L’asma è una patologia infiammatoria cronica delle vie respiratorie, molto comune in Italia, che si può controllare completamente seguendo adeguate terapie. L'asma allergica è una malattia che interessa l'apparato respiratorio provocata dalla presenza di allergeni responsabili dell'infiammazione dell'albero bronchiale.
I meccanismi alla base di questa patologia non sono al momento completamente noti, ma si attribuiscono a una reazione del sistema immunitario causata dall'inalazione di allergeni, particelle diffuse nell'ambiente e a cui il soggetto è sensibile: polline, polvere, acari, peli di animali domestici. L'asma allergica è una patologia infiammatoria dell'apparato respiratorio provocata dal contatto con allergeni: polline, polvere, acari, peli di animali domestici.
È importante ricordare sempre che, per quanto si tratti di una patologia comune spesso controllabile attraverso la terapia, l’asma può presentarsi come asma grave: una malattia severa, che comporta l’insorgenza di crisi asmatiche pericolose ripetute nonostante la terapia inalatoria massimale, e la necessità di accedere al Pronto Soccorso per un immediato intervento specialistico.
Sintomi dell'Asma Allergica
I sintomi dell’asma sono diversi da soggetto a soggetto. Possono essere leggeri o più seri. I sintomi dell’asma sono molto variabili da persona a persona e nel tempo nella stessa persona. I sintomi caratteristici di questa malattia sono di solito cronici o intermittenti, e interessano i bronchi, con un repentino restringimento delle vie aeree (broncospasmo) e una secrezione eccessiva di muco.
I due fenomeni, presi uno per uno o insieme, rendono complicata la respirazione, provocano una “fame” d'aria (dispnea), causano il respiro sibilante, con il caratteristico fischio o rantolo, e comunemente provocano accessi di tosse che inficiano ancor più la respirazione. Talvolta la manifestazione prevalente può essere solo una tosse persistente nel tempo e che si accentua con sforzo, sbalzi termici, inalazione di irritanti. L’attacco d’asma, nei bambini come negli adulti, comincia generalmente con una tosse secca e stizzosa, fastidiosa, che i genitori (e spesso anche i bambini) sanno riconoscere.
Diagnosi dell'Asma Allergica
L’asma bronchiale che si sospetti di natura allergica, necessita di una serie di indagini diagnostiche allergologiche che confermino o escludano la responsabilità di uno o più allergeni (le sostanze alle quali il paziente potrebbe essere allergico) nella genesi della malattia. Il sospetto ipotizzato dallo pneumologo nel corso della visita del paziente sarà valutato dall’allergologo al quale lo stesso invierà il paziente per praticare i test allergometrici. Ogni ricerca viene eseguita partendo dall’anamnesi del paziente e dalla sua storia clinica.
Innanzitutto, non esistono esami specifici per fare diagnosi di asma, come avviene, ad esempio, per la tonsillite, dove basta fare il tampone faringeo e cercare lo streptococco. Conoscere la storia clinica del bambino aiuta il medico nel fare la diagnosi. Questo significa che è necessario rispondere a domande del tipo: «C’è qualcuno in famiglia che soffre o ha sofferto di asma o di malattie allergiche? Quanti episodi di fischietto o sibilo ai polmoni ha avuto nell’ultimo anno? È andato mai all’ospedale? Quali medicine sono state efficaci? Tra un episodio e l’altro è presente la tosse? Cos’è che fa scatenare la tosse (la corsa, le emozioni, andare a casa di nonna, saltare sul letto, l’aria fredda o umida)? Se il medico è sicuro della diagnosi non serve fare accertamenti; sarà proprio la risposta al trattamento (il controllo dell’asma) che lo guiderà. Solo raramente, in caso di dubbio o di particolare resistenza alla terapia può essere utile effettuare una spirometria.
Test Allergologici
Quando si parla genericamente di “prove allergometriche”, “prove allergologiche”, “test allergologici”, sempre ci si riferisce ad una serie di esami proposti dall’allergologo utili a stabilire se quel particolare paziente asmatico è allergico ad una sostanza che ne sostenga il disturbo.
- Test allergologici “in vivo”: per l’asmatico corrispondono sostanzialmente al test praticabile sulla cute attraverso la puntura della stessa in corrispondenza di una goccia di allergene posto preventivamente (Prick Test o Test Cutaneo). Esso sfrutta la capacità della cute di dare luogo al rilascio d’istamina in corrispondenza della zona punta, provocando un pompo (rigonfiamento arrossato e pruriginoso), nel caso in cui la cute sia sensibilizzata alla sostanza testata.
- Test allergologici “in vitro”: sono prove allergologiche che si praticano con un prelievo di sangue. Esse dosano la quantità di anticorpi specifici dell’allergia (anticorpi IgE) prodotti dall’organismo della persona allergica contro una determinata sostanza (PRIST IgE totali e RAST IgE specifiche anti-allergeni inalanti e alimentari).
L’allergia è un fattore scatenante dell’asma; cercare un’eventuale allergia nei familiari (genitori, fratelli, parenti) e nella storia personale è utile per avere più chiaro il quadro. In situazioni meno chiare si effettuano i test cutanei, meglio detti prick test. Sono facili, economici, non sono dolorosi e risultano positivi nell’80-90% dei bambini asmatici. Sono disponibili anche test allergici sul sangue (RAST e l’ImmunoCap) che non sono migliori del prick test per ciò che riguarda la capacità di individuare se un soggetto è o non è allergico, ma sono molto più costosi.
Prick Test
Il prick test si fa mettendo a contatto della pelle, che è stata in precedenza punta (to prick si traduce con pungere), alcune sostanze che si sospetta siano responsabili di una reazione allergica. Le più comuni sono gli acari della polvere, i pollini delle graminacee, dell’olivo, della parietaria, il pelo del gatto, del cane e le muffe.
Il metodo è semplicissimo: si applica una goccia di ciascuna delle sostanze che si vogliono testare sulla superficie interna dell’avambraccio e con una piccola punta si solleva delicatamente la pelle (nessuna paura, il fastidio è sopportabilissimo) per far penetrare la sostanza negli spazi sottostanti. Se c’è allergia, entro 15-20 minuti la pelle si arrossa e si gonfia, proprio come un pizzico di zanzara (pomfo). Ogni pomfo viene confrontato con quello provocato dall’istamina (che per convenzione è riportata + + +) e con quello del controllo negativo (che non deve avere reazione significativa).
Se il pomfo è inferiore alla metà del pomfo dell’istamina il risultato del test sarà +, se è compreso tra la metà e la stessa dimensione di quello dell’istamina è indicato con + + , se è da una a due volte la dimensione dell’istamina è indicato con + + +, se supera il doppio del pomfo dell’istamina è indicato con + + + +.
Spirometria
Per effettuare una diagnosi di asma bronchiale esistono diversi test, tra cui innanzitutto la spirometria con il test di broncodilatazione farmacologica (o test di reversibilità). Qualora, al momento dell’esame spirometrico, la funzionalità respiratoria dovesse risultare nella norma, sarà opportuno ricorrere a un test di provocazione bronchiale aspecifica che permette di rilevare quella condizione di iperreattività bronchiale attraverso l’inalazione di dosi crescenti di particolari sostanze (es. Durante la procedura viene chiesto al paziente di respirare in un boccaglio monouso collegato ad uno Spirometro, dopo posizionamento di uno stringinaso.
Il bambino soffia in un tubo e un piccolo computer rileva il flusso di aria corrispondente ai diversi tratti dell’albero bronchiale. Più i bronchi sono chiusi, più i flussi sono bassi. La spirometria effettuata sia prima sia dopo la somministrazione di un farmaco in grado di dilatare i bronchi o dopo un ciclo di terapia anti asmatica. Nei pazienti con asma la spirometria dimostra di norma la presenza dell'ostruzione delle vie aeree.
Altri Esami Diagnostici
Tra gli esami consigliati figura anche la radiografia del torace. Molti sono i medici che la prescrivono, non tanto per diagnosticare l’asma quanto, piuttosto, per escludere la presenza di altre patologie che posso essere la causa dei sintomi (es. Nei Servizi di bronco-pneumologia sono disponibili anche altri esami (test da sforzo, test alla meta colina, test all’ossido nitrico, studio dei volumi e delle resistenze polmonari).
In caso di sospetta asma il medico si occuperà per prima cosa di effettuare un esame obiettivo auscultando il paziente mentre esegue respiri profondi. In realtà, questa prima fase potrebbe dare esito negativo, poiché solo di rado l'iperventilazione provoca accessi di tosse secca.
Trattamento dell'Asma Allergica
L’asma è una patologia cronica delle vie aeree caratterizzata dall’ostruzione, generalmente variabile nel tempo e reversibile, dei bronchi. L’asma causa l’infiammazione della mucosa che riveste i bronchi, la quale tende a espandersi e a provocare una maggior produzione di muco da parte delle ghiandole lì presenti. Nel frattempo, i muscoli che rivestono le pareti dei bronchi si contraggono. Ne consegue una riduzione delle dimensioni degli stessi e difficoltà nel passaggio dell’aria, principale sintomo della malattia.
Quando il bambino fischia ed è affannato si interviene subito con un farmaco broncodilatatore, cioè capace di allargare il diametro dei bronchi che nel corso dell’attacco si è ristretto. Sono questi i farmaci che si somministrano con l’apparecchio dell’aerosol o, meglio ancora, con la bomboletta spray accoppiata al distanziatore. In qualche caso, se i bronchi non si dilatano a sufficienza e il bambino continua a fischiare nonostante i broncodilatatori, si può usare il cortisone per bocca.
Se gli attacchi sono molto frequenti e il bambino non sta bene nel tempo che intercorre fra un attacco e l’altro, è necessario un trattamento di fondo che si basa su derivati del cortisone, somministrati sempre con l’aerosol o con lo spray o su un farmaco più recente, il montelukast che si prende per bocca.
Nonostante l’aerosol sia molto amato dalle mamme, sarebbe meglio somministrare i farmaci per l’asma con una semplice bomboletta spray. A patto però di saperla usare come si deve. Si agita la bomboletta per qualche secondo e poi la si inserisce nel distanziatore; se il distanziatore non è stato usato per oltre una settimana, è meglio effettuare uno spruzzo a vuoto. Si introduce nella bocca del bambino il boccaglio o si appoggia la mascherina al suo viso, dopo di che si fa uno spruzzo; nel distanziatore trasparente si vedrà per un attimo una nuvoletta: è il farmaco che si mescola con l’aria. È quello il momento di invitare il bambino a inspirare lentamente e a trattenere il fiato per almeno 10 secondi. Dopo un minuto si ripete l’operazione.
Un’altra possibilità di cura è offerta dall’immunoterapia allergene-specifica, anche conosciuta come “vaccinazione” alle allergie. Si tratta di una somministrazione controllata e progressiva dell’allergene a cui il paziente è sensibile, per un periodo che dura almeno tre anni.
Prevenzione dell'Asma Allergica
La prevenzione è uno strumento indispensabile per tenere sotto controllo l'asma allergica. E’ necessario mantenere un'umidità ottimale nella propria casa, cercando di evitare i climi troppo secchi o troppo umidi. All'aperto è bene coprire bocca e naso con una foulard o una sciarpa se il tempo lo consente, o una mascherina se fa caldo, o se il luogo è molto inquinato. L’attuazione di comportamenti responsabili e un’educazione alla prevenzione sono fondamentali per tenere sotto controllo la progressione dell’asma.
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