in fase di sviluppo attivo per la dermatite grave.
Prurito: cause e esami
Quando un soggetto accusa prurito, gli esami da svolgere per risalire alle cause, e intervenire con la giusta terapia risolutiva, possono essere diversi. Di per sé il prurito è un sintomo aspecifico, ed è pertanto possibile associarlo ad una gamma ampia di condizioni cliniche. Gli esami da svolgere, nei casi in cui il soggetto accusi prurito, possono essere diversi, perché diverse sono le patologie o le condizioni sottostanti il prurito. È il caso del prurito, per fare un primo esempio, che si manifesta nella gravidanza.
Ci sono tuttavia patologie, a scatenare il prurito, anche importanti e gravi, che richiedono in sede di visita specialistica una diagnosi approfondita e un intervento sicuro e tempestivo come nel caso, per fare un primo esempio, del linfoma Hodgkin.
Cos'è il prurito?
Prima di indicare gli esami da svolgere per una corretta diagnosi definiamo innanzitutto il prurito, una delle condizioni cliniche più diffuse in assoluto. In estrema sintesi, il prurito può essere definito come una spiacevole sensazione che induce il soggetto a grattarsi. A farne da mediatore chimico è l’istamina, secreta dai mastociti e ricompresa nel nostro sistema immunitario. L’istamina viene rilasciata dai mastociti in presenza di sostanze che vengono considerate allergeni, ovvero causa di reazione allergica.
Quando il prurito si manifesta è più opportuno, si accennava, consultare in prima battuta il proprio medico di base.
Cause del prurito
Innanzitutto vanno indicate le intolleranze alimentari e le allergie come cause più comuni del prurito. Altre malattie sottostanti possono essere la dermatite da contatto allergica, una delle cause del prurito anale o alle gambe per esempio, le infezioni micotiche della cute o le infezioni parassitarie.
Tra i disturbi sistemici che maggiormente si riscontrano in sede diagnostica abbiamo il diabete e l’insufficienza renale cronica. Nel caso della sclerosi multipla, ad esempio, il sistema immunitario aggredisce la mielina il tessuto con contenuto lipidico alto che riveste come una guaina le fibre nervose. I neuroni che sono responsabili del prurito risultano meno inibiti, quindi più attivi.
Non va esclusa l’origine psicologica del prurito, che in queste circostanze viene definito prurito psicogeno.
Ci sono diversi farmaci, e sostanze chimiche, alla base del prurito. Farmaci quali antiepilettici, antinfiammatori non steroidei oppure antibiotici possono determinare, nello specifico, rash cutaneo associato a prurito. Anche la morfina può determinare questo sintomo.
Esami per il prurito
L’emocromo, detto anche esame emocromocitometrico, è l’esame del sangue che può fornire un quadro abbastanza esaustivo della situazione e aiutare già ad escludere diverse condizioni cliniche. In presenza di un linfoma, per fare un esempio, i valori dell’emocromo possono risultare alterati. Per quanto riguarda l’insufficienza renale, l’esame che può darci un quadro esaustivo sulla funzionalità di questi organi è il dosaggio dell’urea. Questo esame viene solitamente prescritto insieme al test della creatinina o di altri marcatori utilizzati per valutare il funzionamento dei reni.
Dermatite Erpetiforme e celiachia
La Dermatite Erpetiforme è una malattia autoimmune della pelle causata dall’ingestione del glutine che si sviluppa in soggetti celiaci, ovvero in soggetti con intolleranza al glutine geneticamente determinata. In molti casi la Dermatite Erpetiforme è la prima manifestazione della celiachia. Come per la celiachia, la terapia consiste nella totale eliminazione del glutine dalla dieta.
La Dermatite Erpetiforme si presenta con vescicole intensamente pruriginose e pomfi simili a quelli dell’orticaria, localizzati tipicamente sulle superfici estensorie di gomiti e ginocchia, sui glutei, nella regione lombare e alla nuca. La Diagnosi di Dermatite Erpetiforme può essere difficile poiché a causa del grattamento indotto dall’intenso prurito, le lesioni cutanee possono non essere chiaramente riconoscibili. Nel sospetto clinico, per poter correttamente distinguere la Dermatite Erpetiforme da altre forme di dermatite, è necessario ricercare la presenza di anticorpi su frammenti di tessuto cutaneo prelevati mediante biopsia. E’ quindi necessario sottoporsi ad un esame invasivo, peraltro non sempre conclusivo.
Di recente nei soggetti affetti da Dermatite Erpetiforme è stata identificata la presenza nel sangue di specifici anticorpi anti-transglutaminasi epidermica (anti-TG3) che potrebbero rappresentare un marcatore utile per la diagnosi.
Da oggi la diagnosi di Dermatite Erpetiforme associata a celiachia potrebbe essere più facile grazie al lavoro svolto dal gruppo di ricerca del Laboratorio di Pediatria del Burlo Garofolo di Trieste. Il Laboratorio di Pediatria del Burlo Garofolo offre la possibilità di eseguire il test per la ricerca su sangue degli anticorpi anti-transglutaminasi epidermica (anti-TG3).
Il test si basa su una metodica semplice (metodica ELISA) e ha la peculiarità di essere l’unico test in grado di misurare la concentrazione degli anticorpi anti-transglutaminasi epidermica (anti-TG3) associati alla Dermatite Erpetiforme. L’accuratezza diagnostica del test, valutata su oltre 500 sieri tra cui, 46 da soggetti con Dermatite Erpetiforme, 200 sieri da soggetti celiaci e 250 da soggetti sani, è molto elevata.
Altre forme di dermatite
La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle. Il processo patologico alla base della patologia è caratterizzato da un'iperproliferazione dei cheratinociti e si associa alla flogosi dell'epidermide e del derma. Questa reazione è responsabile della comparsa di lesioni cutanee ben circoscritte (placche), eritematose (rossastre) e ricoperte da squame grigio-argentee.
La dermatite seborroica è dovuta all'iperattività delle ghiandole sebacee e ad un'alterazione nella composizione del loro secreto; le caratteristiche del sebo lo rendono un terreno fertile per la proliferazione del fungo Malassezia furfur, la cui massiccia presenza irrita la cute.
La dermatite periorale è un'infiammazione cutanea che interessa la zona intorno alla bocca. Questa patologia si presenta come un'eruzione eritematosa, caratterizzata da piccole papule e pelle secca.
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