Esami del Sangue per la Diagnosi di Cirrosi Epatica

La cirrosi epatica è una malattia cronica del fegato caratterizzata dalla formazione di tessuto fibroso dopo molti anni passati a lottare contro patologie o problematiche in grado di danneggiare quest'organo. La cirrosi limita la funzionalità del fegato e se non viene trattata per tempo può risultare fatale.

Cos'è la Cirrosi Epatica?

La cirrosi è una malattia del fegato dovuta ad un’infiammazione cronica e alla trasformazione dell’organo in tessuto fibroso con conseguente distruzione della normale architettura del fegato. Il termine “cirrosi” significa sostanzialmente “malattia avanzata di fegato”.

La cirrosi epatica è una malattia dovuta ad un’infiammazione cronica che provoca la trasformazione del tessuto epatico in tessuto fibroso: la distruzione e la perdita delle cellule funzionanti impedisce al fegato di svolgere i suoi compiti. Il fegato svolge un ruolo importante nella digestione degli alimenti, nel metabolismo di molti farmaci e nella produzione di proteine quali l’albumina e i fattori della coagulazione.

Incidenza della Cirrosi

In Italia, vi sono circa 30-60 casi di cirrosi per 100.000 abitanti /anno, corrispondenti ad un totale di 26.000 nuovi casi per anno.

Cause della Cirrosi Epatica

La cirrosi è causata dalla cicatrizzazione del tessuto epatico dovuta ad anni di ripetuti danni al fegato. Ogni volta che viene danneggiato quest'organo tenta di ripararsi, formando delle cicatrici. L'accumulo di cicatrici limita il suo funzionamento.

Gli agenti responsabili dell’infiammazione sono molti e la loro azione deve essere protratta per lungo tempo, in particolare per quello che riguarda l’abuso di alcool, anche se esistono molte altre cause importanti, come alcune malattie epatiche virali.

Le cause più comuni della cirrosi epatica sono: le epatiti virali croniche (epatite B o epatite C) ed il consumo eccessivo di alcool (cirrosi post-etilica). L’Epatite C da sola o in combinazione con alcool ed epatite B è presente nel 72.1% dei casi. Alcune forme di cirrosi sono dovute a malattie genetiche che determinano un accumulo nel fegato di alcuni minerali, come il rame o il ferro o a meccanismi autoimmuni.

Le principali cause includono:

  • Epatite Virale Cronica: I due virus più importanti responsabili dell’infiammazione del fegato sono quelli dell’epatite B e dell’epatite C. L’epatite A non provoca la cirrosi.
  • Steatoepatite Non Alcoolica (NASH): Associata alla sindrome metabolica.
  • Abuso di Alcool (Etilismo): Metà dei casi di cirrosi è provocata dall’alcool.
  • Cirrosi Biliare Primitiva: Malattia rara che colpisce soprattutto le donne.
  • Epatite Attiva Cronica Autoimmune: Il sistema immunitario attacca e distrugge le cellule epatiche.
  • Farmaci e Altre Sostanze Chimiche: Diversi farmaci e sostanze chimiche possono danneggiare il fegato ma pochi provocano cirrosi.
  • Ostruzione del Deflusso Venoso del Fegato: Malattia veno-occlusiva, sindrome di Budd-Chiari, pericardite costrittiva.
  • Disturbi Metabolici ed Ereditari: Si tratta di numerose condizioni rare in cui si verifica un accumulo di tossine nel fegato, come l’emocromatosi, il morbo di Wilson e il deficit di alfa-1 antitripsina.

Manifestazioni Cliniche della Cirrosi

Nelle prime fasi della cirrosi i sintomi possono anche essere assenti e la malattia viene individuata con indagini eseguite per altri motivi. Con il progredire della malattia, possono manifestarsi sintomi quali affaticamento, perdita dell’appetito, difficoltà digestive e perdita di peso.

Non è infrequente accorgersi di avere delle alterazione delle transaminasi in corso di esami del sangue effettuati per altri motivi o per controlli routinari, tuttavia la prima manifestazione clinica dei pazienti con cirrosi può essere caratterizzata da importanti e pericolose complicazioni come l'emorragia, l'ascite, la peritonite batterica spontanea o encefalopatia epatica.

È possibile notare una serie di manifestazioni cliniche, di segni indiretti o segnali che possono far sospettare la presenza di una malattia di fegato, in particolare:

  • Ittero: Colorazione giallastra della cute, degli occhi e delle mucose dovuta ad un aumento della bilirubina.
  • Spider Naevi: Comparsa di arteriole con piccole diramazioni con una caratteristica forma a "ragno" soprattutto al torace o alle braccia, dovuti ad un aumento degli ormoni "femminili".
  • Fegato Nodulare: Sensazione di un fegato nodulare che si apprezza con visita da parte del medico.
  • Splenomegalia: Incremento delle dimensioni della milza, dovuta all'aumento delle pressioni della vena porta.
  • Ascite: Comparsa di liquido nella cavità addominale.
  • Caput Medusae: Comparsa di vene a partenza dall'ombelico che si irradiano verso la periferia, conseguente all'ipertensione portale.
  • Eritema Palmare: Presenza di rossore sul palmo delle mani, dovuto ad un aumento degli ormoni femminili.
  • Unghie Bianche: Comparsa di unghie bianche con bande orizzontali biancastre, correlato alla riduzione delle proteine.
  • Contrattura di Dupuytren: Retrazione delle dita nella parte terminale, così da sembrare arcuate ad uncino.
  • Ginecomastia: Ingrandimento delle mammelle soprattutto per quel che riguarda l'uomo, dovuto ad un aumento degli ormoni "femminili".
  • Ipogonadismo: Riduzione della funzione sessuale per un effetto tossico.
  • Flapping Tremor: Tremore delle mani, conseguente all'accumulo di sostanze tossiche nel cervello.
  • Foetor Hepaticus: Odore dolce e pungente dovuto all'insufficienza del fegato.
  • Stanchezza, Perdita di Appetito e Perdita di Peso: Spesso presenti nei pazienti con cirrosi correlati ad una carenze nutrizionali.
  • Diabete Tipo 2: Si verifica nel 15-30% dei pazienti con cirrosi ed è spesso una conseguenza dell'alterato metabolismo del glucosio da parte del fegato.

Tabella delle Caratteristiche Cliniche Principali della Cirrosi

Caratteristica Clinica Descrizione Causa
Ittero Colorazione gialla della pelle, sclera e le membrane mucose Compromessa funzione escretrice degli epatociti
Spider Angiomi (Spider Naevi) Arteriole con piccole diramazioni con una caratteristica forma a "ragno" principalmente sul tronco e sul viso Incremento estradiolo, per una ridotta degradazione dell'ormone da parte del del fegato
Fegato Nodulare Palpazione irregolare su superficie dura Conseguente alla rigenerazione del fegato irregolare
Splenomegalia Palpazione della milza che presenta dimensioni aumentate Ipertensione portale con congestione splenica
Ascite Liquido nella cavità addominale, clinicamente evidente se >= 1,5 L Ipertensione portale
Caput Medusae Vene visibili che si irradiano dall'ombelico alla periferia Ipertensione portale con la riapertura della vena ombelicale
Eritema Palmare Rossore del palmo delle mani Incremento estradiolo, per una ridotta degradazione dell'ormone da parte del del fegato
Unghie Bianche Bande orizzontali bianche Ipoalbuminemia, riduzione delle proteine
Contrattura di Dupuytren Contrazione della fascia palmare per fibrosi (dita a livelli terminale sono arcuate come ad uncino) Dovuto allo stress ossidativo
Ginecomastia, perdita di capelli nel maschio Benigna proliferazione delle ghiandole delle mammelle Alterazione degli ormoni
Ipogonadismo (alterazioni genitali, soprattutto maschili) - Principalmente nelle cirrosi alcolica e nell'emocromatosi
Flapping Tremore (Asterixis) Tremore delle mani Encefalopatia epatica, disinibizione dei motoneuroni
Foetor Hepaticus Odore dolce e pungente Insufficienza epatica
Anoressia, affaticamento, Perdita di peso Perdita del tono muscolare, si verifica in> 50% dei pazienti con Cirrosi Metabolismo catabolico (che funziona di più e consuma di più) nei malati di fegato
Diabete tipo 2 si verifica nel 15 -30% dei pazienti Con cirrosi Alterata regolazione del glucosio da parte del fegato

Diagnosi di Cirrosi Epatica

La diagnosi può essere difficile da fare in quanto l’esame clinico può non aiutare e le analisi del sangue non sempre forniscono informazioni sullo stato funzionale del fegato. Può essere di aiuto conoscere le abitudini alimentari, quali farmaci vengono assunti e se esistono malattie epatiche tra i famigliari. È in questa fase definita della “cirrosi compensata”, che andrebbe posta la diagnosi, perché è più facile trattare le cause e bloccare l’evoluzione della malattia. La diagnosi di cirrosi è invece semplice quando iniziano a comparire le complicanze della malattia.

Esami del Sangue

Gli esami del sangue permettono di valutare la funzionalità epatica analizzando enzimi, proteine e altre sostanze presenti nel circolo ematico. Per questo motivo, allo scopo di formulare una diagnosi precisa o escludere una malattia del fegato, il medico interpreta i parametri nel loro insieme e, qualora necessario, può indicare l'esecuzione di altre indagini d'approfondimento, come ecografie o biopsie dell'organo.

Tra gli esami ematici più importanti troviamo:

  • Alanina transaminasi (ALT o SGPT): Enzima presente quasi esclusivamente nel fegato, coinvolto nella trasformazione delle proteine in energia.
  • Aspartato transaminasi (AST o SGOT): Enzima presente nel fegato ma anche in muscoli e cuore. Un suo aumento può segnalare un danno al fegato, ma anche altre condizioni come infarti o lesioni muscolari.
  • Gamma-glutamiltransferasi (GGT o gamma-GT): Enzima utile per identificare malattie come epatite, cirrosi o tumore del fegato o delle vie biliari.
  • Fosfatasi alcalina (ALP): Enzima presente nel fegato e nelle ossa, che può aumentare in caso di ostruzione delle vie biliari o patologie ossee.
  • Bilirubina: Prodotto di scarto derivato dalla degradazione dei globuli rossi. Il fegato la trasforma e ne consente l’eliminazione attraverso la bile.
  • Lattato deidrogenasi (LDH): Enzima presente in diversi organi, tra cui fegato, cuore, polmoni e muscoli.
  • Albumina: Una delle proteine principali prodotte dal fegato, che ricopre diversi ruoli essenziali nell’organismo, come il trasporto di ormoni, farmaci e altre molecole nel sangue.
  • Proteine totali: Questo parametro include albumina e globuline. Le globuline comprendono anticorpi, enzimi e altre proteine funzionali.
  • Tempo di protrombina (PT): Misura quanto tempo impiega il sangue a coagulare. Poiché la protrombina è prodotta dal fegato, un PT prolungato può indicare un deficit nella sua capacità di sintesi.

Quando i valori epatici superano di 2-3 volte i limiti di riferimento, in particolare per enzimi come ALT, AST, GGT o per la bilirubina, la situazione è considerata preoccupante.

NOTA BENE: l'intervallo di riferimento indicato per ciascun parametro può cambiare in funzione della strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.

Esami Strumentali

Gli esami strumentali consentono di osservare direttamente la struttura e il funzionamento del fegato. Grazie a queste indagini è possibile individuare alterazioni del flusso sanguigno, segni di fibrosi o cirrosi, e rilevare eventuali lesioni o masse.

Tra gli esami strumentali utilizzati per indagare la salute del fegato, un ruolo di primo piano è ricoperto dall'ecografia addominale, che sfrutta la diversa capacità dei tessuti di riflettere gli ultrasuoni emessi da una sonda. In alternativa o quale conferma di quanto evidenziato con l'ecografia, può essere utilizzata la risonanza magnetica. A volte, la certezza diagnostica è ottenuta con la biopsia, cioè mediante il prelievo di un piccolo frammento di tessuto epatico, mediante apposito ago inserito nell'addome, ovviamente sotto guida ecografica ed in anestesia locale.

  • Ecografia fegato e vie biliari: Esame di primo livello, non invasivo, privo di radiazioni e facilmente accessibile.
  • Eco(color)doppler di fegato e vie biliari: Utilizzato per studiare il flusso sanguigno nei principali vasi epatici.
  • Elastografia epatica: Esame non invasivo e indolore che misura la rigidità del tessuto epatico.
  • Risonanza magnetica (RM) e Colangio-RM: Forniscono immagini ad alta definizione del fegato e delle vie biliari.
  • Scintigrafia del fegato: Esame di medicina nucleare che utilizza un tracciante radioattivo per valutare la funzionalità del fegato e delle vie biliari.
  • Biopsia epatica: Procedura invasiva che prevede il prelievo di un piccolo campione di tessuto epatico.
  • Colangiopancreatografia endoscopica retrograda (ERCP): Tecnica che unisce endoscopia e radiologia per visualizzare e trattare le vie biliari.

Trattamento della Cirrosi Epatica

Il trattamento più adatto varia a seconda della causa della cirrosi.

La progressiva distruzione del fegato può essere arrestata, o almeno rallentata, eliminando la causa che l’ha provocata.

Le principali opzioni terapeutiche includono:

  • Abolire l’assunzione di bevande alcoliche.
  • Trattare con cure specifiche le infezioni da virus B e virus C, e le patologie autoimmuni con cortisonici.
  • Trattare il sovraccarico di ferro con salassi periodici.
  • Diuretici in compresse per la terapia della ritenzione idrica nelle gambe (edema) o nell’addome (ascite).
  • Integrazioni di vitamine e sali minerali.
  • Integrazioni caloriche (in genere, bevande dolcificate) per rafforzare l’alimentazione.
  • Lassativi per prevenire la stitichezza e ridurre la possibilità che le tossine intestinali “scavalchino” il fegato e raggiungano il cervello provocando sonnolenza, confusione e coma (encefalopatia epatica).
  • Il trapianto di fegato è la terapia migliore per la cirrosi.

La ricerca medica ha portato a grandi progressi nella terapia della malattia cronica di fegato, fornendoci strumenti idonei per affrontare la patologia e migliorarne la prognosi. Purtroppo non sono disponibili terapie risolutive per cui la lotta alla cirrosi va combattuta soprattutto sul fronte della prevenzionehtml

Prevenzione della Cirrosi Epatica

La lotta alla cirrosi va combattuta soprattutto sul fronte della prevenzione. Nonostante i notevoli successi ottenuti con la diagnosi precoce della cirrosi epatica, le campagne di sensibilizzazione sui rischi dell’abuso di alcool, la campagna di vaccinazione contro l’epatite B e l’applicazione di misure per impedire la trasmissione parentale di virus epaticici, migliaia di cittadini italiani muoiono di cirrosi epatica e soffrono delle sue gravi ed inevitabili complicazioni.

Sono fortemente raccomandate le vaccinazioni contro l’epatite A e B. E’ permessa una attività fisica non impegnativa e regolare. Per contro, sono sconsigliati sforzi fisici che aumentino la pressione intratoracica, soprattutto se presenti varici esofagee.È necessario avere una buona igiene, evitare minimi traumi, disinfettare e ricoprire bene le ferite. Sono consigliate levaccinazioni anti-influenzale e anti-pneumococcica.

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