L'osteoporosi è una condizione ossea progressiva che porta alla perdita di densità ossea e alla fragilità scheletrica, aumentando il rischio di fratture. È una condizione comune, soprattutto nelle persone anziane, ma può colpire anche individui più giovani. L'80% delle persone soggette ad osteoporosi sono donne. Gli esperti ritengono che le donne sono più sensibili perché le loro ossa tendono ad essere più fragili rispetto a quelle degli uomini, anche a causa dei cambiamenti ormonali dopo la menopausa, che accelerano la perdita di massa ossea.
Nelle prime fasi dell'osteoporosi, probabilmente non ci sono sintomi evidenti. Col progredire della malattia, possono insorgere sintomi legati all'indebolimento progressivo delle ossa. I sintomi da tenere sotto osservazione sono mal di schiena, perdita di altezza, incurvamento della schiena, ovvero la formazione di una gobba.
Diagnosi dell'Osteoporosi
La densitometria ossea (MOC) è da tempo lo strumento per diagnosticare il rischio di osteoporosi. Negli ultimi tempi si stanno affiancando delle tecniche diagnostiche basate su esami del sangue. Qual è il loro ruolo? Lo scopo è evitare di focalizzarsi sull’osteoporosi quando in realtà essa potrebbe essere conseguenza di altre patologie o stili di vita.
La Densitometria Ossea (MOC o DXA o DEXA)
L’esame di riferimento per la diagnosi di osteoporosi è la densitometria ossea, o mineralometria ossea computerizzata, indicata comunemente con la sigla MOC, che permette di misurare esattamente la densità minerale ossea (Bone Mineral Density, BMD), cioè la quantità (espressa in g/m2) di minerali presenti nello scheletro in toto o in alcuni distretti scheletrici particolarmente soggetti alla perdita di massa ossea. La MOC è un esame semplice, rapido (non richiede più di 5 minuti) e assolutamente indolore. La misurazione si esegue di solito a livello della colonna vertebrale (a livello lombare), del femore o del polso.
La scelta del segmento da studiare dipende da diversi fattori, tra cui il sesso e l’età del paziente: in genere, si preferisce analizzare la colonna lombare nelle donne fino a 60 anni e negli uomini fino a 65, e il collo del femore nelle persone più anziane e/o in presenza di malattie della colonna lombare. Lo scostamento in più o in meno del valore misurato nella persona in esame dal valore medio della popolazione di riferimento si esprime come deviazione standard (DS) e ogni DS in meno equivale circa a una riduzione del 10-15% rispetto al valore medio di riferimento.
Chi può sottoporsi all'esame della MOC?
La MOC valuta la misura dell'osteoporosi, trattandosi di una densitometria che esprime la densità in sali minerali dell'osso. L'osteoporosi, come accennato, è caratterizzata da una riduzione del contenuto di sali di calcio dell'osso. Attraverso questo esame, viene misurata la densità minerale di un osso o di una zona circostritta dello scheletro, che sono solitamente la colonna lombare e il collo del femore.
Il T-score è un indicatore della densità minerale relativo all'ipotetico patrimonio massimo di calcio che si ha a 30 anni (è a questa età che si considera che il patrimonio di calcio sia ai suoi livelli massimi, dopo avrà inizio una progressiva diminuzione). Indica la variazione rispetto alla media: la fascia (-1, +1) rappresenta i limiti della media. Lo Z-score è un indicatore della densità minerale relativo alle persone di pari età. Indica la variazione rispetto alla media.
In tempi recenti è stata introdotta in clinica anche la valutazione della massa ossea mediante apparecchiature ad ultrasuoni (ultrasonografia quantitativa o QUS), che misurano la velocità di trasmissione dell’onda a livello del calcagno, della patella e delle falangi delle mani.
Esami del Sangue per Valutare il Rischio di Osteoporosi
Alcuni esami del sangue possono essere utilizzati per valutare il rischio di osteoporosi e identificare eventuali cause sottostanti della condizione.
I marcatori, o markers, di turnover osseo sono esami che mirano a stimare indirettamente il processo di rinnovo delle ossa. I primi stimano “ritmo” di ricostruzione delle ossa mentre i secondi quello di distruzione. Essi sono un utile ausilio per valutare l’efficacia di trattamenti terapeutici in quanto, prima che siano apprezzabili dalla MOC, permettono di vedere l’attività del nostro corpo nel processo di rinnovo osseo. Un po’ come dire che permettono di capire se c’è un cantiere aperto prima che il palazzo sia terminato.
Pacchetto esami per valutare il benessere delle ossa
Le analisi comprese nel Check Up Osteoporosi Butterfly consentono di rilevare i parametri principali per la salute del metabolismo osseo, verificando la presenza di condizioni come osteopenia o osteoporosi, attraverso specifici esami del sangue di primo livello. Il metabolismo osseo è il processo di formazione e riassorbimento dell’osso, essenziale per mantenere lo scheletro forte e sano; un’alterazione di tale meccanismo è l’osteoporosi, una malattia cronica che rende le ossa più fragili e facilmente soggette a fratture.
Eseguire esami del sangue specifici per le ossa può fare la differenza nella diagnosi precoce di osteopenia e osteoporosi, permettendo di avviare un trattamento tempestivo:
- Calcio totale e ionizzato: utile per indagare condizioni di iper e ipocalcemia.
- PTH (paratormone): fondamentale per valutare il metabolismo del calcio. L’ormone paratiroideo regola i livelli di calcio e fosforo nel sangue.
- Vitamina D: influisce sull’assorbimento intestinale di calcio e fosforo, contribuendo indirettamente alla mineralizzazione ossea, ai processi infiammatori e immunitari. Il calcio e la vitamina D sono nutrienti essenziali per la salute delle ossa.
- CTX: marker essenziale del processo di formazione e riassorbimento delle ossa.
- Fosfatasi Alcalina: La fosfatasi alcalina è un enzima coinvolto nella formazione ossea.
A chi è rivolto il Check Up Osteoporosi?
Gli esami ematici per l’osteoporosi sono specificatamente consigliati per:
- Persone sopra i 50 anni, donne in post-menopausa e/o con una storia familiare di osteoporosi.
- Chi ha subito fratture ossee a seguito di traumi lievi o di modesta entità.
- Soggetti in cura con farmaci (es. corticosteroidi) che possono compromettere il metabolismo osseo.
- Pazienti con malattie croniche come artrite, ipotiroidismo o celiachia.
Preparazione all'esame
Prima del prelievo di sangue è prescritto un periodo di digiuno di 8-10 ore. Se si dovesse avvertire sensazione di sete, durante tale periodo si possono assumere fino a 1-2 bicchieri di acqua. Sono assolutamente vietati fumo e l’assunzione di bevande alcoliche. Nei giorni precedenti all’esame del sangue si prega di non cambiare abitudini alimentari e di vita, evitando di effettuare sforzi fisici intensi il giorno stesso e quelli antecedenti.
Altri Esami Diagnostici
Radiografia
La radiografia, in genere richiesta per altri motivi, permette di sospettare la presenza di osteoporosi qualora nel referto sia riportata la dicitura “segni di osteopenia”. In questo caso, nella lastra l’immagine dell’osso risulta meno bianca, e quindi meno densa. Anche le radiografie possono essere utilizzate per valutare lo stato delle ossa e identificare eventuali fratture osteoporotiche.
Anche se meno comune rispetto alla DXA, la scansione del calcagno può essere utilizzata come test di screening per valutare il rischio di osteoporosi.
Prevenzione e Diagnosi Precoce
L’osteoporosi è una malattia difficile da riconoscere e il rischio di una sua insorgenza o di un peggioramento aumenta con l’avanzare dell’età. Effettuare uno screening di prevenzione è molto importante per escludere la patologia o intervenire sin da subito, evitando alcune conseguenze come la frattura delle ossa.
La diagnosi precoce dell’osteoporosi è fondamentale per prevenire fratture e complicazioni future. La DXA rimane l’esame diagnostico principale per valutare la densità minerale ossea, ma esami del sangue, radiografie e altri test possono essereutilizzati per valutare il rischio e identificare eventuali cause sottostanti della condizione.
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