La dermatite atopica (DA), conosciuta anche come eczema atopico, è un'infiammazione cronica non contagiosa della pelle, ricorrente e molto pruriginosa. Si sviluppa con fasi di miglioramento spontaneo e altre di esacerbazione.
La pelle del paziente presenta chiazze rosse o brunastre e appare secca, screpolata o squamosa, mentre il prurito compare soprattutto di notte. La DA è una delle malattie della pelle che provocano maggiore prurito (eruzioni pruriginose), non a caso il prurito è il primo sintomo di ricaduta. Il prurito è una caratteristica diagnostica essenziale della DA, esso è associato ad altri criteri clinici, come l'aspetto eczematoso, le chiazze rosse o brunastre, nonché la pelle secca, screpolata o squamosa.
Sintomi e manifestazioni della dermatite atopica
La DA ha un aspetto diverso nei neonati, nei bambini e negli adulti. Infatti, negli adulti, la dermatite atopica si presenta con una maggiore variabilità nella morfologia, cioè nell'aspetto e nella forma, delle lesioni e una maggiore predilezione per le aree della testa, del collo, delle mani e dei piedi.
I pazienti affetti da DA soffrono notevoli alterazioni del sonno a causa dell'intenso prurito provocato dalla malattia. Tali alterazioni comportano la difficoltà ad addormentarsi la sera e a svegliarsi al mattino, nonché il frequente risveglio nel corso della notte.
Gli effetti fisici della dermatite atopica sono evidenti: pelle secca, pruriginosa, rossa e infiammata. Gli effetti emotivi non sono così evidenti. Le persone, soprattutto i bambini, possono sentirsi esclusi per il loro aspetto diverso, il che si aggrava quando la malattia limita attività importanti come lo sport. Inoltre, la dermatite atopica può avere un impatto sulla vita familiare. Le visite mediche, i trattamenti che richiedono molto tempo e l'alternarsi di varie soluzioni per dormire in modo tale da gestire i sintomi influiscono su tutti i membri della famiglia. La mancanza di sonno è un effetto collaterale comune dell'eczema, poiché il ciclo prurito-grattamento può impedire una buona qualità del riposo notturno.
Cause e fattori scatenanti
La dermatite atopica può comparire o manifestarsi quando una persona è esposta a un determinato elemento nel proprio ambiente. Tale elemento è comunemente denominato trigger o fattore scatenante. Alcuni dei fattori scatenanti noti della dermatite atopica sono: l'esposizione ad allergeni come il polline, i peli e le scaglie di pelle degli animali domestici o le arachidi, lo stress, la pelle secca e le infezioni.
La dermatite atopica è stata associata a una predisposizione genetica (ereditaria). La predisposizione genetica, però, non rende certa la sua manifestazione. La dermatite atopica è una condizione multifattoriale, cioè che può essere causata da diversi fattori. Si manifesta quando la barriera cutanea, lo strato più esterno della pelle, è compromessa.
La barriera cutanea ha numerose funzioni, come proteggere la pelle da agenti esterni, mantenere l’idratazione, prevenire la perdita di acqua e regolare la temperatura corporea. Quando questa è danneggiata, la pelle diventa più sensibile e vulnerabile a irritanti, allergeni e altri fattori ambientali. Fattori genetici: la probabilità di sviluppare la dermatite atopica aumenta se c’è una storia familiare della malattia.
La patogenesi della dermatite atopica è multifattoriale e associata a uno sbilanciamento delle sottopopolazioni linfocitarie T in senso Th2 con aumentata produzione di citochine di tipo 2 (Interleuchina-4, -5, -13, -31), unita a una difettiva funzione della barriera cutanea.
Circa il 20-30% dei bambini con un genitore atopico e circa il 40-50% dei bambini con entrambi i genitori atopici sviluppa un'allergia atopica. Tuttavia, l'aumento significativo dell'incidenza della DA registrato nei Paesi sviluppati nel corso degli ultimi tre decenni non può avere come unica ragione la predisposizione genetica.
Tipi di dermatite atopica
La dermatite atopica può essere classificata in due tipi principali:
- Estrinseca o allergica: con aumento dei livelli di IgE* e sensibilizzazione ad allergeni specifici.
- Intrinseca o non allergica: con livelli di IgE* nella norma senza sensibilizzazione agli allergeni.
* L'IgE (immunoglobulina E) è un anticorpo prodotto dal sistema immunitario per proteggere l'organismo da batteri, virus e allergeni.
La DA è anche comunemente associata ad altre manifestazioni allergiche, come l'asma, la rinite allergica e l'allergia alimentare.
Esami del sangue nella dermatite atopica
Comuni esami di laboratorio volti a investigare le malattie allergiche spesso dimostrano un aumento delle IgE ed eosinofilia. La maggior parte dei pazienti con dermatite atopica (DA) presenta elevati livelli di specifici anticorpi, le Immunoglobuline E (IgE), prodotti dal sistema immunitario.
Le IgE hanno la funzione principale di proteggere l’organismo dai parassiti, ma sono anche responsabili delle reazioni allergiche. Quando una persona allergica entra in contatto per la prima volta con un allergene, il suo sistema immunitario produce IgE specifiche per quella particolare proteina in un processo chiamato "sensibilizzazione", che tuttavia non provoca sintomi immediati. In caso di un successivo contatto con lo stesso allergene, questo si lega alle IgE già presenti sulla superficie alcune cellule del sistema immunitario, come mastociti e basofili.
Nei soggetti non atopici, i livelli sierici delle IgE sono solitamente bassi (0-200 IU/mL), ma è importante considerare che questi variano a seconda dell'età e della etnia. Nei pazienti atopici invece, i livelli di IgE specifiche o totali sono significativamente elevati (potendo raggiungere livelli di 1.000-10.000 IU/mL).
Un recente studio condotto dall’unità di Allergologia Molecolare clinica e di laboratorio dell’istituto Dermopatico dell’immacolata (IDI) di Roma ha esplorato il ruolo delle IgE specifiche nella patogenesi della DA, da una prospettiva innovativa, differente da quella tradizionale. Gli studiosi hanno infatti hanno analizzato in dettaglio la presenza di IgE presenti nei pazienti con DA, focalizzandosi su quelle dirette contro specifici allergeni ambientali che mostrano una significativa somiglianza strutturale con proteine normalmente presenti nel nostro organismo. Pubblicato sulla rivista Allergy, lo studio ha evidenziato che le IgE contro gli HEMA sono strettamente correlate alla gravità della DA e alla risposta al trattamento farmacologico.
Grazie ad una metodica avanzata che consente di analizzare simultaneamente molteplici allergeni, i ricercatori hanno valutato la reattività IgE di oltre 3000 pazienti, di cui 577 con DA, classificati in base alla gravità e al tipo di manifestazioni cliniche. I risultati hanno mostrato che la reattività verso gli HEMA è significativamente più frequente nei pazienti con AD grave. Inoltre, taluni HEMA sono associati a specifiche manifestazioni cliniche.
Lo studio suggerisce che l’analisi delle IgE contro gli HEMA e il calcolo dell’IgE-MMI potrebbero diventare strumenti diagnostici utili per migliorare la gestione clinica della dermatite atopica. L’IgE-MMI potrebbe permettere di identificare precocemente i pazienti a rischio di DA grave, consentendo un intervento terapeutico tempestivo e mirato.
Diagnosi della dermatite atopica
Non esistono test diagnostici specifici per definire la gravità della DA. Pertanto, i medici si affidano a misure cliniche per definire la gravità della malattia e valutare gli esiti della terapia.
Per arrivare alla diagnosi, è necessaria una visita dermatologica durante la quale il/la medico/a, dopo aver eseguito un'anamnesi iniziale, valuterà i sintomi ed esaminerà le manifestazioni cutanee. I sintomi della dermatite atopica possono essere simili a quelli di altre condizioni che interessano la pelle, come la dermatite da contatto, il lichen simplex, il lichen planus, la psoriasi, la scabbia, la tinea corporis o la dermatite seborroica.
Storicamente i criteri maggiori includono prurito, età precoce all’esordio, carattere cronico o ricorrente, anamnesi positiva o storia familiare positiva per atopia e distribuzione cutanea tipica a carico delle pieghe degli arti. I criteri minori includono xerosi della cute, dermografismo bianco, aumento delle IgE sieriche e suscettibilità alle infezioni cutanee (impetigine da Staphylococcus aureus, eczema erpetico da Herpes Virus Simplex, pitiriasi alba da Malessezia furfur).
Prevenzione e gestione
La dermatite atopica non può essere prevenuta, ma è possibile prevenire le riacutizzazioni e gestire i sintomi seguendo alcune pratiche quotidiane e modificando lo stile di vita.
- Idratazione della pelle: mantenere la pelle ben idratata è essenziale.
- Evitare agenti irritanti: elementi come detersivi aggressivi, tessuti ruvidi (come la lana) o sintetici, prodotti profumati o contenenti alcol possono peggiorare la dermatite atopica.
- Bagni brevi e tiepidi: l’acqua calda e i bagni prolungati possono disidratare la pelle e peggiorare i sintomi. È preferibile optare per docce brevi con acqua tiepida, così da preservare l’equilibrio idrico della pelle.
- Controllo dello stress: lo stress può scatenare o esacerbare i sintomi della dermatite atopica.
- Evitare temperature estreme: le temperature troppo calde o fredde, così come l’umidità eccessiva o la secchezza dell’aria, possono aumentare i sintomi della dermatite atopica.
Durante il bagno o la doccia è preferibile utilizzare saponi non irritanti e leggermente acidi o detergenti senza sapone.
Trattamenti
Non esiste una cura definitiva per la DA, ma sono disponibili molti trattamenti efficaci. Le fasi di esacerbazione possono trattarsi con steroidi o creme non steroidee per uso topico e fototerapia.
Il trattamento della dermatite atopica può iniziare con un’idratazione regolare e altre abitudini di cura personale. Steroidi orali: nei casi gravi, il/la medico/a può prescrivere corticosteroidi orali per controllare l’infiammazione. Bende umide: costituiscono un trattamento intensivo che prevede l’applicazione di creme steroidee seguita dall’avvolgimento della pelle con bende umide. Fototerapia: le persone con riacutizzazioni gravi dopo i trattamenti tradizionali possono trarre beneficio da questo trattamento, che prevede l’esposizione controllata della pelle a raggi ultravioletti.
Si ricorre a trattamenti topici (es. steroidi o immunomodulatori topici in crema o unguento etc..) che verranno eventualmente associati, nei casi più gravi, a trattamenti sistemici (immunosoppressore o farmaci biotecnologici secondo linee guida), oppure fototerapia, in casi selezionati.
Ad oggi non esiste un trattamento farmacologico per la dermatite atopica. Tuttavia, l’applicazione di un trattamento topico e la protezione della pelle possono alleviare il prurito e ridurre in una certa misura la ricorrenza di nuove lesioni.
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