Esami del Sangue Neurologici: Quali Sono e Quando Farli

Gli esami del sangue rappresentano uno strumento diagnostico fondamentale per valutare la salute generale di un individuo e, in alcuni casi specifici, possono fornire informazioni preziose anche sullo stato di salute del cervello. Sebbene non siano in grado di visualizzare direttamente il cervello come una TAC o una risonanza magnetica (MRI), gli esami del sangue possono rivelare anomalie che suggeriscono problemi neurologici o contribuire a monitorare l'efficacia di trattamenti in corso.

Il Ruolo degli Esami del Sangue nella Neurologia

Contrariamente alla credenza comune, gli esami del sangue non sono solo utili per diagnosticare infezioni o valutare la funzionalità degli organi interni. In neurologia, essi giocano un ruolo complementare importante, fornendo indizi cruciali che, combinati con altri esami diagnostici (come neuroimaging e valutazioni cliniche), possono aiutare a identificare o escludere diverse condizioni.

Marker Biologici e Danno Cerebrale

Il cervello, pur essendo protetto dalla barriera emato-encefalica, rilascia molecole nel sangue in caso di danno o disfunzione. Queste molecole, chiamate biomarker, possono essere rilevate attraverso esami del sangue specifici. L'analisi di questi biomarker può aiutare a identificare la presenza di infiammazione, danno neuronale o altre anomalie che possono essere associate a diverse patologie neurologiche.

Tipologie di Esami del Sangue Utili per la Valutazione Cerebrale

Esistono diverse tipologie di esami del sangue che possono fornire informazioni utili sulla salute del cervello. La scelta degli esami da eseguire dipende dalla specifica condizione sospettata e dalla valutazione clinica del medico.

Esami di Routine

Un esame emocromocitometrico completo (CBC) può rivelare anomalie nei livelli delle cellule del sangue, come un aumento dei globuli bianchi, che potrebbe indicare un'infezione o un'infiammazione. Gli elettroliti sierici (sodio, potassio, cloro) sono importanti per il corretto funzionamento del sistema nervoso e anomalie possono causare confusione o altri sintomi neurologici. Anche la funzionalità renale ed epatica, valutata attraverso esami specifici, può indirettamente influenzare la funzione cerebrale, in quanto insufficienza renale o epatica possono portare all'accumulo di tossine nel sangue che possono danneggiare il cervello.

Marcatori di Infiammazione

La proteina C-reattiva (PCR) e la velocità di eritrosedimentazione (VES) sono indicatori generali di infiammazione nel corpo. Livelli elevati possono suggerire un'infiammazione nel cervello, anche se non specificano la causa o la localizzazione. In alcuni casi, l'infiammazione cronica può contribuire allo sviluppo di malattie neurodegenerative.

Marcatori di Danno Neuronale

Il neurofilamento leggero (NfL) è una proteina strutturale dei neuroni. Quando i neuroni vengono danneggiati, l'NfL viene rilasciato nel liquido cerebrospinale e nel sangue. L'aumento dei livelli di NfL nel sangue può essere indicativo di danno neuronale in diverse condizioni, come la sclerosi multipla, la malattia di Alzheimer, la malattia di Parkinson e le lesioni traumatiche cerebrali. La misurazione dell'NfL sta diventando sempre più importante nella pratica clinica e nella ricerca neurologica.

La proteina tau è un'altra proteina associata ai microtubuli dei neuroni. La sua forma fosforilata (p-tau) è particolarmente rilevante nella malattia di Alzheimer, dove si accumula sotto forma di grovigli neurofibrillari. La misurazione dei livelli di p-tau nel sangue può aiutare a identificare precocemente la malattia di Alzheimer e a monitorare la risposta al trattamento.

La GFAP (proteina acida fibrillare gliale) è una proteina specifica delle cellule gliali, in particolare degli astrociti. L'aumento dei livelli di GFAP nel sangue può indicare un danno agli astrociti, che può verificarsi in diverse condizioni, come lesioni traumatiche cerebrali, ictus e tumori cerebrali. La GFAP è un biomarker utile per valutare la gravità del danno cerebrale e per monitorare la progressione della malattia.

Gli scienziati ricordano che la proteina Gfap si trova normalmente nel cervello, ma viene rilasciata nel sangue quando quest’ultimo viene danneggiato dai primi segni dell’Alzheimer. Malattia che colpisce 35 milioni di persone nel mondo e che oggi viene identificata con esami del fluido spinale o con la scansione cerebrale.

Il responsabile del gruppo di ricercatori, Ralph Martins (direttore del Centro di eccellenza per la ricerca e la cura della malattia di Alzheimer della Perth University), commenta: «I biomarcatori nel sangue potrebbero diventare delle alternative concrete ai più costosi e invasivi metodi oggi in uso per fare una diagnosi precoce della malattia. Scoprire l'Alzheimer per tempo potrebbe permettere interventi medici più efficaci e indicazioni di stili di vita che possano allontanare lo sviluppo dell’Alzheimer».

Quanto hanno scoperto a Perth potrebbe essere «rivoluzionario», afferma Martins, perché «l’esame del sangue di cui parliamo potrebbe essere definito e valido in pochi anni.

Lo studio ha coinvolto 100 adulti di età compresa tra 65 e 90 anni: tutti senza alcun sintomo della malattia di Alzheimer all’inizio della ricerca. È così emerso che gli individui con maggiori depositi di beta amiloide, avevano livelli più elevati di Gfap nel plasma. Da qui l'ipotesi: e se fossimo di fronte a un indicatore precoce della malattia? L’obbiettivo, adesso, è seguire queste persone negli anni, in modo da poter valutare l’efficacia del dosaggio del marcatore Gfap.

Detto questo, non si può escludere che abbiano un’efficacia se avviate nella lunga fase preclinica che precede l’esordio della malattia, anche di diversi decenni. Lo stato attuale sui marcatori di sostanza beta amiloide è il seguente.

«La forma più aggressiva della beta amiloide è la 42, che tende ad accumularsi più di quanto non faccia la più diffusa forma 40. Nel liquido cerebrospinale la AB 42 diminuisce, soprattutto nel rapporto 42/40. La diminuzione può avvenire già vent’anni prima dell’esordio dei sintomi, come è stato dimostrato in soggetti ancora sani, portatori di mutazioni genetiche che producono la malattia intorno alla quarta decade di vita».

Continua Tabaton: «Negli ultimi anni una nuova tecnica (Simoa, ndr) ha consentito di quantificare i picogrammi di Ab nel plasma, evitando così la puntura lombare. Quanto allo studio condotto all’Università di Perth, Tabaton osserva: «Gli autori hanno analizzato nel plasma la Gfap, una proteina degli astrociti (cellule del sistema nervoso a forma di stella, ndr), in soggetti risultati sani dal punto di vista cognitivo, dopo una Pet. Dopodiché, hanno analizzato nel plasma il rapporto Ab 42/40. I risultati indicano che l’aumento di Gfap concorda sia con la positività della Pet sia con la diminuzione del rapporto Ab 42/40».

Il giudizio complessivo su questa ricerca? «Importante, senz’altro», conclude il docente genovese. Quest’esame potrà arrivare presto nella pratica clinica? «Non si può dire, ma è probabile, dopo che altre ricerche l’avranno validato.

Ecco i campanelli d'allarme che anticipano l'Alzheimer:

  • Disorientamento nel tempo e nello spazio
  • Difficoltà nel pensiero astratto
  • Diminuzione della capacità di giudizio
  • Difficoltà nelle attività quotidiane
  • Cambiamenti di umore o di comportamento
  • Mancanza di iniziativa
  • Cambiamenti di personalità
  • La cosa giusta la posto sbagliato
  • Problemi di linguaggio
  • Perdita di memoria

Esami per Malattie Infettive

In caso di sospetta infezione del sistema nervoso centrale (meningite, encefalite), possono essere eseguiti esami del sangue per identificare la presenza di batteri, virus o funghi. Questi esami possono includere l'emocoltura (per rilevare batteri nel sangue) e la ricerca di anticorpi specifici per determinati agenti infettivi.

Esami Genetici

In alcune malattie neurologiche ereditarie, come la malattia di Huntington o alcune forme di demenza, possono essere eseguiti esami genetici per identificare la presenza di mutazioni specifiche. Questi esami possono aiutare a confermare la diagnosi e a fornire informazioni sul rischio di trasmissione della malattia ai familiari.

Autoanticorpi

La presenza di autoanticorpi nel sangue può indicare una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso. Ad esempio, gli anticorpi anti-NMDA-recettore sono associati all'encefalite autoimmune, una condizione che può causare sintomi psichiatrici, convulsioni e disturbi del movimento. La ricerca di autoanticorpi specifici è fondamentale per la diagnosi e il trattamento di queste malattie.

La neuropatia periferica da anticorpi anti-MAG (myelin-associated-glycoprotein) è una malattia molto rara che colpisce il sistema nervoso periferico e che si verifica quando il sistema immunitario sviluppa anticorpi contro una glicoproteina presente nei nervi e chiamata “glicoproteina associata alla mielina o MAG”. Nella neuropatia periferica anti-MAG, il corpo produce anticorpi IgM presenti nel sangue che si legano al MAG, impedendo alle cellule che compongono la mielina di svolgere il loro lavoro.

I sintomi tipici della neuropatia da anticorpi anti-MAG sono la perdita sensoriale distale nelle estremità (mani e piedi) con sensazione di addormentamento oppure formicolio o bruciore, la presenza di tremore alle mani - da lieve a severo-, lo scarso equilibrio con difficoltà a camminare. Man mano che la malattia progredisce, gli individui possono sviluppare anche una certa debolezza muscolare, in genere nelle estremità distali delle gambe.

Metalli Pesanti

L'esposizione a metalli pesanti come piombo, mercurio e arsenico può causare danni al sistema nervoso. L'analisi dei livelli di metalli pesanti nel sangue può aiutare a identificare e trattare l'intossicazione da metalli pesanti.

Applicazioni Cliniche degli Esami del Sangue

Gli esami del sangue trovano applicazione in diverse aree della neurologia:

  • Diagnosi Differenziale: Gli esami del sangue possono aiutare a distinguere tra diverse condizioni neurologiche con sintomi simili. Ad esempio, nei pazienti con sclerosi multipla, la misurazione dei livelli di neurofilamento leggero (NfL) nel sangue può aiutare a valutare l'attività della malattia e l'efficacia delle terapie.
  • Valutazione del Rischio: In alcuni casi, gli esami del sangue possono essere utilizzati per valutare il rischio di sviluppare una malattia neurologica. Ad esempio, la misurazione dei livelli di colesterolo e di altri fattori di rischio cardiovascolare può aiutare a valutare il rischio di ictus.
  • Ricerca Clinica: Gli esami del sangue sono ampiamente utilizzati nella ricerca clinica per identificare nuovi biomarker e per sviluppare nuove terapie per le malattie neurologiche. Ad esempio, la ricerca di nuovi biomarker per la malattia di Alzheimer è un'area di ricerca molto attiva.

Limitazioni degli Esami del Sangue

È importante sottolineare che gli esami del sangue presentano alcune limitazioni. Non sono in grado di visualizzare direttamente il cervello e non possono fornire una diagnosi definitiva da soli. I risultati degli esami del sangue devono essere interpretati nel contesto della storia clinica del paziente, dell'esame neurologico e di altri esami diagnostici.

Inoltre, i livelli di alcuni biomarker possono essere influenzati da altri fattori, come l'età, il sesso, la genetica e le condizioni mediche concomitanti. Pertanto, è importante che gli esami del sangue siano interpretati da un medico esperto.

Il Futuro degli Esami del Sangue in Neurologia

La ricerca nel campo dei biomarker neurologici è in rapida evoluzione. Nuovi biomarker vengono costantemente scoperti e sviluppati, rendendo gli esami del sangue sempre più utili nella diagnosi e nel monitoraggio delle malattie neurologiche. Le nuove tecnologie, come la proteomica e la genomica, stanno aprendo nuove possibilità per l'identificazione di biomarker più specifici e sensibili.

In futuro, è probabile che gli esami del sangue diventino ancora più importanti nella pratica clinica, consentendo una diagnosi più precoce e precisa delle malattie neurologiche e una gestione più personalizzata dei pazienti. La biopsia liquida, che consiste nell'analisi di campioni di sangue per rilevare cellule tumorali o DNA tumorale, sta diventando una tecnica promettente per la diagnosi e il monitoraggio dei tumori cerebrali.

Esempio di Applicazione: Diagnosi Precoce dell'Alzheimer

Un esempio concreto di come gli esami del sangue stiano rivoluzionando la neurologia è la diagnosi precoce della malattia di Alzheimer. Fino a poco tempo fa, la diagnosi di Alzheimer poteva essere confermata solo attraverso esami invasivi come la puntura lombare o la PET cerebrale. Ora, grazie alla misurazione dei livelli di beta-amiloide e tau nel sangue, è possibile identificare i pazienti a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer anche molti anni prima della comparsa dei sintomi clinici. Questo permette di intervenire precocemente con terapie preventive e di migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Un esame del sangue insomma che potrebbe essere incorporato all’interno di uno screening neurologico presso strutture neurologiche specializzate.

“Abbiamo validato questo test - spiega uno degli autori dello studio, Brian Gordon, professore associato di radiologia presso il Mallinckrodt Institute of Radiology della Washington University - su soggetti con morbo di Alzheimer poiché sappiamo che il cervello di questi pazienti va incontro a notevole neurodegenerazione, ma questo marcatore non è affatto specifico dell’Alzheimer. Il test in questione misura le catene leggere del neurofilamento, una proteina strutturale presente nello ‘scheletro’ dei neuroni.

Quando i neuroni vengono danneggiati, da una patologia neurodegenerativa o da un trauma, la proteina fuoriesce dai neuroni, passa nel liquor e da qui arriva in circolo. E’ stato dimostrato che la presenza di elevati livelli di questa proteina nel liquor correlano con un danno neuronale, ma naturalmente non è facile effettuare l’esame sul liquor.

Nello studio pubblicato su Nature Medicine, sono stati arruolati 400 soggetti partecipanti allo studio DIAN; 247 di loro sono portatori di questa variante genetica di Alzheimer ‘early-onset’; 162 sono loro parenti non portatori di questa alterazione. Nei portatori della variante genetica ‘early onset’ i livelli delle catene leggere del neurofilamento sono risultati già aumentati al basale e sono poi andati aumentando ulteriormente nel corso degli anni. Viceversa, i livelli di questa proteina sono risultati bassi e stabili nella popolazione portatrice della variante ‘sana’ del gene. La differenza tra questi due gruppi di persone era già evidente 16 anni prima della comparsa dei sintomi della malattia.

Per valutare se i livelli ematici di questa proteina possono essere utilizzati per prevedere la comparsa di declino cognitivo , gli autori dello studio hanno raccolto i dati di 39 persone portatrici della variante ‘malata’ del gene, quando sono tornati a visita di controllo a distanza di 2 anni. I pazienti sono stati sottoposti a risonanza Tac cranio e sono stati somministrati loro due test cognitivi, il Mini-Mental State Exam MMSE) e il Logical Memory test.

Sedici anni prima della comparsa dei sintomi cognitivi è un momento decisamente precoce nella storia di questa patologia, ma anche in questa fase così iniziale è possibile osservare delle differenze. Ciò significa che questa proteina ha le potenzialità per essere utilizzata come biomarcatore preclinico di malattia. E’ già disponibile un test commerciale che consente di dosare i livelli di questa proteina nel sangue; il test tuttavia non è stato ancora approvato dall’Fda per diagnosticare, né per prevedere il rischio individuale di danno cerebrale.

“Probabilmente solo tra qualche anno questo test potrà essere utilizzato in clinica - prevede Gordon - per individuare in fase precocissima segni di danno cerebrale nel singolo paziente. Al momento, non siamo ancora in grado di dire se un paziente svilupperà l’Alzheimer entro i prossimi cinque anni.

Altre Categorie Strumentali di Uso Corrente

Oltre agli esami del sangue, esistono altre categorie strumentali di uso corrente in neurologia:

  • Esame del Liquor: L’esame del liquor cerebrospinale, contenuto fra le meningi e nei ventricoli encefalici, conserva il suo valore nella diagnosi delle patologie infiammatorie e infettive del tessuto nervoso e delle meningi. Richiede la puntura lombare.
  • Esami Neurofisiologici: Gli esami neurofisiologici misurano le variazioni dei potenziali elettrici che accompagnano il lavoro delle cellule nervose e muscolari. Forniscono indicazioni assai importanti sul livello funzionale del cervello (elettroencefalografia, EEG), delle vie sensitive e motorie (potenziali evocati visivi, PEV; potenziali uditivi, PEA o BAEPs; potenziali somatici, PES; potenziali motori, PEM), dei nervi periferici (elettroneurografia, ENG) e del muscolo (elettromiografia, EMG).
  • Tecniche di Immagine: Le tecniche di immagine mostrano l’aspetto morfologico del sistema nervoso centrale. Le principali sono la scintigrafia (SPECT, PET), la tomografia computerizzata (TC), e la risonanza magnetica (RM).
  • Angiografia: L’angiografia visualizza i vasi encefalici o midollari utilizzando un mezzo di contrasto immesso direttamente in arteria, usando oramai immagini TC o RM.
  • Misure Funzionali: Utilizzano radioisotopi specifici negli esami PET e SPECT e in modo sempre più estensivo particolari sequenze di impulsi magnetici (RM funzionale) per valutare l’attività metabolica del tessuto e compiere studi sui circuiti neurali impegnati in varie attività.
  • Ultrasuoni: Gli ultrasuoni, utilizzando l’effetto Doppler, forniscono velocità di flusso e immagini delle arterie extracraniche (carotidi e - in misura meno precisa - vertebrali) e intracraniche (Doppler-ecotomografia dei tronchi sopra aortici e Doppler transcranico).
  • Esami Bioptici: Gli esami bioptici consistono nel prelievo chirurgico di piccoli di frammenti di muscolo, di piccoli nervi e, in casi molto selezionati, di porzioni di cervello prelevate con un ago per studiare l’aspetto microscopico dei tessuti ai fini diagnostici.
  • Studi Genetici: Gli studi genetici informano sulla presenza di un corredo cromosomico abnorme.

Considerazioni sull'Affidabilità e la Riproducibilità

L'affidabilità e la riproducibilità degli esami del sangue per la valutazione cerebrale sono aspetti cruciali. È fondamentale che i laboratori seguano protocolli standardizzati e che i risultati siano interpretati con cautela, tenendo conto delle possibili variabili che possono influenzare i livelli dei biomarker. La standardizzazione dei metodi di misurazione e l'utilizzo di valori di riferimento specifici per età e sesso sono essenziali per garantire l'accuratezza e la coerenza dei risultati.

Implicazioni Etiche e Sociali

L'utilizzo degli esami del sangue per la diagnosi precoce delle malattie neurologiche solleva importanti questioni etiche e sociali. È importante garantire che i pazienti siano adeguatamente informati sui rischi e sui benefici degli esami eche abbiano il diritto di decidere se sottoporsi o meno agli esami. Inoltre, è necessario proteggere la privacy dei pazienti e garantire che i risultati degli esami siano utilizzati in modo responsabile.

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