Artrite e artrosi sono due patologie reumatiche che colpiscono le articolazioni, ma differiscono per natura e manifestazioni. È fondamentale distinguerle per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato. La sintomatologia articolare va sempre affrontata con una diagnosi differenziale tra forme degenerative e forme infiammatorie.
Artrite Reumatoide
L’ARTRITE REUMATOIDE è una malattia autoimmune cronica che provoca infiammazione delle articolazioni con dolori, gonfiori, rigidità delle articolazioni e difficoltà di movimento. In particolare, vengono colpite in modo simmetrico (entrambi i lati del corpo) le articolazioni delle mani, dei piedi, dei polsi, dei gomiti, delle caviglie, delle spalle, delle anche e la colonna vertebrale.
L’ARTRITE REUMATOIDE può esordire a ogni età ma si manifesta più frequentemente tra i 35 ed i 50 anni. Tra le persone più colpite le donne superano gli uomini in proporzione di 4 a 1. Il decorso clinico dell’ARTRITE REUMATOIDE è fluttuante. Se non trattata adeguatamente sviluppa una disabilità moderata entro 2 anni dalla diagnosi e severa dopo 10 anni; approssimativamente il 30% dei pazienti diviene inabile al lavoro entro 10 anni dall’esordio.
Al crescere della disabilità cresce anche la sensazione di abbandono ed altre forme di stress psicologico dovuto alla crescente dipendenza dall’aiuto degli altri. Nell’ARTRITE REUMATOIDE il “nemico” per il sistema immune diventa la membrana che riveste l’articolazione chiamata membrana sinoviale.
I sintomi e il decorso variano da persona a persona e nel tempo. Queste caratteristiche possono ostacolare una diagnosi precoce e un’altrettanto precoce terapia. In molti casi i sintomi compaiono gradualmente (nel corso di settimane o mesi); di solito il paziente avverte al mattino una rigidità nei movimenti delle mani, o delle articolazioni interessate, che migliora nel corso della giornata.
Il segno più indicativo dell’ARTRITE REUMATOIDE è il dolore - accentuato dal movimento e dal carico - di tutte le articolazioni infiammate, che appaiono calde, gonfie, tese, e soprattutto difficili da muovere. L’artrite è una patologia infiammatoria con una maggiore rapidità di evoluzione e di danno alle articolazioni. Inizia dalla membrana sinoviale, che è una membrana “a forma di uovo” che riveste l’articolazione.
L’artrite è una malattia autoimmune. Per dirlo in modo semplice significa che si presenta perché c’è una qualche alterazione del sistema immunitario. Vuol dire che può colpire qualsiasi soggetto, indipendentemente dall’età. I pazienti più colpiti da artrosi hanno un’età compresa fra i 30 e i 60 anni ma è possibile che colpisca anche i più giovani. Esiste infatti l’artrite reumatoide giovanile. L’artrite reumatoide è solo uno dei tanti tipi di artrite. L’artrite colpisce soprattutto e più facilmente le piccole articolazioni, quelle della mano e del piede.
Diagnosi di Artrite Reumatoide
L’artrite reumatoide è difficile da diagnosticare poiché può iniziare gradualmente con sintomi che in realtà potrebbero essere conseguenza di malattie del tutto diverse. Per questo motivo i pazienti con sospetto di ARTRITE REUMATOIDE dovrebbero essere valutati da un Reumatologo per la conferma diagnostica e per la somministrazione di una corretta terapia.
Tra gli esami del sangue, un test frequente è quello del fattore reumatoide che, tuttavia, non sempre garantisce la presenza della malattia. Da qualche tempo, si prescrive anche un test per valutare la presenza degli anticorpi anti-proteine citrullinate (anti-CCP).
Al fine di diagnosticare o escludere la presenza di artrite reumatoide (AR) in pazienti sintomatici, l’esame per la misura degli anticorpi anti peptide ciclico citrullinato (anti-CCP) può essere richiesto, insieme al fattore reumatoide (FR). Inoltre, la ricerca degli anticorpi anti-CCP contribuisce a predire l’andamento della malattia (prognosi). Gli anticorpi anti-CCP possono essere utilizzati anche nel monitoraggio di quei pazienti nei quali ancora non sia stata diagnosticata AR (i cui sintomi non sono ancora sufficienti alla diagnosi secondo i criteri di classificazione dell’American College of Reumatology, ACR) ma per i quali vi sia un sospetto.
Secondo l’ACR, il 95% dei pazienti positivi per gli anticorpi anti-CCP, svilupperà AR. L’esame per la ricerca degli anticorpi anti-CCP viene richiesto, insieme al FR, in presenza di segni e sintomi riconducibili ad una artrite infiammatoria non ancora diagnosticata o in presenza di artrite non differenziata.
Trattamento dell'Artrite Reumatoide
Dal momento che non esiste un farmaco che guarisca l’ARTRITE REUMATOIDE, scopo della terapia è ridurre al minimo o annullare i sintomi e l’invalidità adottando gli appropriati farmaci precocemente nel corso della malattia, prima che il danno articolare diventi permanente.
La terapia dell’ARTRITE REUMATOIDE è migliorata enormemente negli ultimi 25 anni offrendo ai pazienti un soddisfacente controllo dei sintomi e la possibilità di conservare i normali ritmi della routine quotidiana. Non esiste un singolo farmaco efficace per tutti i pazienti e spesso molti di essi devono ricorrere a diverse modifiche terapeutiche nel corso della loro malattia.
I farmaci in grado di modificare il decorso dell’artrite reumatoide definiti per questo “farmaci di fondo”. Questa classe di farmaci ha grandemente migliorato i sintomi e la qualità di vita della maggioranza dei pazienti.
Esistono anche farmaci “biologici” (o meglio biotecnologici): sono in grado di bloccare l’azione di alcune proteine che favoriscono l’infiammazione. Questa classe comprende: etanercept (Enbrel®), infliximab (Remicade®), anakinra (Kineret®), adalimumab (Humira®), rituximab (Mabthera®), abatacept (Orencia®) ed altre molecole ancora in fase di studio.
Artrosi
L’infiammazione articolare dell’ARTROSI può essere in alcuni casi simile a quella dell’ARTRITE REUMATOIDE ma le due malattie sono sostanzialmente diverse. Hanno prognosi differente e colpiscono strati differenti di popolazione. L’infiammazione dell’artrosi è meno aggressiva di quella dell’artrite reumatoide, non ha alla base un’attivazione del sistema immunitario e non vi è un interessamento extra-articolare (sistemico).
L'artrosi (osteoartrosi) è una patologia cronica a carico delle articolazioni. Si tratta di una condizione che deriva dall’invecchiamento e dalla usura delle articolazioni. Le principali articolazioni colpite sono le ginocchia, le anche e la colonna vertebrale, che sono maggiormente interessate a sforzi continui dovuti a carichi. La cartilagine, che va incontro a usura, è il tessuto posto a rivestimento delle superfici delle ossa delle articolazioni. Può interessare la popolazione adulta fino al 10%, e raggiungere il 50% della popolazione oltre i 60 anni. Ad essere prevalente è il sesso femminile.
L’artrosi è una malattia degenerativa provocata dal logoramento delle articolazioni, con una minima componente infiammatoria. Colpisce prima la cartilagine articolare e poi avanzando anche l’osso sottostante. La cartilagine è la parte lucida dell’osso ed è un tessuto non vascolarizzato che riveste gli snodi articolari, li protegge e ne permette lo scorrimento.
Trattandosi di una patologia degenerativa l’artrosi tende a presentarsi con l’avanzare dell’età. Le articolazioni più facilmente colpite da artrosi sono quelle più sottoposte a carico. Sono quindi la colonna vertebrale (cervicale e lombare soprattutto), il ginocchio e l’anca. L’artrosi all’anca è in genere la più invalidante.
Sintomi dell'Artrosi
Il dolore di tipo meccanico può essere considerato il principale sintomo dell’artrosi. Si genera a partire dal movimento e va in regressione con il riposo. Un secondo sintomo è dato dalla rigidità mattutina, o in seguito a un periodo esteso di inattività. La rigidità non supera i 30 minuti.
Si può indicare un aumento di dimensioni nell’articolazione come segno obiettivo. Si tratta in genere di una tumefazione dura, per via degli osteofiti e per il ridotto spazio articolare.
Nel caso dell’artrosi alla colonna vertebrale si manifestano osteofiti protundenti che interessano le vertebre. Queste lesioni potrebbero determinare una compressione ai danni delle radici dei nervi spinali, causando quindi dolore, intorpidimento e formicolio in alcune zone del corpo. La lombalgia è il sintomo principale dell’artrosi lombare, tra i tipi più comuni di mal di schiena.
L’artrosi al ginocchio, detta anche gonartrosi, ha origine dallo sfregamento irregolare del femore ai danni della tibia. Attualmente la gonartrosi è una condizione irreversibile, di conseguenza ha un trattamento esclusivamente sintomatico.
Diagnosi Differenziale: Artrosi vs Artrite
Per capire ancora meglio la differenza tra artrosi e artrite proviamo adesso a metterle a confronto:
- L’artrosi è degenerativa, l’artrite è autoimmune. Quindi una si presenta con l’età mentre l’altra non ha a che fare con l’invecchiamento.
- L’artrosi corrisponde al consumarsi della cartilagine. L’artrite all’infiammazione di una membrana.
- L’artrosi è molto più diffusa e comune dell’artrite.
Anche il manifestarsi delle due patologie è differente, anche se c’è una vaga somiglianza nei sintomi. L’artrosi si manifesta con un dolore che compare quando si usa l’articolazione. La sensazione di rigidità che si prova è modesta e dura in genere pochi minuti. L’artrosi si riconosce anche da alcuni rumori che fa a volte l’articolazione, che sembra quasi scricchiolare.
L’artrite invece si comporta nella maniera opposta. Il dolore compare soprattutto a riposo, più frequentemente la notte. Diminuisce invece con il movimento. La sensazione di rigidità dura solitamente oltre i 30 minuti.
Può accadere a volte che l’artrite porti all’artrosi. Artrite e artrosi sono, come abbiamo detto, due patologie differenti ma l’una può causare l’altra. Il processo infiammatorio dell’artrite può spegnersi, ma lasciare danni sulla cartilagine.
Trattamento dell'Artrosi
Obiettivo del trattamento dell’artrosi è il miglioramento della qualità di vita del paziente. Da un serio programma riabilitativo e una moderata attività fisica il trattamento per l’artrosi può trarre benefici. Si ricorre alla chirurgia quando la terapia conservativa ha fallito.
Quando l’artrosi è molto avanzata, l’inserimento di una protesi artificiale migliora radicalmente la qualità di vita del paziente. La terapia di riferimento è quella analgesica, per ridurre il dolore.
Esistono poi i cosiddetti farmaci condroprotettori, che riescono a diminuire i processi degenerativi dell’artrosi e a influenzare il metabolismo della cartilagine. Uno di questi farmaci è l’acido ialuronico utile come terapia antalgica negli stadi iniziali della malattia.
Anche la fisioterapia può fare molto in caso di artrosi. Alcune terapie strumentali come Tecarterapia, Laserterapia, Ipertermia e Magnetoterapia (in particolare la Bemer) aiutano a togliere il dolore. Si può poi lavorare al rafforzamento muscolare per dare un supporto all’articolazione e renderla più forte.
Esami di Laboratorio
Gli step successivi alla valutazione clinica prevedono in prima istanza gli esami ematochimici e sierologici per la misurazione dei livelli degli indici infiammatori sistemici, Ves e proteina C reattiva, che sono sempre elevati nell’artrite reumatoide ma possono non esserlo nelle altre artriti, per la ricerca del fattore reumatoide e di altri autoanticorpi, tra cui l’anti-peptide ciclico citrullinato che è il più specifico per l’artrite reumatoide, e per l’individuazione di eventuali alterazioni di parametri metabolici che possono sostenere una sintomatologia articolare a componente infiammatoria, come per esempio l’innalzamento dei livelli di acido urico nella gotta.
A seguire, per alcune condizioni, e ovviamente per le sedi passibili di artrocentesi, si rivela discriminante la caratterizzazione fisico-chimica e citologica del liquido sinoviale, che permette non solo di distinguere le forme infiammatorie da quelle degenerative, salvo nei casi di combinazione dei due meccanismi patogenetici, ma anche di identificare le forme settiche e le diverse artriti da microcristalli.
Fattore Reumatoide (FR)
Il fattore reumatoide (FR) è un anticorpo anomalo che combatte altri anticorpi preposti alla difesa dell'organismo. Si stima che il fattore risulti positivo soltanto in circa il 70% dei casi di malattia conclamata. Il fattore reumatoide viene sintetizzato dalle plasmacellule del tessuto sinoviale e dei linfonodi.
Il test del FR è un valido sostegno nella formulazione della diagnosi di Artrite Reumatoide (AR), in special modo in presenza dei segni e sintomi associabili anche ad altre condizioni patologiche. Tuttavia, la presenza di un risultato negativo del fattore reumatoide non consente di escludere la presenza di AR: in circa il 20% dei pazienti affetti dalla malattia sono presenti livelli molto bassi o non rilevabili del parametro.
Nelle persone con segni e sintomi caratteristici di artrite reumatoide, la presenza di livelli elevati di fattore reumatoide indica che con molta probabilità il paziente è affetto dalla patologia. L'assenza completa o valori bassi del fattore reumatoide non sono indicativi di alcun tipo di patologia.
Anticorpi Anti Peptide Ciclico Citrullinato (Anti-CCP)
Gli anticorpi anti peptide ciclico citrullinato (anti-CCP) sono autoanticorpi prodotti dal sistema immunitario contro il peptide ciclico citrullinato (CCP). La citrullina viene normalmente prodotta nell’organismo come parte del metabolismo dell’aminoacido arginina.
Secondo l’ACR, gli anticorpi anti-CCP permettono la diagnosi di AR nel 50-60% di persone ancora negli stadi precoci della malattia (3-6 mesi dall’inizio della malattia). Nel caso in cui siano presenti segni e sintomi di artrite e i test per la ricerca di anticorpi anti-CCP e per il fattore reumatoide (FR) siano positivi, è altamente probabile che il soggetto sia affetto da artrite reumatoide (AR) e che questa si sviluppi rapidamente in una forma più grave della malattia.
Gli anticorpi anti-CCP sono rilevati nel 75% dei soggetti con AR e, nella maggior parte dei casi, assenti nei soggetti sani.
Conclusioni
Una diagnosi accurata e tempestiva è fondamentale per gestire efficacemente sia l'artrite che l'artrosi. Gli esami del sangue, combinati con la valutazione clinica e l'imaging, aiutano a distinguere tra queste due condizioni e a guidare le decisioni terapeutiche.
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